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        <title>Notizie e Iniziative su Vita e Famiglia - Pro Vita e Famiglia APS</title>
        <link>https://www.provitaefamiglia.it/</link>
        <description>Il portale Pro Vita e Famiglia, promuove i valori della Vita, dal concepimento fino alla morte naturale e della Famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. Scopri tutti gli articoli.</description>
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                <g:brand>provitaefamiglia</g:brand>
                <title>Danimarca, risarcimenti alle donne groenlandesi costrette alla spirale contraccettiva</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/danimarca-risarcimenti-donne-groenlandesi-spirale-contraccettiva</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La Danimarca risarcir&#224; le &lt;strong&gt;donne&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;groenlandesi&lt;/strong&gt; a cui, tra gli anni Sessanta e i primi anni Novanta, fu &lt;strong&gt;imposto un dispositivo contraccettivo intrauterino (IUD) nell’ambito della cosiddetta &lt;em&gt;Danish Coil Campaign&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Lo ha stabilito il parlamento danese, che ha previsto un indennizzo fino a 40mila euro per ciascuna vittima. La norma arriva alla vigilia della pubblicazione dei rapporti di due commissioni di esperti, incaricate dal governo semi-autonomo della &lt;strong&gt;Groenlandia&lt;/strong&gt; di accertare se Copenaghen si sia resa responsabile di violazioni dei diritti umani, fino all’ipotesi di &lt;strong&gt;genocidio&lt;/strong&gt;. Fino al 1992, infatti, la Danimarca ha gestito direttamente il sistema sanitario groenlandese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Una campagna per contenere le nascite&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Pi&#249; di &lt;strong&gt;4.000 donne e ragazze groenlandesi&lt;/strong&gt;, in gran parte di etnia &lt;em&gt;inuit&lt;/em&gt;, si videro inserire una &lt;strong&gt;spirale contraccettiva &lt;/strong&gt;durante la campagna promossa da Copenaghen a partire dagli anni Sessanta e proseguita anche dopo il 1992. L’obiettivo dichiarato era contenere la crescita della popolazione groenlandese e ridurre la pressione sui servizi sociali. Il risultato, dal punto di vista numerico, fu netto: tra il 1966 e il 1974 il tasso di fertilit&#224; in Groenlandia &lt;strong&gt;croll&#242; da 7 figli per donna a una media di 2,3&lt;/strong&gt;, valore rimasto pressoch&#233; stabile fino a oggi nella popolazione &lt;em&gt;inuit&lt;/em&gt;. Molte delle ragazze coinvolte avevano tra i 12 e i 15 anni: venivano spesso prelevate dalle scuole o sottoposte alla procedura durante visite mediche di routine, spesso anche senza che i genitori ne fossero informati. Inoltre diverse donne hanno sofferto per anni di complicazioni, spesso senza conoscerne la causa e senza ricevere cure adeguate, e alcune sono state sottoposte a isterectomia, con l’asportazione dell’utero e la conseguente impossibilit&#224; di avere figli, mentre molte altre hanno raccontato di non essere state informate n&#233; di aver prestato il proprio consenso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La battaglia legale delle vittime&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;A oltre cinquant’anni di distanza, &lt;strong&gt;un gruppo di quelle donne ha deciso di andare oltre la denuncia storica&lt;/strong&gt;, presentando una richiesta collettiva di risarcimento pari a circa 43 milioni di corone danesi (5,7 milioni di euro), per quella che definiscono un&#39;evidente e &lt;strong&gt;sistematica&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;violazione dei loro diritti umani&lt;/strong&gt;. L’azione legale era stata avviata gi&#224; nell’ottobre 2023 da 67 donne, guidate da Naja Lyberth, psicologa groenlandese nata nel 1962 e attivista per i diritti delle donne. Fu proprio lei, nel 2017, la prima a denunciare pubblicamente di essere stata mandata in ospedale nel 1976, ancora adolescente, dopo una visita medica statale svolta a scuola, dove le venne impiantato un dispositivo intrauterino senza il suo consenso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La vicenda &#232; poi esplosa a livello pubblico nel 2022, quando l’emittente danese DR ha pubblicato un podcast in cinque puntate dal titolo &lt;em&gt;Spiralkampagnen&lt;/em&gt;, &lt;strong&gt;spingendo i governi di Danimarca e Groenlandia a concordare un’ampia indagine congiunta&lt;/strong&gt;. Nel settembre 2025 la prima ministra danese Mette Frederiksen si &#232; formalmente e pubblicamente scusata con le vittime, durante una cerimonia svoltasi a Nuuk, e ora questa decisione segna un passaggio storico e lo sar&#224; ancora di pi&#249; soprattutto se sar&#224; “accertato” &lt;strong&gt;il reato di genocidio&lt;/strong&gt;, in quanto significherebbe riconoscere che aver portato alla conseguenza di migliaia – se non milioni – di bambini mai nati, mai neanche concepiti nonostante la volont&#224; di migliaia di donne, significa aver &lt;strong&gt;negato anche solo l’ipotesi di vita&lt;/strong&gt; a intere generazioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                <g:image_link>https://www.provitaefamiglia.it/media/immagini/25278_n_spirale-canada.jpeg</g:image_link>
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                <title>Bonus scuole paritarie 2026. Ecco come richiederlo e quali sono i requisiti</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/bonus-scuole-paritarie-2026-come-richiederlo-requisiti-isee</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Da qualche giorno &#232; possibile per le famiglie usufruire di quanto disposto lo scorso 14 luglio dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in sinergia con il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, ovvero del &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/cosa-prevede-il-bonus-paritarie-firmato-da-valditara-e-perche-conviene-a-tutti&quot;&gt;bonus per le scuole paritarie, che prevede fino a 1.500 euro per le famiglie con Isee fino a 30.000 euro&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Come richiederlo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Una volta effettuato l’&lt;strong&gt;accesso alla piattaforma Unica&lt;/strong&gt; – previa autenticazione tramite identit&#224; digitale Spid, Cie, Cns, eIDAS o credenziali del Ministero – &#232; possibile richiedere tale contributo inoltrando la &lt;strong&gt;relativa domanda entro e non oltre luned&#236; 21 settembre&lt;/strong&gt;. Prima di compilarla correttamente &#232; necessario accertarsi di essere in possesso di &lt;strong&gt;attestazione Isee&lt;/strong&gt; per il nucleo familiare in corso di validit&#224; e privo di anomalie rispetto ai dati dichiarati. In caso contrario, &#232; opportuno che il genitore proceda a formulare tale richiesta in tempo utile presso l’Inps o attraverso la mediazione del proprio commercialista. Infatti l’accesso al servizio &lt;em&gt;Agevolazioni&lt;/em&gt; apre alla verifica dei requisiti. Per quanto nel caso in cui l’Isee sia scaduto non venga preclusa la possibilit&#224; di richiedere il contributo, &#232; necessario per&#242; sanare tale difformit&#224; presentando la Dichiarazione Sostitutiva Unica entro la scadenza dei termini della stessa istanza. &lt;strong&gt;Il sistema di Unica verificher&#224; il possesso dei requisiti &lt;/strong&gt;attraverso la consultazione in tempo reale delle banche dati del Sidi (per la verifica della frequenza presso un istituto paritario e la verifica dell’associazione genitori/responsabili e studenti); dell’Inps (per il riscontro Isee e la verifica della relativa fascia) e dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (per la verifica dell’appartenenza del genitore/responsabile e dello studente alla medesima famiglia anagrafica). In fase di domanda, inoltre, &lt;strong&gt;il richiedente dovr&#224; fornire l’Iban&lt;/strong&gt; del conto corrente sul quale desidera sia accreditato il contributo e un indirizzo e-mail (o Pec mail) di contatto in caso di necessit&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’esito delle richieste&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Dopo l’inoltro dell’istanza&lt;strong&gt; sar&#224; possibile visualizzare l’esito della richiesta &lt;/strong&gt;con evidenza della fascia di reddito di appartenenza (&lt;strong&gt;1&#170; fascia&lt;/strong&gt;: 0€–10.000€; &lt;strong&gt;2&#170; fascia&lt;/strong&gt;: 10.000,01€–20.000€; &lt;strong&gt;3&#170; fascia&lt;/strong&gt;: 20.000,01€–30.000€). Tra le Faq del Ministero di viale Trastevere viene chiarito che &lt;strong&gt;il contributo fino a 1.500 euro &#232; cumulabile con altri sussidi&lt;/strong&gt; pubblici di carattere regionale. I limiti derivano per&#242;, in questo caso, dall’eventuale superamento dei valori relativi al costo medio per studente stabilito dal Ministero. Per l’anno scolastico 2025/2026 il massimale individuale per la scuola secondaria di primo grado arriva a 7.161,37 euro e a 7.852,29 euro per la secondaria di secondo grado. Allo stesso tempo la piattaforma ministeriale precisa che, per l’erogazione del bonus, verr&#224; seguito l’&lt;strong&gt;ordine inversamente proporzionale basato sull’Isee&lt;/strong&gt;, tenendo dunque in considerazione eventuali altri bonus regionali gi&#224; percepiti nell’anno in corso. Il &lt;strong&gt;riconoscimento di tale contributo verr&#224; ufficializzato con un’e-mail &lt;/strong&gt;al genitore e sar&#224; visibile nell’area riservata del portale ministeriale. Nel caso in cui una &lt;strong&gt;famiglia abbia pi&#249; figli iscritti&lt;/strong&gt; alle scuole paritarie ammesse all’erogazione del contributo, non &#232; previsto un &lt;strong&gt;tetto massimo &lt;/strong&gt;a priori, anche se negli scorsi anni l’importo massimo cumulabile per l’intero nucleo familiare &lt;strong&gt;non poteva superare i 5.000 euro&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cosa prevede il bonus?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ricordiamo brevemente che, secondo quanto previsto dal decreto sopracitato, il bonus per le scuole paritarie sar&#224; erogato alle&lt;strong&gt; famiglie con Isee fino a 30.000 euro&lt;/strong&gt; i cui figli abbiano frequentato nell’anno scolastico 2025/2026 una scuola paritaria secondaria di primo grado o il primo biennio di una scuola paritaria secondaria di secondo grado. &#200; dunque un sussidio che esclude i figli iscritti all’asilo nido, alla scuola dell’infanzia e primaria, e che limita e circoscrive in questo modo la platea dei destinatari ai bambini delle scuole medie e ai ragazzi dei primi due anni delle scuole superiori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Veneto: la Lega sbanda a sinistra e approva la legge ‘ammazza-malati’</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/veneto-la-lega-sbanda-a-sinistra-e-approva-la-legge-ammazza-malati</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il Veneto &#232; la quarta Regione italiana ad approvare una &lt;strong&gt;legge che impiega strutture e fondi pubblici per aiutare i cittadini disperati ad ammazzarsi&lt;/strong&gt;, e la prima governata dal centrodestra. Le altre tre — Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna — sono amministrate dalla sinistra, che almeno fa ci&#242; che ha promesso ai propri elettori. Il primato veneto non &#232; dunque un primato: &lt;strong&gt;&#232; un tradimento politico e valoriale con data, ora e verbale&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ieri a Palazzo Ferro Fini non &#232; passata una legge di sinistra perch&#233; l&#39;opposizione &#232; stata pi&#249; brava. &#200; passata perch&#233; &lt;strong&gt;undici consiglieri della Lega&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;quattro della lista del presidente della Giunta&lt;/strong&gt; l&#39;hanno votata insieme a PD, Verdi-Sinistra, Cinque Stelle, Riformisti e civiche. Senza di loro, il testo non avrebbe avuto i numeri, come non li ebbe nel gennaio 2024, quando manc&#242; un solo voto. Ieri ne sono sovrabbondati sei.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il mandante politico&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Luca Zaia&lt;/strong&gt; non &#232; un consigliere qualunque: &#232; l’ex Governatore, e oggi presiede l&#39;Aula, cio&#232; l&#39;organo che dovrebbe garantirne l&#39;imparzialit&#224;. &lt;strong&gt;Ha scelto invece di fare campagna ideologica attiva&lt;/strong&gt;. Alla vigilia ha scritto una lettera aperta ai veneti per dire che non si votava &#171;sulla morte&#187; ma &#171;sulla libert&#224; della persona&#187;, invitando i consiglieri ad anteporre la coscienza all&#39;appartenenza: cio&#232; a sciogliere la disciplina di partito, ma in una direzione sola. Poi ha presieduto la seduta, chiamato l&#39;appello nominale e votato s&#236;. A urne chiuse si &#232; detto &#171;orgoglioso di un Consiglio regionale che ha scelto di non voltarsi dall&#39;altra parte&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Voltarsi dall&#39;altra parte &#232; esattamente ci&#242; che &#232; stato fatto&lt;/strong&gt;. Rispetto ai malati che la Regione non assiste come dovrebbe. Rispetto agli elettori a cui la Lega aveva promesso il contrario. Rispetto al programma nazionale del proprio partito, che &lt;strong&gt;rifiuta esplicitamente ogni normativa a favore dell&#39;eutanasia e del suicidio assistito&lt;/strong&gt; e respinge &#171;la visione per cui una vita &#232; degna di essere vissuta solo se in forze ed in salute&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L&#39;esecutore materiale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Alberto Stefani&lt;/strong&gt; &#232; presidente della Regione da pochi mesi. Fino a maggio considerava indebito l’intervento regionale sul tema. Ma la pressione di Zaia &#232; stata troppo forte. Cos&#236; ha depositato otto emendamenti e dato parere favorevole a diciassette dei ventotto correttivi del centrosinistra, presentando il risultato come una normativa pi&#249; restrittiva del testo originario e persino ispirata al &#171;favor vitae&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&#200; la formula con cui si fa digerire l&#39;inaccettabile&lt;/strong&gt;: si tolgono alcune virgole per poter votare tutto il resto. L&#39;obiezione di coscienza per i sanitari, il palliativista con parere &lt;strong&gt;non vincolante&lt;/strong&gt;, un Comitato regionale di bioetica che ancora non esiste. Nessuno di questi correttivi impedisce a un solo paziente di ricevere il farmaco letale a spese del servizio sanitario pubblico. Servivano a procurare voti, e li hanno procurati. Stefani ha votato s&#236;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;A chi in Veneto ha creduto alla parola &quot;restrittivo&quot; va detto con chiarezza: una legge non diventa buona perch&#233; &#232; meno peggio della sua prima stesura. Diventa legge.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Come hanno votato i partiti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il voto &#232; stato palese, per appello nominale, con dichiarazione di ciascun consigliere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;32 favorevoli&lt;/strong&gt;: 11 consiglieri della Lega, 4 della lista Stefani, 1 di Forza Italia e i 16 dell&#39;opposizione. Tra loro Luca Zaia, il presidente Alberto Stefani, l&#39;ex vicepresidente della Giunta Elisa De Berti, il capogruppo della lista Stefani Matteo Pressi e, per Forza Italia, il vicentino Jacopo Maltauro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;14 contrari&lt;/strong&gt;: tutti i 9 di Fratelli d&#39;Italia, 2 di Resistere Veneto, 2 della Lega (Riccardo Barbisan e Filippo Rigo) e Stefano Valdegamberi di Futuro Nazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;5 astenuti&lt;/strong&gt;: 2 della Lega (Andrea Tomaello e Rosanna Conte), 2 di Forza Italia — tra cui il capogruppo Alberto Bozza — e Eric Pasqualon dell&#39;UDC.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Chi ha tenuto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In quell&#39;Aula qualcuno non si &#232; piegato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Seguendo l’incoraggiamento a favore della vita giunto da &lt;strong&gt;Maddalena Morgante&lt;/strong&gt;, responsabile del Dipartimento Famiglia e Valori non negoziabili del partito,&lt;strong&gt; Fratelli d&#39;Italia ha votato contro compatta&lt;/strong&gt;, tutti e nove i consiglieri, senza cercare l&#39;alibi della libert&#224; di coscienza e senza scomporsi davanti al pressing del presidente dell&#39;Assemblea.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il capogruppo &lt;strong&gt;Claudio Borgia&lt;/strong&gt; aveva tentato fino all&#39;ultimo la strada procedurale per riportare il testo all&#39;iter ordinario; &lt;strong&gt;Elena Donazzan&lt;/strong&gt; aveva chiesto pubblicamente alla maggioranza di fermare la legge, chiamando in causa per nome Stefani e Zaia; &lt;strong&gt;Claudia Barbera&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Anna Leso&lt;/strong&gt; hanno votato no. In una giornata in cui la disciplina di partito &#232; stata evocata solo per allentarla, un gruppo intero ha scelto di rispondere del proprio voto come gruppo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Contro ha votato anche &lt;strong&gt;Stefano Valdegamberi&lt;/strong&gt;, unico consigliere di Futuro Nazionale, che si era esposto pubblicamente gi&#224; nei giorni precedenti e aveva tentato anch&#39;egli di rallentare l&#39;iter, pagando il prezzo dell&#39;isolamento. Un voto solo, ma pesa quanto quelli mancati altrove.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;E hanno tenuto i due consiglieri della &lt;strong&gt;Lega&lt;/strong&gt; che hanno detto no —&amp;nbsp; &lt;strong&gt;Filippo Rigo e&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Riccardo Barbisan&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;— insieme ai due di Resistere Veneto. A loro il merito pi&#249; difficile: dire no dentro il gruppo che stava dicendo s&#236;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il bluff sulla ‘libert&#224; di coscienza’&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ci hanno raccontato per settimane che si andava al voto libero. Ma la cronaca della vigilia registra consiglieri di Forza Italia in attesa delle &#171;indicazioni del segretario nazionale e di quello regionale&#187;. E la libert&#224; di coscienza, guarda caso, &#232; stata invocata soltanto dai partiti che dovevano giustificare un s&#236;, mai da chi doveva giustificare un no.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Forza Italia merita un capitolo a parte, e non assolutorio. Il gruppo azzurro si &#232; nascosto: un voto favorevole e due astensioni. Nel 2024 aveva votato contro quasi per intero. In una legge passata per sei voti, l&#39;astensione non &#232; neutralit&#224;: &#232; il modo di non opporsi senza doverlo ammettere. Chi si astiene su una legge che organizza la morte di un uomo ha gi&#224; scelto, semplicemente non vuole firmare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Non &#232; una battaglia “liberale”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;C&#39;&#232; un ultimo alibi da smontare:&lt;/strong&gt; che il suicidio assistito sarebbe una conquista di libert&#224;, e quindi ospitabile in una cultura di centrodestra. Il liberalismo nasce per limitare il potere dello Stato sulla vita dei cittadini, non per estenderlo fino alla somministrazione della morte.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Qui accade l&#39;opposto: una commissione pubblica valuta i requisiti, un&#39;azienda sanitaria istruisce la pratica, un funzionario stabilisce se quella vita rientri nei parametri. Chiamare libert&#224; l&#39;ingresso della burocrazia nella morte di un uomo &#232; un abuso di parole.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;E una scelta &#232; libera solo quando esistono alternative concrete.&lt;/strong&gt; Un malato senza terapia del dolore adeguata, che attende mesi l&#39;assistenza domiciliare e teme di pesare sulla propria famiglia, non sceglie tra la vita e la morte: sceglie tra la morte e l&#39;abbandono. La legge approvata ieri fissa tempi certi per la commissione medica. In Veneto nessun termine &#232; mai stato fissato per l&#39;accesso a un hospice.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Resta ci&#242; che il centrodestra dovrebbe essere per definizione: la parte politica che conosce il peso dei precedenti. &lt;strong&gt;Ogni ordinamento che ha introdotto la morte assistita ha visto i requisiti allargarsi, mai stringersi&lt;/strong&gt;. Chi ieri ha votato s&#236; credendo di aver fissato un limite ha fissato un punto di partenza — i promotori lo hanno gi&#224; detto in Aula, contestando i correttivi come vincoli che &#171;le altre regioni non hanno inserito&#187;. Il prossimo passo &#232; chiederne la rimozione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ce ne ricorderemo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Chi si presenta agli elettori dicendo una cosa e in Aula ne vota un&#39;altra non ha esercitato una coscienza: &lt;strong&gt;ha violato un mandato&lt;/strong&gt;. La Lega veneta ha chiesto voti sulla base di un bagaglio valoriale e politico che non prevedeva aiutare i cittadini a uccidersi, li ha ottenuti, e con quei voti ha fatto approvare il suicidio assistito. Non &#232; un cambio di opinione, &#232; un contratto disatteso. E un contratto disatteso non si sana con un comunicato: si sana togliendo a chi lo ha violato ci&#242; che gli era stato dato. I voti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ai veneti che hanno votato Lega credendo di difendere la vita va detto senza giri di parole: &lt;strong&gt;quel voto &#232; stato usato contro di voi, contro i vostri cari pi&#249; fragili&lt;/strong&gt;. E a chi ha votato Forza Italia: il vostro gruppo non ha avuto neppure il coraggio di opporsi. Finch&#233; quelle scelte resteranno agli atti senza che nessuno ne risponda, in Veneto quei partiti non meritano un solo voto in pi&#249;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Non per rappresaglia: per coerenza elementare.&lt;strong&gt; Si vota chi mantiene la parola data&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;E nessuno pensi che finisca a Venezia. Gi&#224; ieri sera Pi&#249; Europa chiedeva a Giorgia Meloni di &lt;strong&gt;aprire il percorso per una legge nazionale&lt;/strong&gt;, e Carlo Calenda additava il ritardo del Parlamento.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Da oggi l&#39;argomento sar&#224; uno solo, ripetuto in ogni aula: &#171;lo hanno votato anche loro&#187;. Il primo effetto della legge veneta non si vedr&#224; negli ospedali del Veneto, &lt;strong&gt;si vedr&#224; a Roma&lt;/strong&gt;. Chi ieri ha alzato la mano non ha deciso per cinque milioni di veneti: ha spostato il baricentro di una battaglia che riguarda sessanta milioni di italiani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Se ne assumer&#224; la responsabilit&#224; davanti a tutti.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Ecco come il troppo uso di smartphone e tablet fa ammalare i bambini</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/uso-smartphone-tablet-bambini-rischi-salute-dipendenza</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nuove sindromi e disturbi, tanto del fisico quanto della socialit&#224;, rischiano di affliggere i giovanissimi e arrivano direttamente dagli schermi di &lt;strong&gt;smartphone&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;tablet&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;computer&lt;/strong&gt;: insomma, chi resta sempre chino su un display rischia la salute fin da piccolo. Possiamo forse dire che non &#232; una novit&#224; assoluta, ma sicuramente &#232; ora arrivata un’importante conferma da una ricerca condotta dall’Accademia Europea dei Pediatri e dalla Confederazione Europea dei Pediatri di Prima Cura, realizzata da esperti di tutta Europa e coordinata dalla professoressa Lorenza Onorati, del Dipartimento della Salute di Donne e Bambini dell’Universit&#224; di Padova. Lo studio, reso noto gi&#224; a fine luglio 2026 insieme alla Fondazione Citt&#224; della Speranza, ha messo a sistema &lt;strong&gt;numerosi studi condotti negli ultimi anni&lt;/strong&gt;, traendone indicazioni operative per &lt;strong&gt;famiglie&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;educatori&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;genitori&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;E i rischi venuti al pettine sono numerosi: &lt;strong&gt;sovrappeso&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;obesit&#224;&lt;/strong&gt;, difficolt&#224; &lt;strong&gt;visive&lt;/strong&gt;, problemi &lt;strong&gt;muscoloscheletrici&lt;/strong&gt;, rischi &lt;strong&gt;cardiometabolici&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;cefalee&lt;/strong&gt;, stile di vita &lt;strong&gt;sedentario&lt;/strong&gt;, sindrome metabolica, &lt;strong&gt;diabete&lt;/strong&gt; di tipo 2 e resistenza &lt;strong&gt;insulinica&lt;/strong&gt;, abitudini alimentari poco salutari, ipertensione e disturbi del sonno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le dipendenze&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;A riassumere le indicazioni della ricerca &#232; il professor &lt;strong&gt;Eugenio Baraldi&lt;/strong&gt;, direttore scientifico della Fondazione Citt&#224; della Speranza e coordinatore del progetto, come riportato gi&#224; a fine luglio scorso dal &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt;: &#171;Evitare l’uso degli schermi ai bambini al di sotto dei due anni, salvo videochiamate ad esempio con un genitore lontano; limitare lo screentime a un massimo di un’ora al giorno fra i 3 e i 5 anni, possibilmente in compagnia di adulti; dopo i 5 anni, meno di 2 ore al giorno&#187;. Indicazioni che, allo stesso tempo, aprono anche – in alcuni casi – uno scenario di conflitto con i figli: un tema anche culturale, insomma, ma con &lt;strong&gt;una rilevanza medica tutt’altro che trascurabile&lt;/strong&gt;. La ricerca ha coinvolto pi&#249; di &lt;strong&gt;2 milioni e 123 mila in 64 paesi del mondo&lt;/strong&gt;, riportando una &lt;strong&gt;dipendenza dagli smartphone nel 27% dei casi&lt;/strong&gt;, dai &lt;strong&gt;social media nel 18%&lt;/strong&gt;, da &lt;strong&gt;Internet nel 14%&lt;/strong&gt; e dal &lt;strong&gt;gaming nel 6%&lt;/strong&gt;, con percentuali di incidenza pi&#249; alte nelle fasce sociali a reddito pi&#249; basso. La tendenza generale, inoltre, si &#232; accentuata negli ultimi vent’anni, con una brusca accelerazione durante la &lt;strong&gt;pandemia e il lockdown da Covid-19&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le raccomandazioni degli esperti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La “soluzione” – o una delle pi&#249; sicure e concrete – raccomandata dai ricercatori si riassume in una formula: &lt;em&gt;&#171;Start with real life first&#187;&lt;/em&gt;, ovvero mettere i bambini a contatto con esperienze e persone reali, perch&#233; &#232; cos&#236; che la conoscenza si fa largo, attraverso il gioco al parco, lo sport, la passeggiata in strada, le visite a casa degli amici e i reali conflitti di attribuzione vissuti sul campo. Un consiglio che, sottolineano i ricercatori, vale a qualsiasi et&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le contromisure legislative&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Allo stesso tempo i ricercatori hanno chiarito che &lt;strong&gt;il mondo virtuale fa ormai parte della frontiera di apprendimento di ciascuno&lt;/strong&gt; e non pu&#242; essere escluso dall’orizzonte di conoscenza dei minori, ma va opportunamente incanalato: mai, per esempio, &lt;strong&gt;telefonini e tablet prima dei due anni&lt;/strong&gt;; al massimo un’ora al giorno dai 3 ai 5 anni con la mediazione dei genitori; non pi&#249; di 2 ore al giorno dai 5 anni in su. I ricercatori raccomandano inoltre di &lt;strong&gt;&#171;evitare, possibilmente, i social media fino ai 16 anni&#187;&lt;/strong&gt;. Una soglia che in &lt;strong&gt;Francia&lt;/strong&gt; &#232; gi&#224; legge di Stato, dove lo stop &#232; fissato a 15 anni, mentre in &lt;strong&gt;Italia&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/minori-social-italia-divieto-under-16-pro-vita-famiglia&quot;&gt;si continua a dibattere&lt;/a&gt; in particolare su un disegno di legge – incardinato ma per ora fermo in Parlamento – che vorrebbe percorrere la stessa strada, ovvero il &lt;strong&gt;Ddl 1136 “Mennuni-Madia”&lt;/strong&gt; che avrebbe lo scopo di vietare il consenso digitale dei minori online sotto i 16 anni e per il quale anche Pro Vita &amp;amp; Famiglia si &#232; mossa &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/petizione/stop-ai-social-per-minori-di-16-anni&quot;&gt;con un’apposita petizione per chiedere di &lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/petizione/stop-ai-social-per-minori-di-16-anni&quot;&gt;assicurare tempi stringenti per la sua approvazione&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In ogni caso queste ultime linee guida dei ricercatori sembrano tracciare una rotta precisa. &#171;Questo documento dimostra come la promozione di sani stili di vita debba oggi comprendere anche la salute digitale – ha infatti sottolineato Lorenza Onorati –. L’obiettivo &#232; offrire ai pediatri, alle famiglie e ai decisori politici strumenti scientificamente fondati per accompagnare bambini e adolescenti verso un uso equilibrato delle tecnologie&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Alcune bugie sull&#39;aborto che sentiamo ripetere ogni giorno</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/aborto-bugie-fake-news-scienza-salute-donne</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La diffusione di notizie false su questioni di salute, di vita o di morte, come quelle relative all’aborto volontario, non riguarda soltanto le “fake news” che circolano in rete: &lt;strong&gt;informazioni incomplete, dati non contestualizzati e reticenze possono provenire anche dai grandi media, dalla comunicazione istituzionale e dalla letteratura scientifica. &lt;/strong&gt;Il confronto tra fonti, la verifica dei dati e la trasparenza metodologica sono quindi indispensabili.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La propaganda abortista, da circa mezzo secolo, si avvale della diffusione sistematica di notizie false, incomplete o prive del necessario contesto&lt;/strong&gt; per legittimare moralmente, prima ancora che legalmente, la soppressione della vita innocente nel grembo materno, con grave detrimento anche per la salute della madre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Rileveremo allora alcuni esempi eclatanti – senza alcuna pretesa di essere esaustivi – di domande a cui da decenni si risponde in modo menzognero.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il tema dell&#39;aborto volontario &#232; un campo in cui il dato reale e il dato scientifico cedono dinanzi a impostazioni ideologiche preconcette, con &lt;strong&gt;grave detrimento per la salute delle persone&lt;/strong&gt; (figlio, madre, parenti e operatori sanitari coinvolti) e per il benessere della collettivit&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;“L’embrione &#232; solo un grumo di cellule”?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ancora nel 2005, in occasione del referendum sulla legge 40/2004, i genetisti Edoardo Boncinelli e Antonino Forabosco, firmatari del documento &#171;Ricerca e Salute&#187; sottoscritto da pi&#249; di 120 scienziati italiani, tra embriologi, genetisti e biologi, tra cui Rita Levi Montalcini, Umberto Veronesi, Renato Dulbecco, Lucio Luzzatto, Andrea Ballabio, Giulio Cossu, Alberto Piazza e Carlo Alberto Redi, sostenevano: &#171;L&#39;evidenza scientifica &#232; che l&#39;embrione, un insieme di cellule, non &#232; ancora un individuo&#187;. E quindi lo ripetevano a pappagallo giornali e giornaloni: &#171;Un grumo di cellule non &#232; un embrione&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La scienza, invece, attesta che &lt;strong&gt;quando uno spermatozoo feconda un ovocita si forma una nuova cellula, chiamata zigote, che si sviluppa attraverso la fase embrionale (prime otto settimane) e fetale (dall’ottava settimana fino alla nascita), poi attraverso l’infanzia, l’adolescenza, l’et&#224; adulta e la “terza et&#224;”, senza soluzione di continuit&#224;&lt;/strong&gt;: &#232; un individuo umano che presenta cinque caratteristiche:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;1 - L’identit&#224; umana (46 cromosomi).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;2 - La sua individualit&#224; e unicit&#224; (modelli matematici ne hanno dichiarato la fondatezza).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;3 - La sua autonomia biologica (noi tutti siamo vissuti per circa 8 giorni, dal concepimento fino all’impianto, senza fonti ossigenative dirette ma utilizzando l’energia trasformata dal materiale tubarico che circondava le nostre cellule iniziali).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;4 - L’assunzione del piano-programma genomico con una “capacit&#224; manageriale” eccezionale tra gli esseri viventi, con gradualit&#224;, continuit&#224; e coordinazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;5 - Il cross-talk (colloquio incrociato con la madre) ai fini dell’impianto e della tolleranza immunologica. Giustamente il British Medical Journal, nell’editoriale del novembre 2000, affermava: “L’embrione non &#232; passivo: &#232; un attivo direttore d’orchestra del suo impianto e del suo destino futuro”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Se non intervengono incidenti di percorso, lo sviluppo dell&#39;embrione cessa con la morte 80 o 90 anni dopo la nascita: lo spiegavano gi&#224; a suo tempo &lt;strong&gt;i manuali classici di embriologia&lt;/strong&gt; (come T. V. N. Persaud e K. L. Moore, The Developing Human: Clinically Oriented Embryology, 2007, Elsevier - Health Sciences Division, oppure T.W. Sadler, Langman’s Medical Embryology, 2014, Wolters Kluwer).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Recentemente uno studio americano, The Scientific Consensus on When a Human&#39;s Life Begins, ha rilevato che &lt;strong&gt;il 95% dei biologi interpellati riconosce che biologicamente la vita di un nuovo essere umano inizia al momento della fecondazione (concepimento)&lt;/strong&gt; (Jacobs SA. The Scientific Consensus on When a Human&#39;s Life Begins. Issues Law Med. 2021 Fall;36(2):221-233. PMID: 36629778).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Eppure, le notizie false in questione hanno raggiunto lo scopo: ad esempio, l’opinione pubblica ignora che il battito cardiaco inizia alla fine della 4&#170; settimana di gestazione, quando l’embrione inizia la sua terza settimana di vita (Valenti O. et al. Journal of Prenatal Medicine 2011; 5 (3): 59-62); il concepito inizia a succhiarsi il pollice alla 10&#170; settimana (Walker HK. The Suck, Snout, Palmomental, and Grasp Reflexes. In: Walker HK, Hall WD, Hurst JW (eds) Clinical Methods: The History, Physical, and Laboratory Examinations, 3rd edition, Boston: Butterworths, 1990; Festila D et al. Clujul Medical 2014 Vol. 87 – no. 1, pp. 11-14).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La “neolingua”, quando si parla di aborto, ha provveduto a cancellare da mezzo secolo le parole bambino e figlio,&lt;/strong&gt; sostituendole con “grumo di cellule”, “materiale abortivo”, “prodotto del concepimento”, o al massimo zigote, embrione, feto. Ma &#232; un bambino, la stessa persona che pi&#249; tardi si chiamer&#224; adolescente, o adulto o anziano…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Gli aborti diminuiscono grazie alla legalizzazione?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Gli ultimi dati disponibili, nelle ultime relazioni ministeriali al Parlamento sulla 194, mostrano che &lt;strong&gt;gli aborti sono in crescita&lt;/strong&gt; (63.653 nel 2021, 65.661 nel 2022, 65.746 nel 2023). Ma – dicono – negli anni ’80 gli aborti erano pi&#249; di 200.000. Si sorvola sul fatto che &lt;strong&gt;la legalizzazione nel 1978 ha fatto impennare il numero di aborti da 68.668, nel 1978, a 234.801 nel 1982.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il calo di lungo periodo del numero annuale, dagli anni &#39;80 in qua, comunque, va interpretato considerando il &lt;strong&gt;declino della popolazione femminile in et&#224; fertile, l’invecchiamento della popolazione e la diminuzione delle nascite.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Se si guarda al tasso di abortivit&#224; totale – cio&#232; il numero stimato di donne su mille che abortiscono almeno una volta durante la vita fertile – esso &#232; in crescita, fino ad oggi, quando si attesta a pi&#249; di 200 su 1000: cio&#232; oggi &lt;strong&gt;muore un figlio ogni 5 concepiti&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;Il quadro ufficiale, inoltre, non comprende gli aborti clandestini (10.000-13.000 secondo stime del Ministero) e i cosiddetti criptoaborti, cio&#232; le &lt;strong&gt;decine di migliaia di piccoli allo stato embrionale che vengono eliminati dalle pillole post-coitali. &lt;/strong&gt;Norlevo (pillola del giorno dopo) ed ellaOne (pillola dei 5 giorni dopo), infatti, impediscono l&#39;impianto dell&#39;embrione se il giorno prima o 5 giorni prima il piccolo era stato concepito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’aborto &#232; un costo per la collettivit&#224;?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il Primo Rapporto dell&#39;Osservatorio Permanente sull&#39;Aborto (OPA) ha realizzato una stima dei costi sostenuti dal Servizio sanitario nazionale per l’applicazione della legge 194. &lt;strong&gt;Per il periodo 1979-2018 ha calcolato un costo cumulato compreso tra 4,1 e 5,3 miliardi di euro&lt;/strong&gt;; nella stima mediana, 4 miliardi e 847 milioni, con un costo medio di 847 euro per aborto e una spesa media annua di 120,1 milioni di euro. Il Secondo Rapporto ha aggiornato al 2020 il costo cumulato a &lt;strong&gt;5 miliardi e 289 milioni di euro&lt;/strong&gt;. Il Terzo Rapporto, espresso a prezzi 2022 e con una metodologia aggiornata, lo stima in &lt;strong&gt;7 miliardi e 290 milioni di euro.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Per il solo 2022 il costo calcolato &#232; di poco superiore a 56 milioni; a questo l’OPA aggiunge quasi 15,7 milioni di euro quale &lt;strong&gt;prezzo al dettaglio delle pillole post-coitali.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Un ipotetico fondo nel quale fossero state accantonate e investite ogni anno le somme destinate alle procedure abortive avrebbe raggiunto, secondo il Rapporto, &lt;strong&gt;16 miliardi e 616 milioni di euro&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Queste cifre sono calcolate applicando costi standard regionali ai percorsi sanitari e ai dati ufficiali sugli aborti. Proprio la mancanza di una rilevazione pubblica sistematica costituisce uno dei principali problemi informativi denunciati dai tre Rapporti (OPA, I costi di applicazione della legge 194/1978, 2021, pp. 11-13; Verso la privatizzazione dell’aborto, 2023, pp. 9-10; Tra clandestinit&#224; e indifferenza, 2024, pp. 17-27): &lt;strong&gt;qualsiasi politica statale va monitorata &lt;/strong&gt;dal punto di vista costi-benefici. Quali benefici concreti (economici e sociali) ha portato la legalizzazione dell&#39;aborto?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Vedremo i costi stimati nel Quarto Rapporto, che al momento &#232; in lavorazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Gli obiettori di coscienza impediscono alle donne di esercitare un loro “diritto”?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L’elevata percentuale di medici obiettori viene frequentemente descritta come un ostacolo sistematico all’applicazione della legge 194. Anni fa una donna veneta fin&#236; sulle prime pagine dei giornali perch&#233; avrebbe dovuto rivolgersi a 23 ospedali per abortire: la magistratura accert&#242; che non era assolutamente necessario chiamare diversi ospedali: l’aborto era stato effettuato nel rispetto dei termini previsti dalla legge, senza alcun intoppo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I dati pi&#249; recenti delle Relazioni ministeriali confermano che non esiste alcun impedimento&lt;/strong&gt;. Dove si manifestano ritardi o disservizi e nei pochissimi casi in cui le donne debbono fare qualche chilometro per abortire, la cosa &#232; dovuta alla &lt;strong&gt;cattiva organizzazione del SSN&lt;/strong&gt;. Del resto, quali pazienti riescono ad ottenere un esame diagnostico o una visita specialistica in tempi brevi e all’ospedale vicino a casa?