Poco più di un mese dopo l’approvazione dell’incostituzionale Legge regionale toscana per aiutare i cittadini a suicidarsi, si intensifica la deriva eutanasica nel nostro Paese con l’avvio di una simile proposta anche in Sicilia, anch’essa illegittima per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato. Ci auguriamo che la maggioranza di centrodestra, guidata dal Governatore Renato Schifani di Forza Italia, si mantenga salda sul principio per cui la pubblica amministrazione non può mai e in alcun modo agevolare le intenzioni suicidarie dei cittadini, tanto più che nessuna sentenza della Corte Costituzionale ha mai in alcun modo prescritto che ciò debba accadere, limitandosi a scriminare alcune condotte di rilievo penale senza creare un “diritto al suicidio assistito”. Si provveda invece con estrema urgenza a potenziare il sistema sanitario regionale in tema di cure palliative, Hospice, assistenza domiciliare diretta, formazione di nuovo personale specializzato nel sostegno a familiari e caregiver, reti di sostegno psicologico. Di fronte al campanello d’allarme dell’ennesima fuga in avanti di una Regione su un tema non di sua competenza, è ancora più urgente che il Governo proceda speditamente per impugnare presso la Corte Costituzionale la Legge approvata in Toscana fermando la delirante spirale eutanasica, come richiesto anche da oltre 26.000 cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare di Pro Vita & Famiglia Onlus.
Così Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus, sull’avvio dell’iter legislativo, in seno all’Assemblea Regionale Siciliana, di un ddl sul suicidio medicalmente assistito del M5S, a prima firma di Luigi Sunseri, scelto come testo base e di un secondo disegno di legge, del PD, entrambi incardinati in Commissione Sanità.