Con l’istituzione di un “bollino” Lgbt per certificare le strutture turistiche cosiddette “inclusive” la Regione Emilia-Romagna crea un privilegio per una categoria e, prevedendo anche corsi di formazione, la creazione di un’offerta turistica dedicata e un evento ad hoc, anche finanziamenti privilegiati. Dobbiamo quindi aspettarci che le strutture che non si allineano a questa politica, e non riceveranno il fantomatico “bollino”, verranno forse penalizzate? Così si viola il principio di uguaglianza, sulla base di un concetto completamente astratto, ovvero il fantomatico “turismo Lgbt”, come se esistesse anche un turismo etero, o come se le persone decidessero dove andare in vacanza in base al proprio orientamento sessuale. La nostra regione è già accogliente verso tutte le persone, senza aggiungere categorie ideologiche e di fatto discriminanti. Sembra piuttosto una manovra volta a fare arrivare altri fondi statali alle associazioni LGBT e ci chiediamo quanti.
Così Francesco Perboni, referente Regionale di Pro Vita & Famiglia in Emilia-Romagna sul nuovo progetto annunciato dalla Regione che prevede un “bollino” Queer Vadis che certificherà le strutture turistiche che verranno giudicate “inclusive” e “adatte” per le persone Lgbtqia+.