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Secondo uno studio Istat pubblicato nel 2024, la percentuale di ginecologi obiettori &#232; scesa al 63,4% nel 2021 e il carico medio nazionale per ogni medico non obiettore &#232; di 0,9 aborti alla settimana: una mole di lavoro insostenibile?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Morivano 20.000 donne ogni anno di aborto clandestino?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nel dibattito che precedette la legge 194 furono diffuse stime comprese tra un milione e mezzo e due milioni di aborti clandestini all’anno e tra ventimila e venticinquemila donne morte. Alcuni quotidiani arrivarono a parlare di tre o quattro milioni di aborti annui.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ma nel 1974, per esempio, &lt;strong&gt;l’Istat registr&#242; complessivamente 8.748 decessi, per qualsiasi causa, tra le donne dai 14 ai 45 anni&lt;/strong&gt;. Una cifra incompatibile con l’asserzione di decine di migliaia di morti per il solo aborto clandestino. Gli stessi calcoli demografici dell’epoca mostrarono che, per raggiungere un milione di aborti clandestini annui, met&#224; delle donne avrebbe dovuto abortire in media pi&#249; di cinque volte durante la vita riproduttiva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Analizzando poi i dati Istat sulla mortalit&#224; delle donne in et&#224; fertile dal 1974 al 1983, la progressiva diminuzione della mortalit&#224; non presenta una discontinuit&#224; statisticamente significativa collegabile all’entrata in vigore della legge 194;&lt;/strong&gt; anche nelle regressioni che tengono conto di et&#224;, regione, occupazione e tendenza generale, la variabile relativa all’applicazione della legge non risulta significativa. Quindi si pu&#242; dire che la legalizzazione non abbia determinato la riduzione della mortalit&#224; femminile narrata dai suoi sostenitori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;I dati ufficiali dell’OMS, inoltre, registrano gli indici pi&#249; bassi di mortalit&#224; materna nei Paesi dove le norme sull&#39;aborto sono pi&#249; restrittive (per es., la Polonia). Infine, negli Usa, sono falliti miseramente i tentativi degli abortisti di denunciare una maggiore mortalit&#224; materna a seguito delle norme pro-life adottate in diversi Stati federati. La legalizzazione, inoltre, non ha eliminato il fenomeno clandestino. La Relazione ministeriale del 2017 richiamava una stima Istat di 10.000-13.000 aborti clandestini annui nel triennio 2014-2016. Negli anni successivi &#232; cresciuta anche la &lt;strong&gt;preoccupazione per l’aborto “fai-da-te” mediante farmaci assunti fuori dai percorsi previsti dalla legge, il cui uso &#232; caldeggiato e promosso dai siti radicali e femministi.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;La correttezza dell’informazione richiede dunque di respingere sia le cifre propagandistiche degli anni Settanta sia l’affermazione che la legge abbia cancellato la clandestinit&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’aborto legale &#232; aborto sicuro?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La legalit&#224; non equivale ad assenza di rischi, fisici e psichici, per la madre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Quanto agli effetti avversi fisici, le stesse relazioni ministeriali riportano complicazioni anche gravi, perfino la morte&lt;/strong&gt;, nonostante il fatto che i dati siano molto sottoriportati: il sistema italiano di sorveglianza non rileva in modo completo gli eventi avversi immediati e, ancor meno, le possibili conseguenze a medio e lungo termine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La questione &#232; divenuta ancora pi&#249; rilevante con la diffusione dell’aborto chimico, con RU486, che ormai &#232; usata nella maggioranza dei casi. La narrazione dell’aborto chimico come procedura semplice, privata e sostanzialmente priva di rischi &#232; decisamente menzognera: &lt;strong&gt;emorragie, infezioni, aborti incompleti, necessit&#224; di successivi interventi chirurgici sono documentati ed &#232; dimostrato che sono sottoriportati&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;I dati dell’Istat, delle relazioni ministeriali e delle Schede di dimissione ospedaliera sono contraddittori. L&#39;OPA ha calcolato che &lt;strong&gt;la rilevazione ospedaliera indica valori quasi tre volte superiori a quelli ufficiali e conferma, con un rapporto di circa due a uno, la maggiore incidenza di complicazioni nelle procedure farmacologiche&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Alle conseguenze immediate si aggiungono quelle possibili nelle gravidanze successive. Chi abortisce rischia pi&#249; delle altre &lt;strong&gt;un successivo parto molto prematuro, lesioni cervicali o uterine, infertilit&#224; o subfertilit&#224;, placenta previa.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’aborto indotto pu&#242; aumentare il rischio di cancro al seno?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il possibile legame tra aborto indotto e cancro al seno &#232; controverso perch&#233; le principali autorit&#224; sanitarie rifiutano l’evidenza per preconcetto ideologico. &lt;strong&gt;Le metanalisi cinesi e indiane&lt;/strong&gt; (dove gli aborti forzati e il numero delle donne interessate offrono dati pressoch&#233; incontestabili) sono una solida base per rilevare&lt;strong&gt; un rapporto causa-effetto&lt;/strong&gt; tra l’aborto volontario e l’aumento del rischio di cancro al seno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In questo caso, come per tutti gli altri effetti collaterali avversi dell&#39;aborto, volendo accettare il beneficio del dubbio, ci chiediamo &lt;strong&gt;perch&#233;, in nome della trasparenza e del consenso informato, non si possa mettere le donne al corrente&lt;/strong&gt;. Se l&#39;interesse “supremo” &#232; la salute delle donne, perch&#233; non informarle correttamente, affinch&#233; possano calcolare tutti i rischi consapevolmente e liberamente?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le conseguenze psicologiche dell’aborto non esistono?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L’espressione “sindrome post-aborto” non identifica una diagnosi autonoma universalmente riconosciuta e non tutte le donne reagiscono nello stesso modo. Ma &lt;strong&gt;&#232; ormai impossibile a chi ragiona in buona fede e secondo verit&#224; non riconoscere che l’aborto pu&#242; creare problemi psichiatrici anche notevoli.&lt;/strong&gt; Rimandiamo i Lettori all’articolo &lt;strong&gt;&lt;em&gt;“Aborto e salute mentale: tutto quello che alle donne non dicono”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; dove possono trovare dovizia di corredo bibliografico sul tema.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Conclusione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La scienza &#232; veramente libera solo se ricerca e comunica la verit&#224;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La vita dei piccoli esseri umani nel grembo &#232; un bene prezioso&lt;/strong&gt;: ciascuno porta nel mondo qualcosa di totalmente originario e insostituibile, che, quando &#232; perso, &#232; perso per sempre: in lui e nelle generazioni che da lui sarebbero seguite.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La salute delle donne &#232; un bene prezioso&lt;/strong&gt;: tacere informazioni rilevanti, presentare come certo ci&#242; che non lo &#232; o minimizzare ci&#242; che i dati documentano significa sottrarre loro consapevolezza e dignit&#224;. &#171;Non c’&#232; peggior servizio all’umanit&#224;, qualunque sia la fede di appartenenza, il credo politico o la visione filosofica e antropologica, di quella pseudo-cultura scientifica che, per far prevalere la propria convinzione, cerca di silenziare e sminuire l’intero patrimonio di conoscenza sulla verit&#224; della persona umana, sull’essere umano unico e irripetibile che &#232; ciascuno di noi&#187; (Giuseppe Noia, Direttore Hospice Perinatale – Centro per le Cure Palliative Prenatali Policlinico Gemelli, Roma, gi&#224; Presidente AIGOC, Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>&#171;Mi hanno avvelenato il corpo a 14 anni&#187;: la storia del detransitioner Jonni Skinner</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/jonni-skinner-detransitioner-bloccanti-puberta-ormoni-14-anni</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Jonni &lt;strong&gt;Skinner&lt;/strong&gt; &#232; cresciuto in una cittadina di appena 2.500 abitanti nel &lt;strong&gt;Michigan&lt;/strong&gt;, &#171;il classico paesino con un solo semaforo&#187;. Diagnosticato autistico a tre anni, era, nelle sue parole, &#171;un bambino effeminato&#187;, ossessionato dalle principesse Disney e dai musical, in una comunit&#224; &#171;non particolarmente aperta a questo&#187;. A &lt;strong&gt;dodici anni scopr&#236; online alcuni influencer trans&lt;/strong&gt;, uomini che raccontavano di come la transizione avesse fantomaticamente migliorato le loro vite: &#171;Mi presentavano in un certo senso una via d&#39;uscita: se lo faccio, pensai, non devo pi&#249; reprimere la mia personalit&#224;&#187;. Fu, in particolare, il confronto con l&#39;unica persona trans che conoscesse, una tutor di famiglia gi&#224; in transizione da donna a uomo, a spingerlo, nel febbraio 2016,&lt;strong&gt; appena tredicenne&lt;/strong&gt;, a dichiarare ufficialmente: &#171;Penso di poter essere transgender&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ebbene, da allora inizi&#242; il suo calvario che oggi racconta in giro per gli Stati Uniti e lo ha fatto in particolare durante &lt;em&gt;un&#39;intervista esclusiva rilasciata al network Independent Women.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&#171;Un cervello di ragazza in un corpo di ragazzo&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il 12 maggio 2016 Skinner ebbe&lt;strong&gt; il primo appuntamento con una terapeuta specializzata in identit&#224; di genere&lt;/strong&gt;: bast&#242; quella singola seduta per ottenere una diagnosi, sebbene la sua tutor lo avesse preparato a &#171;mesi e mesi&#187; di percorso preliminare. Alla &lt;strong&gt;madre, contraria&lt;/strong&gt; a modifiche permanenti sul corpo del figlio, la terapeuta disse una frase che oggi Skinner definisce ricorrente in questi contesti: &#171;Preferirebbe avere una figlia viva o un figlio morto?&#187;. Inizi&#242; cos&#236; il percorso medico con l&#39;assunzione di farmaci e di estrogeni. A gennaio 2017, &lt;strong&gt;a 14 anni, ricevette l&#39;impianto del bloccante della pubert&#224;&lt;/strong&gt;, un dispositivo inserito chirurgicamente nel braccio: &#171;Fu quasi come un&#39;ondata di freddo che si riversava dentro di me&#187;, racconta, seguita da vampate, sudori freddi e &#171;spasmi muscolari molto forti&#187; alle gambe e alle braccia. Quando il suo corpo tentava di avere un&#39;erezione, il bloccante interferiva causando un dolore che Skinner paragona a &#171;vetro rotto nella zona genitale&#187;. Comparvero anche crescita del seno e perdite di liquido dal petto, che il medico spieg&#242; come “lattazione”, oltre a una vera incontinenza urinaria, quindi non pi&#249; sporadiche perdite ma &#171;veri e propri incidenti&#187;. Nel marzo 2017&lt;strong&gt; l&#39;endocrinologo, dopo una radiografia della mano che proiettava un&#39;altezza adulta tra 1,85 e 1,93 metri&lt;/strong&gt;, decise di &lt;strong&gt;bloccargli anche la crescita in altezza&lt;/strong&gt;, aumentando il dosaggio di estrogeni fino a 6 milligrammi: &#171;Mi fece un intero discorso sul fatto che, se fossi stato cos&#236; alto, e le donne non raggiungono quell&#39;altezza, non sarei stato “passabile”&#187;, ricorda Skinner, che allora aveva 14 anni e temeva di &#171;non essere mai amato&#187;. Da allora, infatti, non &#232; pi&#249; cresciuto in altezza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La cartella clinica &#171;falsificata&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nel suo racconto Skinner afferma che l&#39;endocrinologo inizi&#242; a contattarlo privatamente, con telefonate, sms ed email al di fuori degli appuntamenti clinici, &lt;strong&gt;arrivando a discutere con lui, minorenne, di pratiche sessuali, e a consigliargli filtri Snapchat per visualizzare interventi come rinoplastica, riduzione del mento, limatura della mandibola e della trachea&lt;/strong&gt;, e rimodellamento dell&#39;arcata sopraccigliare. Fu la cosiddetta “terapeuta di genere” a indirizzare lui e sua madre, tramite un biglietto da visita, verso un negozio presentato come un punto di riferimento per la comunit&#224; trans: &#171;Si chiama &lt;em&gt;Janet&#39;s Closet&lt;/em&gt;. Ed &#232; &lt;strong&gt;un negozio di articoli per il cross-dressing&lt;/strong&gt;&#187;, racconta Skinner, che l&#236;, sempre minorenne, si trov&#242; &lt;strong&gt;davanti a sex toys e a una tuta integrale che imitava il corpo nudo di una donna&lt;/strong&gt;, mentre &#171;gli occhi di mia madre sembravano lucidi, sul punto di piangere&#187;. La svolta arriv&#242; nel marzo 2024, quando la pubblicazione di alcuni documenti interni trapelati della &lt;em&gt;WPATH&lt;/em&gt; lo spinse a documentarsi molto meglio: &#171;Quindi questi medici stanno mentendo alle persone, e le stanno attivamente ingannando&#187;, racconta di aver pensato, &lt;strong&gt;avviando cos&#236; il processo che lo ha portato alla detransizione&lt;/strong&gt;. Ottenuta la sua cartella clinica solo nel gennaio 2025, Skinner sostiene di avervi trovato&lt;strong&gt; informazioni false, tra cui l&#39;affermazione di essersi identificato come femmina fin dai due anni e di aver tentato di ferirsi ai genitali a sette anni&lt;/strong&gt;: &#171;Niente di tutto questo era vero&#187;, dichiara. &#171;Credo che ci fosse qualcosa da guadagnare per loro in tutto questo, che fosse denaro o semplicemente un interesse personale per queste pratiche, non lo so, ma so che farmi questo ha fruttato loro molto denaro&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La battaglia contro la legge sulle “terapie di conversione”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Oggi Skinner, ambasciatore dell&#39;organizzazione &lt;em&gt;Genspect&lt;/em&gt;, ha portato la sua storia anche davanti &lt;strong&gt;alla Commissione Giustizia del Senato della California&lt;/strong&gt;, opponendosi alla SB 934, una proposta di legge del senatore democratico&lt;strong&gt; Scott Wiener&lt;/strong&gt;, che consentirebbe alle presunte vittime di “terapie di conversione” di fare causa per negligenza medica anche a distanza di anni. Secondo Skinner la norma, cos&#236; formulata,&lt;strong&gt; impedirebbe ai terapeuti di indagare le cause profonde del disagio di un minore prima di indirizzarlo verso un percorso di transizione&lt;/strong&gt;: &#171;I medici e gli psichiatri non si sono nemmeno preoccupati di chiedermi perch&#233; mi sentissi in quel modo&#187;, ha dichiarato durante un&#39;audizione in Commissione che si &#232; tenuta poche settimane fa. &lt;strong&gt;&#171;Mi hanno avvelenato il corpo con bloccanti e ormoni, arrestando la mia pubert&#224; e interferendo con il mio sviluppo&lt;/strong&gt;&#187;. L&#39;ufficio di Wiener ha respinto le accuse, definendo le cosiddette “terapie di conversione” &#171;una tortura psicologica e una pseudoscienza&#187; e precisando che la legge non punirebbe i terapeuti per un&#39;esplorazione in buona fede dell&#39;identit&#224; di genere o della sessualit&#224; dei pazienti, ma solo i tentativi intenzionali di cambiarla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Lombardia. Fontana scavalca il Consiglio con il primo suicidio organizzato dalla Regione. In maggioranza mugugni senza conseguenze</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/suicidio-assistito-lombardia-regione-linee-guida</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il 25 agosto scorso &#232; morto suicida, a Giussano, &lt;strong&gt;Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva&lt;/strong&gt;. Davanti alla sofferenza e al suicidio di un uomo non c&#39;&#232; nulla da commentare: c&#39;&#232; da tacere e pregare per la sua anima. Ma sulle decisioni delle istituzioni pubbliche che hanno reso possibile e facilitato quell&#39;esito, il silenzio non &#232; rispetto. &#200; acquiescenza morale. Quello lombardo non &#232; il terzo caso di una serie. &#200; il primo in cui il Servizio sanitario regionale ha organizzato &lt;strong&gt;l&#39;intera fase attuativa&lt;/strong&gt;: personale, farmaco, strumentazione, modalit&#224; di autosomministrazione, assistenza, individuazione del luogo. Nei due precedenti l&#39;ospedale si era limitato a fornire il farmaco. Una soglia che, una volta attraversata, diventa precedente operativo: da domani vale per tutti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Chi lo ha deciso? Non il Consiglio regionale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il 19 novembre 2024 &lt;strong&gt;il Consiglio regionale, con i voti del centrodestra, ha approvato una questione pregiudiziale di costituzionalit&#224; sulla proposta popolare &quot;Liberi Subito&quot;&lt;/strong&gt;, dichiarando che la Regione non aveva competenza in materia. Il Consiglio di Stato, il 26 maggio 2026, ha confermato che quello stop era legittimo. L&#39;organo elettivo, l&#39;unico che risponde ai lombardi, aveva detto no.&amp;nbsp;Il 13 maggio 2026 la Giunta ha approvato le &quot;indicazioni operative&quot; firmate dall&#39;assessore al Welfare Guido Bertolaso: tempi, procedure e requisiti per chi chiede il suicidio medicalmente assistito e per gli ospedali che devono gestirlo. Un atto amministrativo.&amp;nbsp;Nessun voto d&#39;Aula. Tre mesi dopo, quel documento ha prodotto il suo primo risultato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ci&#242; che il Consiglio aveva rifiutato di fare per legge, &lt;strong&gt;l&#39;esecutivo lo ha fatto per circolare&lt;/strong&gt;. Fontana, del resto, si &#232; smentito da solo. Aveva dichiarato che la Lombardia non pu&#242; normare sul suicidio medicalmente assistito, a maggior ragione dopo che la Corte costituzionale &#171;ha fatto a pezzi la legge della Toscana&#187;. Poche settimane dopo annunciava le linee guida, difendendole con un argomento che non tocca il merito: servono a proteggere i dirigenti sanitari. Tradotto: la Regione non ha competenza, ma detta le regole. E la ragione ultima non &#232; la tutela dei malati, &#232; la tutela dell&#39;amministrazione dal contenzioso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le critiche ci sono. Mancano gli atti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nella maggioranza&lt;strong&gt; qualcuno il problema lo ha visto, e lo ha detto per primo&lt;/strong&gt;. Matteo &lt;strong&gt;Forte&lt;/strong&gt;, consigliere di Fratelli d&#39;Italia e presidente della commissione Affari istituzionali, ha parlato di &#171;errore politico&#187; e di rischio di un &#171;federalismo della morte&#187;; sul &lt;strong&gt;caso&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Zuccarella&lt;/strong&gt; ha osservato che le linee guida &#171;non riflettono pienamente l&#39;indirizzo politico espresso dal Consiglio regionale con il voto del 19 novembre 2024&#187; e che il rischio &#232; che il Servizio sanitario assuma un ruolo estraneo alla propria missione, che &#232; curare e tutelare la vita.&amp;nbsp;Non &#232; una voce del tutto isolata. Anche i consiglieri della &lt;strong&gt;Lega&lt;/strong&gt;, il partito del presidente, hanno preso le distanze: il tema &#171;non pu&#242; essere affrontato con percorsi differenti da Regione a Regione, creando disparit&#224; territoriali su questioni che riguardano la vita e la dignit&#224; della persona&#187;. &lt;strong&gt;Forza Italia&lt;/strong&gt; &#232; l&#39;unica voce apertamente favorevole, coerente con la linea estremista pro-eutanasia imposta al partito a livello nazionale da Marina Berlusconi.&amp;nbsp;La componente pi&#249; larga della maggioranza lombarda giudica dunque sbagliato l&#39;atto che la Giunta continua a tenere in piedi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Lo scavalcamento, del resto, lo certifica la controparte.&lt;strong&gt; L&#39;Associazione Luca Coscioni &lt;/strong&gt;ha scritto il 12 maggio che le linee guida sono &#171;l&#39;ennesima conferma della piena competenza regionale in materia, smentendo cos&#236; quanto stabilito dal Consiglio regionale (che aveva votato la propria incompetenza)&#187;, e ha aggiunto: &#171;Se non fosse competenza regionale, Bertolaso starebbe semplicemente compiendo un abuso&#187;. Va ricordato che quelle linee guida hanno valore &lt;strong&gt;non vincolante&lt;/strong&gt;: la Giunta non era obbligata a nulla. Ha scelto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Dove avanza il fine vita, governa la Lega&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;C&#39;&#232; poi un dato che merita di essere detto senza giri di parole. Il programma nazionale della Lega rifiuta esplicitamente ogni normativa a favore dell&#39;eutanasia e del suicidio assistito, contro &#171;la visione per cui una vita &#232; degna di essere vissuta solo se in forze ed in salute&#187;. &lt;strong&gt;Eppure le due regioni in cui in questi giorni la morte assistita fa passi avanti sono entrambe guidate dal Carroccio&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;In Lombardia un presidente leghista ha firmato le linee guida che il suo stesso gruppo consiliare critica. In &lt;strong&gt;Veneto&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;domani&lt;/strong&gt;, marted&#236; 1 settembre, &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/suicidio-assistito-veneto-zaia-lega-legge-coscioni&quot;&gt;il Consiglio regionale vota una legge sul suicidio assistito con il sostegno esplicito di Luca Zaia&lt;/a&gt;, che ha scritto ai veneti auspicandone l&#39;approvazione. Non &#232; una coincidenza, ed &#232; pi&#249; grave di una divergenza tattica. Un partito che a Roma promette una cosa e nelle regioni che amministra ne consente un&#39;altra non ha una linea: ha un alibi. E il conto, prima o poi, lo presentano gli elettori che a quella promessa avevano creduto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cosa deve succedere adesso&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Una posizione politica che non produce atti non &#232; una posizione: &lt;strong&gt;&#232; un&#39;opinione&lt;/strong&gt;. La strada &#232; una sola e non richiede acrobazie: &lt;strong&gt;mozione in Aula per la revoca delle linee guida, voto palese&lt;/strong&gt;. Ciascuno metta il proprio nome accanto alla propria posizione. Se la maggioranza le conferma, i lombardi sapranno che quel documento non &#232; di un tecnico, ma suo. Se le revoca, il Consiglio si riprende ci&#242; che gli &#232; stato tolto per delibera. Ogni via intermedia &#232; il modo elegante di lasciare che le cose accadano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nessuna legge era necessaria. E nessuna lo sar&#224;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Zuccarella &lt;strong&gt;&#232; morto senza alcuna legge regionale&lt;/strong&gt;: la Lombardia non ne ha una. Una legge non serve dunque a rendere possibile ci&#242; che &#232; gi&#224; avvenuto tre volte. Serve ad altro, e lo dicono apertamente: Filomena Gallo e Marco Cappato chiedono l&#39;approvazione di &quot;Liberi Subito&quot; anche &#171;per evitare che un futuro assessore alla Salute possa disfare tutto con un tratto di penna&#187;.&amp;nbsp;Rendere la scelta irreversibile, sottrarla per sempre al giudizio degli elettori. Il 15 settembre l&#39;Associazione depositer&#224; oltre 15.000 firme,&lt;strong&gt; contando sul fatto che l&#39;Aula non potr&#224; pi&#249; opporre la pregiudiziale del 2024&lt;/strong&gt;. L&#39;annuncio &#232; arrivato il 27 agosto: due giorni dopo la morte di Domenico, e dopo che Bertolaso aveva ricordato la volont&#224; del paziente che la sua morte non venisse strumentalizzata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L&#39;asimmetria che dice tutto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In &lt;strong&gt;Lombardia esiste un atto che fissa in 145 giorni il termine massimo del procedimento per morire&lt;/strong&gt;. Non esiste alcun atto che fissi un termine massimo per accedere alle cure palliative, alla terapia del dolore, all&#39;assistenza domiciliare per un malato cronico o per una persona con disabilit&#224; grave.&amp;nbsp;&#200; questa asimmetria a definire le priorit&#224; reali di una classe dirigente. Ed &#232; su questa che chiediamo alla Regione Lombardia di rispondere: ritirare le linee guida e destinare ogni risorsa disponibile alle cure palliative e all&#39;assistenza ai malati cronici e alle persone con disabilit&#224;.&amp;nbsp;Chi ha gi&#224; detto pubblicamente che la Giunta ha scavalcato l&#39;Aula merita di non restare solo. Tutti gli altri hanno un&#39;occasione per dimostrare di pensarla davvero cos&#236;. Perch&#233; qui la distanza tra le parole e gli atti non &#232; una questione di stile politico: &#232;, letteralmente, una questione di vita o di morte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Zaia spinge e la Lega cede: il Veneto voter&#224; la legge ammazza-malati</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/suicidio-assistito-veneto-zaia-lega-legge-coscioni</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Domani, &lt;strong&gt;marted&#236; 1 settembre il Consiglio regionale del Veneto torna a votare la proposta di legge&lt;/strong&gt; di iniziativa popolare dell&#39;Associazione Luca Coscioni &lt;strong&gt;sul suicidio medicalmente assistito&lt;/strong&gt;. Non &#232; un adempimento tecnico e nessuno, a Palazzo Ferro Fini, finge che lo sia: &#232; una scelta politica, e a spingerla con pi&#249; forza &#232; il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia, che alla vigilia ha diffuso una lettera aperta ai veneti per dire che l&#39;Aula &#171;non &#232; chiamata a votare sulla morte, ma sulla libert&#224; della persona&#187;, augurandosi apertamente che &#171;questa volta si possa arrivare all&#39;approvazione della legge&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cosa prevede il testo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L&#39;impianto &#232; &lt;strong&gt;quello che l&#39;Associazione Coscioni ha replicato in tutte le Regioni&lt;/strong&gt;: procedure, organi e tempi per l&#39;accesso alla somministrazione del farmaco letale dentro il servizio sanitario regionale. Una commissione medica in ciascuna Ulss verifica i requisiti, il servizio sanitario regionale accompagna il paziente &#171;in ogni fase del percorso&#187;, la prestazione &#232; a carico pubblico. I termini perentori originari — venti giorni per l&#39;accertamento, dieci per la commissione — sono stati cancellati in corsa dagli emendamenti concordati fra il comitato promotore e il centrosinistra, sostituiti da formule generiche, per evitare la scure della Corte costituzionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Sul tavolo &lt;strong&gt;ci sono poi tre emendamenti della Giunta Stefani&lt;/strong&gt;: libert&#224; di coscienza per il personale sanitario, un palliativista in commissione con parere obbligatorio ma &lt;strong&gt;non vincolante&lt;/strong&gt;, linee guida affidate a un Comitato regionale di bioetica che ancora non esiste. Sono i correttivi pensati per raccogliere i voti mancanti. Non cambiano la natura della legge: la rendono votabile. &#200; il classico meccanismo per cui una garanzia formale serve a far passare la sostanza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Non esiste alcun obbligo di legiferare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Qui sta il punto che &lt;strong&gt;nessuno, in maggioranza, ha il coraggio di dire&lt;/strong&gt;. Nessuna sentenza della Corte costituzionale impone alle Regioni di adottare una legge sul suicidio assistito. Al contrario: con la sentenza 204/2025 sulla legge toscana e con la 148/2026 sulla legge sarda la Consulta ha demolito una dopo l&#39;altra numerose disposizioni regionali, ricordando che la legge regionale non pu&#242; agire &#171;in via suppletiva della legislazione statale, per cos&#236; dire ‘impossessandosi’ dei principi ordinamentali individuati da questa Corte&#187;. Il Veneto non sta colmando un vuoto: sta occupando uno spazio che la Corte ha gi&#224; dichiarato non suo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;E soprattutto: &lt;strong&gt;le pronunce del 2019 sono, purtroppo, gi&#224; autoapplicative&lt;/strong&gt;. In Veneto ci sono state richieste, verifiche delle Ulss e casi conclusi. Il primo veneto ad ottenere l&#39;accesso legale al suicidio assistito lo ottenne senza alcuna legge regionale. La procedura, dove &#232; stata attivata, ha tragicamente funzionato. Dunque una legge regionale non serve a rendere possibile ci&#242; che gi&#224; accade: serve a &lt;strong&gt;istituzionalizzarlo, pubblicizzarlo e moltiplicarlo&lt;/strong&gt;. Ogni Paese che ha normato la morte assistita ha visto i numeri crescere, anno dopo anno, senza eccezioni. Una legge non regola un fenomeno: lo induce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La Lega contro il programma della Lega&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il dato politico pi&#249; grave &#232; per&#242; un altro. &lt;strong&gt;Il programma nazionale della Lega dice esattamente il contrario di ci&#242; che i suoi consiglieri veneti si apprestano a votare&lt;/strong&gt;: rifiuto esplicito di ogni normativa a favore dell&#39;eutanasia e del suicidio assistito, contro &#171;la visione per cui una vita &#232; degna di essere vissuta solo se in forze ed in salute&#187;. Nel 2024, quando la stessa proposta fu bocciata per un solo voto — 25 favorevoli, 22 contrari e tre astensioni che pesarono come no, su 26 richiesti —&lt;strong&gt; la spaccatura della Lega era gi&#224; visibile&lt;/strong&gt;. Oggi quella spaccatura viene sanata verso il basso, sotto la regia di Zaia.&amp;nbsp;Non &#232; un caso isolato, &#232; un inseguimento. &lt;strong&gt;Forza Italia ha assunto a livello nazionale la battaglia per il suicidio assistito&lt;/strong&gt;: il senatore Pierantonio Zanettin, vicentino, relatore del testo base al Senato, ne ha fatto una bandiera; la capogruppo Stefania Craxi ha impresso l&#39;accelerazione; Marina Berlusconi ne ha fornito la copertura culturale. La Lega, invece di marcare la differenza, si accoda. Rinuncia all&#39;unica cosa che i suoi elettori le chiedevano su questi temi: dire no. Poi ci si stupisce che i sondaggi premino chi quel no lo dice ancora. Il programma di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci si oppone esplicitamente a &#171;eutanasia e omicidio del consenziente&#187; e chiede l&#39;applicazione piena della legge sulle cure palliative. Si pu&#242; giudicare come si vuole quel progetto politico: resta il fatto che quando un partito abbandona una posizione, gli elettori che ci credevano non svaniscono. Cambiano indirizzo. La Lega veneta sta consegnando a mani nude un pezzo del proprio elettorato, e marted&#236; rischia di firmarne la ricevuta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Fratelli d&#39;Italia tenta di arginare la deriva&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Che non si tratti di una fatalit&#224; lo dimostra chi, nella stessa coalizione, non ha cambiato idea. &lt;strong&gt;Maddalena Morgante, deputata veronese di Fratelli d&#39;Italia e responsabile nazionale del Dipartimento Famiglia e Valori non negoziabili&lt;/strong&gt;, ha indirizzato a Stefani una lettera aperta che non lascia margini: &#171;Caro presidente Stefani, rivolgendomi alla tua sensibilit&#224;, che noi veneti conosciamo bene, vorrei dirti questo: restiamo fedeli alla Vita senza compromessi&#187;. Il suicidio assistito, aggiunge, &#232; &#171;sempre un fallimento sociale&#187;, perch&#233; &#171;dovere dello Stato &#232; curare e alleviare le sofferenze, non eliminare il sofferente&#187;. E ricorda il nodo che a Palazzo Ferro Fini si preferisce ignorare: &#171;Alcune Regioni, tra cui il Veneto, si sono gi&#224; espresse in materia ribadendo che non &#232; compito delle Regioni legiferare su un tema cos&#236; delicato&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ci&#242; che manca davvero&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nessuno, in questo dibattito, &lt;strong&gt;ha spiegato perch&#233; il Veneto abbia pi&#249; urgenza di normare la morte che di garantire le cure&lt;/strong&gt;. &#200; la stessa Corte costituzionale, nella sentenza 204/2025, a richiamare il diritto della persona &#171;a essere curata efficacemente, secondo i canoni della scienza e dell&#39;arte medica, anche attraverso la concreta messa a disposizione di cure palliative efficaci&#187;. Su quel fronte non servono leggi manifesto: servono posti letto, hospice, personale, reti territoriali. Tutto ci&#242; che si pu&#242; finanziare oggi, senza chiedere a nessuno di morire prima. Domani, quindi,&amp;nbsp;il Veneto non sceglier&#224; tra libert&#224; e divieto. Sceglier&#224; se aggiungere, alle cose che il servizio sanitario pubblico non riesce ancora a garantire, l&#39;unica prestazione che non fallisce mai, il suicidio. E c&#39;&#232; un&#39;ironia amara che nessuno, a Palazzo Ferro Fini, sembra aver notato:&lt;strong&gt; la prima ad avvalersi di questa legge sar&#224; proprio la Lega&lt;/strong&gt;. Non in una corsia d&#39;ospedale, ma nelle urne. Un partito che rinnega il proprio programma per rincorrere gli avversari non viene punito dagli avversari: si toglie di mezzo da solo. &#200; il primo caso di suicidio politico medicalmente assistito: il farmaco se lo somministra la Lega veneta, la ricetta l&#39;ha firmata il dottor Luca Zaia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Fede, cultura, politica. Ecco la IV edizione delle “Tavole di Assisi”</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/fede-cultura-politica-tavole-assisi-2026</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ormai ci siamo, mancano pochissimi giorni al 5 e 6 settembre, ovvero i giorni in cui si terranno – per la quarta volta – le “&lt;strong&gt;Tavole di Assisi”&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;l’evento culturale per rilanciare il pensiero cristiano, conservatore e identitario&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Una due giorni – che si terr&#224; presso l’&lt;strong&gt;hotel “Il Cenacolo” di Assisi&lt;/strong&gt;, in via Patrono d’Italia, 70 – che vedr&#224; tra i numerosi ospiti e relatori anche diversi membri di Pro Vita &amp;amp; Famiglia, mentre il filo rosso di quest’edizione sar&#224; “&lt;strong&gt;San Francesco: dal Creato alle Creature”&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il programma di sabato 5 settembre&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Dopo una breve presentazione dei lavori con un &lt;strong&gt;omaggio a Vittorio Messori&lt;/strong&gt; – l’insigne vaticanista e apologeta cattolico scomparso lo scorso 3 aprile – e i saluti dell’avvocato &lt;strong&gt;Simone Pillon&lt;/strong&gt;, presidente del comitato promotore, &lt;strong&gt;sabato mattina 5 settembre&lt;/strong&gt; il vescovo di Ventimiglia-Sanremo &lt;strong&gt;monsignor Antonio Suetta &lt;/strong&gt;e&lt;strong&gt; Francesca Romana Poleggi&lt;/strong&gt; interverranno per la prima tavola su “&lt;strong&gt;Il San Francesco dimenticato: cavaliere e contraddittore del sultano&lt;/strong&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La seconda tavola di discussione affronter&#224; invece il tema “&lt;strong&gt;Gli errori dell’Illuminismo e i falsi dogmi della modernit&#224;”&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;Lorenzo Bertocchi&lt;/strong&gt;, direttore del mensile &lt;em&gt;Il Timone&lt;/em&gt;; il giornalista e saggista &lt;strong&gt;Gianluigi Paragone&lt;/strong&gt;; &lt;strong&gt;Antonio Brandi&lt;/strong&gt;, presidente di Pro Vita &amp;amp; Famiglia, e &lt;strong&gt;Benedetto Delle Site&lt;/strong&gt;, presidente UCID Giovani e autore del saggio “&lt;em&gt;La profezia di Leone XIII ai tempi di Leone XIV&lt;/em&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Dopodich&#233;, invece, sar&#224; il poeta &lt;strong&gt;Davide Rondoni&lt;/strong&gt;, presidente del Comitato 800mo anniversario francescano, a presentare il suo saggio &lt;em&gt;“La ferita, la letizia sulla figura del poverello d’Assisi”&lt;/em&gt;. Dopo il pranzo, la terza tavola vedr&#224; dialogare il direttore di &lt;em&gt;Nazione Futura &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Francesco Giubilei&lt;/strong&gt;, il presidente di &lt;em&gt;Fides et Ratio&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Gian Pietro Caliari&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Jacopo Coghe&lt;/strong&gt;, portavoce di Pro Vita &amp;amp; Famiglia, intorno al tema &lt;strong&gt;“Radici cristiane e bene comune, la sfida per il futuro dell’Europa”&lt;/strong&gt;. E ancora, nel pomeriggio, l’antropologo &lt;strong&gt;Mario Polia &lt;/strong&gt;approfondir&#224; il tema &lt;strong&gt;“Fede, cultura e politica nell’Occidente cristiano”&lt;/strong&gt;. Il pomeriggio proseguir&#224; poi alle ore 18 con la quarta tavola dedicata al tema pedagogico: &lt;strong&gt;“Chi educa le nuove generazioni: la famiglia, la scuola, i media, i social o l’AI?”&lt;/strong&gt;. Ne parleranno insieme la giornalista e saggista &lt;strong&gt;Costanza Miriano&lt;/strong&gt;, la portavoce di Pro Vita &amp;amp; Famiglia &lt;strong&gt;Maria Rachele Ruiu&lt;/strong&gt;, la responsabile politics dell’evento &lt;strong&gt;Olimpia Galiberti&lt;/strong&gt; e il presidente del Family Day &lt;strong&gt;Massimo Gandolfini&lt;/strong&gt;. Infine il vicedirettore de &lt;em&gt;La Verit&#224; &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Francesco Borgonovo&lt;/strong&gt; illustrer&#224; il tema &lt;strong&gt;“La politica e i principi non negoziabili. San Francesco, Tommaso Moro, Giuseppe Tovini, Charlie Kirk e molti altri”&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il programma di domenica 6 settembre&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Domenica &lt;strong&gt;6 settembre&lt;/strong&gt;, invece, dopo la Santa Messa in programma alle 8:30 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, &lt;strong&gt;alle ore 10&lt;/strong&gt; si discuter&#224; ancora di &lt;strong&gt;“Fede e impegno pubblico: i cristiani nel XXI secolo” &lt;/strong&gt;con &lt;strong&gt;Marco Sermarini&lt;/strong&gt;, direttore Scuola Familiare Chesterton;&lt;strong&gt; Giacomo Rocchi&lt;/strong&gt;, presidente della I Sezione Penale della Corte di Cassazione e &lt;strong&gt;Federico Iadicicco&lt;/strong&gt;, presidente dell’Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario (ANPIT). Infine con la sesta tavola l’economista &lt;strong&gt;Ettore Gotti Tedeschi&lt;/strong&gt; proporr&#224; &lt;strong&gt;un’analisi economica delle migrazioni&lt;/strong&gt;. Quindi la chiusura dei lavori &#232; affidata allo stesso promotore dell’evento Simone Pillon.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Ecco come l’intelligenza artificiale cambia la tutela dei minori</title>
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                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Proteggere un &lt;strong&gt;bambino&lt;/strong&gt;, oggi, significa anche capire come funziona un algoritmo e quali pericoli pu&#242; nascondere. Significa conoscere – ed evitare – i &lt;strong&gt;social&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;network&lt;/strong&gt;, gli effetti dello scrolling sul cervello, misurarsi con &lt;strong&gt;l’Intelligenza&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Artificiale&lt;/strong&gt; e intercettare un eventuale disagio psicologico prima che si trasformi in emergenza. &#200; da questa consapevolezza che &#232; partito il Bilancio Sociale 2025 di &lt;strong&gt;Telefono&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Azzurro&lt;/strong&gt;, presentato lo scorso luglio alla Camera dei Deputati, con cui la Fondazione ha messo in luce le sfide dell’era digitale. &lt;em&gt;&#171;Proteggere un bambino oggi significa comprendere il mondo in cui cresce&#187;&lt;/em&gt;, ha osservato il presidente Ernesto Caffo, sottolineando come &lt;strong&gt;piattaforme digitali, algoritmi e sistemi di Intelligenza Artificiale&lt;/strong&gt; stiano ridefinendo il modo in cui bambini e adolescenti apprendono e costruiscono relazioni. &#171;La nostra responsabilit&#224; &#232; garantire che i loro diritti siano tutelati&#187;, ha spiegato, ribadendo l’impegno a lavorare insieme a istituzioni, scuola, famiglie e imprese affinch&#233; la tecnologia sia realmente al servizio della crescita e della protezione dei minori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Algoritmi sicuri fin dalla progettazione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L’Intelligenza Artificiale &#232;, dunque, una delle principali sfide dei prossimi anni perch&#233; accanto a opportunit&#224; importanti, &lt;strong&gt;l’IA porta con s&#233; rischi inediti&lt;/strong&gt;: dalla manipolazione algoritmica ai deepfake, fino ai chatbot conversazionali e ai companion virtuali. La tutela dei minori passa ovviamente anche e soprattutto da divieti anagrafici e da controlli serrati – anche successivi – ma deve nascere e svilupparsi soprattutto a monte, nel modo stesso in cui vengono progettati algoritmi, piattaforme e sistemi di Intelligenza Artificiale: &lt;strong&gt;&#232; il principio del “safety by design”&lt;/strong&gt;, per costruire tecnologie pi&#249; etiche, come tra l’altro ha anche auspicato &lt;strong&gt;Papa Leone XIV nell’enciclica &lt;em&gt;Magnifica&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Humanitas&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Dunque &#232; assolutamente fondamentale che i sistemi di IA abbiano la sicurezza dei bambini incorporata nel loro DNA anzich&#233; intervenire quando il danno &#232; gi&#224; avvenuto. In tal senso, tornando al lavoro di Telefono Azzurro, la Fondazione ha spiegato che sta investendo nell’uso dell’IA per rendere pi&#249; efficaci i propri servizi di ascolto e presa in carico, &lt;strong&gt;non per delegare alle macchine l’ascolto dei minori,&lt;/strong&gt; che resta prerogativa umana, ma per aiutare gli operatori a leggere pi&#249; rapidamente le richieste di aiuto, individuare le situazioni pi&#249; urgenti e rendere pi&#249; efficaci i percorsi di protezione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ansia, isolamento e i numeri dell’emergenza&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Tra le priorit&#224; proprio per quanto riguarda la tutela dei bambini, emerge il benessere psicologico dei pi&#249; giovani: &lt;strong&gt;ansia, attacchi di panico e dipendenza sono le principali cause di richiesta di aiuto tra gli adolescenti&lt;/strong&gt;, insieme a isolamento sociale, autolesionismo, disturbi alimentari e difficolt&#224; relazionali. Ecco perch&#233; l’ascolto umano e la prossimit&#224; fisica restano il tratto distintivo e il primo strumento di prevenzione: &lt;strong&gt;ascoltare bambini e adolescenti significa comprenderli e comprendere i loro bisogni&lt;/strong&gt;, lavorando insieme alle principali agenzie educative – famiglia, scuola, associazioni, parrocchie, ecc. – per offrire alternative valide al mondo del web e soprattutto dei social. Anche in questi ambiti &#232; doveroso ricordare &lt;strong&gt;alcuni dati resi noti sempre da Telefono Azzurro&lt;/strong&gt;, che parlano di 2.186 casi gestiti dalla sola linea 19696, il canale d’ascolto gratuito e attivo 24 ore su 24, mentre il suo 114 Emergenza Infanzia &#232; intervenuto in 3.446 situazioni di rischio e la hotline “Clicca e Segnala” ha ricevuto 3.022 segnalazioni di contenuti illegali online, oltre il 76% delle quali riferite a materiale di abuso sessuale su minori e pedopornografia. La fascia di et&#224; pi&#249; coinvolta risulta essere quella tra i 14 e i 17 anni e circa il 65% degli utenti &#232; di genere femminile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La sfida del Chat Control&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Cresce, inoltre, la consapevolezza internazionale di tali problemi, anche in riferimento a un costante confronto – e dibattito – &lt;strong&gt;sul regolamento UE noto come “Chat Control”&lt;/strong&gt;, sul quale anche Pro Vita &amp;amp; Famiglia ha avviato un’ampia e costruttiva critica (CLICCA QUI per i dettagli) e una petizione online. In tal senso, per la Fondazione Telefono Azzurro il rafforzamento degli strumenti di contrasto alla diffusione online del materiale di abuso sessuale sui minori &#232; una priorit&#224;, da perseguire per&#242; &lt;strong&gt;mantenendo un equilibrio con la tutela della privacy&lt;/strong&gt; e dei diritti fondamentali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Sta per ricominciare la scuola. Ecco i diritti dei genitori con la nuova Legge Valditara</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/legge-valditara-scuola-diritti-genitori-consenso-informato</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Con l’approvazione, lo scorso giugno, della&lt;strong&gt; Legge Valditara sul consenso informato&lt;/strong&gt;, finalmente i genitori possono far valere i propri diritti in materia di libert&#224; educativa relativamente ai temi di &lt;strong&gt;affettivit&#224;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;sessualit&#224;&lt;/strong&gt;. Ecco perch&#233;, dopo&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/legge-consenso-informato-vittoria-pro-vita-famiglia&quot;&gt; oltre dieci anni di battaglie culturali e politiche&lt;/a&gt; per difendere la verit&#224; contro l’ideologia, Pro Vita &amp;amp; Famiglia ha da subito ribadito l’importanza della legge sul consenso informato, che rappresenta sicuramente una prima diga fondamentale per arginare la deriva ideologica dell’agenda Lgbt. E lo vogliamo ulteriormente ribadire oggi, a pochi giorni dalla fine delle vacanze estive e dall’imminente ripresa delle attivit&#224; scolastiche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cosa prevede la Legge sul consenso informato&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In sostanza, la Legge Valditara prevede l’obbligo per le scuole di chiedere il consenso informato preventivo dei genitori degli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado per attivit&#224; extracurricolari o di ampliamento dell’offerta formativa inerenti alla sessualit&#224;, informandoli su finalit&#224;, temi e relatori esterni - i quali dovranno presentare specifiche qualifiche scientifiche o accademiche - e la garanzia di attivit&#224; alternative per gli esonerati. Introduce altres&#236; il divieto assoluto di parlare di temi inerenti alla dimensione sessuale nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria. Tale norma stabilisce inoltre che il consenso informato preventivo venga richiesto entro il settimo giorno antecedente alla data prevista per lo svolgimento delle attivit&#224;. La stessa richiesta di consenso deve quindi esplicitare finalit&#224;, obiettivi educativi e formativi, contenuti, argomenti, temi e modalit&#224; di svolgimento delle attivit&#224;, con l’indicazione dell’eventuale presenza di esperti esterni o di rappresentanti di enti o associazioni coinvolti. Il materiale didattico utilizzato durante gli incontri formativi deve poi essere reso disponibile ai genitori per una preventiva visione. Infine, qualora partecipi un esperto esterno, occorre coinvolgere anche un docente interno alla classe, mentre qualora l’istituto scolastico non acquisisca il consenso informato da parte della famiglia, deve organizzare per lo studente, obbligatoriamente, un’attivit&#224; alternativa extracurricolare. Tutte le iniziative in tale ambito devono naturalmente rientrare a pieno titolo nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) ed essere approvate in sede di Collegio dei Docenti e di Consiglio d’Istituto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I diritti dei genitori&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Quello del &lt;strong&gt;consenso informat&lt;/strong&gt;o &#232; indubbiamente uno strumento necessario e un primo passo doveroso, se si considera il dilagare dell’indottrinamento gender non soltanto dentro, ma anche fuori dalle aule scolastiche. Basti ricordare, in proposito, il fatto che, per esempio, negli Stati Uniti ben 600 distretti scolastici della California sono stati accusati dal &lt;em&gt;Liberty Justice Center&lt;/em&gt; di&lt;strong&gt; nascondere ai genitori le transizioni di genere sociali&lt;/strong&gt; - ossia la Carriera Alias - degli studenti. E ancora, tra i casi pi&#249; recenti - risalenti tra maggio e giugno scorsi - nel nostro Paese, &#232; sufficiente menzionare i laboratori di letture animate con &lt;strong&gt;drag&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;queen&lt;/strong&gt; per bambini a Napoli e alla biblioteca di Buccinasco, o ancora il &lt;strong&gt;“Piccolo Grande Pride”&lt;/strong&gt; di Budrio, patrocinato persino dal Comune, durante il quale sarebbero stati messi a disposizione dei minori anche materiali e gadget sessualmente espliciti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Restituire la priorit&#224; educativa ai genitori con la&lt;strong&gt; Legge Valditara&lt;/strong&gt; costituisce allora senza dubbio un importante punto di partenza per avere finalmente regole chiare, consenso informato scritto e trasparenza su chi e cosa entra in classe.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Gender nelle scuole. Cosa prevede la nuova Legge Valditara sul consenso informato dei genitori</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/eventi/gender-nelle-scuole-cosa-prevede-la-nuova-legge-valditara-sul-consenso-informato-dei-genitori</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;“Gender nelle scuole. Cosa prevede la nuova Legge Valditara sul consenso informato dei genitori”&amp;nbsp;&#232; il titolo del convegno che si tiene venerd&#236; 28 agosto 2026&amp;nbsp;alle ore 18:00&amp;nbsp;a Rapallo, in provincia di Genova, e organizzato da Pro Vita &amp;amp; Famiglia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Intervengono&amp;nbsp;l’On. Paolo &lt;strong&gt;Inselvini&lt;/strong&gt;, Europarlamentare di &lt;em&gt;ECR-FdI&lt;/em&gt;; Nicola &lt;strong&gt;Fenelli&lt;/strong&gt;, Commissario regionale della &lt;em&gt;D.C.&lt;/em&gt;; e Valentina &lt;strong&gt;Panno&lt;/strong&gt;, Docente. Modera Gianrenato &lt;strong&gt;De Gaetani&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;Referente del Circolo del Tigullio di Pro Vita &amp;amp; Famiglia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Di seguito tutti i dettagli dell’evento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/media/userfiles/images/Locandina_Rapallo_28_ago_2026.jpg&quot; style=&quot;width: 100%;&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Perch&#233; le donne abortiscono?</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/perche-donne-abortiscono-motivi-ricerca-greg-pike</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Una ricerca dell’illustre professor Pike ha scandagliato i motivi per cui le donne abortiscono. La questione non &#232; di secondaria importanza, per lo meno qui in Italia dove la “intoccabile” legge 194 chiede espressamente ai consultori di adoperarsi per rimuovere le cause che inducono a un tale atto contro natura. E invece, in quasi mezzo secolo, non risulta che una tale indagine venga condotta. E allora, come si possono rimuovere cause che non si conoscono?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L’art. 5 della legge 194 prevede che il consultorio, la struttura socio-sanitaria o il medico di fiducia dove si reca la madre per abortire &#171;hanno il compito in ogni caso, e specialmente quando la richiesta sia motivata da condizioni economiche, o sociali, o familiari sulla salute della gestante, di esaminare con la donna le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero all’interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto&#187;. Di fatto, per&#242;, non esistono dati ufficiali sulle circostanze che spingono le madri italiane ad abortire: le relazioni annuali sulla legge 194 riportano notizie molto generiche (residenza, istruzione, ecc.) e neanche i certificati medici per l’aborto registrano i motivi. La testimonianza del dottor Scotti riportata nelle pagine seguenti &#232; abbastanza eloquente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ma come &#232; possibile rimuovere le cause senza conoscerle? E se non vengono indagate, che ne &#232; del diritto della donna a ricevere l’aiuto necessario?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Fuori dall’Italia esiste &lt;strong&gt;un vasto corpus di ricerche a livello internazionale che negli ultimi decenni ha esplorato le circostanze intorno al processo decisionale a favore dell’aborto&lt;/strong&gt;: il tutto &#232; stato riepilogato in una revisione del 2020 del dottor &lt;strong&gt;Greg Pike&lt;/strong&gt;, fondatore e direttore dell’&lt;strong&gt;Adelaide Centre for Bioethics and Culture in Australia&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I motivi che spingono all’aborto sono complessi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Innanzitutto dagli studi emerge che, nella maggior parte dei casi, &lt;strong&gt;non vi &#232; un’unica ragione che spinge le madri a chiedere di abortire&lt;/strong&gt;, ma sono implicati pi&#249; fattori tra i quali rientrano i problemi nella relazione, le pressioni da parte del partner e dei familiari, le aspirazioni di studio e professionali, le difficolt&#224; economiche, la mancanza di fiducia nel proprio ruolo di madre, la mancanza di supporto da parte della comunit&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Le donne appaiono &lt;strong&gt;ambivalenti nei confronti della gravidanza e dell’aborto&lt;/strong&gt; e raramente vedono i bambini come una minaccia, anzi, nei loro confronti provano sentimenti positivi. Sono tuttavia le esperienze correlate, come lo stress e le difficolt&#224; connesse al diventare genitore, i problemi economici, la perdita di libert&#224;, la violenza o una condizione di povert&#224;, che le donne vorrebbero cercare di evitare ricorrendo all’aborto. &lt;strong&gt;La violenza domestica &#232; fortemente correlata all’aborto&lt;/strong&gt;; i medici quindi dovrebbero verificare se la paziente sia a rischio di abusi fisici, emotivi o psicologici, indirizzandola verso i servizi di aiuto preposti. Viceversa negli Stati Uniti &#232; stato documentato in diverse circostanze che le cliniche della Planned Parenthood non si pongono troppe domande nel far accedere all’aborto donne (o ragazzine!) nonostante segnali che potrebbero indicare un abuso, e poi le riconsegnano nelle mani del carnefice.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Altri studi hanno rilevato che le ragioni variano a seconda del contesto culturale. &lt;strong&gt;Nei Paesi dell’Europa orientale&lt;/strong&gt; sono soprattutto le donne sposate che usano l’aborto come mezzo di pianificazione familiare (cosa che in Italia la legge non consente, almeno in teoria: in pratica sia le testimonianze delle madri che hanno abortito, sia il Terzo Rapporto Opa - www.osservatorioaborto.it - che adduce argomenti statistici, mostrano come anche questa norma sia apertamente violata, con buona pace e assordante silenzio dei difensori a oltranza della legge 194). &lt;strong&gt;In Paesi come gli Stati Uniti e la Svezia&lt;/strong&gt;, invece, sono soprattutto le donne non sposate ad abortire, prevalentemente per motivi socio-economici o perch&#233; un figlio potrebbe interferire con le loro prospettive di vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La stragrande maggioranza delle madri cita pi&#249; motivi per il ricorso all’aborto&lt;/strong&gt;; alcune segnalano come causa ultima eventi destabilizzanti come la disoccupazione, la separazione dal partner, la difficolt&#224; nel pagare l’affitto o le rate del mutuo, un trasloco.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In una revisione che ha esaminato diversi studi &#232; emersa come motivazione la preoccupazione per il benessere del bambino e il fatto di &lt;strong&gt;non essere un genitore all’altezza&lt;/strong&gt;. In questo caso il medico che avesse davvero a cuore l’ascolto della paziente potrebbe spiegare che per essere un buon genitore bisognerebbe intanto farlo nascere, il figlio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le donne che chiedono l’aborto non sempre sono decise ad abortire&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I professionisti della salute, invece, raramente riconoscono la complessit&#224; della vita delle donne e si schierano facilmente a favore dell’aborto&lt;/strong&gt;. In uno studio del Regno Unito, dove recentemente &#232; stato legalizzato l’aborto fino alla nascita, le giovani madri nere rifugiate/migranti intervistate, tutte (anche quelle incinte a seguito di stupro), hanno scelto la maternit&#224; invece dell’aborto, nonostante le difficolt&#224; incontrate e nonostante la predisposizione abortista da parte degli operatori sanitari. Questo studio evidenzia la necessit&#224; che i singoli operatori sanitari &lt;strong&gt;creino un ambiente assistenziale incentrato sulla madre e sensibile alle differenze culturali&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Allo stesso modo in uno studio su una popolazione di giovani donne ex senzatetto, che hanno stabilizzato la propria vita per l’appunto grazie alla maternit&#224;, i ricercatori concludono che &#171;per alcune giovani senzatetto avere &lt;strong&gt;un figlio pu&#242; rappresentare un’occasione &lt;/strong&gt;per lasciare la strada, una motivazione forte a smettere di abusare di sostanze. Diventare genitore pu&#242; attivare speranza e motivazione, nonostante le sfide siano molte, e i servizi sociali hanno un ruolo essenziale e costante nel promuovere e sostenere le madri e i loro figli, e nell’aiutarle a evitare traumi familiari&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Una gravidanza “non pianificata” non &#232; detto che sia “indesiderata”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Al pari del concetto di gravidanza “desiderata”, anche quello di gravidanza “intenzionale” appare impreciso. Le donne non sempre pianificano le gravidanze. La cosa sembra essere pi&#249; appannaggio di donne privilegiate e/o di coloro che hanno relazioni stabili e sicurezza economica. Milioni di madri in tutto il mondo non raggiungeranno mai questi obiettivi, ma avranno figli comunque. Borrero et al. dimostrano che &lt;strong&gt;l’intenzione di rimanere incinta, la felicit&#224; per la gravidanza e l’accettazione della gravidanza sono tutti concetti separati&lt;/strong&gt;. Molte donne sono felici della gravidanza, indipendentemente dal fatto che ne avessero l’intenzione o no. E alcune madri abortiscono gravidanze desiderate a causa di difficolt&#224; economiche, problemi nella relazione o personali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Questi autori raccomandano di abbandonare il concetto di “pianificazione” e propongono di aiutare le donne a prepararsi a qualsiasi cosa possa accadere. I ricercatori descrivono le ragioni riferite dalle madri, di et&#224; compresa tra i 18 e i 24 anni che hanno abortito, nel seguente modo: &#171;Il pi&#249; delle volte si tratta di storie di partner che non le hanno supportate, o che non si conoscevano bene, frutto di una “decisione sbagliata”, e spesso erano presenti problemi legati all’alcol. Di frequente i genitori non vengono coinvolti. Per garantire al figlio una vita dignitosa si ritiene necessario “finire gli studi” e quindi “hanno rinunciato” al bambino. Alcune hanno sostenuto di non volere che il figlio crescesse nella loro famiglia o nella loro attuale situazione di vita. Spesso venivano descritte la sofferenza e l’angoscia dell’essere incinta e il fatto che pochissime persone ne fossero a conoscenza, e si chiedevano se quella di abortire fosse stata “la decisione giusta”&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Anche David Reardon, nella sua revisione del 2018, mette in guardia dalla generalizzazione diffusa secondo la quale l’aborto implichi solo gravidanze “indesiderate”. Gli studi mostrano infatti che molti aborti volontari, forse la maggior parte, riguardano gravidanze pianificate, in parte desiderate o inizialmente accolte con favore. Con “gravidanze accolte con favore” Reardon intende quelle &lt;strong&gt;gravidanze che non erano state pianificate in anticipo, ma che la donna avrebbe accettato o naturalmente accolto se solo avesse ricevuto il sostegno del proprio partner, della famiglia o di altre persone&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Reardon aggiunge che la definizione di gravidanza “indesiderata” &#232; complicata anche dal fatto che molte madri riferiscono di avvertire un conflitto tra le loro reazioni emotive e quelle razionali, nel momento in cui scoprono di essere incinte. A livello emotivo possono essere entusiaste all’idea che un figlio stia crescendo dentro di loro e possono fantasticare sul fatto di avere il bambino, ma allo stesso tempo la loro parte razionale pu&#242; subito convincerle che l’aborto sia l’unica scelta pragmatica. &lt;strong&gt;La gravidanza pu&#242; essere &lt;/strong&gt;quindi&lt;strong&gt; “emotivamente desiderata” e “razionalmente indesiderata” allo stesso tempo&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Gli aborti tardivi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Dagli studi emerge inoltre che le motivazioni principali cambiano leggermente quando si richiede un aborto nel secondo trimestre. Il ritardo &#232; dovuto all’&lt;strong&gt;indecisione&lt;/strong&gt;, a una relazione difficile o all’assenza del padre del bambino, o al fatto che la gravidanza &#232; stata diagnosticata dopo un po’ di tempo, o all’incertezza sull’essere davvero incinta. I motivi per cui in questi casi le donne trovano difficile decidere di abortire includono la consapevolezza dell’umanit&#224; del feto, la percezione che hanno di s&#233; stesse e l’impatto della loro decisione sugli altri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il perch&#233; dell’aborto &#232; correlato alla sindrome postabortiva&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Come notato, poich&#233; l’ambivalenza riguardo alla decisione di abortire &#232; comune, ci&#242; che desta particolare preoccupazione &#232; la &lt;strong&gt;correlazione tra questa ambivalenza e il potenziale sviluppo di disagio psichico post-aborto a lungo termine&lt;/strong&gt;, esacerbato da &#171;decisioni impulsive e non completamente interiorizzate&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Un altro fattore di rischio per disturbi psicologici post-aborto, del quale i medici devono essere consapevoli, &#232;&lt;strong&gt; l’opposizione morale all’aborto&lt;/strong&gt;. Le madri a volte abortiscono nonostante considerino l’aborto contrario alla legge morale, il che potrebbe indicare la presenza di un condizionamento coercitivo a favore dell’aborto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il sostegno sociale &#232; di vitale importanza nel contesto di una gravidanza inaspettata o quando una donna incinta non &#232; sicura di poter affrontare la situazione da sola. In queste circostanze &lt;strong&gt;le madri hanno bisogno di affetto e di supporto da parte della rete sociale, di sostegno emotivo e di consigli concreti che possano offrire loro qualche certezza in una situazione difficile e angosciante&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Merita infine di essere citato uno studio che ha esaminato le ragioni per le quali le donne che avevano inizialmente deciso di abortire hanno successivamente deciso di non farlo. La maggior parte aveva a che fare con ragioni personali interne piuttosto che esterne, tra le quali figura il desiderio di avere un figlio, l’opposizione morale all’aborto, ed esperienze negative vissute in passato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La banalit&#224; del male (ma solo per alcune)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La legalizzazione dell’aborto ne ha provocato una tragica banalizzazione&lt;/strong&gt;. E - soprattutto grazie ai social e tra le giovanissime - si diffonde l’atteggiamento terribilmente cinico (e superficiale) di quelle che abortiscono per gioco (ahinoi, esiste una sorta di roulette russa tra le ragazze che si danno al sesso promiscuo: quella che resta incinta “vince” un aborto…) o che se ne fanno un vanto (tipo la Selvaggia Lucarelli) o che lo fanno per poter andare in vacanza senza pensieri. Ma queste voci stonate non sono la voce della maggioranza delle donne.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Le motivazioni che spingono le madri ad abortire sono estremamente complesse e tutt’altro che superficiali. &lt;strong&gt;Presumere che tutte le donne che chiedono l’aborto affrontino semplicemente gravidanze indesiderate &#232; non solo sbagliato, ma anche profondamente ingiusto nei loro confronti&lt;/strong&gt;. Non scandagliare adeguatamente le motivazioni che le spingono all’aborto significa non prendere sul serio quello che stanno affrontando e non avere nessuna voglia di farsi carico dell’aiuto necessario che permetterebbe loro di superare le difficolt&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I medici che si limitano a rilasciare il certificato per l’aborto in maniera sbrigativa e senza un ascolto attivo non hanno davvero a cuore la salute e i problemi reali delle madri che si trovano a fare i conti con una gravidanza inaspettata&lt;/strong&gt;. E consegnano nelle loro mani un’unica soluzione, l’uccisione del figlio, quando molte di esse vorrebbero in realt&#224; essere aiutate ad accoglierlo, anche se quel bambino non era programmato, anche se - come accade a milioni di madri in tutto il mondo - non &#232; capitato nel momento ideale o in un contesto ottimale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Articolo gi&#224; pubblicato sulla Rivista Notizie Pro Vita &amp;amp; Famiglia di maggio 2026&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>I nostri giovani sono &quot;decerebrati&quot;? Ne parliamo su PVFNews di settembre</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/i-nostri-giovani-sono-decerebrati-ne-parliamo-su-pvfnews-di-settembre</link>
                <description>&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Siamo pronti per l’inizio del nuovo anno scolastico&lt;/strong&gt;:&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;la recente approvazione della &lt;strong&gt;legge Valditara sul consenso informato &lt;/strong&gt;non deve restare lettera morta. Abbiamo intenzione di monitorare assiduamente la sua applicazione e chiedere decreti attuativi che sanzionino in qualche modo chi non la rispetta. Per questo abbiamo bisogno della vostra collaborazione, cari Lettori: &lt;strong&gt;segnalate al nostro ufficio scuola (scuola@provitaefamiglia.it) i progetti ambigui di cui avete notizia. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Anche perch&#233; il consenso informato non ci basta: vogliamo le ideologie antiumane fuori dalla scuola. E come prima cosa un chiaro &lt;strong&gt;“no” alla carriera alias.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;Povera scuola italiana, e poveri studenti!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Certo, secondo gli articoli che seguono la situazione &#232; piuttosto triste: gli studenti escono da scuola sempre meno preparati e sempre pi&#249; &lt;strong&gt;“decerebrati” (non &#232; una battuta: &#232; il termine usato nel 2021 dall’indagine della VII Commissione del Senato per descrivere i danni provocati ai ragazzi dalla “Scuola 4.0” che si ostinano pervicacemente a implementare&lt;/strong&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Non voglio cedere al facile “complottismo”, ma &#232; innegabile che se i giovani di oggi vengono su “decerebrati”, drogati, privati di solidi punti di riferimento quali il padre e la madre uniti stabilmente, con un’istruzione sempre pi&#249; tecnicistica e sempre meno umanistica, &lt;strong&gt;quale sar&#224; lo spessore della societ&#224; del futuro?&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Per questo dobbiamo darci da fare: genitori e insegnanti di buon senso devono impegnarsi per &lt;strong&gt;cambiare le cose dentro la scuola.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;E chi proprio non ce la fa si rimbocchi le maniche per organizzare &lt;strong&gt;la scuola parentale&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Qui e ora dobbiamo costruire il futuro dei nostri figli.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Un&#39;occasione imperdibile per approfondire questi argomenti &#232; &lt;a href=&quot;http://www.provitaefamiglia.it/rivista&quot;&gt;la nostra Rivista &lt;/a&gt;di settembre: non esitate a fare una &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/cosa-puoi-fare&quot;&gt;piccola donazione&lt;/a&gt; per riceverla comodamente a casa vostra.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;</description>
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                <title>Cosa insegnano davvero i libri gender ai bambini</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/libri-gender-bambini-scuola-ideologia-esempi</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La &lt;strong&gt;manipolazione&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;dei&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;bambini&lt;/strong&gt; e l’indottrinamento &lt;strong&gt;all’ideologia&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;gender&lt;/strong&gt; iniziano, purtroppo, tra i banchi di &lt;strong&gt;scuola&lt;/strong&gt; sin dalle elementari. In particolare, prima dell’approvazione della Legge Valditara dello scorso giugno, infatti, erano - e il pericolo non &#232; mica scomparso - numerosi i testi dedicati ai pi&#249; piccoli i quali, dietro il solito pretesto dell’abbattimento degli stereotipi e dell’educazione al rispetto delle diversit&#224;, propinano sin dalla pi&#249; tenera et&#224; l’idea che il sesso alla nascita sia un dato reversibile e mutevole in nome della fluidit&#224; di genere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#200; vero, come abbiamo detto, che &lt;strong&gt;la nuova legge sul consenso informato&lt;/strong&gt; porr&#224; un argine prezioso per impedire che tali libri arrivino nelle aule dei nostri figli, ma i rischi non sono mai azzerati del tutto ed &#232; per questo che &#232; fondamentale, per i genitori, stare sempre all’erta e soprattutto conoscere ci&#242; che pu&#242; rappresentare un vero e proprio indottrinamento. Ecco, infatti, alcuni esempi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Storie Lgbt tra i banchi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Tra i tanti e pi&#249; eclatanti casi, molti ricorderanno&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/alfabetizzazione-lgbt-per-elementari-medie-e-licei-ecco-cosa-succede-nelle-scuole-di-pavia&quot;&gt; la favola di “Marlon Bundo”&lt;/a&gt;, il &lt;strong&gt;coniglietto gay&lt;/strong&gt; che ama un altro coniglio dello stesso sesso: una storia arrivata nel febbraio 2024 sui banchi di una scuola elementare di Pavia. O ancora, quanto accaduto a Buccinasco con la distribuzione agli alunni, sempre di una scuola primaria, del&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/ora-la-propaganda-gender-nelle-scuole-usa-anche-il-libro-lgbt-di-veltroni&quot;&gt; libro &lt;em&gt;“La pi&#249; bella del mondo” &lt;/em&gt;di Walter Veltroni&lt;/a&gt;, nel quale si raccontano i principi della Costituzione mediante storie di &lt;strong&gt;bimbi coi tacchi o relazioni omosessuali&lt;/strong&gt;. E questo, chiaramente, sempre in nome della medesima alfabetizzazione Lgbt. Tra le numerose segnalazioni di cui &lt;em&gt;Pro Vita &amp;amp; Famiglia &lt;/em&gt;si &#232; fatta carico in questi mesi e anni, figurano anche alcune storie inserite negli stessi testi scolastici utilizzati dai bambini. Di qui, per esempio, in &lt;em&gt;“Le mie scoperte”&lt;/em&gt; vengono ripresi alcuni stralci del libro di Sandro Natalini, &lt;em&gt;“In famiglia”&lt;/em&gt;, nel quale le famiglie umane sono associate a quelle del regno animale e si legge pertanto che &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&#171;si possono avere due mamme o due pap&#224;&#187;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, al fine di normalizzare le “famiglie arcobaleno”. Oppure in &lt;em&gt;“L’acero rosso”, &lt;/em&gt;sempre destinato agli alunni delle elementari&lt;em&gt;, &lt;/em&gt;si pu&#242; leggere: &lt;em&gt;&#171;Si pu&#242; essere adottati o avere due mamme o due pap&#224;. Si pu&#242; stare sottosopra o sopra-e-sotto. Si &#232; accettati per quello che si &#232; o per quello che si vuole. Il legame che unisce la famiglia non &#232; il sangue&#187;.&lt;/em&gt; D’altra parte, qualora il mantra del “love is love” non sia sufficiente, basti ricordare il celeberrimo libretto illustrato di Francesca Pardi, &lt;em&gt;“Perch&#233; hai due pap&#224;?”&lt;/em&gt;, che sdogana con naturalezza ai bambini l&lt;strong&gt;a barbara prassi dell’utero in affitto&lt;/strong&gt;, osando presentarlo come un atto di generosit&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I libri consigliati da Save The Children&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;C’&#232; poi tutto il filone dell’associazionismo, anche non palesemente &lt;strong&gt;Lgbt&lt;/strong&gt;, che sponsorizza e aiuta a diffondere determinati libri, favole e testi. Come &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Save The Children&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, che non pi&#249; tardi di circa tre anni fa lanci&#242; un progetto dal titolo eloquente, “&lt;em&gt;Educare alla parit&#224; di genere attraverso la lettura&lt;/em&gt;”, con il quale si premurava - sempre dietro il pretesto di cancellare gli stereotipi di genere, evitare le discriminazioni e favorire un linguaggio inclusivo - di consigliare agli insegnanti della scuola primaria di &lt;strong&gt;portare tra i banchi una vasta gamma di titoli cari al mondo Lgbt&lt;/strong&gt;, quali &lt;em&gt;“Cos&#236; come sono”&lt;/em&gt; di Helene Druvert; &lt;em&gt;“Julian &#232; una sirena”&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;“Julian al matrimonio”&lt;/em&gt; di Jessica Love delle Edizioni Panini e &lt;em&gt;“Il bosco in casa”&lt;/em&gt; di Vegna e Tolke su stereotipi di genere e coppie omogenitoriali; &lt;em&gt;“Mamma Robot”&lt;/em&gt; di Zidrou e &lt;em&gt;“Principessa Kevin” &lt;/em&gt;di Escoffier e Garrigue delle Edizioni Clichy. In particolare in quest’ultimo volume si legge: &lt;em&gt;&#171;Kevin &#232; una principessa, checch&#233; se ne dica! Kevin &#232; una principessa. Gli altri possono anche trovarlo ridicolo, ma a Kevin non importa. Kevin &#232; una principessa, punto. Sua sorella gli ha prestato un bel vestito, scarpe con i tacchi e qualche gioiello. Kevin si &#232; messo un po’ di trucco della mamma, e ora &#232; una principessa. Non capisce cosa c’&#232; di male nel travestirsi in quel modo. Quando ci travestiamo &#232; per non essere riconosciuti. Altrimenti, non serve a niente! E soprattutto, chi ha deciso che solo le ragazze possono vestirsi da principesse?&#187;&lt;/em&gt;. Tra gli altri titoli consigliati figuravano inoltre &lt;em&gt;“Chi sono?”&lt;/em&gt; di Caroline Dall’Ava delle Terre di Mezzo sulla fluidit&#224; dei ruoli di genere; &lt;em&gt;“Stramba”&lt;/em&gt; di Smith, Laird e Fox edito da Mondadori e &lt;em&gt;“Sono una selvaggia”&lt;/em&gt; di Biemmi e Urbinati edito da Erickson sulla libert&#224; di essere ci&#242; che si vuole. E ancora, &lt;em&gt;“Una bambola per Alberto”&lt;/em&gt; di Zolotov e Delacroix edito da Sottosopra quale libro contro gli stereotipi legati ai giocattoli; &lt;em&gt;“Il mio primo libro femminista”&lt;/em&gt; di Silvia Vecchini edito da Sonda e &lt;em&gt;“La nudit&#224; che male fa?” &lt;/em&gt;di Haine delle edizioni Settenove, con le illustrazioni ad acquerello e inchiostro che dicono per immagini molto pi&#249; di quello che il testo recita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un freno alla propaganda Lgbt&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;A questi continui &lt;strong&gt;abusi&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;ideologici&lt;/strong&gt; oggi &#232; per&#242; possibile porre un freno, perch&#233; finalmente - come gi&#224; accennato - esiste nel nostro Paese uno strumento giuridico, &lt;strong&gt;la Legge Valditara sul consenso informato&lt;/strong&gt;, che difende la libert&#224; educativa dei genitori e il loro primato rispetto a quanto proposto dal sistema d’istruzione scolastico. E questo - bisogna riconoscerlo - anche&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/legge-consenso-informato-vittoria-pro-vita-famiglia&quot;&gt; grazie a oltre dieci anni di battaglie culturali, politiche e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica di Pro Vita &amp;amp; Famiglia&lt;/a&gt;. Tuttavia, occorre non abbassare la guardia e rimanere sempre vigili, perch&#233; &#232; molto probabile che gli attivisti Lgbt non demordano e provino ad aggirare la legge, percorrendo magari altre strade pur di entrare nelle scuole dei nostri figli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Unioni civili, Vannacci riprende una battaglia che fu (e deve tornare) di tutto il centrodestra</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/unioni-civili-vannacci-abrogazione-legge-centrodestra</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nella seconda parte della sua &lt;em&gt;“Base ideologica e programmatica”&lt;/em&gt;, pubblicata luned&#236; scorso, &lt;strong&gt;il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci&lt;/strong&gt;, mette nero su bianco una proposta che sembrava ormai impossibile da riabilitare: &lt;strong&gt;abrogare la legge Cirinn&#224; sulle “unioni civili”&lt;/strong&gt;. &#171;Il matrimonio rimane l&#39;unico istituto di coppia, perch&#233; solo la procreazione ha rilievo pubblico&#187;, si legge nel documento di &lt;strong&gt;Futuro&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Nazionale&lt;/strong&gt;. Le facolt&#224; oggi collegate all&#39;istituto – assistenza, visite in ospedale e in carcere, rappresentanza, disposizioni patrimoniali – diventerebbero diritti individuali che ogni cittadino potrebbe attribuire liberamente a una persona di sua scelta con gli ordinari strumenti del diritto civile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Le r&lt;strong&gt;eazioni non si sono fatte attendere&lt;/strong&gt;: &#232; proprio il capitolo su demografia, famiglia e identit&#224; ad aver innescato la levata di scudi delle opposizioni, con il Partito Democratico che ha liquidato il programma con l&#39;aggettivo “quasi nazista”. Dal centrodestra di governo, invece, un silenzio imbarazzato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;Chi c&#39;era al Family Day del 2016&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Vale la pena rinfrescare la memoria. &lt;strong&gt;Il 30 gennaio 2016 il Circo Massimo ospit&#242; un&#39;oceanica manifestazione&lt;/strong&gt; di popolo &lt;strong&gt;contro il ddl Cirinn&#224;&lt;/strong&gt; promosso dal governo Renzi, il cui punto pi&#249; contestato, oltre alla sostanziale parificazione dell&#39;istituto col matrimonio, era&lt;strong&gt; l&#39;estensione alle coppie omosessuali della cosiddetta &lt;em&gt;stepchild&lt;/em&gt; &lt;em&gt;adoption&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ovvero la possibilit&#224; per uno dei due membri della coppia omosessuale di poter essere riconosciuto come “secondo padre” o “seconda madre” del figlio del partner. Ma non c&#39;era solo il popolo delle famiglie: c&#39;era, praticamente al completo, la classe dirigente che oggi governa l&#39;Italia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Bastano i nomi. Per &lt;strong&gt;Fratelli d&#39;Italia&lt;/strong&gt; una delegazione di eletti e militanti guidata da &lt;strong&gt;Giorgia&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Meloni&lt;/strong&gt;, che defin&#236; il provvedimento &#171;una legge contro i bambini&#187;: oggi &#232; presidente del Consiglio dei ministri. Per la &lt;strong&gt;Lega&lt;/strong&gt; c&#39;erano Roberto &lt;strong&gt;Maroni&lt;/strong&gt;, all&#39;epoca presidente della Regione Lombardia, i capigruppo di Camera e Senato Massimiliano &lt;strong&gt;Fedriga&lt;/strong&gt; e Gian Marco &lt;strong&gt;Centinaio&lt;/strong&gt; e una delegazione di parlamentari tra cui Giancarlo &lt;strong&gt;Giorgetti&lt;/strong&gt; e Barbara &lt;strong&gt;Saltamartini&lt;/strong&gt;, insieme a Lorenzo &lt;strong&gt;Fontana&lt;/strong&gt;: oggi Giorgetti &#232; ministro dell&#39;Economia, Fontana presidente della Camera, Fedriga presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Centinaio vicepresidente del Senato. Per &lt;strong&gt;Forza&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Italia&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Gasparri&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Brunetta&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Matteoli&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Toti&lt;/strong&gt;, con Gasparri che rivendicava dal palco la presenza di Tajani e l&#39;accordo dello stesso Silvio Berlusconi: oggi &lt;strong&gt;Tajani&lt;/strong&gt; &#232; segretario di Forza Italia (anche se commissariato dalla linea laicista degli eredi del Cavaliere), vicepremier e ministro degli Esteri. E c&#39;erano Maurizio &lt;strong&gt;Lupi&lt;/strong&gt; ed Eugenia &lt;strong&gt;Roccella&lt;/strong&gt;: oggi il primo guida Noi Moderati, la seconda &#232; ministro per la Famiglia e la Natalit&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Quattro forze politiche, una sola posizione. &lt;strong&gt;Vannacci, dunque, non ha inventato nulla&lt;/strong&gt;: ha rimesso in programma ci&#242; che dieci anni fa era la posizione unitaria dell&#39;intero centrodestra, e che il centrodestra ha silenziosamente archiviato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;Perch&#233; era giusto allora, perch&#233; &#232; (pi&#249;) giusto oggi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L&#39;&lt;strong&gt;obiezione alle unioni civili non era e non &#232; contro le persone&lt;/strong&gt;. &#200; contro un&#39;operazione giuridica precisa: la legge 76/2016 non si limita a regolare i rapporti privati tra due conviventi, ma istituisce uno status pubblico – costituzione davanti all&#39;ufficiale di stato civile, regime patrimoniale, diritti successori, obblighi di assistenza – modellato voce per voce su quello matrimoniale. &lt;strong&gt;Un para-matrimonio, appunto&lt;/strong&gt;: un istituto specchio della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, l&#39;unica che l&#39;articolo 29 della Costituzione riconosce come societ&#224; naturale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il problema non &#232; nominalistico, ma &lt;strong&gt;sostanziale&lt;/strong&gt;. Al cuore della questione c&#39;&#232; la filiazione, ovvero il diritto di ogni essere umano di essere e di sapersi figlio di un padre e di una madre, e non il prodotto di accordi commerciali e alchimie di laboratorio. &lt;strong&gt;La Costituzione riconosce la famiglia come societ&#224; naturale fondata sul matrimonio in virt&#249; del fatto che un uomo e una donna&lt;/strong&gt; – e solo loro – sono potenzialmente aperti alla vita. Equiparando sostanzialmente l&#39;unione civile al matrimonio, il ddl Cirinn&#224; ha affermato che anche due uomini o due donne, e quindi potenzialmente anche pi&#249; di due persone, possono vantare il diritto di essere genitori di chi non &#232; loro figlio. Questo &lt;strong&gt;virus ideologico&lt;/strong&gt;, inserito nell&#39;ordinamento giuridico nel 2016 con le unioni civili, in questo decennio ha prodotto &lt;strong&gt;danni&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;incalcolabili&lt;/strong&gt;. Innanzitutto a discapito dei pi&#249; vulnerabili.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;Dieci anni di disastri giuridici&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nel &lt;strong&gt;2016&lt;/strong&gt; la &lt;em&gt;stepchild adoption&lt;/em&gt; fu stralciata dal testo per rendere il testo digeribile alla parte “cattolica” del &lt;strong&gt;Partito Democratico&lt;/strong&gt; e approvare la legge, e fu presentata come la garanzia decisiva. Ma non lo era: ci&#242; che il Parlamento aveva escluso, i tribunali lo hanno progressivamente reintrodotto, prima con l&#39;adozione in casi particolari, poi per via costituzionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;I &lt;strong&gt;sindaci di sinistra&lt;/strong&gt; hanno iniziato strumentalmente a &lt;strong&gt;riconoscere nelle anagrafi figli di “due padri” o “due madri”&lt;/strong&gt;, trovando la pronta sponda ideologica della magistratura. Con la sentenza n. 68 del maggio 2025, &lt;strong&gt;la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l&#39;articolo 8 della legge 40/2004&lt;/strong&gt; nella parte in cui nega alla madre intenzionale, che ha prestato consenso alla PMA all&#39;estero, il riconoscimento come genitore del figlio nato in Italia: due madri all&#39;anagrafe, senza pi&#249; bisogno di alcuna adozione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Per giungere, infine, all&#39;approdo pi&#249; &lt;strong&gt;aberrante&lt;/strong&gt; ma logico. La Corte d&#39;appello di Bari ha riconosciuto per la prima volta in Italia &lt;strong&gt;un bambino come figlio legale di tre persone&lt;/strong&gt;, autorizzando la trascrizione di un provvedimento adottivo tedesco. La sentenza risale a gennaio 2026, ma &#232; stata resa pubblica proprio in occasione del decimo anniversario del voto parlamentare sulle unioni civili. Un bambino, tre genitori legali: il diritto di ogni essere umano ad avere un padre e una madre, e a crescere con loro, &#232; ormai una variabile negoziabile davanti a un giudice. Questo scenario &#232; il punto di caduta di una filiera che comincia esattamente l&#236;, nel maggio del 2016, con la legge sulle unioni civili.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;Serviva il coraggio di dirlo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Va dato atto a chi oggi rimette la questione al centro dell&#39;agenda politica: &lt;strong&gt;ci vuole coraggio&lt;/strong&gt;, in un dibattito anestetizzato, a chiamare e, soprattutto, a richiamare le cose con il loro nome. Ma quel coraggio &lt;strong&gt;non pu&#242; restare appannaggio di una sola forza politica&lt;/strong&gt;: il centrodestra di governo ha il dovere di riprendere in mano una battaglia che &#232; stata sua, e che ha semplicemente smesso di combattere per quiescenza politica e morale. Due persone dello stesso sesso o di sesso diverso che decidono di condividere la vita &lt;strong&gt;hanno gi&#224; oggi a disposizione&lt;/strong&gt; il Codice Civile, contratti di convivenza, disposizioni testamentarie, deleghe assistenziali, designazioni fiduciarie: tutti strumenti che la legislazione vigente gi&#224; prevede. N&lt;strong&gt;essuno vuole toglierli a nessuno&lt;/strong&gt;. Ci&#242; che va abrogato non sono i diritti delle persone, ma l&#39;istituto pubblico che ha &lt;strong&gt;usato quei diritti come cavallo di Troia&lt;/strong&gt; per equiparare al matrimonio una realt&#224; che, per definizione, non pu&#242; generare figli e che perci&#242;, per averne, deve andarli a prendere altrove. Pagandoli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Sull&#39;abrogazione delle unioni civili, &lt;strong&gt;Fratelli d&#39;Italia, Forza Italia e Lega&lt;/strong&gt; non devono inseguire Vannacci e fantomatici “estremismi”. &lt;strong&gt;Devono solo inseguire i milioni di cittadini loro elettori&lt;/strong&gt;, che nel 2016 li videro scendere in piazza al Circo Massimo per una battaglia giusta. Oggi pi&#249; di allora.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>“Per sempre s&#236;”... non &#232; solo una canzone</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/per-sempre-si-famiglia-valore-societa-economia</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#200; fin troppo scontato rilevare che oggi la famiglia &#232; in crisi: ce lo possiamo spiegare anche alla luce di quanto descritto nelle pagine precedenti. Ma resta un dato di fatto inoppugnabile che &lt;strong&gt;la famiglia sana, unita e per sempre, &#232; la chiave di volta e la svolta per un risanamento della societ&#224;&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Va inoltre ribadito che - per quanto i media si affannino a mostrare le famiglie corrotte dalla violenza in tutte le forme possibili - se il mondo non &#232; ancora finito &#232; perch&#233; sono molte, molte di pi&#249; le famiglie sane che, sia pure tra mille difficolt&#224; e spesso controcorrente, crescono figli sani: le querce che cadono fanno sempre molto rumore rispetto all’erba che cresce silenziosa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nel febbraio scorso &lt;strong&gt;Aldo Cazzullo&lt;/strong&gt; ha stroncato il brano vincitore del Festival definendolo la &#171;canzone pi&#249; brutta della storia di Sanremo&#187; e paragonandolo polemicamente alla colonna sonora di &#171;un matrimonio della camorra&#187;. Molti “benpensanti” hanno sottoscritto e rilanciato le critiche al brano di Sal Da Vinci. Al netto del valore musicale del brano di genere melodico napoletano, che non giudico e che pu&#242; essere gradito o meno, a me sembra opportuno schierarsi dalla parte del pubblico che, invece, ha apprezzato e molto quella canzone.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Infatti, al di l&#224; delle critiche dei “salotti buoni”, “Per sempre s&#236;” ha conquistato il pubblico. Nei pronostici iniziali (secondo All Music Italia) era partito addirittura da quota 41.00. &#200; poi risalito nei pronostici fino a diventare uno dei grandi favoriti alla vigilia della finale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Allora: da un lato &#232; vero che la sessolatria e il conseguente attacco alla famiglia condotto diabolicamente - consentiteci l’espressione - e molto efficacemente dal punto di vista della propaganda ideologica, e sul piano culturale e sul piano legale (divorzio, aborto, fecondazione artificiale), hanno prodotto effetti devastanti, ma dall’altro abbiamo una buona notizia: nel cuore dell’uomo c’&#232; ancora l’ansia dell’infinito, del desiderio di un amore per sempre e - perch&#233; no - davanti a Dio, che fa sognare e fa sperare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La famiglia &#232; naturale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La famiglia, unione stabile d’amore aperta alla generazione, risponde all’esigenza di bene, giustizia, sicurezza, felicit&#224; che &#232; nel cuore di ciascuno ed &#232; un capitale per la societ&#224;. La promessa di donarsi reciprocamente e per sempre &#232; la base di un luogo di comunione che educa al rispetto della pari dignit&#224; delle persone, a prescindere dalle diversit&#224; di sesso e di et&#224;. In famiglia si insegnano e si imparano la fiducia, l’amore, il perdono. La famiglia cura la solitudine, uno dei grandi mali del nostro tempo. Ci sono un senso e un valore nell’interdipendenza: gli individui soli sono fragili. Le persone, invece, che intessono legami, che sono inserite in un tessuto familiare, sono pi&#249; forti, sono protette dai centri di potere ideologici, finanziari e politici consumisti e materialisti. Voglio dire che esiste la famiglia “del Mulino Bianco”? Certamente no. Siamo tutti imperfetti e ogni famiglia ha le sue imperfezioni. I genitori facilmente commettono errori, ma la famiglia naturale resta sempre - nonostante tutto - il meglio per i figli e per la societ&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La famiglia &#232; economia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il “per sempre s&#236;” ha anche &lt;strong&gt;un valore economico sostanziale&lt;/strong&gt;. La famiglia &#232; “l’ospedale pi&#249; vicino” ed &#232; il ricovero ideale per gli anziani (e fa risparmiare la collettivit&#224;). Pone in essere economie di scala: tanti individui soli costerebbero e spenderebbero molto di pi&#249;: in famiglia si insegna il risparmio, perch&#233; &lt;strong&gt;si vive in prospettiva del futuro&lt;/strong&gt; (per i figli, i nipoti, ecc.). E il risparmio &#232; uno degli aggregati fondamentali della macroeconomia. Perci&#242; la famiglia &#232; anche motore di sviluppo economico per lo Stato. E quando la famiglia si disgrega, lo Stato deve moltiplicare i suoi interventi di assistenza sociale per figli, anziani, persone sole, con costi elevati tanto sul piano sociale quanto su quello economico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Serve il risparmio?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ai tempi della Grande Depressione, negli anni Trenta del Novecento, il modello dell’economia liberale and&#242; in crisi e fu scalzato dal modello keynesiano: il mercato non raggiunge da s&#233; l’equilibrio ottimale, serve l’intervento dello Stato nell’economia. Non &#232; l’offerta (la produzione) che crea la domanda, ma la domanda che crea l’offerta. Keynes &#232; stato l’inventore dell’“helicopter money”: per uscire dalla crisi lo Stato deve stampare moneta e potrebbe anche distribuirla a pioggia da un elicottero. I consociati avrebbero cos&#236; i mezzi per consumare, le imprese ricomincerebbero a produrre e l’economia riparte. In quest’ottica, per Keynes, il risparmio &#232; nemico della crescita economica: solo i consumi si moltiplicano e generano aumenti pi&#249; che proporzionali del reddito nazionale. Non &#232; questo il luogo per approfondire la questione. Basti dire che la spinta al consumismo data da queste teorie &#232; stata forte. E poi &#232; anche vero il contrario. Cio&#232; che se le imprese sono incentivate a produrre, organizzando tutta la serie di fattori produttivi necessari, dovranno remunerarli, e cos&#236; gli stessi lavoratori, i fornitori di materie prime, ecc., avranno i mezzi per acquistare i prodotti. Oltretutto sceglieranno quelli migliori a vantaggio delle imprese pi&#249; efficienti, operando la “selezione naturale” che assicura progresso economico e tecnologico. Gli investimenti, per&#242;, sono costosi e avvengono solo se &#232; facile accedere ai capitali: l’abbondanza del risparmio (offerta di moneta) dovrebbe tener basso il costo degli investimenti (domanda di moneta): va incentivato, quindi, il risparmio. Il consumo, poi, verr&#224; da s&#233;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Abbiamo molto semplificato, ma in effetti &lt;strong&gt;&#232; un po’ come chiedersi se sia nato prima l’uovo o la gallina&lt;/strong&gt;: &#232; la domanda che crea l’offerta (Keynes) o l’offerta che crea la domanda (liberali)? La storia ha dimostrato che, in base alla contingenza, la soluzione liberale e quella keynesiana hanno dato di volta in volta risposte adeguate al superamento delle inevitabili crisi e che probabilmente l’ideale &#232; una sintesi equilibrata delle due soluzioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Servono consumatori seriali, senza famiglia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Negli ultimi decenni per&#242; &lt;strong&gt;l’ideologia neo-malthusiana e il nichilismo - che hanno in odio l’essere umano - hanno propagandato l’odio per la famiglia &lt;/strong&gt;(prima per il padre, poi per i figli, ora anche per la madre). Ma se la popolazione decresce come fa a “girare” l’economia? Chi compra i beni di consumo? Ecco allora il consumismo pi&#249; sfrenato: la creazione di bisogni sempre pi&#249; artificiali e la convenienza a isolare sempre di pi&#249; &lt;strong&gt;gli individui che - senza famiglia - risparmiano meno e consumano di pi&#249;&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ma la famiglia serve all’economia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La famiglia, invece, serve all’economia perch&#233; serve a generare persone sane, equilibrate e - in ultima analisi - pi&#249; felici, quindi da un lato pi&#249; produttive, dall’altro meno costose per la societ&#224;. Dove la famiglia &#232; sana, le nuove generazioni sono pi&#249; sane anche da un punto di vista sociale: meno delinquenza, meno devianza. Il che significa meno costi per la societ&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Bisognerebbe poi spiegare ai materialisti che, s&#236;, i contratti sono certamente basati sull’aspettativa di un guadagno, ma &lt;strong&gt;anche nei rapporti contrattuali servono la fiducia&lt;/strong&gt;, la capacit&#224; di dare e mantenere la parola, la responsabilit&#224;, che sono valori “pre-economici” e “pregiuridici”: sono frutto dell’educazione che si riceve in famiglia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La famiglia &#232; un porto sicuro nelle avversit&#224;, &#232; il luogo dove si pu&#242; essere se stessi perch&#233; si viene accettati per quello che siamo, mentre siamo stimolati a migliorare. Certo si discute e si litiga, ma poi si fa pace e si impara a perdonare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nulla rende felice il cuore dell’uomo come un altro cuore che gli corrisponde&lt;/strong&gt;, che lo ama; anche gli uomini e le donne di oggi immersi nell’edonismo, che spesso cinicamente ridicolizzano questo ideale, sono attratti e affascinati dall’amore autentico, solido, fecondo, fedele e perpetuo: vanno dietro agli amori temporanei, ma sognano l’amore per sempre; corrono dietro ai piaceri carnali, ma desiderano la donazione totale. Per questo, crediamo, Sal Da Vinci ha vinto a Sanremo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>La ‘cultura della vita e della famiglia in azione’ al Meeting Rimini 2026</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/la-cultura-della-vita-e-della-famiglia-in-azione-al-meeting-rimini-2026</link>
                <description>&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;Lo stand pi&#249; bello del mondo!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Scorrono le immagini del video di &lt;strong&gt;Baby Olivia e Baby Oliver&lt;/strong&gt;, che ridesta lo stupore sull’inizio della storia di ciascuno di noi dal concepimento alla nascita:&amp;nbsp;allo &lt;strong&gt;stand di Pro Vita &amp;amp; Famiglia al Meeting Rimini 2026 (padiglione C4)&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nel pannello sullo sfondo un bimbo in grembo ricorda a tutti ci&#242; che l’occhio riconosce a prima vista: &#232;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;‘Semplicemente umano’.&lt;/strong&gt; Nella parete adiacente le foto di una neonata, una bambina, una giovane, un’adulta e un’anziana - accompagnate rispettivamente dai verbi ‘Accoglimi’, ‘Proteggimi’, ‘Ascoltami’, ‘Curami’, ‘Sostienimi’ - raccontano visivamente in maniera immediata le diverse fasi della vita di ogni persona e nel contempo le azioni autenticamente umane che si &#232; chiamati a compiere per custodirla. Sul banchetto sono invece disponibili frisbee e ventagli, penne e adesivi colorati, spillette con i &lt;strong&gt;&quot;Piedini preziosi&quot;&lt;/strong&gt;, il calco 1:1 dei piedini di un &quot;grumo di cellule&quot;(!) concepito da 10 settimane, e numerosi palloni gonfiabili blu e rosa, i quali sono sicuramente tra i gadget preferiti e pi&#249; richiesti da&amp;nbsp;bambini e ragazzi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;Incontrare gioiosamente migliaia di persone&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Allo stand sostano volentieri&amp;nbsp; persone di tutte le et&#224;, anche giovanissimi che gridano : &#171;Siete i nostri eroi!&#187;. Quelli&amp;nbsp;che gi&#224; conoscono Pro Vita &amp;amp; Famiglia manifestano gratitudine e apprezzamento per l’impegno concreto dell’Associazione a tutela dei principi non negoziabili. &lt;strong&gt;Quel&amp;nbsp;&#171;Grazie per tutto quello che fate!&#187; ci allarga il cuore di riconoscenza: senza di loro non potremmo far nulla.&lt;/strong&gt; In tanti fanno domande&amp;nbsp; sulle diverse iniziative attualmente in campo, molti desiderano parlare con Maria Rachele Ruiu, il bel volto ormai&amp;nbsp; ben noto sui social e in Tv grazie alla sua costante presenza in diverse trasmissioni televisive. &lt;strong&gt;Molti giovanissimi ci chiedono di poter fare volontariato con noi!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Quelli che si avvicinano allo stand e&amp;nbsp; ancora non conoscono l’associazione, si iscrivono convintamente alla newsletter per poter essere aggiornati sulle campagne di advocacy che portano la voce e i valori di milioni di cittadini al centro del dibattito sociale, mediatico e politico, allo scopo di contribuire a cambiare i cuori ancor prima delle ‘strutture’ su tali temi. Perch&#233; diffondere la ‘cultura della vita’ non rimanga un mero ideale, ma diventi sempre pi&#249; una strada percorribile attraverso &lt;strong&gt;‘piccoli passi possibili’, per dirla con la venerabile Chiara Corbella Petrillo&lt;/strong&gt; che ha ispirato Toni Brandi quando ha fondato di Pro Vita, e che evidentemente assiste dal Cielo gli sforzi di tutti noi che desideriamo promuovere la vita, la famiglia e la libert&#224; educativa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;La protezione di Chiara Corbella dal Cielo e di Papa Leone qui al Meeting&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;D’altra parte la ‘cultura della morte’ continua a la propaganda delle ideologie malsane e nichiliste che vogliono la distruzione dell’umano, per cui sono sempre pi&#249; numerose le sfide culturali aperte non solo in materia di aborto, eutanasia e gender, ma anche sui temi legati all’educazione, soprattutto per quanto concerne la dipendenza da smartphone dei pi&#249; giovani, come l’esigenza di arginare l’iperdigitalizzazione e l’ipersessualizzazione di tanti contenuti diffusi in rete attraverso i social.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&#171;Liberiamo, dunque, l’educazione dall’ideologia&lt;/strong&gt;; &lt;strong&gt;la tecnologia e la finanza dai business della morte&#187;&lt;/strong&gt;, ha affermato &lt;strong&gt;Papa Leone XIV&lt;/strong&gt; al popolo del Meeting Rimini. &#200; un appello che va dritto al cuore della missione di Pro Vita &amp;amp; Famiglia e che abbiamo accolto subito con grande gioia e senso di responsabilit&#224;, e che risuona come un prezioso incoraggiamento a procedere&amp;nbsp; nella bont&#224; del suo impegno quotidiano nella diffusione della ‘cultura della vita’ alla base della civilt&#224; dell’amore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description>
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                <title>Correre per la vita: la testimonianza dei “Life Runners”</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/correre-per-la-vita-life-runners-intervista-patrick-castle</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#171;Prima di formarti nel grembo materno ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce ti avevo consacrato&#187;. Questo versetto del profeta Geremia (Ger 1,5) costituisce il leitmotiv dell’impegno dei Life Runners che contribuiscono a tutelare la vita umana nel grembo materno attraverso slogan diretti e significativi impressi su magliette, felpe e giubbini indossati in special modo durante manifestazioni pubbliche sportive e culturali, ma anche da bambini e adolescenti nelle scuole.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Pro Vita &amp;amp; Famiglia ha intervistato in esclusiva il fondatore e presidente, il dottor &lt;strong&gt;Patrick Castle&lt;/strong&gt;, per approfondire dalla sua viva voce le motivazioni sottese al loro impegno in favore di coloro che non hanno voce. Insieme a migliaia di Life Runners, il dottor Castle contribuisce a strappare all’aborto tanti nascituri attraverso campagne di &lt;strong&gt;sensibilizzazione dell’opinione pubblica nell’ambito dell’istruzione, della cultura, dello sport e della fede&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Dal 2008 a oggi egli ha raggiunto e incoraggiato milioni di persone con oltre &lt;strong&gt;800 presentazioni e interviste ai media&lt;/strong&gt; in tutta l’America; ha trasmesso milioni di messaggi sulla tutela del diritto alla vita e per contribuire a porre fine all’aborto, &lt;strong&gt;raccogliendo oltre sei milioni di dollari per la causa prolife&lt;/strong&gt;. Tra l’altro, &lt;strong&gt;Castle &#232; anche un grande maratoneta&lt;/strong&gt; e ha &lt;strong&gt;eletto come protettore dei Life Runners san Pio da Pietrelcina&lt;/strong&gt; quale segno della sua gratitudine, in quanto il Santo lo ha aiutato a completare la ”Pikes Peak Ascent” nel 2006. Di qui ha organizzato la ”Staffetta San Pio per la Vita” anche in Italia nel 2017, che ha coinvolto 82.000 corridori da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Quando sono stati fondati i Life Runners e come &#232; iniziato tutto?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#171;L’82% delle madri che ha abortito ha affermato che se avesse incontrato una sola persona di supporto o un messaggio incoraggiante avrebbe scelto di custodire la vita del figlio nel suo grembo. Muovendo da tale consapevolezza, il 12 ottobre 2008 nascono i Life Runners. Nello stesso anno partecipiamo in 13 corridori alla maratona annuale di Chicago. Il nostro primo raduno si svolge nel 2010 a Sioux Falls nel Dakota del Sud. Nel 2019 prendiamo parte alla maratona di Gerusalemme e nel 2021 il nostro striscione “REMEMBER The Unborn” sventola sulla cima del Kilimangiaro. Nel 2024 siamo andati in pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora di Guadalupe, anche per partecipare alla mezza maratona di Citt&#224; del Messico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;A oggi i Life Runners sono la pi&#249; grande squadra prolife al mondo, che conta oltre 25.200 membri, i quali indossano le maglie “REMEMBER The Unborn” come testimonianza pubblica in 3.885 citt&#224; di 51 nazioni, allo scopo di sensibilizzare ciascuno all’esigenza di custodire la vita sin dal concepimento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#200; urgente la testimonianza, anche per contrastare alcune tragiche prassi tristemente in voga negli Usa, quali l’accesso all’aborto chimico addirittura tramite posta o il “turismo” dell’aborto negli Stati pi&#249; lassisti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Di qui i Life Runners indossano messaggi salvavita ovunque. Correre &#232; facoltativo, ma pregare &#232; obbligatorio! Sulle nostre t-shirt c’&#232; un’immagine della Trinit&#224; e un monito eloquente: “REMEMBER The Unborn”, ovvero “RICORDA il bimbo non nato”. Abbiamo constatato che anche il semplice gesto di indossarle aiuta a prevenire gli aborti e a scalfire la mentalit&#224; abortista.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In questo modo, per esempio, i genitori che hanno abortito indossano un messaggio di redenzione per la loro guarigione, soprattutto sul piano spirituale e psicologico. Inoltre raggiungiamo i pi&#249; giovani raccontando la verit&#224; – ossia che la vita di ognuno comincia con il concepimento – prima che il mondo introduca nelle loro menti la menzogna dell’aborto. A oggi oltre 10.000 studenti, dalla scuola materna all’universit&#224;, indossano frequentemente queste magliette per essere eroicamente prolife. Il nostro motto &#232;: “Tutto in Cristo per la vita!”&#187;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Quali sono le vostre attivit&#224; principali?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#171;Principalmente partecipiamo a manifestazioni, gare sportive e maratone in tantissimi Paesi del mondo, non solo negli Usa, con una t-shirt eloquente. Come accennavo poc’anzi, su di essa &#232; rappresentata la Trinit&#224;. La croce ci ricorda che siamo tutti in Cristo! La colomba &#232; simbolo dello Spirito Santo che infonde fiducia, guarigione e pace per la nostra missione. Geremia 1,5 rievoca Dio Padre: “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo”. Sul retro c’&#232; il messaggio “RICORDA il bimbo non nato” che portiamo per incoraggiare tutti a scegliere la vita. E ancora, il colore blu della maglietta rappresenta Maria e il suo s&#236; a Dio che ci dona la vita eterna&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Sono trascorsi quasi vent’anni dalla vostra nascita. Quali sfide avete affrontato e quali successi vi hanno colpito maggiormente?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#171;Il mondo considera l’aborto una soluzione, il che &#232; una tremenda menzogna. Al contrario, la soppressione di un innocente nel grembo &#232; il problema pi&#249; grande di sempre. Basta guardare i numeri per constatare infatti che l’aborto &#232; la principale causa di morte nel mondo. Insomma, mentre il mondo lavora per smembrare i nascituri, Life Runners si adoperano per RICORDARE i bimbi abortiti e la bellezza di ogni vita umana sin dal grembo materno&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Dove possiamo trovare i Life Runners in Europa? Vi recherete in Italia?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#171;Come dicevo, i Life Runners sono presenti in 3.885 citt&#224; in 51 nazioni, Italia compresa! Siamo organizzati in 381 sezioni con oltre 25.200 compagni di squadra di tutte le et&#224; fino a 101 anni. Pertanto siamo presenti in Afghanistan, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Burundi, Canada, Colombia, Repubblica Dominicana, Repubblica Democratica del Congo, Inghilterra, Eritrea, Figi, Gambia, Germania, Ghana, Guatemala, Ungheria, India, Irlanda, Israele, Italia, Giappone, Kenya, Liberia, Messico, Nuova Zelanda, Nigeria, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Per&#249;, Filippine, Polonia, Portogallo, Ruanda, Scozia, Sierra Leone, Singapore, Slovacchia, Corea del Sud, Spagna, Santa Lucia, Svezia, Taiwan, Tanzania, Trinidad/Tobago, Tonga, Turchia, Uganda, Stati Uniti, Vanuatu. Anche Papa Leone &#232; un Life Runner! Indossa una giacca bianca con la scritta “REMEMBER The Unborn” che gli ho regalato il 6 dicembre e un braccialetto al polso con la medesima iscrizione&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Articolo gi&#224; pubblicato sulla Rivista Notizie Pro Vita &amp;amp; Famiglia di aprile 2026&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Essere pro life non &#232; solo scomodo. Oggi &#232; anche pericoloso</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/pro-life-pericoloso-buffer-zone-censura-antiabortisti</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nell’Occidente dei “nuovi diritti” trovano spazio molte, moltissime libert&#224;. Fuorch&#233;, a quanto pare, una: essere &lt;em&gt;pro life&lt;/em&gt;. Se manifesti la tua identit&#224; antiabortista, infatti, sempre pi&#249; spesso rischi. Come mai? Semplice. Perch&#233; stanno prendendo piede – e in molti Paesi lo hanno gi&#224; fatto – &lt;strong&gt;le cosiddette &lt;em&gt;buffer zones&lt;/em&gt;, &#171;&lt;em&gt;zone cuscinetto&lt;/em&gt;&#187; in cui &#232; vietato &#171;&lt;em&gt;influenzare, informare, esprimere opinioni&lt;/em&gt;&#187;&lt;/strong&gt;. Le &#171;&lt;em&gt;zone cuscinetto&lt;/em&gt;&#187; sono ampiamente diffuse, ormai, in Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda del Nord, Germania e Spagna. La faccenda &#232; talmente seria che, nel giro di qualche anno, sono gi&#224; scattate denunce e in alcuni casi arresti. Qualche esempio?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I casi pi&#249; eclatanti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nel Regno Unito il 24 novembre 2022 il cinquantenne Adam Smith-Connor &#232; stato accusato di aver pregato in una &#171;&lt;em&gt;zona cuscinetto&lt;/em&gt;&#187;. Dopo aver&lt;strong&gt; spiegato agli agenti di polizia che stava pregando per il suo primo figlio&lt;/strong&gt; – morto a causa di un aborto volontario – gli &#232; stata notificata una multa di 100 sterline. Sanzione ritenuta illegittima da Smith-Connor, che si &#232; rifiutato di pagarla. &lt;strong&gt;Nell’ottobre 2024, il tribunale ha condannato Smith-Connor a una libert&#224; vigilata condizionale &lt;/strong&gt;e lo ha obbligato a pagare 9.000 sterline di spese processuali. Non molto diversa &#232; la pi&#249; recente vicenda che, in Irlanda del Nord, ha visto un pastore battista in pensione di 78 anni, Clive Johnston, condannato lo scorso maggio da un giudice distrettuale del tribunale di Coleraine. La sua colpa? Il 7 luglio 2024 il religioso aveva tenuto un breve sermone domenicale – osando citare Giovanni 3:16 (&#171;&lt;em&gt;Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perch&#233; chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna&lt;/em&gt;&#187;) – in una &#171;&lt;em&gt;zona cuscinetto&lt;/em&gt;&#187; istituita attorno all’ospedale Causeway di Coleraine, struttura in cui si praticano aborti. Questo il suo commento: &#171;&lt;em&gt;Sono rimasto profondamente rattristato dal verdetto. A 78 anni, non avrei mai immaginato di uscire da un’aula di tribunale con una condanna penale per aver predicato il Vangelo. Ma al di l&#224; dell’impatto personale, la mia preoccupazione principale &#232; ci&#242; che questo rivela sullo stato delle libert&#224; fondamentali&lt;/em&gt;&#187;. Parole che &#232; difficile non sottoscrivere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La denuncia di Pro Vita &amp;amp; Famiglia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Per &lt;strong&gt;denunciare questa situazione internazionale&lt;/strong&gt;, lo scorso maggio &lt;strong&gt;si &#232; tenuto alla Camera dei deputati&lt;/strong&gt;, presso la Sala Regina,&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/levento-di-pro-vita-famiglia-alla-camera-liberta-despressione-calpestata-cambiare-subito-legge&quot;&gt; l’incontro “Il Grande Bavaglio”, promosso da &lt;em&gt;Pro Vita &amp;amp; Famiglia&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, l’evento ha visto la presenza di politici, giornalisti, avvocati, attivisti dei diritti umani e testimoni diretti della persecuzione del politicamente corretto, moderato dal giornalista &lt;strong&gt;Francesco&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Borgonovo&lt;/strong&gt;. Era presente, restando in tema, anche&lt;strong&gt; Livia Tossici-Bolt&lt;/strong&gt;, scienziata pro life condannata nel Regno Unito con una multa da 20.000 sterline per aver sostato in silenzio davanti a una clinica abortiva con soltanto un cartello con il messaggio: &#171;&lt;em&gt;Sono qui per parlare. Se vuoi&lt;/em&gt;&#187;. Un invito al dialogo che &#232; impossibile trovare oltraggioso, ma nell’Occidente dei “nuovi diritti” tutto &#232; possibile. Ci&#242; detto, sarebbe ingenuo pensare che, siccome in Italia non ci sono le &#171;&lt;em&gt;zone cuscinetto&lt;/em&gt;&#187;, tutto vada bene. In primo luogo perch&#233; qualcuno ha gi&#224; proposto anche da noi le &#171;&lt;em&gt;zone cuscinetto&lt;/em&gt;&#187;; basti pensare che, nel marzo 2024, un consigliere comunale del Pd di Brescia aveva presentato un’apposita interrogazione per chiedere l’applicazione del Daspo urbano (il divieto di accesso a determinate aree della citt&#224; per chi &#171;ponga in essere condotte che ne limitano la libera accessibilit&#224; e fruizione&#187;) agli &#171;&lt;em&gt;anti-abortisti&lt;/em&gt;&#187;, si leggeva nel testo, perch&#233; &#171;&lt;em&gt;mettono a rischio l’accesso ai servizi erogati dal presidio sanitario&lt;/em&gt;&#187;. Dunque, occhio ad abbassare la guardia: perch&#233; le &lt;em&gt;buffer zones &lt;/em&gt;non sono cos&#236; lontane.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La Campagna “E io Parlo!”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ma al di l&#224; delle &#171;&lt;em&gt;zone cuscinetto&lt;/em&gt;&#187;, un divieto dal sapore orwelliano c’&#232; gi&#224; anche da noi, nel nostro ordinamento. Si tratta di quello introdotto nel 2021 nel silenzio generale, allorquando &#232; stata approvata una norma –&lt;strong&gt; l’art. 23 comma 4-bis del Codice della Strada &lt;/strong&gt;– che vieta l’esposizione di manifesti ritenuti &#171;&lt;em&gt;offensivi&lt;/em&gt;&#187;, &#171;&lt;em&gt;lesivi&lt;/em&gt;&#187; o &#171;&lt;em&gt;discriminatori&lt;/em&gt;&#187; di concetti ambigui, come l’identit&#224; di genere. Una disposizione in nome della quale diverse campagne di Pro Vita &amp;amp; Famiglia sono state gi&#224; censurate; per questo &#232; stata promossa una petizione –&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/petizione/un-manifesto-non-e-un-reato-basta-censure-politiche&quot;&gt; che &#232; possibile sottoscrivere&lt;/a&gt; – affinch&#233; ci si decida a cancellare questa norma solo apparentemente innocua ma, di fatto, utile solo come bavaglio contro chi ha la colpa, si fa per dire, di voler ribadire i diritti del concepito e quel pensiero che oggi pare cos&#236; pericoloso quale &#232; quello della differenza sessuale, del fatto che si nasca maschi o femmine e del diritto dei bambini ad avere un padre e una madre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Torna la Scuola di Bioetica di Pro Vita &amp; Famiglia: tutti i dettagli della X edizione</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/scuola-bioetica-pro-vita-famiglia-2026</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Pro Vita &amp;amp; Famiglia organizza la &lt;strong&gt;decima edizione della Scuola di Bioetica&lt;/strong&gt;, in programma &lt;strong&gt;sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026&lt;/strong&gt; presso la Casa San Juan de &#193;vila, in via di Torre Rossa 2 a &lt;strong&gt;Roma&lt;/strong&gt;, con la possibilit&#224; di seguire i lavori anche in streaming. Il corso intensivo, aperto a tutti, &lt;strong&gt;affronta quattro grandi aree tematiche&lt;/strong&gt;: concepimento, transumanesimo, famiglia e fine vita. A intervenire saranno professori universitari, giuristi, medici, bioeticisti e altri esperti, chiamati ad approfondire i temi pi&#249; discussi del dibattito bioetico contemporaneo. La Scuola &#232; in corso di accreditamento presso l&#39;Ordine Forense di Roma e presso l&#39;Ordine dei Medici, e al termine del percorso sar&#224; rilasciato un attestato di partecipazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Sabato, tra filosofia e diritto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La prima giornata si apre alle 9:00 con i saluti e l&#39;introduzione di Antonio &lt;strong&gt;Brandi&lt;/strong&gt;, Jacopo &lt;strong&gt;Coghe&lt;/strong&gt;, Francesca Romana &lt;strong&gt;Poleggi&lt;/strong&gt; e Aldo Rocco &lt;strong&gt;Vitale&lt;/strong&gt;. Segue la sessione dedicata all&#39;inquadramento bioetico, con gli interventi del dottor Massimiliano &lt;strong&gt;Viola&lt;/strong&gt; sulla bioetica e la persona fisica, del professor Aldo Rocco &lt;strong&gt;Vitale&lt;/strong&gt; sui presupposti filosofico-antropologici della bioetica attuale e futura, e del professor Daniele &lt;strong&gt;Trabucco&lt;/strong&gt; sulla persona umana tra legge naturale e delirio tecnocratico. La mattinata si chiude con don Roberto &lt;strong&gt;Caria&lt;/strong&gt;, vicario generale dell&#39;Arcidiocesi di Oristano, sulla dignit&#224; umana nella dottrina sociale della Chiesa, seguito da un question time e dalla pausa pranzo. Nel pomeriggio si susseguono gli interventi della professoressa Mariarosaria Amalia &lt;strong&gt;Sgambelluri&lt;/strong&gt; sul bene vita e la tutela del nascituro, e del dottor Giacomo &lt;strong&gt;Rocchi&lt;/strong&gt;, presidente della I Sezione Penale della Corte di Cassazione, sull&#39;obiezione di coscienza come problema bioetico. La giornata prosegue con la sessione dedicata alla bioetica del corpo e della famiglia: Gloria &lt;strong&gt;Bellicchi&lt;/strong&gt; parla di dislessia in famiglia, mentre Francesca Romana &lt;strong&gt;Poleggi&lt;/strong&gt;, direttrice editoriale della &lt;strong&gt;Rivista Notizie Pro Vita &amp;amp; Famiglia&lt;/strong&gt;, affronta il tema dell&#39;ideologia gender. Un question time conclude i lavori della prima giornata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Domenica, tra algoritmi e fine vita&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La seconda giornata si apre alle 7:30 con la Santa Messa. I lavori riprendono alle 9:00 con la sessione dedicata alla bioetica del transumanesimo: la professoressa Giulia &lt;strong&gt;Bovassi&lt;/strong&gt;, ricercatrice associata alla Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani dell&#39;Universidad de An&#225;huac di Citt&#224; del Messico, interviene su chatbot, robot sociali e questioni etiche della relazione artificiale, mentre l&#39;avvocato Alessandro &lt;strong&gt;Fiore&lt;/strong&gt;, direttore dell&#39;Ufficio legale di Pro Vita &amp;amp; Famiglia, si sofferma sull&#39;anima nell&#39;era dell&#39;algoritmo e sulla possibilit&#224; di una coscienza artificiale. La mattinata si conclude con la sessione sulla bioetica alla fine della vita: il dottor Massimo &lt;strong&gt;Martino&lt;/strong&gt;, medico palliativista, illustra l&#39;evoluzione delle cure palliative e le prospettive legate all&#39;intelligenza artificiale, mentre il professor Mario &lt;strong&gt;Esposito&lt;/strong&gt;, ordinario di diritto costituzionale all&#39;Universit&#224; del Salento, tratta il tema del fine vita alla luce della tutela giurisdizionale e delle pronunce della Corte Costituzionale. I lavori si chiudono alle 12:30.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Come partecipare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La &lt;strong&gt;partecipazione alla Scuola di Bioetica&lt;/strong&gt; &#232; gratuita per i donatori attivi dell&#39;Associazione, ossia per coloro che hanno effettuato almeno una donazione a partire dal mese di luglio 2025; chi non rientra in questa categoria pu&#242; sostenere la mission di Pro Vita &amp;amp; Famiglia&lt;strong&gt; con una donazione libera&lt;/strong&gt; di importo non inferiore a 5 euro. L&#39;iscrizione comprende la partecipazione a tutte le lezioni, in presenza o in streaming, la messa a disposizione di materiali didattici, l&#39;accesso illimitato alle registrazioni del corso dopo l&#39;evento e l&#39;attestato di partecipazione finale. L&#39;eventuale prenotazione dell&#39;alloggio resta a carico dei partecipanti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;em&gt;Per iscriversi o richiedere informazioni &#232; possibile scrivere a info@provitaefamiglia.it oppure chiamare il numero 377 4606227.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Maternit&#224; e paternit&#224; rendono felici</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/maternita-paternita-felicita-scienza-genitorialita</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#171;Se c’&#232; una cosa che i media mainstream odiano pi&#249; della tradizione &#232; la maternit&#224;. Lo vediamo continuamente, dalle copertine patinate delle riviste che &lt;strong&gt;glorificano una vita “senza figli”&lt;/strong&gt; alle battute sarcastiche nei programmi televisivi sulle “allevatrici” e sulle “mamme casalinghe”. La guerra alla maternit&#224; &#232; rumorosa, potente e trasmessa 24 ore su 24, sette giorni su sette su tutte le principali piattaforme. Si tratta di &lt;strong&gt;una campagna culturale coordinata per svalutare quello che probabilmente &#232; il ruolo pi&#249; significativo delle donne: essere madri&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Sebbene fossi stata consapevole di questo attacco alla maternit&#224;, mi &#232; diventato molto pi&#249; chiaro quando lo scorso autunno ho scoperto di essere incinta: la propaganda cercava di convincere le giovani donne come me che i figli non sono una benedizione, ma un peso. Appena ho scoperto di aspettare una femmina, il rumore si &#232; fatto ancora pi&#249; forte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L’anno scorso il Chirurgo Generale degli Stati Uniti ha emesso un avviso ufficiale di salute pubblica secondo cui la genitorialit&#224; era dannosa per la salute. Pochi giorni prima delle elezioni, il Los Angeles Times titolava: “&#200; quasi vergognoso voler avere figli”. Qualche settimana dopo, ho partecipato a un importante podcast femminile con un medico di famiglia che ha cercato di convincermi che gli uomini potessero rimanere incinti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In una societ&#224; ossessionata dall’“emancipazione” delle donne, si considera arrivata solo la donna in carriera ricca e famosa, senza bambini, ovviamente. Pannolini e allattamento al seno sono un segno di debolezza o, peggio, di oppressione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;E cos&#236; le donne della Generazione Z (tra i 20 e i 30 anni) sono terrorizzate dalla maternit&#224; perch&#233; la propaganda ha fatto loro credere che cos&#236; &#171;butterebbero via la vita&#187;, che i loro sogni non possono coesistere con una famiglia, che avere figli devaster&#224; i loro corpi, roviner&#224; la loro carriera e le render&#224; irrilevanti. Le serie TV e i social mostrano solo lo stereotipo della madre esaurita, autoritaria o totalmente sprovveduta. &#200; sempre il bersaglio di uno scherzo, mai l’eroina.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Cos&#236;, mentre su TikTok spopola una giovane che elenca pi&#249; di 500 ragioni per non avere figli, la lobby abortista continua la martellante propaganda che l’aborto salva la vita delle donne, e ogni visita medica si conclude con una spinta alla contraccezione ormonale. “Sai, per ogni evenienza”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Le “boss babes” [donne in carriera, ndR] o le “hot girl CEO” [manager di successo giovani e attraenti], invece, appaiono sempre glamour, indipendenti e libere, senza relazioni profonde e significative: le donne per contare qualcosa devono essere come gli uomini!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La verit&#224; &#232;, invece, che mettere al mondo dei figli &#232; una delle cose pi&#249; radicali, potenti e gratificanti che una donna possa fare. Non &#232; un ostacolo ai propri obiettivi, &#232; l’obiettivo. Il sacrificio e l’accudimento sono congeniali all’istinto materno e danno… felicit&#224; (!), molto pi&#249; che la liberazione sessuale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ci raccontano che la maternit&#224; surrogata, il non avere figli e persino il rifiuto totale di ci&#242; che significa propriamente “essere donna” sono in qualche modo meravigliosi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ma ecco l’ironia: i media che creano allarme per i bassi tassi di natalit&#224;, per le famiglie disgregate e la crescente solitudine sono gli stessi che deridono &lt;strong&gt;le donne che potrebbero offrire la soluzione&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La nostra generazione di donne deve assolutamente riappropriarsi del vero significato dell’essere donna. &lt;strong&gt;Non tutte le donne saranno madri, e va bene cos&#236;, ma ogni donna merita di sapere che la maternit&#224; non &#232; qualcosa da temere, non &#232; la fine della sua vita, bens&#236; l’inizio di una vita pi&#249; significativa e bella&lt;/strong&gt;. &#200; una vocazione colma di amore profondo, di forza incredibile e di una prospettiva eterna. &#200; qualcosa che vale ancora la pena perseguire, anche in una cultura che ti invita a scappare nella direzione opposta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Da quando &#232; nata mia figlia, ho imparato che essere mamma non &#232; facile. Richiede tutto da te: il tuo tempo, le tue energie, il tuo cuore. Ma d&#224; anche tutto in cambio. E nessun messaggio mediatico mi convincer&#224; mai che ci&#242; che accade nelle sale riunioni dei consigli di amministrazione o sui red carpet possa mai competere con ci&#242; che accade nella cameretta di mia figlia o sul divano di casa, dove le sue piccole dita si stringono intorno alle mie e sul suo viso sboccia un sorriso quando i nostri sguardi si incontrano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Quindi a ogni giovane donna, che vede il mondo cercare di farla vergognare della chiamata affidatole da Dio, dico: &lt;strong&gt;non credere alla menzogna&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;La maternit&#224; non &#232; una debolezza, ma il tuo superpotere ed &#232; ora che iniziamo a trattarla come tale&lt;/strong&gt;&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La paternit&#224; &#232; solo un retaggio culturale, come dicono?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#171;&#200; diventato di moda &lt;strong&gt;svalutare e denigrare i padri&lt;/strong&gt;. Un post sul blog dell’Huffington Post titolava senza giri di parole “I padri non servono”. In un articolo dell’Atlantic si leggeva: &#171;La cattiva notizia per il pap&#224; &#232; che, nonostante la percezione comune, non c’&#232; nulla di oggettivamente essenziale nel suo contributo&#187;. Un articolo del New York Times sentenziava: &#171;Uno dei problemi pi&#249; persistenti e frustranti nella biologia evolutiva &#232; il maschio. In sostanza… perch&#233; semplicemente non sparisce?&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In ambito accademico gli scienziati sociali tendono a dare per scontato che la paternit&#224; sia meramente culturale, come scrisse l’antropologa Margaret Mead.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Eppure oggi &lt;strong&gt;le neuroscienze stanno scoprendo le basi biologiche della paternit&#224;&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nelle prime settimane dalla nascita del figlio, la biochimica del padre cambia: i suoi livelli di testosterone diminuiscono rendendolo pi&#249; tenero con i bambini piccoli. Allo stesso tempo, i suoi livelli di ossitocina aumentano, generando un effetto di empatia e legame. Anche l’ossitocina del bambino aumenta, creando un legame biochimico tra padre e neonato. I loro cervelli entrano in sincronia cerebrale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Warren Farrell, autore di &lt;em&gt;The Boy Crisis&lt;/em&gt;, spiega: &#171;Quando un uomo &#232; un pap&#224; presente, attiva il suo “cervello da pap&#224;”: un gruppo di neuroni che altrimenti rimarrebbe dormiente&#187;. &lt;strong&gt;Diventare padre stimola letteralmente la crescita cerebrale&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Questi benefici, tuttavia, si ottengono &lt;strong&gt;solo se il padre tiene in braccio e gioca attivamente con il suo bambino&lt;/strong&gt;. Uno studio pubblicato su &lt;em&gt;Trends in Neurosciences&lt;/em&gt; afferma: &#171;Il contatto con il neonato sembra modulare i sistemi endocrini e attivare i circuiti neurali nei padri in un modo sorprendentemente simile a quello delle madri&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L’Harvard Business Review riporta la seguente dichiarazione di un neopap&#224;: &#171;Quando &#232; nata la mia prima figlia l’ho portata in braccio dalla sala parto alla nursery. &#200; stato quasi come se potessi sentire le sostanze chimiche che si liberavano nel mio cervello. Mi sono innamorato di mia figlia, profondamente, a livello chimico&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Sorprendentemente, il cervello paterno inizia ad attivarsi gi&#224; da prima della nascita, quando la moglie &#232; ancora incinta. Nel libro The Life of Dad: The Making of the Modern Father, l’antropologa Anna Machin riporta: &#171;La ricerca ha dimostrato che padri e madri che vivono insieme durante la gravidanza presentano livelli simili di ossitocina circolante nel sangue&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il messaggio della scienza &#232; dunque chiaro. Dio ha progettato la neurochimica maschile per la paternit&#224;. Gli uomini vanno incoraggiati ad abbracciare questa altissima vocazione&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Articolo gi&#224; pubblicato sulla Rivista Notizie Pro Vita &amp;amp; Famiglia di maggio 2026&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>La fecondazione artificiale &#232; contro la vita e la famiglia</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/fecondazione-artificiale-contro-vita-famiglia-rischi</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Negli ultimi anni &lt;strong&gt;l’industria della fertilit&#224; &#232; esplosa&lt;/strong&gt;, con un numero crescente di persone che si rivolgono alle tecniche di fecondazione artificiale (Fivet) e alla maternit&#224; surrogata. Questo &#232; principalmente dovuto alla &lt;strong&gt;posticipazione della gravidanza&lt;/strong&gt; pi&#249; avanti nel tempo, quando l’et&#224; rende statisticamente pi&#249; difficile il concepimento (a 35 anni &#232; del 12-15%, a 40 anni meno del 5%, a 42 meno del 2%) e aumentano gli eventi avversi sia per la madre sia per il nascituro. Intanto, per&#242;, continuano a espandersi &lt;strong&gt;i cosiddetti “nuovi diritti”&lt;/strong&gt; come il “diritto” al figlio (anche per single e coppie dello stesso sesso che – ricordiamo – non sono “infertili”, n&#233; “sterili”, ma sono proprio naturalmente, fisiologicamente, inadatte alla procreazione).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;D’altro canto l’industria della fertilit&#224; &#232; multimilionaria: oggi, annualmente, il business mondiale dei bambini &#224; la carte vale grosso modo tra 35 e 42 miliardi di dollari (dati 2025); in Italia, la stima di mercato &#232; di circa 1,06 miliardi di dollari (dati 2023).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#200; ovvio che dove girano tanti soldi c’&#232; tanto potere: potere mediatico, potere di far propaganda, di creare false narrazioni, di omettere scomode verit&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Chi si limitasse a leggere le notizie mainstream in materia, vedrebbe la cosiddetta “procreazione medicalmente assistita”, o “Pma”, come una panacea per rimediare all’infelicit&#224; di chi non pu&#242; avere figli e alla tragica crisi demografica che ci affligge. &#200; falso, come &#232; falso l’acronimo che va per la maggiore: la procreazione avviene in un amplesso tra un uomo e una donna. I medici non “assistono” alla procreazione. I medici prelevano in modo invasivo e pericoloso degli ovuli da una donna, mentre un uomo si masturba in una provetta. Poi i medici prendono gli ovuli e gli spermatozoi e li fanno incontrare in una capsula di Petri dove coltivano (in un brodo di coltura di cui si sa poco) il piccolo embrione. Il quale viene esaminato, a volte smembrato per essere valutato geneticamente, selezionato, scartato, congelato, oppure impiantato nell’utero della madre biologica o di un’altra donna che deve subire a sua volta una pesante stimolazione ormonale per essere atta a riceverlo. Se &#232; fortunato, il piccolino si impianta in utero, ma nella maggior parte dei casi non ce la fa, e si deve ricominciare tutto da capo. Questa &#232; la fecondazione artificiale, la fecondazione in vitro. E noi, per i motivi che leggerete nella rubrica del Cristian Contrario di questo mese, ci rifiutiamo di nascondere questa realt&#224; dietro un acronimo asettico e menzognero.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I numeri aberranti della fecondazione artificiale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L’ultima Relazione ministeriale sulla legge 40 del 2004 in materia di fecondazione assistita riporta dati relativi al 2023. &#200; disponibile e verificabile online. Qui ci limitiamo a una sintesi estrema.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:36pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;- &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &lt;strong&gt;Meno del 12% dei cicli porta a una gravidanza.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Questo significa un numero enorme di coppie illuse e deluse. Le donne, poi, sono sottoposte anche a un particolare stress psicofisico che comprende pesanti bombardamenti ormonali. Continuano ad aumentare i cicli interrotti e sospesi (nel 2023 pi&#249; del 49%), il che vuol dire che le donne hanno rischiato la sindrome da iperstimolazione ovarica che pu&#242; essere anche mortale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:36pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;- &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;strong&gt;Su 177.097 embrioni omologhi assemblati in vitro, sono nati vivi 4.179 bambini.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Questo per quanto riguarda le fecondazioni omologhe a fresco. Per le altre non abbiamo dati ufficiali. Nel 2023 il numero totale di bambini nati vivi grazie all’applicazione di tutte le tecniche di procreazione assistita &#232; stato di 17.235, ma non abbiamo dati ufficiali sul numero di embrioni trasferiti in utero (circa 76.000, si stima) e surgelati in azoto liquido (attorno ai 100.000?): sappiamo per&#242; che gli embrioni “omologhi” (costruiti con i gameti dei committenti) congelati sono stati 65.819, quelli “eterologhi” non &#232; dato sapere. Non sapremo mai, inoltre, quanti embrioni siano stati persi perch&#233; scartati o perch&#233; morti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il mercato dei gameti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Questo scenario ha portato a un incredibile aumento della richiesta di ovuli e spermatozoi, rendendo pi&#249; esposte soprattutto le donne allo sfruttamento da parte di organizzazioni che si occupano e lucrano sulla fertilit&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L’ultima invenzione in questo senso &#232; &lt;strong&gt;“Cofertility”&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;una start-up&lt;/strong&gt; creata da una ex dirigente di Uber, Lauren Makler, insieme a un investitore privato. La novit&#224; di Cofertility &#232; questa: &lt;strong&gt;le donne disposte a donare la met&#224; dei propri ovuli possono ottenere il congelamento gratuito dell’altra met&#224; che rimane a loro disposizione per il futuro&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La Makler riferisce che l’idea le &#232; venuta quando ha iniziato a valutare l’acquisto di ovuli di un’altra donna per concepire il proprio figlio, rimanendo scioccata dal prezzo esorbitante che avrebbe dovuto sborsare. &#171;L’idea e l’obiettivo sono eliminare il tab&#249; sulla donazione di ovociti. Non ci deve essere alcuna vergogna nel modo in cui si diventa genitori. Farlo con l’aiuto di una donatrice, che &#232; anche interessata a congelare i propri ovociti, &#232; un’opzione davvero entusiasmante&#187;, ha dichiarato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Innanzitutto, correggiamo la parola “donatrici”: gli ovuli si comprano e si vendono, come la stessa Makler sa benissimo. E le cosiddette “donatrici” vendono, s&#236;, per bisogno di soldi, ma anche per altruismo, perch&#233; convinte di fare del bene a chi non pu&#242; avere figli. Peccato che non vengano informate in modo completo, veritiero e corretto dei rischi che corrono con la stimolazione dell’ovaio (&#232; grosso come una mandorla e dopo il bombardamento ormonale diventa come un meloncino).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Cofertility offre un’ulteriore trappola: il congelamento gratuito degli ovuli per usarli quando si decider&#224; di far fabbricare un figlio, come se la fertilit&#224; fosse una cosa gestibile a comando: &#171;Ora mi diverto, tanto poi avr&#242; gli ovuli “giovani” che ho messo da parte per diventare madre quando voglio&#187;. Poi “quando vuoi” rientri nell’88% di quelle che non riescono.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Non ci sono, poi, solo i rischi per la salute (immediati e a lungo termine) dovuti ai farmaci e agli ormoni da assumere prima del prelievo di ovuli: &#171;Due giovani del documentario “Eggsploitation” si sono ritrovate con &lt;strong&gt;la fertilit&#224; danneggiata in modo permanente&lt;/strong&gt;, perdendo per sempre la capacit&#224; di avere figli propri&#187; – afferma la bioeticista Jennifer Lahl, ma chi vende gli ovuli sta in pratica &lt;strong&gt;vendendo i suoi figli&lt;/strong&gt;, che non conoscer&#224; mai.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I danni ai figli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#200; ampiamente documentato, poi, che i figli “artificiali” rischiano difetti alla nascita, malattie e tumori rari molto pi&#249; dei figli naturali, come abbiamo scritto in tante altre occasioni, ma non si possono trascurare i problemi psicologici, a volte anche gravi, che riscontrano le persone che scoprono di essere state concepite artificialmente. Quanto ai figli della fecondazione eterologa, essi, come tutti, hanno il diritto di sapere quali sono le loro origini biologiche. &#200; un’esigenza innata della natura umana ricercare le proprie radici. Lo sanno bene le eroiche coppie che intraprendono il lungo e costoso cammino dell’adozione: cos&#236; come i figli adottati, anche i figli di “donatori” a un certo punto della loro vita devono “elaborare il lutto” per il genitore o per i genitori che non conoscono. Ma &#232; stato documentato che anche i figli della fecondazione omologa non restano indifferenti rispetto al sapere che sono frutto di un atto masturbatorio del padre e che i genitori hanno pagato una cospicua somma di denaro perch&#233; fossero assemblati in vitro, insieme a tanti altri fratellini di cui si sono perse le tracce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I danni alla famiglia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;I genitori devono far fronte alle sofferenze dei figli, accompagnarli, spesso impotenti nel consolarli. Non c’&#232; prova pi&#249; grande che essi debbano affrontare. Se a loro volta essi non sono uniti, la famiglia attraversa una grossa crisi. La cosa peggiora esponenzialmente quando uno di loro sa di non essere biologicamente legato al figlio. Se quel figlio &#232; veramente figlio solo di uno dei due, quel &#171;Tuo figlio &#232;…&#187; che si dice spesso durante le discussioni diventa pesante come un macigno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;E se quel “figlio artificiale” &#232; figlio biologico di entrambi? Ovviamente ci auguriamo che nessuno provi disagio e che la famiglia prosperi felice e contenta come nelle fiabe a lieto fine. Ci auguriamo che mai, nel profondo della psiche dei componenti, risuoni il grido di dolore dei fratellini che sono stati sacrificati per far nascere quello l&#236;. Ci auguriamo che non debba mai, lui, soffrire la sindrome del sopravvissuto, che pure &#232; stata documentata in letteratura, n&#233; che i genitori debbano fare i conti con qualcosa di molto simile alla sindrome post-abortiva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Ideologia gender in frenata? Mai abbassare la guardia</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/ideologia-gender-frenata-legge-valditara-scuole</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Finalmente, a livello internazionale, &lt;strong&gt;l’ideologia gender risulta in frenata&lt;/strong&gt;. Per esempio, basti pensare ai grandi brand internazionali, che dopo aver sposato le battaglie arcobaleno hanno incassato batoste economiche, oppure a diverse produzioni televisive estere pro Lgbt, che ultimamente non sono state rinnovate, o ancora, in generale, alla propaganda transgender – specie negli Usa – decisamente in calo. Sarebbe tuttavia incauto se non &lt;strong&gt;ingenuo abbassare la guardia dinnanzi a questo tema&lt;/strong&gt;; motivo per cui &#232; bene ricordare di che ideologia si tratti e che cosa, di fatto, comporti. Ora, in estrema sintesi, l’ideologia gender &#232; &lt;strong&gt;quell’ideologia che nega soprattutto la presenza di differenze biologiche tra i sessi se non nella forma di stereotipi &lt;/strong&gt;che, in quanto tali, sarebbero da avversare; di pi&#249;: come nega i confini dell’identit&#224; sessuale, quest’ideologia nega anche quelli dell’orientamento sessuale. La conseguenza &#232; non solo la negazione dell’esistenza di maschi e femmine, di padri e madri – che sarebbero da intendersi come ruoli ancestrali e anacronistici –, ma anche dell’orientamento eterosessuale, che altro non sarebbe che una variante tra tante, all’interno della variopinta e fluida macedonia Lgbtqia+.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Chi ha denunciato il gender&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Tanti gli esempi di intellettuali non certo conservatori che hanno affermato e denunciato l’esistenza dell’ideologia gender.&lt;strong&gt; Pensiamo all’ateo francese Michel Onfray&lt;/strong&gt;, il quale, pur appoggiando i diritti Lgbt e il femminismo, ha criticato l’insegnamento della teoria gender nelle scuole, sostenendo che sottragga spazio all’insegnamento della filosofia, della lingua e della matematica. In un articolo del marzo 2014 “&lt;em&gt;Le&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Point” &lt;/em&gt;ha scritto della &#171;&lt;em&gt;popolare e fumosa teoria del gener&lt;/em&gt;e [...] &lt;em&gt;della filosofa Judith Butler, che non nasconde l’appartenenza del suo pensiero alla linea decostruttivista&lt;/em&gt;&#187;. Per fare un esempio italiano, possiamo ricordare quanto scrisse sul quotidiano “&lt;em&gt;Il Trentino”&lt;/em&gt; nel 2019 &lt;strong&gt;Gaspare Nevola&lt;/strong&gt;, docente di Scienze politiche nella facolt&#224; di Sociologia di Trento, che &#232; tutto fuorch&#233; un laboratorio di bigottismo. &#171;&lt;em&gt;La teoria o ideologia del gender esiste, &#232; diffusa&lt;/em&gt;&#187;, scrisse Nevola, &lt;em&gt;&#171;i suoi argomenti sono sacrosanti, per alcuni; ma per altri inaccettabili e infondati. Negarne l’esistenza &#232; ipocrita o furbesco, sciocco, se non vile&lt;/em&gt;&#187;. &#171;&lt;em&gt;La teoria del gender&lt;/em&gt; – rincar&#242; il politologo – &lt;em&gt;non &#232; una fantomatica invenzione del Vaticano&lt;/em&gt;&#187;. Non &#232; finita. Non solo il gender esiste come visione ideologica, ma &#232; ad oggi ampiamente falsificato da tutta una serie di ricerche &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/lideologia-gender-non-esiste&quot;&gt;che affermano&lt;/a&gt; il fondamento biologico delle differenze tra i sessi e – alla faccia di chi elogia le “nuove famiglie” come varianti valide almeno tanto quanto le naturali – i benefici, per un bambino, del crescere con un padre ed una madre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il glossario Lgbt&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Per evitare poi indebite confusioni, &#232; bene distinguere – come hanno fatto &lt;strong&gt;in un loro glossario Massimo Gandolfini e Chiara Atzori&lt;/strong&gt; – i significati di tutti i termini che ricorrono quando si parla di questi temi, non certo per adeguarsi alla “neolingua” che vogliono imporci, ma sicuramente per conoscere meglio proprio ci&#242; che si deve contrastare. Anzitutto, va detto che per la galassia Lgbt l’identit&#224; sessuale (l’essere maschio o l’essere femmina) non &#232; l’identit&#224; di genere, che invece &lt;strong&gt;&#232; una percezione di s&#233;&lt;/strong&gt; – che il soggetto avverte e dichiara. Quindi, non &#171;&lt;em&gt;io sono maschio&lt;/em&gt;&#187; o &lt;em&gt;&#171;io sono femmina&lt;/em&gt;&#187;, ma &#171;&lt;em&gt;io sono come mi sento&lt;/em&gt;&#187;. Da questa identit&#224; deriva il &#171;&lt;em&gt;ruolo di genere&lt;/em&gt;&#187;, cio&#232; la manifestazione pubblica, la condotta sociale: sulla base di &#171;&lt;em&gt;come mi sento, cos&#236; mi comporto&lt;/em&gt;&#187;. Invece, &lt;strong&gt;l’orientamento sessuale&lt;/strong&gt; definisce la direzione del desiderio affettivo-erotico rispetto ai sessi. L’orientamento sessuale, &lt;strong&gt;dice il mondo arcobaleno&lt;/strong&gt;, &#232; una pulsione; ubbidisce, cio&#232;, ad una forza naturale che ci impone comportamenti non scelti, imperativi, quasi automatici. In quanto tali, non possono e non devono essere contrastati; vanno semplicemente accolti, creando le condizioni sociali perch&#233; possano essere realizzati ed esperiti. Va da s&#233; che la non coincidenza tra identit&#224; biologica sessuale e sessuata e identit&#224; di genere non &#232; una condizione ordinaria e normale, bens&#236; propria della disforia di genere. Appare importante &lt;strong&gt;tenere a mente tutto questo perch&#233; in non pochi progetti scolastici&lt;/strong&gt; &#171;&lt;em&gt;contro il bullismo&lt;/em&gt;&#187; o &#171;&lt;em&gt;per l’inclusione&lt;/em&gt;&#187;, &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/carriera-alias-scuola-cosa-e-quanto-diffusa-come-fare&quot;&gt;promuovendo la controversa&lt;/a&gt; &lt;em&gt;carriera alias&lt;/em&gt; – ovvero la possibilit&#224; di farsi chiamare con il nome dell’identit&#224; &#171;&lt;em&gt;percepita&lt;/em&gt;&#187; – si veicola come normale un’&#171;&lt;em&gt;antropologia fluida&lt;/em&gt;&#187; che mescola identit&#224; di genere e orientamento sessuale, seminando gratuito caos nelle menti dei pi&#249; giovani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’importanza della Legge Valditara&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ora, tutto questo dovrebbe d’ora in poi avere &lt;strong&gt;un forte argine nella nuova Legge Valditara sul consenso informato&lt;/strong&gt;; una norma, frutto di &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/legge-valditara-vittoria-storica-per-famiglie-ora-osservatorio-su-liberta-educativa-e-stop-carriera-alias&quot;&gt;lunghe battaglie&lt;/a&gt; anche di Pro Vita &amp;amp; Famiglia, che riafferma il primato educativo delle famiglie e l’obbligo di informarle sempre, preventivamente e compiutamente, delle attivit&#224; scolastiche compiute. Questa pur importante legge &lt;strong&gt;non &#232; per&#242; una buona ragione per abbassare la guardia&lt;/strong&gt;. Gli ideologi del gender, infatti, che amano presentarsi come paladini della &#171;&lt;em&gt;parit&#224; di genere&lt;/em&gt;&#187; o attivisti &#171;&lt;em&gt;contro il bullismo&lt;/em&gt;&#187; o &#171;&lt;em&gt;per l’inclusione&lt;/em&gt;&#187; – conoscendoli – non molleranno facilmente la presa. Per questo &#232; bene, come educatori e genitori, rimanere anche &lt;strong&gt;per il prossimo anno scolastico particolarmente attenti e vigili sulle insidie ideologiche&lt;/strong&gt; che potrebbero essere presenti nella didattica e in iniziative, purtroppo, solo apparentemente formative. Dopo tutto quello che si &#232; visto in questi anni, la prudenza davvero non &#232; mai troppa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Aborto e salute mentale: cosa dice davvero la scienza</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/aborto-e-salute-mentale-tutto-quello-che-alle-donne-non-dicono</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il termine&lt;strong&gt; “negazionismo” ben si addice al dibattito sulle conseguenze dell’aborto&lt;/strong&gt;. Si nega, infatti, contro ogni evidenza scientifica che l’aborto uccida un figlio, si nega che nel grembo materno sia presente e vivo un essere umano, che &#232; tale fin dal momento del concepimento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Si nega che l’aborto sia un evento fortemente traumatico per la madre.&lt;/strong&gt; Il trauma &lt;strong&gt;fisico e psichico&lt;/strong&gt; che le donne devono affrontare viene sepolto sotto una spessa coltre di silenzio omertoso. Basterebbe un po’ di buonsenso per capire che se si prende coscienza della verit&#224;,&lt;strong&gt; il lutto si pu&#242; elaborare &lt;/strong&gt;e, con pi&#249; o meno tempo, pi&#249; o meno faticosamente, se ne viene fuori. Del resto si sa: la verit&#224; rende liberi. Quando&lt;strong&gt; il lutto, invece, viene negato &lt;/strong&gt;(perch&#233;, per esempio, “era solo un grumo di cellule”), &lt;strong&gt;la ferita non si rimargina&lt;/strong&gt;, il dolore non si comprende e subentrano problemi mentali gravi che possono distruggere le relazioni sociali e la vita della malcapitata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La letteratura scientifica, anche quella pi&#249; recente, che negli ultimi trent’anni ha documentato &lt;strong&gt;la sindrome post-aborto&lt;/strong&gt; (depressione, ansia, abuso di sostanze, disturbo da stress post-traumatico e comportamenti suicidari) viene &lt;strong&gt;sistematicamente ignorata dalla propaganda abortista&lt;/strong&gt; che cos&#236; dimostra chiaramente di non aver a cuore la tanto decantata salute delle donne.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cosa descrive la letteratura scientifica&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#200; ormai innegabile che una quota molto considerevole di donne sviluppa effettivamente una sofferenza psicologica clinicamente rilevante dopo l’aborto. Alcuni rilevano che &lt;strong&gt;i casi sono drammaticamente sottoriportati&lt;/strong&gt; e che difficilmente i professionisti chiamati a curare la donna indagano o registrano eventuali aborti volontari pregressi. Altri dicono che le donne non mostrano rimpianto perch&#233; non si attende il tempo necessario alla sua manifestazione. &lt;strong&gt;In molti casi la sindrome postabortiva, infatti, si riscontra molto tempo, anche decenni, dopo il fatto.&lt;/strong&gt; Ma tutti dovrebbero essere concordi su un punto: non importa quante donne soffrano. Bisogna riconoscere che questa possibilit&#224; esiste, merita attenzione e alle donne va detto che c’&#232;.[1]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;I sintomi della sindrome postabortiva sono ormai noti: &lt;strong&gt;depressione maggiore, disturbi d’ansia, disturbo da stress post-traumatico, sentimenti persistenti di colpa, insonnia e incubi ricorrenti, abuso di alcol e di sostanze, difficolt&#224; relazionali, ideazione e tentativi di suicidio.&lt;/strong&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le grandi revisioni della ricerca&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Tra gli studi pi&#249; importanti figura la meta-analisi pubblicata nel 2011 dalla psicologa &lt;strong&gt;Priscilla Coleman,&lt;/strong&gt; che ha preso in esame 22 ricerche comprendenti oltre 877.000 donne.[3]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Da questo lavoro risulta che le donne che hanno abortito presentano un rischio maggiore di sviluppare problemi di salute mentale rispetto ai gruppi di controllo, con incrementi particolarmente significativi per abuso di sostanze, depressione, ansia e comportamento suicidario. Anche &lt;strong&gt;David Fergusson&lt;/strong&gt; e i suoi collaboratori, in uno studio longitudinale neozelandese seguito per oltre venticinque anni, hanno osservato un’associazione tra aborto volontario e maggiore incidenza di disturbi psichiatrici rispetto alle donne che avevano portato a termine la gravidanza.[4]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Lo stesso Fergusson, in particolare, &lt;strong&gt;tiene conto di variabili che di per s&#233; potrebbero causare problemi psichiatrici&lt;/strong&gt; (condizioni di particolare vulnerabilit&#224;, come povert&#224;, violenza domestica, ansia e depressione preesistenti), ma ciononostante continua ad emergere un incremento statisticamente significativo dei disturbi dopo l’aborto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Studi recenti di Reardon&lt;/strong&gt; e di tanti altri [12] dimostrano che le donne che abortiscono hanno bisogno di &lt;strong&gt;ricoveri ospedalieri per problemi psichiatrici &lt;/strong&gt;molto pi&#249; di quelle che partoriscono o non hanno figli. In particolare, Sullins e lo stesso Reardon [13] hanno rilevato i problemi di salute mentale a lungo termine per &lt;strong&gt;aborti avvenuti 20 anni prima. Anche&lt;/strong&gt; in questi casi i ricercatori hanno &lt;strong&gt;tenuto conto di eventuali problemi di fragilit&#224; &lt;/strong&gt;psicologica o sociale preesistenti all’aborto delle donne intervistate e hanno confermato che la sindrome postabortiva colpisce a prescindere da essi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le donne muoiono “di” aborto legale e “per” l’aborto legale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Le Relazioni ministeriali al Parlamento sulla legge 194, sempre molto avare nel registrare gli effetti collaterali e avversi dell’aborto, fino al 2022 ammettevano che “&lt;strong&gt;il numero delle donne morte per aborto &#232; basso” &lt;/strong&gt;(pag. 55). La qual cosa dovrebbe far impazzire le femministe tanto preoccupate per i femminicidi: &lt;strong&gt;allora le donne muoiono di aborto legale!&lt;/strong&gt; E che vuol dire “basso”? 10, 100, 1.000? Sono donne morte che non interessano a nessuno? In questa sede ci basta sottolineare il dato: le donne muoiono di aborto legale. La sindrome postabortiva, per&#242;, comporta anche un rilevante numero di donne che muoiono &lt;strong&gt;per (non “di”) &lt;/strong&gt;l’aborto legale. Tra gli aspetti pi&#249; delicati vi &#232; quello del comportamento suicidario. Diversi studi epidemiologici hanno rilevato una &lt;strong&gt;maggiore frequenza di ideazione suicidaria e tentativi di suicidio&lt;/strong&gt; nelle donne che avevano abortito rispetto ad altri gruppi di confronto.[3][7]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il Secondo e il Terzo Rapporto OPA (Osservatorio Permanente sull’Aborto) [10] richiamano una serie di studi basati sui registri nazionali e altri studi statunitensi. I pi&#249; importanti, inattaccabili scientificamente, sono quelli di &lt;strong&gt;Gissler &lt;/strong&gt;e altri [8], [9], basati su dati dell’anagrafe finlandese (nascite, aborti, ricoveri e certificati di morte). Da essi risulta chiaramente che &lt;strong&gt;la mortalit&#224; dopo aborto volontario &#232; tre volte superiore rispetto a quella dopo il parto&lt;/strong&gt; (83,1 vs 28,2 per 100.000) ed &#232; anche superiore rispetto a quella delle donne non gravide. Gli autori hanno anche rilevato che &lt;strong&gt;dopo aborto volontario aumentano le morti per omicidio e per cause accidentali,&lt;/strong&gt; soprattutto nelle donne tra 15 e 24 anni. Le donne che abortiscono, quindi, presentano tassi pi&#249; elevati di mortalit&#224; generale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il dato &#232; tristemente confermato da studi pi&#249; recenti [14].&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il consenso informato&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In medicina il consenso informato richiede che ogni paziente conosca benefici, limiti e possibili rischi di un trattamento.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ignorare la realt&#224; della sindrome postabortiva&lt;/strong&gt; significa violare questo basilare principio di civilt&#224; e lasciare sole proprio quelle donne che avrebbero maggiormente bisogno di ascolto, sostegno e cura. Una medicina realmente centrata sulla persona non pu&#242; compromettere la salute mentale e la vita delle donne per una questione ideologica. Deve invece garantire alle donne un’informazione completa, un consenso realmente informato in modo veritiero e corretto. Informare non significa spaventare. &lt;strong&gt;Informare significa permettere una scelta vera&lt;/strong&gt;, realmente libera e consapevole. Senza la verit&#224;, l’aborto non &#232; e non sar&#224; mai una “scelta”, ma &#232; e rester&#224; un tragico e doloroso inganno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;hr align=&quot;center&quot; size=&quot;2&quot; width=&quot;100%&quot; /&gt;&lt;/div&gt;

&lt;h2&gt;&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Bibliografia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left: 54pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;1.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Report of the APA Task Force on Mental Health and Abortion.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:54pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;2.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; State of Mind.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:54pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;3.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Coleman PK. Abortion and mental health: quantitative synthesis and analysis of research published 1995–2009.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:54pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;4.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; David Fergusson, Horwood LJ, Boden JM. Abortion and mental health disorders: evidence from a 30-year longitudinal study. Br J Psychiatry. 2008.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:54pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;5.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; American Psychological Association. Report of the APA Task Force on Mental Health and Abortion. Washington DC; 2008.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:54pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;6.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine. The Safety and Quality of Abortion Care in the United States. Washington DC; 2018.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:54pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;7.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Mota NP, Burnett M, Sareen J. Associations between abortion, mental disorders and suicidal behaviour in a nationally representative sample. Can J Psychiatry. 2010.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:54pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;8.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Gissler M, Berg C, Bouvier-Colle MH, Buekens P. Pregnancy-associated mortality after birth, spontaneous abortion, or induced abortion in Finland, 1987–2000. American Journal of Obstetrics and Gynecology. 2004;190(2):422-427.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:54pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;9.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Gissler M et al. Injury deaths, suicides and homicides associated with pregnancy, Finland 1987–2000. European Journal of Public Health. 2005.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:54pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;10. OPA, Osservatorio permanente sull’aborto, Tre Rapporti, 2021, 2023, 2024, www.osservatorioaborto.it&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:54pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;11. Lorenza Perfori, “Aborto: dalla parte delle donne”, La Biblioteca di Pro Vita e Famiglia 06.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:54pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;12. Auger N et al. Induced abortion and implications for long-term mental health: a cohort study of 1.2 million pregnancies. J Psychiatr Res. 2025 Jul:187:304-310. doi: 10.1016/j.jpsychires.2025.05.031. Epub 2025 May 16. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0022395625003309?via%3Dihub&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Studnicki J et al. First Pregnancy Abortion or Natural Pregnancy Loss: A Cohort Study of Mental Health Services Utilization. Issues Law Med. 2024 Fall;39(2):100-116. doi: 10.70257/LZXP7816. https://issuesinlawandmedicine.com/articles/first-pregnancy-abortion-or-natural-pregnancy-loss-a-cohort-study-of-mental-health-services-utilization/&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Studnicki J et al. A cohort study of mental health services utilization following a first pregnancy abortion or birth. Int J Womens Health. 2023 Jun 15:15:955-963. doi: 10.2147/IJWH.S410798. eCollection 2023. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37342485/&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Reardon DC &amp;amp; Craver C (2021) Effects of Pregnancy Loss on Subsequent Postpartum Mental Health: A Prospective Longitudinal Cohort Study. Int J Environ Res Publ Health 18:2179. https://doi.org/10.3390/ijerph18042179.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Reardon DC. A reanalysis of mental disorders risk following first-trimester abortions in Denmark. Issues Law Med, Spring 2024;39:66–75. https://issuesinlawandmedicine.com/articles/a-reanalysis-of-mental-disorders-risk-following-first-trimester-abortions-in-denmark/&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Munk-Olsen T et al. Induced first-trimester abortion and risk of mental disorder. N Engl J Med. 2011 Jan 27;364(4):332-9. doi: 10.1056/NEJMoa0905882. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21268725/&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:54pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;13. Sullins DP. Persistent Emotional Distress after Abortion in the United States. Int J Women’s Health Care. 2025 Sep; 10(3), 01-11. https://www.opastpublishers.com/open-access-articles/persistent-emotional-distress-after-abortion-in-the-united-states.pdf&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Reardon DC. Degrees of grief and complicated grief self-attributed to natural and induced pregnancy losses in a national population of 41–45-year-old females. J Psychosom Obstet Gynaecol. 2025 Dec 31;46(1):2503286. https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/0167482X.2025.2503286#abstract&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:54pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;14. Reardon DC. Suicide risks associated with pregnancy outcomes: a national cross-sectional survey of American females 41-45 years of age. J Psychosom Obstet Gynaecol. 2025 Jan;46(1):2455086. https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/0167482X.2025.2455086#abstract&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Dehara M et al. Parenthood is associated with lower suicide risk: a register-based cohort study of 1.5 million Swedes. Acta Psychiatr Scand. 2021 Mar;143(3):206-215. doi: 10.1111/acps.13240. Epub 2020 Oct 19. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33011972/&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Wie JH et al. The association between abortion experience and postmenopausal suicidal ideation and mental health: Results from the 5th Korean National Health and Nutrition Examination Survey (KNHANES V). Taiwanese J Obstet &amp;amp; Gynecol. 2019 Jan;58(1):153-158. doi: 10.1016/j.tjog.2018.11.028. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30638471/&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Zareba K et al. Psychological Effects of Abortion. An Updated Narrative Review. Eastern J Med. 2020; 25(3): 477-483. doi: 10.5505/ejm.2020.82246. https://eastjmed.org/jvi.aspx?pdir=ejm&amp;amp;plng=eng&amp;amp;un=EJM-82246&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Reardon DC. The abortion and mental health controversy: A comprehensive literature review of common ground agreements, disagreements, actionable recommendations, and research opportunities. SAGE Open Medicine. 2018 Oct 29:6:2050312118807624. doi: 10.1177/2050312118807624. eCollection 2018. https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/2050312118807624&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Fermiamo il Chat Control. La petizione di Pro Vita &amp; Famiglia per dire no alla sorveglianza di massa</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/chat-control-petizione-pro-vita-famiglia-sorveglianza-massa</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L’Unione Europea sta progettando il &lt;strong&gt;pi&#249; esteso sistema di controllo delle comunicazioni private&lt;/strong&gt; mai concepito in una democrazia. &lt;strong&gt;Si chiama Chat Control&lt;/strong&gt; – abbiamo gi&#224; ampiamente parlato dei dettagli e dei pericoli per tutti noi (&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/chat-control-ue-pedofilia-controllo-di-massa&quot;&gt;LEGGI QUI&lt;/a&gt;) – e si tratta, in estrema sintesi, della scansione automatica e permanente dei messaggi, delle foto e dei file di tutti i cittadini &lt;strong&gt;direttamente nei loro cellulari&lt;/strong&gt;, senza il bisogno di un sospetto di reato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il 2 luglio 2026, al Consiglio dell’Unione Europea, &lt;strong&gt;il Governo italiano ha gi&#224; votato a favore&lt;/strong&gt; del prolungamento della norma che, gi&#224; oggi, consente ad aziende come Google e Meta di scansionare le nostre email e i nostri messaggi privati. Ma non finisce qui, perch&#233; nei prossimi mesi &lt;strong&gt;il Consiglio dell’Unione Europea&lt;/strong&gt;, a cui siedono i rappresentanti del Governo italiano, &lt;strong&gt;decider&#224; se approvare o no il Chat Control in modo permanente e obbligatorio&lt;/strong&gt;: un regolamento che – lo ricordiamo – estenderebbe il controllo anche alle applicazioni cifrate come &lt;strong&gt;WhatsApp&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Telegram&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Signal&lt;/strong&gt; con la scansione effettuata direttamente su ogni smartphone, tablet o pc personale, prima ancora di premere “invio”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Non &#232; una misura mirata contro i criminali: &#232; un controllo generalizzato e permanente sull’intera popolazione. &lt;strong&gt;Il Servizio giuridico dello stesso Consiglio dell’UE l’ha dichiarato incompatibile con l’articolo 7 della Carta dei diritti fondamentali&lt;/strong&gt;. Nello stesso senso si sono pronunciati il Garante europeo della protezione dei dati e la Corte europea dei diritti dell’uomo. Lo strumento, inoltre, &#232; tanto invasivo quanto inefficace. &lt;strong&gt;I responsabili degli abusi operano su reti chiuse e sul dark web&lt;/strong&gt;, fuori dalla portata di questi sistemi; dunque ad essere colpite saranno solo le comunicazioni dei cittadini onesti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Quel che &#232; peggio, un’infrastruttura capace di leggere e bloccare i messaggi di tutti, una volta creata, potr&#224; essere impiegata &lt;strong&gt;contro qualsiasi contenuto sgradito&lt;/strong&gt; al potere di turno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ecco perch&#233; &lt;strong&gt;Pro Vita &amp;amp; Famiglia si &#232; subito attivata&lt;/strong&gt;, non solo con contenuti informativi e &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/chat-control-ue-spia-chat-italia-vota-favore&quot;&gt;chiedendo un supporto concreto ai propri sostenitori&lt;/a&gt; per bloccare questo obbrobrio, ma anche &lt;strong&gt;lanciando un’apposita petizione popolare&lt;/strong&gt;, chiedendo quindi di firmarla per chiedere&lt;strong&gt; tre azioni urgenti al ministro per gli Affari europei Tommaso Foti:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:36pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;1.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; adoperarsi affinch&#233; il Governo italiano, a partire dai ministri della Giustizia e dell’Interno, assuma una &lt;strong&gt;posizione totalmente contraria al Chat Control;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:36pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;2.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;strong&gt;impegnare la rappresentanza italiana in UE a opporsi al Chat Control nei negoziati&lt;/strong&gt; dei prossimi mesi con le altre delegazioni;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:36pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;3.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; organizzare con altri Stati membri un &lt;strong&gt;fronte politico&lt;/strong&gt; capace di impedire la maggioranza qualificata necessaria ad approvarlo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:36pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/petizione/fermiamo-il-chat-control-no-alla-sorveglianza-di-massa-dentro-i-nostri-cellulari&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;FIRMA QUI E ORA PER DIFENDERE LA TUA PRIVACY E LA TUA LIBERT&#192;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
                <g:image_link>https://www.provitaefamiglia.it/media/immagini/25267_n_petizione-chat-control.jpeg</g:image_link>
            </item>
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                <title>Buon Ferragosto ai bambini (solo a quelli degni di vivere?)</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/buon-ferragosto-ai-bambini-solo-a-quelli-degni-di-vivere</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Non c&#39;&#232; niente di pi&#249; bello che vedere i bambini giocare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Al mare, tra spruzzi d&#39;acqua e sabbia si inventano giochi meravigliosi... e mi incanto a guardarli (no, a me non danno fastidio i gridolini, n&#233; quel po&#39; di invadenza che non sconfina nella maleducazione).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Che diremmo se passasse un camioncino che ne prende a caso 8 su 10 e li eliminasse? Sarebbe un film dell&#39;orrore!&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;E invece ogni giorno, nell&#39;indifferenza generale, &lt;strong&gt;scompaiono almeno almeno 200.000 bambini dal mondo&lt;/strong&gt; (secondo i dati dell&#39;OMS) per l&#39;aborto. E molti di pi&#249; per la fecondazione artificiale (e l&#39;utero in afiftto)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;Si uccidono bambini per convenienza&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Un post di Them Before Us commenta una notizia recente: la governatrice del Massachusetts, Maura Healey, ha promulgato una legge che consente l’aborto fino alla nascita, tra le deputate Dem che hanno fatto grandi festeggiamenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il Massachusetts diventa cos&#236; il decimo stato federato Usa a eliminare i limiti di et&#224; gestazionale per l&#39;aborto&lt;/strong&gt;. Si unisce ad Alaska, Colorado, Maryland, Michigan, Minnesota, New Jersey, New Mexico, Oregon e Vermont e al Distretto di Columbia. Gli Stati Uniti sono uno degli otto Paesi al mondo che consentono questa pratica barbara, in linea con Cina, Corea,&amp;nbsp; Canada, Australia, Messico, Guinea-Bissau, Vietnam.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&quot;Sono dalla parte delle donne&quot;, ha dichiarato la governatrice Maura Healey.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ma c&#39;&#232; qualcuno che sta dalla parte dei bambini?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Anche perch&#233; chi difende i bambini non &#232; mai in contrasto con le madri. La propaganda abortista &#232; riuscita a mettere la madre contro il bambino (e l&#39;uomo contro la donna), ma la verit&#224; &#232; che si possono e si devono salvare entrambi. Salvare il bambino dall&#39;aborto, vuol dire salvare la madre dalla sindrome post abortiva e dagli altri effetti collaterali avversi dell&#39;aborto di cui nessuno parla.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Dicono (lo ha detto anche la Healey) che l&#39;aborto tardivo &#232; necessario quando c&#39;&#232; un&amp;nbsp;pericolo di vita per la donna&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ebbene tutti i medici che agiscono in scienza e coscienza&amp;nbsp; sanno che in caso di necessit&#224; l&lt;strong&gt;a cosa pi&#249; sicura per&amp;nbsp; madre e bambino, non &#232; l&#39;aborto, bens&#236; il parto,&lt;/strong&gt; tramite taglio cesareo o induzione del travaglio. Se il piccolo nasce prematuro&amp;nbsp;pu&#242; essere accudito e curato. Oggi sopravvivono in buona salute anche bambini nati a 22 settimane!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Se c&#39;&#232; pericolo per la vita della madre, il bambino deve essere estratto rapidamente.&amp;nbsp;L’aborto &#232; una procedura lunga e pericolosa in quanto&amp;nbsp;aumenta il rischio di sepsi. Un aborto in fase avanzata di gravidanza richiede generalmente dai 2 ai 3 giorni. In caso di emergenza, un cesareo in 30 minuti &#232; la soluzione pi&#249; sensata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I tentativi di giustificare questa legge invocando la &quot;tutela della salute della madre&quot; non reggono dal punto di vista medico&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;In USA la maggior parte degli aborti in fase avanzata di gravidanza&amp;nbsp; vengono praticati su madri sane che portano in grembo bambini sani, senza alcuna ragione medica. &quot;Them Before Us&quot; specifica che n&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;el 1996, il dottor &lt;strong&gt;McMahon&lt;/strong&gt; present&#242; al Congresso un resoconto dettagliato di oltre 2.000 aborti tardivi da lui eseguiti. &lt;strong&gt;Solo il 9% di questi era legato a problemi di salute materna (&lt;/strong&gt;di solito&amp;nbsp; depressione).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;La dottoressa &lt;/span&gt;&lt;strong style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;Haskell&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt; ha dichiarato senza mezzi termini ad American Medical News : &quot;La maggior parte dei miei aborti sono elettivi e si verificano tra la 20a e la 24a settimana di gestazione. Nel mio caso specifico, probabilmente il 20% &#232; dovuto a ragioni genetiche. E il restante 80% &#232; &lt;strong&gt;puramente elettivo&lt;/strong&gt;.&quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;Il signor &lt;strong&gt;Fitzsimmons&lt;/strong&gt;, direttore della National Coalition of Abortion Providers, ha dichiarato al New York Times che la procedura viene solitamente eseguita su una madre sana che portava in grembo un feto sano.&lt;/span&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Una volta eliminata la falsa cornice dell&#39;emergenza medica e della necessit&#224;, ci si trova di fronte a una dura verit&#224;. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;Si tratta di comodit&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;Crescere un figlio &#232; una responsabilit&#224; e richiede sacrificio, soprattutto se la madre &#232; sola. Invece di affrontare questa difficolt&#224;, invece di aiutare la donna ad affrontarla, la societ&#224; le offre la possibilit&#224; di eliminare il problema (il figlio), subendone poi tutte le conseguenze.&lt;/span&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Siamo pronti, e giustamente, a condannare un padre che si sottrae alle proprie responsabilit&#224;. L&#39;uomo che scappa lo definiamo irresponsabile. Invece la madre &#232; giustificata o addirittura incentivata a farlo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il diritto del pater familias di vita e di morte sui figli nell&#39;antica Roma &#232; considerato barbarie (patriarcato...), il diritto assoluto che la 194 riconosce alla madre di abortire &#232; considerato progresso sociale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;Due facce della stessa medaglia: aborto e fecondazione artificiale.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il delirio di onnipotenza che comporta il desiderio di controllo sulla vita e sulla morte, su quando un bambino arriver&#224;, e se arriver&#224;, &#232; lo stesso impulso che anima &lt;strong&gt;l&#39;industria della fertilit&#224;, della fecondazione artificiale e dell’utero in affitto.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Per far nascere un bambino ne muoiono 8 o 9? L’embrione viene impiantato nel grembo sbagliato e quindi &quot;rimosso&quot;?(come accaduto pochi giorni fa al San Raffaele di Milano) Poco male. &lt;strong&gt;&#200; il bambino che si deve adattare ai tempi e alle preferenze degli adulti.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt; Se non si adatta, &lt;strong&gt;se non &#232; desiderato, non gli viene riconosciuta la dignit&#224; di essere umano&lt;/strong&gt; e pu&#242; essere eliminato senza problemi. Per molti anche fino al nono mese di gravidanza.&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;Ma se il bambino &#232; tanto malato che non potr&#224; sopravvivere? E se una&amp;nbsp;coppia &#232; devastata dal problema dell&#39;infertilit&#224;?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;Questo dolore &#232; reale. Merita attenzione, compassione e accompagnamento. Ma il dolore degli adulti non cambia ci&#242; che &#232; il diritto del bambino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;L’aborto, precoce o tardivo, non &quot;cura&quot; n&#233; il bambino n&#233; la madre. Il piccolo muore in solitudine. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Se il bambino &#232; comunque destinato a una vita breve o brevissima&lt;/strong&gt;, con l&#39;aborto viene privato del tempo in cui la mamma poteva tenerlo in braccio,&amp;nbsp;dandogli un nome&amp;nbsp;piangendo&amp;nbsp;per lui. Chi offre assistenza palliativa perinatale, come Il Cuore in una Goccia che manda le mamme in difficolt&#224; a ricevere ospitalit&#224; presso la&amp;nbsp;nostra &quot;Casa di Chiara&quot;, testimonia che per&amp;nbsp;i genitori l&#39;aver potuto incontrare il proprio figlio, anche solo per un breve istante, &#232; una gioia incommensurabile che lenisce e d&#224; un senso al dolore per la perdita.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L&#39;infertilit&#224;&lt;/strong&gt;, &#232; dolorosa, ma &lt;strong&gt;non conferisce il diritto ad avere un figlio&lt;/strong&gt;. I figli non sono una cosa, neanche una cura per il dolore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In questi casi pi&#249; difficili, davvero difficili, ci vuole comprensione, cura ed empatia. Ma tutti si preoccupano di&amp;nbsp;cosa l&#39;adulto debba sopportare, e mai di cosa tocchi al bambino.&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;I desideri e il dolore degli adulti devono essere ascoltati, il bambino no:&amp;nbsp; &#232; il bambino che deve&amp;nbsp;rinunciare al padre, alla madre, ai fratelli o alla propria vita per il benessere degli adulti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;Noi vorremmo fare gli &lt;strong&gt;auguri di buon Ferragosto a tutti i bambini&lt;/strong&gt;, non solo a quelli selezionati dall&#39;aborto e dalla fecondazione artificiale e considerati degni di vivere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;Per questo vorremmo che fosse rionosciuta a tutti gli esseri umani fin dal concepimento la stessa dignit&#224;. Per questo dobbiamo parlarne con amici, parenti e conoscenti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;Perch&#233; tutti i bambini devono poter giocare sulla riva del mare a Ferragosto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&amp;nbsp;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Lucien Isra&#235;l. La testimonianza di un “laico” contro l’eutanasia</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/lucien-israel-contro-eutanasia-testimonianza-medico-laico</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La medicina &#232; &#171;&lt;strong&gt;un incontro singolare&lt;/strong&gt;&#187;, in quanto &#171;il paziente avr&#224; sempre bisogno di dare la sua &lt;strong&gt;fiducia&lt;/strong&gt; a una &lt;strong&gt;coscienza&lt;/strong&gt;&#187;. Individua subito nell’alleanza terapeutica medico-paziente uno degli elementi fondativi dell’arte medica, il compianto &lt;strong&gt;Lucien Isra&#235;l&lt;/strong&gt;, nel libro-intervista dal titolo eloquente &lt;em&gt;Contro l’eutanasia&lt;/em&gt; (Lindau 2007, pp. 117) che raccoglie la testimonianza professionale di un grande medico il quale, da laico e non credente, illustra con estrema chiarezza i motivi per cui non possiamo accettare l’idea della “dolce morte”. Pneumologo di formazione, Isra&#235;l sceglie di prendersi cura dei malati di cancro e cos&#236; diviene per vent’anni &lt;strong&gt;direttore del reparto di oncologia&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;dell’ospedale &lt;em&gt;Avicenne&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; di Bobigny. Nel 2007 viene nominato presidente dell’Acad&#233;mie des Sciences Morales et Politiques dell’Institut de France.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il primo dovere di un medico &#232; guardare il paziente negli occhi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Secondo Isra&#235;l, il medico ospedaliero &#232; chiamato spesso a &#171;prendere decisioni nell’incertezza&#187;, in special modo per quanto concerne i malati oncologici allo stadio terminale. A tal proposito afferma: &#171;Sono convinto che si prenda troppo spesso la decisione di non tentare nulla o sospendere prematuramente una cura, anche quando invece si potrebbero ancora ottenere risultati, delle regressioni o delle stabilizzazioni prolungate, se non dei rallentamenti significativi della crescita tumorale, che consentirebbero quindi l’attesa dell’uscita sul mercato di un nuovo farmaco&#187;. Il medico francese sostiene dunque a buon diritto che, soprattutto nelle situazioni cliniche pi&#249; critiche, &#171;qualunque sia l’esito della malattia, sentire che la propria vita conta per il medico che lo tiene in cura cambia enormemente le cose per il paziente&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il professor Isra&#235;l opera in un periodo terribile in cui il 95% dei malati di cancro moriva. Eppure &lt;strong&gt;non gli &#232; mai capitato che qualcuno dei suoi pazienti gli chiedesse di morire&lt;/strong&gt;. Al riguardo racconta un aneddoto esemplificativo della sua straordinaria capacit&#224; di coniugare competenza e umanit&#224;: &#171;Un giorno, agli inizi degli anni Sessanta, ho ricevuto una lettera postuma. Un paziente che era morto due giorni prima mi scriveva questo: “Dottore, scriverle &#232; l’ultima cosa che faccio quaggi&#249;. Lei mi ha dato l’opportunit&#224; di portare a termine l’educazione dei miei figli, e io la ringrazio”. Questa lettera dall’aldil&#224; mi ha molto impressionato all’epoca. I pazienti hanno pi&#249; bisogno di speranze che di certezze; se hanno la speranza non chiedono di morire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Lo ribadisco, &lt;strong&gt;se si d&#224; una chance al paziente, lui la coglie sempre&lt;/strong&gt;. Questo non significa necessariamente guarirlo. In questo caso gli si dice: &lt;strong&gt;“Io non la posso guarire, ma impiegheremo tutte le nostre forze per stabilizzare la malattia&lt;/strong&gt;, e sar&#242; contento se un giorno lei morir&#224; per un’altra ragione”. La maggior parte dei pazienti ride all’inizio e poi acconsente a questo percorso quasi sistematicamente&#187;. Di qui cita una frase di un altro paziente con numerose metastasi che gli &#232; rimasta nel cuore: &#171;&lt;strong&gt;“Dottore, far&#242; tutto quello che mi dice perch&#233; da quando ho il tumore, lei &#232; il primo medico che mi guarda negli occhi”&lt;/strong&gt;. Ho capito cosa voleva dire, al punto tale da vedere io stesso quello sguardo obliquo del medico che, non solo pensa che non ci sia nulla da fare per il paziente, ma teme anche che questi lo conduca al pensiero della sua stessa morte. Ecco perch&#233; distoglie lo sguardo e non osa guardare il paziente negli occhi&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le considerazioni sull’eutanasia di un medico agnostico&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Relativamente ai venti della “dolce morte” che soffiano in Europa, il compianto luminare osserva prontamente: &#171;Un paziente perde presto la speranza; &#232; sufficiente dirgli che non c’&#232; pi&#249; niente da fare e il gioco &#232; fatto. Alcuni medici potrebbero lasciarsi convincere, senza porsi alcuno scrupolo morale, che, dopotutto, la morte sia l’unica soluzione accettabile, razionale, indolore&#187;. Al contrario &#171;il paziente ascolta con attenzione ci&#242; che gli viene prescritto, e, nel caso in cui un trattamento venga sospeso, ne chiede il perch&#233; agli infermieri. Vuole sapere cosa succede nel minimo dettaglio e fa &lt;strong&gt;attenzione agli eventuali segnali di abbandono terapeutico perch&#233; andrebbero a significare che coloro ai quali ha affidato la propria vita hanno perso tutte le speranze&lt;/strong&gt;&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;E, proprio rispetto al peso decisivo dell’alleanza terapeutica tra medico e paziente, Isra&#235;l racconta un episodio significativo che gli &#232; accaduto: &#171;Un giorno, una paziente si fece portare nel mio reparto quando, in seguito a una serie di trattamenti fallimentari, non era pi&#249; che un tronco al quale erano state amputate le gambe e il bacino e dove i chirurghi avevano predisposto degli orifizi per gli emuntori. Questa persona rappresentava un peso enorme per la sua famiglia e molti, tra coloro che godono di buona salute, avrebbero giudicato la sua situazione completamente priva di dignit&#224;. Ma quella donna veniva a cercare cure e speranze, e le ha trovate&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;D’altra parte, prosegue ancora in proposito con amarezza, &#171;alcuni medici possono far disperare il paziente, dicendogli che non vale pi&#249; la pena continuare a combattere. Ho ricevuto molti pazienti che si erano sentiti dire dal loro oncologo che non c’era pi&#249; nulla da fare&#187;. Eppure ogni medico autentico dovrebbe anzitutto premurarsi di tutelare la dignit&#224; del paziente fino alla sua morte naturale. Infatti egli ha avuto modo di constatare direttamente che &#171;i pazienti che non sono portati alla disperazione da chi li circonda o dal proprio medico non solo non chiedono di essere uccisi, ma conservano anche la speranza fino alla fine. Essi apprezzano gli sforzi fatti dall’&#233;quipe medica per lottare contro la malattia e le sono riconoscenti per ogni prova di immaginazione, spirito innovativo e, al tempo stesso, di rispetto per l’essere umano che essa sa dare. Questo comportamento, intriso d’umanit&#224;, li rassicura&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Talvolta diversi pazienti affermano apertamente di essere “cavie” di terapie ancora in fase sperimentale, sebbene &#171;sappiano benissimo che non potrebbero mai essere delle cavie per noi&#187;. Insomma, anche quando sono inguaribili sul piano clinico, i malati terminali non sono mai incurabili. Perci&#242; ciascun paziente &#171;ha bisogno di incontrare degli esseri umani che riconoscono, attraverso le loro azioni, il valore sacro della vita che mette nelle loro mani&#187;. Pronunciata da un non credente, tale dichiarazione acquisisce una forza ancora maggiore. Il medico francese ribadisce pi&#249; volte l’esigenza di rimanere accanto a chi soffre, affinch&#233; il malato allo stadio terminale riesca &#171;ad accedere al senso del relativo [imparando a relativizzare anche il proprio dolore, ndR], ad accettare che la partita non &#232; vinta e a fare pace col suo destino&#187;. Al resto ci penseranno le cure palliative e &#171;la forza dell’istinto di sopravvivenza che ha qualcosa di meraviglioso&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;A testimonianza di questa verit&#224; Isra&#235;l aggiunge ancora un ricordo desunto dalla propria esperienza professionale: &#171;Ho visto pi&#249; volte arrivare in ospedale malati in condizioni talmente gravi - non solo per il dolore, ma anche per un forte deperimento fisico - da sprofondare immediatamente in uno stato di semi-coma. E quando li tiravamo fuori da questo stato con una rianimazione adeguata, loro dicevano: “Quando mi dimette? Vorrei andare qualche giorno in Costa Azzurra per riprendermi”. Pensando a questi pazienti mi dico che se fossi stato autorizzato da un “testamento” scritto, trovato per caso nel loro portafoglio, ad abbreviare attivamente la loro vita avrei commesso un vero e proprio crimine, anche se fossi stato incoraggiato dalla famiglia e dalla legge&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Pur nel rispetto delle convinzioni personali di ciascuno sul valore inestimabile di ogni vita umana, intuisce dunque in tempi non sospetti la paradossalit&#224; &#171;di “testamenti biologici” quale opera di chi sta bene&#187;. E in effetti egli osserva concretamente che &#171;i rari malati che spontaneamente mi hanno chiesto di aiutarli a morire se le cose si fossero complicate non hanno rinnovato la loro richiesta nel momento in cui questa poteva essere soddisfatta. Non vi hanno neanche fatto la minima allusione, come se preferissero dimenticarsene&#187;. Accade spesso invece che le pressioni per una “dolce morte” arrivino piuttosto dagli stessi&lt;strong&gt; familiari&lt;/strong&gt; di un paziente allo stadio terminale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Riguardo a tali richieste egli nota che, quando &#171;questa fine si fa attendere, a volte si rivela troppo difficile da sostenere per quelli che stanno bene e che non vogliono essere spinti verso le loro angosce, le loro paure esistenziali. &lt;strong&gt;Le persone sane vogliono trovarsi in mezzo ai vivi&lt;/strong&gt;, persino tra i vivi e i morti, ma lontano da questo stadio intermedio che risveglia le loro paure ancestrali&#187;. D’altronde diversi medici che appoggiano l’eutanasia spesso lo fanno perch&#233; &#171;non sopportano di confrontarsi direttamente con l’idea della morte. Per questo trovano tante “buone ragioni” per eliminare la vicinanza, il contatto con la morte&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Pertanto, secondo l’oncologo francese, &lt;strong&gt;l’eutanasia &#171;risponde a un desiderio di benpensanti e di persone sane&#187;&lt;/strong&gt;. La “dolce morte” infrange per&#242; il giuramento di Ippocrate, per il quale ogni medico &#171;giura di non attentare alla vita di quanti si affideranno alle sue cure&#187;. Tale giuramento dovrebbe essere dunque riconosciuto come un riferimento imprescindibile della propria deontologia medica. Inoltre l’eutanasia &#171;rappresenta la rottura del legame simbolico tra le generazioni&#187;, nella misura in cui &lt;strong&gt;&#171;figli, nipoti e pronipoti sapranno che ci si pu&#242; sbarazzare dei vecchi&#187;&lt;/strong&gt; e di quanti versino in condizioni di maggiore vulnerabilit&#224;. D’altra parte nella societ&#224; dell’efficientismo contano soprattutto i &lt;strong&gt;motivi economici&lt;/strong&gt; - comprese le difficolt&#224; dello Stato di riuscire a pagare le pensioni alle persone sane e della sanit&#224; di liberare posti-letto negli ospedali -, per cui si arriva cos&#236; a sostenere in maniera neanche tanto velata l’inutilit&#224; sociale dei pi&#249; fragili e non autosufficienti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Da agnostico - in nome del rispetto della dignit&#224; umana e di una compassione autentica per la quale si pu&#242; e si deve curare un paziente fino alla sua morte naturale - Isra&#235;l individua dietro ogni spinta eutanasica sul piano culturale e politico un &#171;&lt;strong&gt;materialismo nudo e crudo&lt;/strong&gt;&#187; delle societ&#224; occidentali. Infatti &#171;non esistono tracce di eutanasia nelle societ&#224; cosiddette “poco sviluppate”: nonostante siano come noi, se non di pi&#249;, toccate dalla morte, esse non hanno “inventato” l’eutanasia&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Di qui se da un lato evidenzia il peso rilevante dei&lt;strong&gt; media&lt;/strong&gt; nell’indottrinare l’opinione pubblica al politicamente corretto, dall’altro non trascura il ruolo &lt;strong&gt;delle&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;lobby della morte&lt;/strong&gt;, per le quali &#171;i medici che rifiutano l’eutanasia nascondono una forma di sadismo che va combattuta con veemenza&#187;. Egli riconosce altres&#236; con grande onest&#224; intellettuale il contributo positivo della &lt;strong&gt;Chiesa&lt;/strong&gt; quale &lt;strong&gt;&#171;pilastro della resistenza all’eutanasia&lt;/strong&gt;, in quanto lotta contro tutto quanto possa svilire, o anche solo banalizzare, lo statuto dell’essere umano e permetterne la strumentalizzazione&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Insomma si tratta infine di auspicare, secondo il medico agnostico, che &#171;anche le societ&#224; malate tengano alla loro sopravvivenza e che nasca una &lt;strong&gt;terapia sociale&lt;/strong&gt; basata sulla prevenzione attraverso l’&lt;strong&gt;educazione&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;trasmissione dei valori&lt;/strong&gt;. Medicina degli individui, medicina delle societ&#224;: una lotta comune&#187;. Ma forse pi&#249; che una soluzione di tipo sociologico occorrerebbe recuperare &lt;strong&gt;il principio della sacralit&#224; della vita umana&lt;/strong&gt;, la quale pu&#242; essere riconosciuta sulla base della sola ragione, e quindi a prescindere dalla fede, quale mistero profondo e dono indisponibile a ciascuno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Articolo gi&#224; pubblicato sulla Rivista Notizie Pro Vita &amp;amp; Famiglia di aprile 2026&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Spegniamo i telefoni e accendiamo il cervello</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/smartphone-social-devastano-cervello-ragazzi-prove-scientifiche</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La diffusione dei&lt;strong&gt; social e degli smartphone dal 2010 in poi ha contribuito all’aumento di depressione, ansia e autolesionismo tra i ragazzi&lt;/strong&gt;. La cosa &#232; stata riconosciuta anche in sede giudiziale. La&lt;strong&gt; correlazione&lt;/strong&gt; “pi&#249; smartphone, pi&#249; disagi mentali” &#232; indiscutibile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Le aziende Big Tech si difendono dicendo che una correlazione di per s&#233; non indica &lt;strong&gt;un rapporto di causa-effetto&lt;/strong&gt;. Secondo loro il disagio dei giovani pu&#242; essere determinato da altre svariate ragioni. Chi usa di pi&#249; i social potrebbe gi&#224; essere di suo pi&#249; fragile, oppure il malessere potrebbe essere dato da un fattore terzo come la solitudine, il contesto familiare carente, l’assenza simbolica di uno o di entrambi i genitori. Hanno tirato in ballo persino il fantomatico riscaldamento globale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Montagne di prove&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Intanto, per&#242;, negli anni si sono accumulate le evidenze. Da un lato esistono i danni concreti riportati da un numero enorme di giovani ogni anno: non solo cyberbullismo, ricatti sessuali (sextortion) e molestie, ma anche e soprattutto l’esposizione a contenuti che danno dipendenza e che gli algoritmi amplificano, inclusi messaggi che normalizzano o promuovono suicidio, disturbi alimentari e autolesionismo. Dall’altro lato stanno aumentando gli studi longitudinali e gli esperimenti che mostrano una relazione causa-effetto tra uso intensivo dei social e crescita di ansia e depressione. In particolare, le ricerche sulla “riduzione dell’uso” indicano che diminuire i social porta a miglioramenti misurabili nel benessere: un elemento chiave per parlare di nesso di causalit&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il caso Meta: quando le prove arrivano dall’interno&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Una prova in tal senso &#232; emersa anche dai documenti interni di Meta. Tra i vari casi citati da Haidt, segnaliamo il &lt;strong&gt;“Project Mercury”&lt;/strong&gt;, un esperimento in cui agli utenti veniva chiesto di disattivare l’account Facebook per un periodo: la sospensione &#232; risultata associata a minori sentimenti di depressione, ansia, solitudine e confronto sociale. Prove come queste sono state determinanti per la condanna delle aziende al risarcimento di un danno che evidentemente hanno provocato &lt;strong&gt;dolosamente&lt;/strong&gt;, sapendo di nuocere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I social sono un prodotto non sicuro per i minori&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L’ideale sarebbe che le leggi sancissero una &lt;strong&gt;responsabilit&#224; aggravata per le aziende&lt;/strong&gt;, ponendo in capo a esse l’onere di dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare che le piattaforme creino dipendenza e arrechino danni psicologici alle persone. L’associazionismo inglese ha inviato una proposta in tal senso al Governo Starmer.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Intanto molti Paesi hanno posto limiti d’et&#224; all’uso dei social: &#232; un primo passo utile per svegliare le coscienze. Per questo Pro Vita &amp;amp; Famiglia ha lanciato una raccolta firme per chiedere al Governo di impedire che un minore di 16 anni possa aprire e gestire un profilo social senza l’autorizzazione dei genitori, assicurando altres&#236; che i sistemi per verificare l’et&#224; degli utenti, che costringeranno Big Tech a eliminare circa 1,5 milioni di account aperti da minori di 14 anni, usino la tecnologia gi&#224; esistente di ‘zero-knowledge proof’, cio&#232; senza acquisire dati per la profilazione e la sorveglianza digitale dei cittadini.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La legge serve, ma non basta&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#200; urgente rendere consapevoli i genitori e gli educatori spesso distratti o timorosi di apparire demod&#233;. La legge pu&#242; certamente svolgere il suo ruolo pedagogico. Ma sappiamo bene che non basta. Bisogna recuperare l’umano e il reale rispetto al virtuale. Bisogna lasciare che i ragazzi tornino a giocare in cortile e a sbucciarsi le ginocchia. Abbiamo paura a farli uscire da soli nel quartiere, perch&#233; potrebbero fare cattivi incontri, ma poi li lasciamo soli davanti a uno schermo da cui pu&#242; passare tutto il male possibile. Dobbiamo dare noi per primi il buon esempio. In casa il telefono si spenga e si chiuda in un cassetto, almeno per un dato tempo. E, senza il telefono, riscopriamo i libri, i giochi, i rapporti umani e, perch&#233; no, quel sano annoiarsi che &#232; stimolo a inventare qualcosa di bello per passare il tempo. Anche Papa Leone nella sua Magnifica Humanitas ha ribadito che non dobbiamo consentire alla tecnologia di dominarci e di disumanizzarci (e ha parlato chiaro e tondo contro l’aborto, l’eutanasia e a favore della famiglia e del primato educativo dei genitori, ma questo non lo dice nessuno).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La tecnica, da secoli, non &#232; pi&#249; al servizio dell’uomo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Non possiamo rifiutare la tecnica e il progresso: il fuoco, la ruota, la pala, la leva, l’aratro… ma dobbiamo stare molto attenti. Il grande filosofo Martin Heidegger (1889-1976) aveva gi&#224; nelle sue lezioni su Eraclito nel 1943, e poi nel 1953, sollevato il problema della gabbia tecnologica che riduce il mondo e l’essere umano a puro materiale da consumo: una mitragliatrice, una macchina fotografica, un manifesto pubblicitario oggettificano l’umano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Molto prima, Ludovico Ariosto (1474-1533) nell’Orlando Furioso (Canto XI) defin&#236; l’arma da fuoco come &#171;macchina infernale... per cui la cavalleresca gloria &#232; spenta&#187;. E infatti dalla battaglia di Pavia del 1525, dove gli archibugi spagnoli di Carlo V fecero a pezzi la cavalleria francese di Francesco I, l’arma da fuoco (e la mitragliatrice) consente al pi&#249; debole e codardo, nascosto e da lontano, di uccidere il pi&#249; forte e coraggioso prode: ecco perch&#233; l’uomo &#232; diventato materia alla merc&#233; della tecnica. Oggi possiamo capirlo molto meglio, con l’IA che per esistere prende quello che scrivono gli uomini in rete e produce: usa gli uomini come carburante. E infatti l’IA serve per superare il limite, la natura e la biologia, per superare anche la morte, per superare (e quindi distruggere) l’umano nel “transumano” o “postumano”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Lo smartphone e i social &lt;/strong&gt;sono un altro esempio evidente: dobbiamo ammettere con onest&#224; che anche noi adulti ne siamo spesso &lt;strong&gt;schiavi&lt;/strong&gt;. Rendersene conto &#232; il primo passo verso la libert&#224;. Ma se hanno tanto potere su noi adulti con la corteccia prefrontale matura, non dovrebbe servire la letteratura scientifica per intuire quale devastazione possano causare in special modo nel cervello di bambini e giovani adolescenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Articolo gi&#224; pubblicato sulla Rivista Notizie Pro Vita &amp;amp; Famiglia n. 153 di luglio-agosto 2026&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>10 consigli per proteggere i minori online in estate</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/10-consigli-proteggere-minori-online-estate</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Con l’arrivo &lt;strong&gt;dell’estate&lt;/strong&gt;, i bambini e gli adolescenti trascorrono pi&#249; tempo online, spesso utilizzando smartphone, tablet, videogiochi e social network durante i periodi di vacanza. &#200; proprio in questi mesi che &lt;strong&gt;aumentano i rischi legati all’adescamento, alla diffusione incontrollata di immagini e all’esposizione dei minori negli ambienti digitali&lt;/strong&gt;. Per questo l’Associazione &lt;strong&gt;Meter&lt;/strong&gt; ha proposto 10 semplici buone prassi per aiutare famiglie e adulti a proteggere i pi&#249; piccoli nel mondo online e che vi riproponiamo qui di seguito:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;“No-Share” in costume&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Evita tassativamente di pubblicare foto di bambini in costume da bagno, nudi o in situazioni intime (bagnetto, cambio pannolino). Anche se l’intento &#232; affettuoso, queste immagini sono il bersaglio primario delle raccolte “pedo-soft” che alimentano il traffico di materiale pedopornografico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Pericolo AI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Le foto che pubblichi possono essere prelevate e utilizzate da malintenzionati per creare deepfake o immagini manipolate con AI, inserendo il volto di tuo figlio in contesti inappropriati o dannosi. Meno materiale “pulito” lasci online, meno “materia prima” hanno per le loro manipolazioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Come configurare la privacy&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Se proprio decidi di condividere un momento, assicurati che la cerchia di persone autorizzate a vedere i contenuti sia ristretta e verificata. Ricorda per&#242; che il rischio di screenshot o ricondivisioni rimane sempre alto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Attento alla geolocalizzazione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Disattiva la geolocalizzazione nelle impostazioni della fotocamera dello smartphone. Molte foto contengono dati EXIF che rivelano esattamente dove ti trovi, facilitando il compito a chi volesse rintracciare fisicamente il minore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il consenso familiare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Stabilisci patti chiari con nonni, zii e amici: chiedi esplicitamente di non pubblicare foto dei tuoi figli sui loro profili social. La loro “privacy” non &#232; meno importante della tua.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Gli adescamenti (o grooming)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;I bambini che iniziano a usare dispositivi connessi (tablet, console di gioco) sono esposti al rischio di adescamento. Monitora le chat, i messaggi nei giochi online (come Roblox o Minecraft) e spiega loro che non devono mai scambiare informazioni personali o foto con estranei, anche se sembrano coetanei.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’esempio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Prima di postare una foto, chiediti sempre: “Mio figlio, una volta grande, vorrebbe che questa immagine fosse visibile a tutti?” Rispetta la loro dignit&#224; futura, evitando di creare una “storia digitale” che loro non hanno scelto di iniziare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Policy di centri estivi e scuole&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Quando affidi i tuoi figli a terzi, pretendi e firma liberatorie che vietino esplicitamente la pubblicazione di immagini dei minori su qualsiasi canale social (Facebook, Instagram, stati WhatsApp dell’ente) senza un’autorizzazione specifica e limitata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;No alla condivisione della routine&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Evita di postare dettagli sulla routine, sui cosiddetti “fatti di vita” (es. “Siamo ogni giorno in questa spiaggia”, “Il bimbo va a nuoto in quel centro”). Rendere prevedibili gli spostamenti del bambino lo espone a rischi concreti di interazione indesiderata nel mondo reale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Segnalare tempestivamente&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Se ti imbatti in contenuti sospetti, profili che ti contattano in modo strano o se sospetti che foto di minori siano state diffuse senza consenso, non esitare a segnalarli alle autorit&#224; competenti o all’associazione Meter, che operano quotidianamente per la tutela dei minori online e offline.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://associazionemeter.org/servizi/os-mo-co-p-osservatorio-mondiale-contro-la-pedofilia/segnala/&quot;&gt;&lt;strong&gt;CLICCA QUI PER SEGNALARE CONTENUTI PERICOLOSI O ILLEGALI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;em&gt;fonte:&lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;https://www.insalutenews.it/in-salute/wp-content/uploads/2026/06/decalogo-estate-meter-2026-web.pdf&quot;&gt; &lt;em&gt;Decalogo Meter per l’estate 2026&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                <g:image_link>https://www.provitaefamiglia.it/media/immagini/25205_n_3-agosto-2026.jpeg</g:image_link>
            </item>
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                <g:brand>provitaefamiglia</g:brand>
                <title>Detransitioner: le storie che non si possono pi&#249; nascondere</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/detransitioner-storie-danni-transizione-genere</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il &lt;strong&gt;dramma&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;dei &lt;em&gt;detransitioner&lt;/em&gt; &#232;&lt;/strong&gt; la classica foresta che cresce senza fare rumore. Accuratamente occultate dai grandi media, le testimonianze di chi si era illuso di aver trovato la propria identit&#224;, salvo ritrovarsi in un vero e proprio inferno, sono comunque sempre pi&#249; numerose.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Layla Jane&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Tra le tante, gi&#224; in passato &lt;em&gt;Pro Vita &amp;amp; Famiglia&lt;/em&gt; ha avuto modo di raccontare la storia di &lt;strong&gt;Layla&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Jane&lt;/strong&gt;, pesantemente ingannata dai medici, che le avevano &lt;strong&gt;nascosto i pericoli della transizione di genere&lt;/strong&gt;, enfatizzando, piuttosto, &#171;che avrei avuto maggiori probabilit&#224; di suicidarmi se non avessi intrapreso subito il percorso&#187;. A soli dodici anni, Layla si &#232; infatti vista prescrivere ormoni e, a tredici, &#232; stata sottoposta a doppia mastectomia. A causa di tale &#171;mutilazione irreversibile e permanente&#187;, Jane ora soffre di dismorfismo corporeo, ansia, depressione, difficolt&#224; puberali, incapacit&#224; di allattare, problemi endocrini e ha maggiore probabilit&#224; di sterilit&#224;. &#171;Non credo che avrebbero dovuto permettermi di cambiare sesso prima di avere l’et&#224; per poter fare sesso legalmente&#187;, ha riferito la giovane. &#171;Non credo di stare meglio e penso che la transizione di genere abbia semplicemente aggiunto benzina sul fuoco di quella che era la mia condizione preesistente&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Michelle Zacchigna&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ancor pi&#249; toccante &lt;strong&gt;la testimonianza della 34enne canadese Michelle Zacchigna&lt;/strong&gt;. &#171;Vivr&#242; il resto della mia vita senza seno, con la voce profonda, calvizie di tipo maschile e senza la possibilit&#224; di rimanere incinta. Aver rimosso il mio utero completamente sano &lt;strong&gt;&#232; il mio pi&#249; grande rimpianto&lt;/strong&gt;&#187;, ha detto la donna, che ha citato in giudizio otto medici e gli &#171;esperti della salute mentale&#187; che l’hanno supportata nel processo di automutilazione. Dopo anni di trattamento, a Michelle sono stati diagnosticati ADHD, tic nervosi, disturbo borderline di personalit&#224;, disturbi d’ansia, disturbo dello spettro autistico e tratti di disturbo post-traumatico da stress. Oggi Michelle, in palestra, usa gli spogliatoi femminili &#171;ma quando entro, non guardo negli occhi nessuno, uso una cabina per cambiarmi, entro ed esco il pi&#249; velocemente possibile per paura di mettere qualcuno a disagio; stessa cosa quando uso i bagni pubblici&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La storia di Grace&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;C’&#232; poi Grace, che ha iniziato la transizione di genere pi&#249; tardi, &lt;strong&gt;a vent’anni, anche lei con trattamenti ormonali e successiva mastectomia&lt;/strong&gt;, salvo poi patire danni fisici permanenti. La sua storia &#232; venuta fuori nel programma &lt;em&gt;60 Minutes&lt;/em&gt;, diventato oggetto di minacce da parte di attivisti Lgbt+, che avrebbero voluto impedirne la messa in onda, con il pretesto che le storie dei detransitioner sarebbero una piccola minoranza, in grado di scatenare l’odio contro i transgender.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Keira Bell&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Tra le vicende pi&#249; note, c’&#232; poi quella di &lt;strong&gt;Keira Bell&lt;/strong&gt;, oggi 24enne, protagonista di uno storico ricorso all’Alta Corte di Londra, che si &#232; pronunciata in modo sfavorevole alle &lt;strong&gt;transizioni di genere sui minori intorno ai 15 anni &lt;/strong&gt;e in particolare all’assunzione di bloccanti ormonali. La sentenza &#232; stata tuttavia ribaltata in appello e ora si attende il pronunciamento della Corte Suprema britannica. &#171;Ero una ragazza infelice che aveva bisogno di aiuto. Invece, sono stata trattata come un esperimento&#187;, ha denunciato Bell, sottoposta a bloccanti della pubert&#224; e testosterone prima dell’intervento chirurgico subito in et&#224; adolescenziale, che le ha lasciato danni permanenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Qualcosa si muove&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In questo contesto, &lt;strong&gt;la comunit&#224; scientifica non sta a guardare&lt;/strong&gt;. Nel marzo 2025, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) ha pubblicato una revisione delle prove e delle best practice &lt;strong&gt;sul trattamento della disforia di genere in et&#224; pediatrica&lt;/strong&gt;. Il documento, per ammissione dei suoi stessi estensori, &#232; stato redatto &#171;in un contesto di forte disaccordo all’interno della comunit&#224; medica internazionale. Il numero di giovani affetti da disforia di genere&#187;, spiegano, &#171;&#232; aumentato notevolmente e molti di loro soffrono, cos&#236; come le loro famiglie&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#171;Sebbene il bisogno di rispetto e compassione sia condiviso da tutti gli americani ragionevoli, un trattamento invasivo con conseguenze che durano tutta la vita merita il massimo livello di scrutinio imparziale&#187;, viene specificato nell’introduzione alla revisione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                <g:image_link>https://www.provitaefamiglia.it/media/immagini/25219_n_13 agosto.jpeg</g:image_link>
            </item>
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                <g:brand>provitaefamiglia</g:brand>
                <title>Come proteggere i bambini dai contenuti (anche gender) online</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/come-proteggere-bambini-contenuti-gender-online-parental-control</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nel periodo estivo, in special modo durante le vacanze, i genitori potrebbero essere maggiormente propensi a lasciare per pi&#249; tempo i loro figli con smartphone e tablet fra le mani, per godersi un po’ di meritato riposo. Anche le piattaforme social implementano le &lt;strong&gt;strategie di engagement per bambini e adolescenti&lt;/strong&gt;, al fine di calamitare soprattutto l’attenzione dei pi&#249; giovani. Di qui &#232; necessario non abbassare la guardia e impostare adeguatamente il &lt;strong&gt;parental control&lt;/strong&gt;, in quanto le insidie del web - in modo particolare &lt;strong&gt;i contenuti sessualmente espliciti e all’insegna della fluidit&#224; di gender, cos&#236; come le app che inducono dipendenza da gioco&lt;/strong&gt; - sono sempre dietro l’angolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/petizione/stop-ai-social-per-minori-di-16-anni&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;STOP AI SOCIAL PER MINORI DI 16 ANNI - FIRMA QUI LA PETIZIONE&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Rischio indottrinamento a fluidit&#224; di genere e transizione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;em&gt;&#171;A quindici anni sono stata introdotta all’ideologia gender su Tumblr e ho iniziato a definirmi non binaria&#187;.&lt;/em&gt; Con queste parole &lt;strong&gt;la ventitreenne americana Helena Kerschner &lt;/strong&gt;ripercorre con dolore il proprio percorso di transizione di genere, a partire dalla sua ossessione adolescenziale per le icone androgine di Tumblr. Il tempo trascorso sui social ha iniziato a distorcere la sua percezione di s&#233; sino a condurla in luoghi virtuali dove pseudoamici attribuivano la colpa della sua angoscia adolescenziale al fatto di essere nata nel corpo sbagliato. Quello di Helena non &#232; purtroppo un caso isolato, nel quale il peso del contagio sociale &#232; stato determinante. &lt;strong&gt;Anche altre due detransitioner, quali Keira Bell e Grace Lidinsky-Smith&lt;/strong&gt;, hanno denunciato pubblicamente di essere state esposte all’ideologia gender online. D’altra parte studi recenti dimostrano che la maggior parte di coloro che effettuano la transizione sono stati indotti a procedere in tale direzione proprio attraverso social media, blog e YouTube.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’ideologia di genere sui social&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Attualmente sono sufficienti semplici &lt;strong&gt;&lt;em&gt;hashtag &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;per poter scrollare istantaneamente sulle piattaforme social migliaia di post Lgbt. Nel caso di specie, &lt;strong&gt;su TikTok&lt;/strong&gt;, ricercando la voce &lt;strong&gt;‘top surgery’&lt;/strong&gt; si possono guardare innumerevoli &lt;strong&gt;brevi clip di giovani donne che ostentano petti mutilati&lt;/strong&gt; con milioni di visualizzazioni. Inoltre la stessa &lt;strong&gt;piattaforma social cinese non consente contenuti ‘anti-Lgbt’&lt;/strong&gt; contrari al pensiero unico dominante e si impegna attivamente nel rimuoverli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Di qui sono molteplici anche le &lt;strong&gt;associazioni di promozione sociale a livello internazionale&lt;/strong&gt; che fanno costantemente &lt;strong&gt;attivit&#224; di lobbying sui social proprio per promuovere l’agenda Lgbt&lt;/strong&gt;. Tra queste &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Human Rights Campaign&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; sostiene che gli &lt;strong&gt;adolescenti debbano avere accesso a spazi online&lt;/strong&gt; nei quali poter godere di una certa &lt;strong&gt;riservatezza&lt;em&gt; &#171;per scoprire di pi&#249;&#187;&lt;/em&gt; sul loro genere&lt;/strong&gt;. E ci&#242; deve avvenire - secondo gli attivisti del mondo Lgbt - paradossalmente proprio in nome della salute mentale dei giovani con presunta disforia di genere. Eppure di fatto sono proprio i pi&#249; giovani a pagarne in maniera drammatica le conseguenze sulla propria pelle. Basti ricordare le principali ricadute effettive sulla salute di bambini e adolescenti che si sottopongano a farmaci bloccanti la pubert&#224; e ormoni del sesso opposto fino agli interventi chirurgici per la transizione di genere: malattie cardiovascolari, riduzione della densit&#224; ossea, sterilizzazione e medicalizzazione a vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/petizione/stop-ai-social-per-minori-di-16-anni&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;STOP AI SOCIAL PER MINORI DI 16 ANNI - FIRMA QUI LA PETIZIONE&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le disposizioni internazionali a tutela dei minori&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Per proteggere i dati dei minori in rete e, conseguentemente, &lt;strong&gt;precluderne l’accesso alle piattaforme social e in particolare a determinati contenuti (violenti e sessualmente espliciti) &lt;/strong&gt;sono state approvate diverse disposizioni sul piano internazionale. Tra le principali emergono il &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Digital Services Act&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; - che stabilisce in Europa la soglia standard dei &lt;strong&gt;16 anni&lt;/strong&gt; per poter prestare autonomamente il consenso al trattamento dei propri dati (per quanto non sia vincolante per gli Stati membri che possono regolarsi con un certo margine di discrezionalit&#224;) - e il &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Children’s Online Privacy Protection Act&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, lo standard federale statunitense che protegge i minori di &lt;strong&gt;13 anni&lt;/strong&gt;. In questa direzione gi&#224; diversi Paesi si sono mossi o sono in procinto di discutere e approvare misure per &lt;strong&gt;vietare ai minori o innalzare a 16 anni l’et&#224; minima&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;per l’uso dei social&lt;/strong&gt;, come gi&#224; deliberato in &lt;strong&gt;Australia e Gran Bretagna&lt;/strong&gt;, laddove in&lt;strong&gt; Francia &lt;/strong&gt;sono richiesti i &lt;strong&gt;15 anni&lt;/strong&gt;. Un passo ulteriore in tale prospettiva &#232; rappresentato dal &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Kids Online Safety Act&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, secondo il quale negli Usa le piattaforme social, i videogiochi, le app di messaggistica e i siti di streaming hanno il &lt;strong&gt;dovere legale di arginare e prevenire eventuali danni psicologici e fisici sui minori, proibendo la promozione di contenuti a sfondo sessuale e transgender&lt;/strong&gt; per tale target.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Dalla rete ai banchi di scuola&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L’indottrinamento alla fluidit&#224; di genere perpetrato sui social in rete trova purtroppo anche ulteriori spazi tra i banchi di scuola. Infatti se &lt;strong&gt;in California&lt;/strong&gt; si concede ai teenager di effettuare a scuola la ‘transizione sociale’ - una sorta di Carriera Alias - pur se minori all’insaputa dei genitori, in Italia sono finora cresciuti esponenzialmente i progetti di indottrinamento gender ed &#232; proprio per questo che si &#232; reso necessario il &lt;strong&gt;Ddl Valditara&lt;/strong&gt;, approvato definitivamente dal Senato lo scorso giugno e ora legge a tutti gli effetti e gi&#224; in vigore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Parental control e ‘filtro famiglia’&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Tornando al problema del contagio sociale dei minori sul web, secondo quanto ormai acclarato anche da numerose ricerche, le big tech che operano in rete puntano a creare contenuti che sfruttino i meccanismi dopaminergici di gratificazione e ricompensa dei minori per indurne dipendenza e massimizzarne gli introiti. E ci&#242; senza alcuno scrupolo rispetto ai contenuti da veicolare (sessualmente espliciti, violenti, Lgbt friendly). Di qui &#232; necessario che i genitori monitorino costantemente il comportamento online dei figli attraverso sistemi di parental control. Tra i ‘filtri famiglia’ pi&#249; diffusi vi sono senza dubbio Windows Live Family Safety, una sorta di antivirus che fornisce un report per ogni azione del minore che accede al computer, compresa la cronologia della navigazione sul web. Tuttavia, si possono impostare i parental control gi&#224; installati sui sistemi Android e Apple, sempre allo scopo di monitorare e bloccare l’accesso a determinate attivit&#224; da parte del bambino e dell’adolescente (siti pornografici, immagini violente o pagine con parole chiave) e al fine di regolarne il tempo di utilizzo dei diversi device. Infine vi sono app e software dedicati proprio alla protezione dei pi&#249; piccoli, tra cui Care4Teen che impedisce al bambino di accedere a siti web inappropriati, e Kids Place che consente ai genitori di selezionare determinati contenuti al fine di creare un ambiente digitale protetto per il loro figlio. Per essere informati in tempo reale e/o periodicamente sulla navigazione web effettuata dal minore c’&#232; poi anche YuControl.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Certamente, come per altri ambiti della vita, la dimensione del controllo non &#232; la migliore forma di prevenzione, n&#233; tanto meno un proficuo metodo di educazione. Pertanto il &lt;strong&gt;miglior rimedio per custodire la purezza dello sguardo di bambini e adolescenti e cos&#236; l’integrit&#224; del loro cuore &lt;/strong&gt;da pornografia, contenuti ipersessualizzati e gender friendly - oltre che per preservarne la salute psicologica, fisica e spirituale - consiste anzitutto nel &lt;strong&gt;tenerli lontano da smartphone e social media il pi&#249; possibile&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/petizione/stop-ai-social-per-minori-di-16-anni&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;STOP AI SOCIAL PER MINORI DI 16 ANNI - FIRMA QUI LA PETIZIONE&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>La comunit&#224; Lgbt censura chi smentisce la Wpath sui “bambini trans”</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/lgbt-censura-wpath-bambini-trans-rischio-suicidio</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Dall’Australia arriva l’ennesimo tentativo di censurare la verit&#224;, con lo scopo – inquietante – di insabbiare i rischi legati ai percorsi di transizione di genere, in special modo per i minori. Infatti il &lt;strong&gt;sindacato degli infermieri&lt;/strong&gt; australiani ha ritirato con tanto di scuse un articolo apparso sulla sua rivista ufficiale che riassumeva accuratamente una&lt;strong&gt; ricerca che smentiva i rischi di suicidio nelle persone transgender&lt;/strong&gt;. Il motivo? L’articolo stava causando &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&#171;notevole disagio alla comunit&#224; transgender&#187;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. E questo a seguito delle lamentele della lobby Lgbt presente anche tra le fila del sindacato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ideologia contro scienza&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La Federazione australiana degli infermieri e delle ostetriche ha espresso &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&#171;sincero rammarico&#187;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; per la pubblicazione di tale articolo che illustrava una serie di studi a lungo termine, i quali mettono in discussione la tesi secondo cui il &lt;strong&gt;rischio di suicidio aumenterebbe drasticamente se a bambini e adolescenti desiderosi di ‘cambiare sesso’ non vengono forniti trattamenti medici secondo l’approccio affermativo di genere&lt;/strong&gt;. E in effetti l’articolo ritirato dalla rivista del sindacato riassumeva sei studi storici a lungo termine condotti nei &lt;strong&gt;Paesi Bassi, in Svezia, nel Regno Unito, in Danimarca e in Finlandia&lt;/strong&gt;, i quali – in maniera analoga alla celebre &lt;em&gt;Cass Review&lt;/em&gt; del 2024 – decostruiscono dati alla mano le affermazioni della World Professional Association for Transgender Health (Wpath) circa l’aumento del rischio di suicidio. L’autore &#232; Jason Watson, un infermiere neozelandese che ha lavorato nel reparto psichiatrico per oltre 40 anni e ha conseguito un master in scienze dell’educazione. Sulla base di un’analisi attenta dei dati raccolti ha potuto dimostrare nel suo articolo che la narrazione della &lt;strong&gt;Wpath&lt;/strong&gt; sarebbe &lt;strong&gt;&#171;&lt;em&gt;quantomeno tenue e, nella migliore delle ipotesi, semplicemente errata&#187;.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le dichiarazioni dell’infermiere al quotidiano &lt;em&gt;The Australian&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;em&gt;&#171;Ho esaminato gli studi di follow-up a lungo termine che utilizzano &lt;strong&gt;dati raccolti nell’arco di 30-40 anni&lt;/strong&gt;. Si tratta di ricerche basate su dati concreti, &lt;strong&gt;non ho manipolato le informazioni, sono semplicemente fatti&lt;/strong&gt;&#187;&lt;/em&gt;, ha dichiarato Watson in un’intervista al quotidiano &lt;em&gt;The Australian&lt;/em&gt;. Di qui, entrando nel merito del suo interesse per il tema affrontato, ha poi aggiunto: &lt;em&gt;&#171;Lavoro in un team di supporto per bambini e adolescenti in situazioni di crisi, quindi il suicidio &#232; la nostra priorit&#224; assoluta, lo vediamo ogni giorno&#187;. &lt;/em&gt;Che si tratti di&lt;strong&gt; un atto di censura assolutamente ingiustificato&lt;/strong&gt;, lo attesta il fatto che Watson non abbia ricevuto alcuna comunicazione da parte della redazione della rivista del sindacato in merito al motivo per cui l’articolo sia stato ritirato. Anche per questa ragione l’infermiere neozelandese &lt;strong&gt;minaccia ora di querelare il sindacato&lt;/strong&gt;, dopo che quest’ultimo lo ha anche &lt;strong&gt;accusato di &lt;em&gt;&#171;odio&#187; &lt;/em&gt;verso le persone Lgbt e di aver perci&#242; danneggiato la comunit&#224; transgender&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Insomma questa vicenda testimonia ulteriormente come il ritornello &lt;strong&gt;&#171;meglio un figlio vivo che una figlia morta&#187;&lt;/strong&gt; sia a tutti gli effetti un&lt;strong&gt; mantra strumentale soltanto per la propaganda ideologica&lt;/strong&gt;, che i dati scientifici sconfessano, perch&#233; non trova alcun riscontro nella realt&#224; dei fatti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>La testimonianza di un ginecologo: &#171;Chi salva una vita salva il mondo intero&#187;</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/testimonianza-ginecologo-obiettore-coscienza-aborto-salva-vite</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Di Ermete Valter Scotti&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Sono &lt;strong&gt;un ginecologo da poco in pensione&lt;/strong&gt; e un diacono permanente. La mia vocazione a difesa della vita nasce nel 1978, anno del referendum sull’aborto in cui ho conosciuto personalmente una santa, &lt;strong&gt;Madre Teresa di Calcutta&lt;/strong&gt;. Ero studente al primo anno di medicina a Palermo e Madre Teresa era l&#236; impegnata a parlare a favore della vita in vista del referendum sull’aborto. Ho sentito delle parole forti e decise, piene di fede, di amore e di coraggio, che mi hanno aiutato a fare delle scelte molto importanti per la mia vita: la professione di ginecologo a sostegno della vita, il matrimonio per costruire una famiglia e il diaconato permanente per il servizio alla Chiesa. &lt;strong&gt;Sono sposato con Daniela&lt;/strong&gt;, una donna meravigliosa che ha sempre sostenuto e incoraggiato le mie scelte. Insieme ci siamo impegnati per educare le giovani coppie alla procreazione responsabile, proponendo e insegnando i metodi naturali di regolazione delle nascite, sostenendo le coppie di sposi nel loro cammino di relazione e di apertura alla vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nei miei primi anni da diacono, &lt;strong&gt;nella Giornata per la vita che si celebra la prima domenica di febbraio&lt;/strong&gt;, sono stato invitato a fare la predica durante la Messa. Alla fine, un prete mi rimprover&#242; perch&#233; avevo sconvolto le coscienze. Ma io non avevo fatto altro che dire la verit&#224; sull’aborto a voce alta, parlando della mia esperienza professionale. Al momento sono rimasto molto deluso da quel prete, ma poi me ne sono fatto una ragione e a distanza di tempo ho avuto la conferma da molte persone semplici che non avevo sconvolto le coscienze, ma le avevo svegliate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho &lt;strong&gt;lavorato per 25 anni in ospedale&lt;/strong&gt; e ogni giorno ho vissuto il dramma dell’aborto. Essendo obiettore di coscienza, non eseguivo gli interventi abortivi, ma parlavo con le donne per la cartella clinica ed eseguivo la visita e l’ecografia. In questo modo ho potuto conoscere da vicino il dramma di molte donne lasciate sole a decidere della vita del proprio figlio, ma anche a conoscere la superficialit&#224;, l’ignoranza e l’incoscienza di molte altre donne che venivano ad &lt;strong&gt;abortire per motivi spesso banali&lt;/strong&gt;, convinte di fare la cosa giusta. Mi sono sempre sforzato di far sentire loro la mia vicinanza, di non giudicarle e di ascoltarne le ragioni cercando di far loro capire che quella dell’aborto non &#232; l’unica strada e che ci possono essere delle alternative positive. Dicevo loro che se avessero aperto il cuore alla vita non se ne sarebbero mai pentite. E raccontavo loro le esperienze di quelle donne che, nel momento in cui avevano deciso di accogliere la vita del figlio, avevano visto l’angoscia trasformarsi in gioia e quasi misteriosamente trovavano la forza e il coraggio di affrontare le difficolt&#224; e anche i contrasti con i loro mariti o compagni e genitori. &lt;strong&gt;Penso a una ragazza di 16 anni che non voleva abortire&lt;/strong&gt;, ma era costretta dalla madre che l’aveva minacciata di cacciarla via di casa se non avesse obbedito. Messa di fronte a una scelta decisiva ha optato per la vita del figlio, nonostante fosse consapevole che la madre non l’avrebbe pi&#249; accolta in casa: un episodio che mi ha fatto capire che non bisogna mai giustificare il male e che non bisogna mai coprire la verit&#224;. Come dice san Paolo (2 Tm. 4, 2), dobbiamo essere fedeli nella predicazione del Vangelo, anche in situazioni difficili o sfavorevoli. Ho compreso che bisogna chiamare sempre le cose con il loro nome e dire bene di ci&#242; che &#232; bene e male di ci&#242; che &#232; male. Non bisogna far finta di niente per il quieto vivere o per il rischio di ferire o di essere criticati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Una &lt;strong&gt;mattina di parecchi anni fa&lt;/strong&gt;, dopo una notte di lavoro in cui non avevo dormito, mi ritrovai a compilare la cartella a una signora al suo quarto aborto. Ero molto stanco e arrabbiato perch&#233; dopo una notte di lavoro ero costretto a stare ancora in ospedale. Ho chiesto alla signora quale fosse il motivo della sua decisione, rimproverandola aspramente perch&#233; giocava con la vita&lt;strong&gt; usando l’aborto come un contraccettivo&lt;/strong&gt;. Mi ha risposto che era una forte fumatrice e questo avrebbe nuociuto certamente a quei bambini. Sono rimasto sconvolto e senza parole da quella risposta. Mi sono portato a casa per&#242; il senso di colpa per averla offesa. Alcuni anni dopo, &lt;strong&gt;nei corridoi dell’ospedale&lt;/strong&gt;, mi ferma una signora insieme a un bimbo di circa quattro anni che mi chiede se mi ricordassi di lei. Poi indicando il figlio mi dice: &#171;Ringrazio il Cielo di avere incontrato lei quel giorno in cui avevo deciso di non far nascere neanche questo bambino. Il suo rimprovero mi ha fatto capire il male che avevo fatto e quello che stavo per fare e mi sono vergognata di me stessa. Ora sono felice di avere questo bambino che mi aiuta a sentirmi meno in colpa&#187;. In seguito&lt;strong&gt; sono stato costretto a licenziarmi &lt;/strong&gt;dall’ospedale perch&#233; non riuscivo pi&#249; a sostenere ulteriormente il superlavoro a cui ero sottoposto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho quindi fatto domanda&lt;strong&gt; nei consultori familiari pubblici, ma non mi hanno accettato essendomi dichiarato obiettore di coscienza&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In seguito ho rifatto le domande, &lt;strong&gt;dichiarandomi non obiettore&lt;/strong&gt;. Oltre alla visita e all’ecografia avrei dovuto solo compilare il certificato per l’aborto e questo mi avrebbe dato la possibilit&#224; di interagire con quelle donne intenzionate ad abortire a cui &lt;strong&gt;avrei potuto dare una parola di speranza e la possibilit&#224; di intravedere un’altra soluzione&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei &lt;strong&gt;cinque anni in cui ho lavorato nei consultori &lt;/strong&gt;ho potuto avere la gioia di vedere diverse donne determinate ad abortire che hanno poi deciso di proseguire la gravidanza. Non certo per merito delle assistenti sociali e/o delle psicologhe che, non solo per coscienza ma anche per legge, dovrebbero aiutare la donna a trovare delle soluzioni alternative all’aborto. L’art. 5 della legge 194, infatti, dice che i consultori devono &#171;aiutare la donna a rimuovere le cause che la porterebbero all’interruzione della gravidanza&#187;. Ebbene, quando dopo la mia visita &lt;strong&gt;la donna cambiava idea&lt;/strong&gt; e invece di proseguire l’iter per abortire prendeva appuntamento per proseguire la gravidanza, venivo rimproverato dall’assistente sociale e/o dalla psicologa di non essere neutrale, che mi sarei dovuto limitare a fare il ginecologo e che al resto ci avrebbero pensato loro. Rispondevo sempre che quello che facevo non solo era mio dovere di medico e di cristiano, ma anche di cittadino, perch&#233; mettevo in pratica quello che diceva la legge. A un’assistente sociale una volta ho detto in tono di rimprovero che lei invece di tendere la mano a &lt;strong&gt;una donna sull’orlo di un burrone&lt;/strong&gt;, non faceva altro che aiutarla a buttarsi gi&#249;. Ero molto irritato e forse l’ho offesa, ma era la verit&#224;. E la verit&#224;, come ben sappiamo, spesso fa male.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Articolo gi&#224; pubblicato sulla Rivista Notizie Pro Vita &amp;amp; Famiglia di maggio 2026&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Culle per la vita nella Provincia di Trento</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/culle-per-la-vita-nella-provincia-di-trento</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il 31 luglio 2026, nell’ambito dell’assestamento di bilancio 2026-2028 della &lt;strong&gt;Provincia autonoma di Trento&lt;/strong&gt;, ddl n. 89/XVII, &#232; stato approvato un emendamento&amp;nbsp;&amp;nbsp;che&amp;nbsp;inserisce nella legge provinciale sulla &lt;strong&gt;tutela della salute&lt;/strong&gt; un nuovo articolo dedicato al &lt;strong&gt;parto in anonimato&lt;/strong&gt; e alla &lt;strong&gt;tutela del neonato non riconosciuto&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Secondo il resoconto ufficiale del Consiglio, la Provincia avr&#224; l&#39;obbligo di:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;promuovere la conoscenza&lt;/strong&gt; della possibilit&#224; di &lt;strong&gt;partorire in sicurezza e in anonimato&lt;/strong&gt; nelle strutture sanitarie, anche mediante campagne informative rivolte alla cittadinanza;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;garantire la realizzazione di punti di accoglienza denominati &#171;culle per la vita&#187;&lt;/strong&gt;, direttamente, attraverso propri enti strumentali oppure finanziando iniziative del Terzo settore;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;assicurare ai neonati non riconosciuti dalla madre assistenza tempestiva e tutela&lt;/strong&gt; della riservatezza prevista dalla normativa nazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Sul piano finanziario sono previsti &lt;strong&gt;60.000 euro per il 2026 e 30.000 euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028 &lt;/strong&gt;per realizzazione e gestione delle culle. La stessa modifica prevede iniziative informative sul parto anonimo attraverso l’azienda sanitaria e i consultori. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L&#39;emendamento &#232; stato&amp;nbsp;presentato dalla consigliera &lt;strong&gt;Eleonora Angeli&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che oggi appartiene al&amp;nbsp;Gruppo Misto&amp;nbsp;e che nel 2024, quando lo present&#242; con altri 7 firmatari della maggioranza autonomista e di centrodestra, apparteneva alla lista civica &quot;Fugatti Presidente&quot;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Bisognerebbe che le Regioni Italiane , soprattutto quelle impegnate a promuovere il suicidio assistito e l&#39;aborto a domicilio, rivedessero le loro priorit&#224;: &lt;strong&gt;&quot;chi salva una vita salva il mondo intero&quot;&lt;/strong&gt;, recita il noto adagio.&amp;nbsp; A maggior ragione in tempi di &lt;strong&gt;inverno demografico&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Senza contare che salvando la vita dei neonati indesiderati, si ampliano le possibilit&#224; per le coppie sterili di accedere all&#39;&lt;strong&gt;adozione&lt;/strong&gt;, che andrebbe promossa, facilitata e incentivata. &lt;strong&gt;I bambini hanno bisogno di mamma e pap&#224;&lt;/strong&gt;. Quando mancano il pap&#224; e la mamma biologici, per il piccolo &#232; come aver subito una terribile amputazione. I genitori adottivi forniscono una valida &quot;protesi&quot; affettiva che cura la ferita causata dalle contingenze&amp;nbsp; spesso tragiche della vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;Anche la &lt;strong&gt;fecondazione artificiale eterologa e l&#39;utero in affitto&lt;/strong&gt; svolgono la stessa funzione? S&#236;: forniscono la &quot;protesi&quot; dopo aver deliberatamente e scientemente praticato l&#39;amputazione!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Ecco chi spia le tue chat. Fermiamo il Chat Control</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/chat-control-ue-spia-chat-italia-vota-favore</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;C’&#232; qualcuno che legge i messaggi privati che vengono inviati ad amici, colleghi e familiari. Non solo i diretti interessati. Ebbene s&#236;, perch&#233; l’Unione Europea – &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/chat-control-ue-pedofilia-controllo-di-massa&quot;&gt;ne abbiamo parlato QUI molto pi&#249; nello specifico e approfonditamente&lt;/a&gt; – ha appena prorogato un’eccezione alla tutela della nostra privacy.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;E l’Italia ha votato a favore. &lt;/strong&gt;E ci&#242; di cui stiamo parlando &#232; pi&#249; grave di quanto si possa immaginare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Lo scorso&lt;strong&gt; 2 luglio, infatti, durante il Consiglio dell’Unione Europea, il rappresentante del Governo italiano ha alzato la mano e ha votato s&#236;. &lt;/strong&gt;S&#236; a prolungare una norma che autorizza aziende come &lt;strong&gt;Gmail&lt;/strong&gt; o Meta (che gestisce &lt;strong&gt;Facebook&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Instagram&lt;/strong&gt;) a scansionare i messaggi e le email che invii ogni giorno. &lt;strong&gt;A che serve, dicono?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;A individuare materiale che offende i bambini. Un fine sacrosanto, ma questo strumento non lo raggiunge davvero. Perch&#233;? Perch&#233; i veri criminali agiscono su reti chiuse e su sistemi internet paralleli (il cosiddetto &lt;em&gt;dark web&lt;/em&gt;): &lt;strong&gt;il Chat Control non li prender&#224; mai&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il risultato del Chat Control &#232; per&#242; un altro: milioni di famiglie innocenti trattate come sospette, con le conversazioni pi&#249; intime passate al setaccio da un algoritmo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;E questo &#232; solo l&#39;inizio. &lt;/strong&gt;Perch&#233; quella votata il 2 luglio &#232; la versione &quot;leggera&quot;. Dopo l’estate l’Unione Europea decider&#224; sul &lt;strong&gt;Chat Control permanente e obbligatorio &lt;/strong&gt;(&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/chat-control-ue-pedofilia-controllo-di-massa&quot;&gt;LEGGI QUI cosa &#232;&lt;/a&gt;): le aziende non &quot;potranno&quot; solo scansionare le nostre chat. Dovranno farlo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;E stavolta nel mirino finiranno anche &lt;strong&gt;WhatsApp, Telegram e Signal&lt;/strong&gt;, con il controllo effettuato direttamente dentro il telefono, prima ancora che chiunque di noi possa premere &quot;invia&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Se sar&#224; approvato il Chat Control, infatti, le piattaforme saranno obbligate a:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:85pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;● &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; leggere con algoritmi le chat e le mail;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:85pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;● &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; individuare contenuti &quot;sospetti&quot;;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:85pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;● &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; impedire di inviarli;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;margin-left:85pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;● &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; segnalare le persone – quindi anche voi – all’autorit&#224; giudiziaria.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il &lt;strong&gt;punto, dunque, non &#232; solo la privacy di ognuno di noi oggi, ma anche il fatto che una &lt;/strong&gt;volta acceso, uno strumento capace di leggere e bloccare i messaggi di tutti non si spegne pi&#249;: domani potr&#224; essere puntato su qualunque contenuto considerato &lt;em&gt;scomodo&lt;/em&gt;. Ecco perch&#233; Pro Vita &amp;amp; Famiglia ha deciso di schierarsi contro questa intrusione violenta nella vita privata e familiare di milioni di cittadini. Il Governo italiano ha gi&#224; votato a favore una volta e dopo l’estate torner&#224; a quel tavolo. &lt;strong&gt;Non possiamo permettere che ripeta l’errore.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://sostieni.provitaefamiglia.it/contro-chat-control/?campagna=202608-1-sito&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;C’&#232; bisogno del vostro aiuto per spingere il Governo italiano a votare contro il Chat Control e a convincere altri Stati a fare lo stesso. Per difendere la segretezza delle conversazioni private &#232; possibile aiutarci a fare pressione sul Governo e impedire che l’Unione Europea approvi il Chat Control creando uno strumento di spionaggio, controllo e censura delle nostre chat e mail.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Anche un bonifico istantaneo sarebbe di grande aiuto per sostenere l’urgenza di questa campagna:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Causale: Privacy&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Beneficiario: Pro Vita &amp;amp; Famiglia APS&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Banca: Intesa SanPaolo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;IBAN: IT65H0306905245100000000348&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Oppure dona subito con Carta o PayPal&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il meccanismo &#232; sempre lo stesso, lo conosciamo gi&#224;. &#200; lo stesso sistema con cui censurano ogni singolo manifesto che affiggiamo per le strade italiane. All’ennesima potenza. Oggi ci strappano un manifesto per strada, domani ti bloccheranno un messaggio sul cellulare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Vuoi condividere su WhatsApp una petizione contro l’ideologia gender a scuola? &lt;em&gt;Messaggio bloccato!!!&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Vuoi inoltrare su Facebook o Instagram un video contro l’aborto? &lt;em&gt;Messaggio bloccato!!!&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Quindi anche &lt;strong&gt;l’impatto sulle campagne di Pro Vita &amp;amp; Famiglia sarebbe devastante. Sarebbe fatale.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Chi ci legge, ci segue e ci sostiene pu&#242; – suo malgrado – fare mente locale su questo scenario. Come viene ricevuta la maggior parte degli aggiornamenti sulle campagne di Pro Vita &amp;amp; Famiglia? Tramite mail. E come considera il contenuto delle nostre mail il sistema di potere che governa l’Unione Europea? &lt;em&gt;Discriminatorio, violento, abusivo. Illegale.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Di conseguenza, basta immaginare se l’UE avesse a disposizione uno strumento per obbligare le aziende a intercettare le nostre mail e bloccarne l’invio. Entro qualche giorno, Pro Vita &amp;amp; Famiglia cesserebbe di esistere. &lt;em&gt;Fine delle trasmissioni&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ecco perch&#233; &#232; fondamentale aiutarci a bloccare il Chat Control. Ora. &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;https://sostieni.provitaefamiglia.it/contro-chat-control/?campagna=202608-1-sito&quot;&gt;Con una donazione &#232; possibile sostenerci per potenziare la denuncia contro il Chat Control prima che il Consiglio dell’Unione Europea si riunisca e approvi il sistema di spionaggio, controllo e censura dei tuoi e dei nostri messaggi, con l’appoggio del Governo italiano!&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#200; possibile aiutarci anche con bonifico:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Causale: Privacy&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Beneficiario: Pro Vita &amp;amp; Famiglia APS&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Banca: Intesa SanPaolo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;IBAN: IT65H0306905245100000000348&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Oppure dona subito con Carta o PayPal&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&#200; inoltre fondamentale agire subito, immediatamente, in questi giorni, perch&#233; i burocrati di Bruxelles non vanno in vacanza. &lt;/strong&gt;Chi preme per approvare il Chat Control lavorer&#224; anche ad agosto. Soprattutto ad agosto. Confidano sul calo di attenzione generale da parte dell’opinione pubblica e dei media. Ed &#232; per questo che nelle prossime settimane si decider&#224; se le nostre mail e chat private saranno o non saranno controllate e censurate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Fine vita: non suicidio assistito, ma cura e accompagnamento fino alla fine</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/fine-vita-cure-palliative-no-suicidio-assistito</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Quando si parla di fine vita, il dibattito pubblico si concentra quasi esclusivamente sul &lt;strong&gt;suicidio assistito&lt;/strong&gt;. Molto meno spazio viene riservato alla possibilit&#224; di accompagnare la persona malata attraverso le &lt;strong&gt;cure palliative&lt;/strong&gt;, controllando il dolore, contrastando la solitudine e sostenendo anche i familiari. Sono abbastanza vecchia per aver visto morire tante persone, compresi i miei genitori. Ho toccato con mano quanto cambia e come cambia se si possono attivare cure palliative efficienti. Questa &#232; la risposta che pu&#242; consentire al malato di &lt;strong&gt;vivere con dignit&#224; la sofferenza&lt;/strong&gt; che diventa gestibile e sopportabile, innanzitutto perch&#233; condivisa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Senza accanimento terapeutico&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La mia anziana mamma aveva una specie di leucemia ed era sottoposta a delle trasfusioni che, pi&#249; tempo passava, pi&#249; era necessario intensificare. Tanto che a un certo punto mi &#232; venuto il dubbio: &lt;strong&gt;sar&#224; morale tenerla in vita&lt;/strong&gt; con del sangue prezioso che potrebbe servire a tante altre persone? Ho condiviso i miei pensieri con la dottoressa dell’hospice che veniva regolarmente a casa ad aggiustare le varie terapie necessarie, oltre alle trasfusioni. Lei mi ha spiegato che il loro lavoro &#232; quello di &lt;strong&gt;ascoltare “il corpo” &lt;/strong&gt;sofferente che chiede determinati interventi, &lt;strong&gt;a prescindere dalla consapevolezza del paziente.&lt;/strong&gt; Il corpo di mia mamma “aveva bisogno di sangue” e “era contento di riceverne”, ma sarebbe venuto il momento in cui avrebbe fatto capire che non ne voleva pi&#249;. Stessa cosa per il cortisone e per tutte le altre medicine. E cos&#236; &#232; stato. &#200; arrivato il giorno in cui la trasfusione non ha avuto alcun effetto positivo, e da allora non ne hanno fatte pi&#249;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Una legge poco conosciuta e poco applicata&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La mia mamma e tutti noi familiari abbiamo beneficiato della &lt;strong&gt;legge n. 38 del 2010,&lt;/strong&gt; che affida al Servizio sanitario nazionale il compito di garantire assistenza alle persone affette da malattie croniche, evolutive e irreversibili. Dal 2017 le cure palliative sono comprese anche nei Livelli essenziali di assistenza. &lt;strong&gt;Purtroppo solo il 30% degli aventi diritto riesce ad accedervi:&lt;/strong&gt; la sua applicazione &#232; ancora insufficiente e disomogenea sul territorio nazionale. Negli ultimi anni lo Stato ha rafforzato in modo significativo le risorse destinate all’assistenza territoriale. Il PNRR ha previsto 2,97 miliardi destinati specificamente all’assistenza domiciliare, nella quale rientrano anche le cure palliative. A queste somme si aggiungono oltre 265 milioni di euro annui per il personale dell’assistenza territoriale e i successivi incrementi del fondo vincolato per le cure palliative. La legge di bilancio 2023 ha inoltre introdotto una precisa &lt;strong&gt;responsabilit&#224; per le Regioni&lt;/strong&gt;: entro il 30 gennaio di ogni anno devono presentare un piano di &lt;strong&gt;potenziamento&lt;/strong&gt; volto a garantire entro il 2028 le cure palliative al 90% della popolazione interessata. Non basta presentare il piano, per&#242;, perch&#233; anche la sua &lt;strong&gt;effettiva attuazione&lt;/strong&gt; costituisce un adempimento necessario per accedere al finanziamento integrativo. Il problema, dunque, non &#232; l’assenza di strumenti normativi o di risorse, ma la loro concreta e uniforme utilizzazione nei territori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nessuna persona &#232; incurabile&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L’ideatrice delle cure palliative, &lt;strong&gt;Cicely Saunders&lt;/strong&gt;, parlava di &#171;dolore totale&#187;: una sofferenza che non riguarda soltanto il corpo, ma coinvolge anche la dimensione psicologica, sociale, relazionale e spirituale della persona. Le cure palliative quindi non consistono soltanto nella somministrazione di farmaci contro il dolore. Intervengono sull’insieme dei sintomi e delle sofferenze&lt;strong&gt; fisiche, psicologiche e spirituali &lt;/strong&gt;che compromettono la qualit&#224; della vita del &lt;strong&gt;paziente e&lt;/strong&gt; dei&lt;strong&gt; suoi familiari &lt;/strong&gt;e possono essere erogate a domicilio, negli ospedali, nelle RSA oppure negli hospice. C’&#232; un’&#233;quipe di professionisti dedicata: &lt;strong&gt;non solo medici e infermieri&lt;/strong&gt;, ma anche psicologi, fisioterapisti, dietologi... e – per chi lo desidera – assistenti spirituali. Spesso intervengono volontari e operatori del terzo settore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Molte malattie possono essere inguaribili, ma nessuna persona &#232; incurabile.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;N&#233; per accedere alla palliazione il malato deve essere moribondo: le cure possono essere somministrate anche a malati cronici, migliorando la loro qualit&#224; di vita e riducendo i ricoveri ospedalieri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La paura di essere lasciati soli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Secondo l’esperienza dei palliativisti (due nomi illustri tra tanti: Vittorina Zagonel e Letizia Ronchi), &lt;strong&gt;i malati adeguatamente assistiti non chiedono di morire&lt;/strong&gt;. Chi lo fa &#232; spinto dalla paura: paura del dolore, della perdita di autonomia, della solitudine e del peso che la propria condizione potrebbe rappresentare per le persone vicine. In questo contesto, una legge sul suicidio assistito produce un effetto dannoso &lt;strong&gt;sulle persone pi&#249; fragili,&lt;/strong&gt; come testimonia l’esperienza dei Paesi che ci sono gi&#224; passati. &lt;strong&gt;Il “diritto di morire” si trasforma inesorabilmente nel “dovere” di porre fine alla propria vita, perch&#233; inutile e costosa. &lt;/strong&gt;Nel dibattito pubblico, poi, singoli – e rari – casi di persone che chiedono di morire ottengono una risonanza enorme, mentre rimane quasi invisibile la domanda della maggioranza dei pazienti: essere aiutati a vivere dignitosamente fino alla fine. La mia mamma, dal suo canto, quando ancora non stava troppo male si arrabbiava con Dio e gli chiedeva di farla morire. Ma quando il male ha cominciato a prevalere &#232; molto cambiata. Circondata dall’affetto di figli e nipoti, assistita dai professionisti dell’hospice, confortata dal sacerdote che le portava i Sacramenti, non solo non chiedeva pi&#249; di morire, ma anzi voleva vivere e avere conto e ragione di quello che le davano e le facevano. &#200; stata lucida fino alla fine, nonostante la morfina e le altre droghe che le somministravano, e certamente ha sofferto per lunghi mesi e noi abbiamo sofferto con lei e per lei: ma &lt;strong&gt;&#232; stato un tempo di struggente tenerezza&lt;/strong&gt;, di riscoperta di rapporti e di sentimenti veri, tra di noi e con lei. La sua morte &#232; stata pi&#249; che dignitosa. Nessuno, neanche lei – ne sono certa – avrebbe voluto abbreviare di un minuto&lt;strong&gt; tutta quella vita,&lt;/strong&gt; nonostante il dolore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Non serve una legge sull’aiuto al suicidio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La Corte costituzionale, dopo le note vicende create ad arte da Cappato e dall’Associazione Coscioni, ha sancito la non punibilit&#224; di chi agevola il suicidio di una persona maggiorenne, &lt;strong&gt;capace di intendere e di volere&lt;/strong&gt;, affetta da una patologia irreversibile, sottoposta a trattamenti sostitutivi di funzioni vitali e colpita da sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili (da chi?). Ai paladini dell’&lt;strong&gt;autodeterminazione&lt;/strong&gt; che invocano una legge dello Stato per regolare la materia, contestiamo un punto fondamentale: &lt;strong&gt;come si fa a definire “capace di intendere e di volere” una persona malata, che soffre, &#232; spaventata&lt;/strong&gt; e spesso si sente abbandonata? E come si fa a cristallizzare &lt;strong&gt;la volont&#224; degli esseri umani che, per sua natura, &#232; mutevole&lt;/strong&gt;? Quante persone (come la mia mamma), che oggi desiderano morire, domani cambiano idea?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Lo Stato non pu&#242; e non deve “regolare” il suicidio delle persone.&lt;/strong&gt; Ci sono pi&#249; di 4.000 suicidi l’anno in Italia: bisogna prevenirli, non assecondarli. E purtroppo sappiamo bene che chi &#232; veramente determinato nell’insano proposito riesce ad attuarlo, anche facendosi aiutare, con discrezione, senza bisogno di creare il caso mediatico e giudiziario, come fa Marco Cappato. Resti il suicidio un tragico fatto privato, di cui sono responsabili – non tanto legalmente, quanto moralmente – chi lo compie e chi lo favorisce: non lo Stato, cio&#232; la collettivit&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ci&#242; che &#232; male&lt;/strong&gt; (suicidio, aborto, fecondazione artificiale…) &lt;strong&gt;non si regola, si vieta&lt;/strong&gt;. Poi ogni norma pu&#242; prevedere delle eccezioni nei casi concreti. Eccezioni che devono restare tali, come dice il proverbio, a confermare la regola. &lt;strong&gt;Non serve una legge sul suicidio assistito. Serve applicare integralmente la legge n. 38 del 2010, rafforzare la formazione dei medici, finanziare adeguatamente gli hospice e le cure domiciliari e informare i cittadini sulle possibilit&#224; gi&#224; esistenti.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La risposta alla sofferenza non pu&#242; essere l’eliminazione di chi soffre. &#200; una medicina capace di restare accanto alla persona anche quando non pu&#242; pi&#249; guarirla, continuando a curarla. &lt;strong&gt;Accompagnare “nel” morire&lt;/strong&gt; significa riconoscere che la vita conserva la propria dignit&#224; anche nella malattia e nella perdita dell’autonomia. &lt;strong&gt;Accompagnare “a” morire&lt;/strong&gt; significa invece trasformare la morte procurata in una risposta alla fragilit&#224;. Una societ&#224; autenticamente umana non pu&#242; dire alla persona malata che la sua morte &#232; una soluzione. Deve garantirle che non sar&#224; lasciata sola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Alois del Liechtenstein, un vero principe</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/alois-del-liechtenstein-un-vero-principe</link>
                <description>&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nel Liechtenstein&lt;/strong&gt;, una monarchia costituzionale di 160 Km quadrati con uno dei pi&#249; alti standard di vita in Europa, &lt;strong&gt;l&#39;aborto &#232; illegale&lt;/strong&gt;, con limitatissime eccezioni (quando la vita della donna &#232; a grave rischio o in caso di violenza sessuale). Anche la pubblicit&#224; pro aborto &#232; soggetta a restrizioni. Ha una popolazione di 40.000 abitanti, di cui la met&#224; circa sono donne: pare che&amp;nbsp;meno di 40&amp;nbsp;(lo 0,1%) di esse si rechi&amp;nbsp;ogni anno&amp;nbsp;in Svizzera o in Austria per sopprimere un figlio indesiderato. Non &#232; un lungo viaggio, purtroppo per loro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I tentativi di legalizzare l&#39;aborto sono finora falliti a causa delle ferme convinzioni pro-vita della famiglia reale del Liechtenstein&lt;/strong&gt;, una dinastia antica, che risale al&amp;nbsp;XII secolo. Nel Seicento il sovrano&amp;nbsp;del Liechtenstein &#232; divenuto Principe del Sacro Romano Impero, e dallo scioglimento di questo, nel 1806, il piccolo Stato mitteleuropeo &#232; autonomo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il Principe regnante,&amp;nbsp;Giovanni Adamo II (Hans Adam II), classe 1945, nel 2004 ha affidato la reggenza al figlio, Luigi (Alois), classe 1968.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;Il Principe Alois &quot;si frappone&quot;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nel&amp;nbsp;2012, quando fu proposto un referendum sulla legalizzazione dell&#39;aborto fino alla dodicesima settimana di gestazione, e oltre&amp;nbsp;in caso di malformazioni fetali,&lt;strong&gt;&amp;nbsp;il Principe&amp;nbsp;Alois dichiar&#242; che avrebbe esercitato il suo diritto di veto reale su qualsiasi legge pro&amp;nbsp;aborto.&lt;/strong&gt; Il potere di veto reale &#232; sancito dalla costituzione ed &#232; stato confermato, anzi rafforzato, da un referendum popolare nel 2003 e poi nel 2013. Azioni poste in essere proprio dagli abortisti per togliere al Capo dello Stato quella prerogativa, ma che sono democraticamente e miseramente fallite: il popolo si &#232; espresso con una nettissima maggioranza a favore del diritto di veto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Quest&#39;anno ci riprovano. Il 31 luglio gli abortisti hanno presentato una proposta di legge sostenuta da 4.970 firme (ne sarebbero bastate 1.000) a voler dimostrare che il popolo &#232; pro aborto. Ma, come ha cupamente affermato l&#39;attivista Gabriella Alvarez-Hummel su &lt;em&gt;The&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Guardian&lt;/em&gt;, c&#39;&#232; un problema insormontabile: &lt;strong&gt;&quot;Un principe si frappone&quot;.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il ruolo del Principe, del governo, della legge: tutelare i pi&#249; deboli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il principe Alois appartiene a quella rarissima categoria di governanti&amp;nbsp;che sente la responsabilit&#224; di proteggere i membri pi&#249; vulnerabili della societ&#224;, i nascituri, soprattutto quelli&amp;nbsp;indesiderati.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Se&amp;nbsp;il Parlamento superasse il suo veto, Alois sarebbe disposto a lasciare immediatamente il regno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;Finalmente &lt;strong&gt;un principe degno del suo ruolo&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;Oggi che le principesse hanno il pisellino e gli uomini&amp;nbsp;devono vivere nella vergogna e nella colpa di essere maschi (bianchi e cristiani), plaudo convintamente allo &quot;stereotipo&quot; del Principe senza macchia e senza paura che con la spada sguainata &lt;strong&gt;difende&amp;nbsp;donne e bambini.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;Perch&#233; &lt;strong&gt;opporsi alla legalizzazione dell&#39;aborto vuol dire non solo salvare le vite dei piccoli, ma anche la salute fisica e mentale delle madri.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18px;&quot;&gt;Gi&#224; mi bollano come integralista, medievale e &quot;patriarcale&quot;. Ora mi accuseranno anche di essere monarchica? Non mi interessa minimamente. La verit&#224; &#232; questa:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;le leggi che consentono l&#39;aborto non solo sono &quot;non-leggi&quot;, perch&#233; contrarie al diritto naturale &lt;/strong&gt;(lo diceva anche Marco Tullio Cicerone), ma&lt;strong&gt; sono le norme pi&#249; antifemministe degli ultimi decenni.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description>
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                <title>Utero in affitto: le cifre del business e la preziosa alleata all’ONU</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/utero-in-affitto-business-miliardi-reem-alsalem-onu</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L’&lt;strong&gt;utero in affitto&lt;/strong&gt; – pi&#249; noto anche come “maternit&#224; surrogata”, anche se c’&#232; chi lo edulcora chiamandolo “gestazione per altri” – &#232; un fenomeno che spacca in due il mondo in maniera trasversale. Se &lt;strong&gt;l’Italia&lt;/strong&gt;, notoriamente, si &#232; schierata tra gli ordinamenti pi&#249; nettamente contrari – anzi, la pi&#249; contraria – includendola tra i reati universali, v&lt;strong&gt;i sono altri Paesi europei e occidentali che invece l’hanno regolamentata&lt;/strong&gt;. Infatti, secondo un report dell’Associazione Luca Coscioni (che sappiamo essere favorevole alla pratica), in &lt;strong&gt;tutto il mondo sono 65 &lt;/strong&gt;gli Stati che hanno legalizzato l’utero in affitto, di cui 35 nella forma cosiddetta e fantomatica “solidale”. &#200; curioso notare come tra i Paesi che la ammettono vi siano Regno Unito, Israele, Usa, Belgio, nonch&#233; la cattolicissima Irlanda. A questi vanno aggiunti Armenia, Bielorussia, Georgia, Russia, Ucraina, Sudafrica, Romania e Brasile. Da questo primo, veloce quadro sembra quindi che la “liceit&#224;” o meno dell’utero in affitto all’interno di un ordinamento statuale, dunque, non abbia nulla o abbia poco a che vedere con l’opulenza o la povert&#224; di quel Paese, n&#233; con il suo livello di democrazia.&lt;strong&gt; Ha a che vedere, piuttosto, con il business&lt;/strong&gt;. Al riguardo, infatti, vi sono alcuni numeri che parlano chiaro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un business multimiliardario&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Secondo &lt;strong&gt;un rapporto di Global Market Insights&lt;/strong&gt;, nel 2022, la cosiddetta “Gpa commerciale” ha fruttato &lt;strong&gt;14,4 miliardi di dollari&lt;/strong&gt; e si stima che potrebbe raggiungere i &lt;strong&gt;129 miliardi di dollari&lt;/strong&gt; nel 2032. Solo negli Stati Uniti il costo di una procedura varia tra 80mila e 150mila dollari, di cui tra i 25 e i 35mila vanno alla donna “portatrice”, mentre in Ucraina varia da 31mila a 48mila dollari, di cui tra i 14 e i 17mila vanno alla donna.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Chi &#232; contro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nonostante tutto, per&#242;, l’Italia sembra ormai da tempo aver trovato un&lt;strong&gt; inaspettato e prezioso alleato nelle Nazioni Unite&lt;/strong&gt;. Nell’ottobre 2025, infatti, &lt;strong&gt;Reem&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Alsalem&lt;/strong&gt;, relatrice speciale all’Onu sulla violenza contro le donne e le ragazze, ha illustrato il suo rapporto sulla maternit&#224; surrogata durante la Quarta Conferenza Mondiale sulle donne svoltasi presso l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. In quell’occasione Alsalem denunci&#242; la dinamica della scelta delle madri surrogate che rischierebbe di &#171;rinforzare stereotipi coloniali e discriminatori&#187;, lanciando pertanto un appello ad istituire &#171;una piattaforma intergovernativa per discutere delle conseguenze negative della maternit&#224; surrogata&#187;. Contestualmente, la relatrice&lt;strong&gt; elogi&#242; la presa di posizione dell’Italia &lt;/strong&gt;&#171;pronta a fare tutto il necessario per promuovere &lt;strong&gt;una messa al bando globale&lt;/strong&gt; della pratica in tutte le sue forme&#187;. Secondo Alsalem, inoltre, &#171;non esiste alcun diritto umano internazionale ad avere un figlio come parte dei diritti riproduttivi&#187;. &#171;Anche la &lt;strong&gt;fantomatica distinzione tra “maternit&#224; surrogata altruistica e commerciale”&#187;&lt;/strong&gt;, aggiunse la relatrice Onu, &#171;non &#232; reale: il rimborso nel caso della prima &#232; cos&#236; elevato che costituisce di fatto un pagamento commerciale e non possiamo parlare di autonomia o consenso quando le donne ritengono che la Gpa sia la loro unica opzione economica&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Smontata la propaganda di chi &#232; favorevole&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Se da un lato&lt;strong&gt; i movimenti progressisti &lt;/strong&gt;come la gi&#224; citata Associazione Luca Coscioni &lt;strong&gt;spingono per una liberalizzazione dell’utero in affitto&lt;/strong&gt;, nella convinzione che ci&#242; allontanerebbe il rischio di mercato nero e abusi, Alsalem ha fatto notare come una legislazione frammentata ed eterogenea a livello internazionale stia inducendo i potenziali genitori a spostarsi &#171;dove ci sono meno leggi, meno garanzie e le opzioni pi&#249; economiche. Pi&#249; normalizziamo e legalizziamo la maternit&#224; surrogata, pi&#249; aumenteremo la domanda e gli abusi&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’azione di Pro Vita &amp;amp; Famiglia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In tutto ci&#242; si instaura&lt;strong&gt; l’attivit&#224; di Pro Vita &amp;amp; Famiglia&lt;/strong&gt;, da sempre impegnata nel contrasto a questa pratica barbara e disumana. Una delle ultime azioni, in ordine di tempo, &#232; stata quella di intervenire – lo scorso 19 novembre – al convegno &lt;em&gt;“La maternit&#224; surrogata: una sfida etica e politica per l’Europa”&lt;/em&gt;, promosso dal gruppo ECR al Parlamento europeo, a &lt;strong&gt;Bruxelles&lt;/strong&gt;, per chiedere alla Commissione presieduta da Ursula von der Leyen di promuovere un divieto assoluto della pratica a livello europeo. Proprio in tale occasione la portavoce di PVF, &lt;strong&gt;Maria&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Rachele Ruiu&lt;/strong&gt;, ha consegnato una petizione di oltre 22mila firme proprio alla relatrice &lt;strong&gt;Reem&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Alsalem. &lt;/strong&gt;Due anni prima, invece, nel luglio 2023, Pro Vita &amp;amp; Famiglia era intervenuta con un’altra petizione per fermare la proposta di regolamento europeo sulla genitorialit&#224; transfrontaliera, che avrebbe spalancato le porte a ogni forma di maternit&#224; surrogata, compresa quella commerciale, pur condannata dal Parlamento europeo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Pro Vita &amp; Famiglia al Meeting di Rimini 2026: scopri il programma e vieni a trovarci</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/pro-vita-famiglia-meeting-rimini-2026</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Pro Vita &amp;amp; Famiglia sar&#224; presente al &lt;strong&gt;Meeting di Rimini 2026&lt;/strong&gt;. Per la prima volta, infatti, l’associazione parteciper&#224; ufficialmente a uno degli appuntamenti pi&#249; importanti e seguiti dell’estate italiana e del panorama cattolico nazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La presenza di Pro Vita &amp;amp; Famiglia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L’associazione &lt;strong&gt;disporr&#224; di un proprio stand&lt;/strong&gt;, collocato in posizione centrale all’interno della Fiera, che sar&#224; attivo per l’intera durata della manifestazione, dal 21 al 26 agosto 2026, dove saranno presenti &lt;strong&gt;esponenti di Pro Vita &amp;amp; Famiglia&lt;/strong&gt; pronti ad accogliere i visitatori, illustrare le campagne in corso e offrire materiale informativo e di sensibilizzazione sui valori e i temi da sempre a cuore dell’associazione: la difesa della vita umana, la famiglia naturale, la libert&#224; educativa. Uno &lt;strong&gt;spazio concreto di dialogo e di incontro, aperto a chiunque &lt;/strong&gt;voglia conoscere pi&#249; da vicino il lavoro e l’impegno quotidiano di Pro Vita &amp;amp; Famiglia, in particolare - per questo primo anno di partecipazione - sull’umanit&#224; del concepito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il Meeting 2026&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il &lt;strong&gt;Meeting per l’amicizia fra i popoli&lt;/strong&gt; &#232; uno dei pi&#249; grandi e longevi eventi italiani, a carattere internazionale, del mondo cattolico. Nato nel 1980 per iniziativa di alcuni amici di Rimini legati al movimento di Comunione e Liberazione, si svolge ogni anno nell’ultima settimana di agosto&lt;strong&gt; trasformando Rimini nella capitale della cultura internazionale&lt;/strong&gt;. In questi quattro decenni ha accolto grandi personaggi della politica, dell’economia, della cultura, delle religioni e dello sport, diventando un luogo di dialogo e di incontro tra persone anche di fedi e culture diverse. Quella del 2026 &#232; la &lt;strong&gt;47&#170; edizione e porta un titolo tratto dalla Divina Commedia di Dante Alighieri&lt;/strong&gt;: &lt;em&gt;“L’amor che move il sole e l’altre stelle”&lt;/em&gt;. Un titolo che, per&#242;, non &#232; semplice citazione poetica, ma - come ha spiegato il presidente della Fondazione Meeting Bernhard Scholz - una vera e propria provocazione rivolta al presente: &#171;Vogliamo riscoprire l’origine e il destino del mondo che ci &#232; affidato e della nostra stessa esistenza&#187;. Il tema dell’edizione esplora dunque l’amore come forza che mette in moto l’intero universo, che attrae e armonizza senza dominare, che spinge avanti senza violenza: una chiave di lettura della realt&#224; capace di generare riconciliazione, nuove forme di socialit&#224;, impegno per il bene comune.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La manifestazione si terr&#224; presso la Fiera di Rimini (via Emilia, 155) &lt;strong&gt;da venerd&#236; 21 a mercoled&#236; 26 agosto 2026&lt;/strong&gt; e i vari padiglioni saranno aperti dalle 10.30 alle 24.00, con ingresso e parcheggi gratuiti per tutti i visitatori. Gli spazi espositivi supereranno i 10.000 metri quadrati, i posti a sedere per la ristorazione saranno oltre 6.000 e le aziende partner coinvolte saranno 170. Sul versante istituzionale, il Meeting ha sempre registrato la presenza dei massimi esponenti della politica, della cultura e delle religioni, sia di ambito italiano che internazionale: nell’edizione 2025, tra gli altri, sono infatti stati presenti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, numerosi ministri, la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, Mario Draghi ed Enrico Letta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La visita storica di Papa Leone XIV&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;A rendere l’edizione 2026 ancora pi&#249; straordinaria sar&#224; la presenza di&lt;strong&gt; Papa Leone XIV,&lt;/strong&gt; atteso a &lt;strong&gt;Rimini&lt;/strong&gt; nella giornata di &lt;strong&gt;sabato 22 agosto&lt;/strong&gt;. Si tratta di un evento di portata storica: l’ultimo Pontefice a partecipare al Meeting fu &lt;strong&gt;Giovanni Paolo II&lt;/strong&gt;, il 29 agosto del 1982, quarantaquattro anni fa. Il programma di quella giornata prevede che &lt;strong&gt;Leone XIV visiti il Meeting &lt;/strong&gt;nel pomeriggio di sabato 22 agosto, quando terr&#224; un intervento aperto a tutti i partecipanti. La visita sar&#224; poi seguita da una Santa Messa. Scholz ha commentato l’annuncio con queste parole: &#171;Sperimentiamo una grande gioia gi&#224; nell’attesa di accogliere e ascoltare il Santo Padre. Fin dall’inizio del suo pontificato, Papa Leone ci invita a costruire luoghi di amore, pace e riconciliazione: la sua visita ci rende ancora pi&#249; consapevoli e responsabili di ci&#242; che il Meeting, come luogo di incontro e di sincero dialogo alla ricerca del vero, del bello e del giusto, rappresenta per le centinaia di migliaia di visitatori e per i volontari e i collaboratori che vi partecipano&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Venite a trovarci&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il &lt;strong&gt;Meeting&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;di&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Rimini&lt;/strong&gt; &#232; dunque da sempre &lt;strong&gt;un luogo di incontro autentico&lt;/strong&gt;, capace di mettere in dialogo persone di culture, sensibilit&#224; e percorsi di vita diversi. Vi invitiamo quindi a partecipare, a vivere questa settimana straordinaria e a venire a trovarci presso il nostro stand, dove troverete persone pronte ad ascoltarvi, a raccontarvi il nostro lavoro e a condividere con voi materiali e campagne su temi che riguardano tutti: la vita, la famiglia, il futuro dei nostri figli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Chat Control: cosa &#232; lo strumento UE che vuole combattere la pedofilia ma rischia di essere un controllo di massa</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/chat-control-ue-pedofilia-controllo-di-massa</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Si chiama, nel linguaggio ufficiale di Bruxelles, &lt;strong&gt;Child Sexual Abuse Regulation&lt;/strong&gt;, ma tutti lo conoscono con un nome pi&#249; immediato: &lt;strong&gt;Chat Control&lt;/strong&gt;. Dietro questa etichetta si nasconde una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, presentata l&#39;11 maggio 2022 dall&#39;allora Commissaria agli Affari Interni Ylva Johansson, che sembra destinata a diventare un atto permanente e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Il meccanismo che il testo costruisce &#232;, all&#39;apparenza, lineare: ogni fornitore di servizi digitali dovrebbe valutare il rischio che la propria piattaforma sia usata per&lt;strong&gt; diffondere materiale pedopornografico&lt;/strong&gt; o per adescare minori e poi adottare le misure ritenute necessarie a ridurre quel rischio. Ma &#232; proprio dietro questa apparenza che&lt;strong&gt; si annidano le insidie pi&#249; profonde&lt;/strong&gt;, quelle che rendono il Chat Control un documento controverso e poco trasparente, soprattutto in riferimento alla privacy.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il cuore del pericolo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il punto davvero cruciale del regolamento non sta scritto in modo esplicito, ma emerge dalla logica stessa del testo. La norma non impone letteralmente di &quot;scansionare&quot; le comunicazioni: si limita a chiedere che i fornitori adottino &lt;strong&gt;&#171;tutte le misure adeguate&#187; per mitigare il rischio&lt;/strong&gt;, lasciando poi a un&#39;autorit&#224; pubblica il giudizio se quelle misure siano sufficienti, con sanzioni che possono arrivare a percentuali significative del fatturato globale di un&#39;azienda. Di fronte a una regola cos&#236; vaga e a multe cos&#236; pesanti, il fornitore si potrebbe tutelare nel modo pi&#249; semplice: &lt;strong&gt;scansionando tutto&lt;/strong&gt;. &#200; questo, infatti, il cuore del pericolo attuale. E se le misure volontarie non bastano, un&#39;autorit&#224; potrebbe a quel punto ordinare &lt;strong&gt;l&#39;attivazione della scansione vera e propria&lt;/strong&gt; - i cosiddetti ordini di rilevamento - che nella versione originaria del testo potevano riguardare tutti gli utenti, senza alcun sospetto individuale, insieme a ordini di rimozione, di blocco e di deindicizzazione dei contenuti, gestiti da una nuova agenzia europea,&lt;strong&gt;&lt;em&gt; l&#39;EU Centre&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, incaricata di raccogliere e smistare le segnalazioni verso le forze dell&#39;ordine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ma non finisce qui, perch&#233; il nodo tecnicamente pi&#249; delicato riguarda&lt;strong&gt; le app di messaggistica cifrata end-to-end, come WhatsApp, Signal o iMessage&lt;/strong&gt;: il gestore del servizio non pu&#242; leggerne i contenuti e, quindi, l&#39;unico modo per sottoporle a controllo &#232; il cosiddetto&lt;strong&gt;&lt;em&gt; client-side scanning&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, cio&#232; un&#39;analisi che avviene direttamente sul telefono dell&#39;utente, mentre il messaggio &#232; ancora in chiaro, prima che venga cifrato. Formalmente la crittografia non viene &quot;rotta&quot;; nella sostanza, &lt;strong&gt;ogni smartphone si trasforma in uno strumento di ispezione dei contenuti del proprio stesso titolare&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il Chat Control 1.0 non &#232; da meno&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ma le insidie non nascono solo con quest&#39;ultima proposta.&lt;strong&gt; Arrivano anche dal passato, ovvero dal cosiddetto Chat Control 1.0&lt;/strong&gt;, il Regolamento (UE) 1232 del 2021, che tecnicamente &#232; una deroga alla Direttiva europea sulla privacy, ma che viene edulcorato come l&lt;strong&gt;a versione &quot;mite&quot; del sistema&lt;/strong&gt; in quanto consente e non impone la scansione. Eppure presenta anch&#39;esso importanti criticit&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Anzitutto&lt;strong&gt; legittima culturalmente e giuridicamente la scansione senza sospetto&lt;/strong&gt;, rendendo lecito ci&#242; che la direttiva &lt;em&gt;ePrivacy&lt;/em&gt; vieterebbe, cio&#232; che un gestore legga la corrispondenza di utenti non sospettati, un principio che una volta accettato come normale diventa il presupposto stesso del Chat Control 2.0. In secondo luogo, non &#232; affatto teorico: &lt;strong&gt;&#232; gi&#224; operativo, oggi, su centinaia di milioni di comunicazioni &lt;/strong&gt;attraverso Gmail, Messenger, Instagram, Outlook, Skype, Xbox, Snapchat e iCloud Mail, con tassi di errore gi&#224; documentati, come dimostra il caso dell&#39;Irlanda, dove oltre &lt;strong&gt;l&#39;11% delle segnalazioni ricevute dalla polizia si sono rivelate falsi positivi &lt;/strong&gt;e solo il 20,3% riguardava materiale realmente illecito. Infine, &#232; stato reintrodotto&lt;strong&gt; attraverso una forzatura procedurale&lt;/strong&gt;: il 9 luglio 2026, infatti, il Parlamento non ha raggiunto i 361 voti favorevoli per bocciare questo strumento, con la conseguenza che il Chat Control 1.0 torna e rimarr&#224; in vigore fino ad aprile 2028.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le ragioni per dire no&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Le &lt;strong&gt;ragioni per opporsi al Chat Control&lt;/strong&gt; sono tante e soprattutto sono trasversali, giuridiche, tecniche e antropologiche, e toccano ogni aspetto della vita quotidiana delle famiglie europee.&lt;strong&gt; La prima riguarda proprio la famiglia&lt;/strong&gt;: con la scansione generalizzata, la corrispondenza tra coniugi, tra genitori e figli, o con il medico e l&#39;insegnante, verrebbe analizzata da un software, aprendo per legge la sfera pi&#249; intima della vita familiare, quella che ogni ordinamento liberale ha sempre protetto. Il presupposto implicito &#232; che ogni genitore possa essere un potenziale abusante, un rovesciamento della presunzione di innocenza applicato a chiunque mandi la foto del proprio figlio: basti pensare al caso, tutt&#39;altro che ipotetico, di una madre che invia al pediatra la foto di un&#39;eruzione cutanea del neonato, che un classificatore automatico, addestrato a riconoscere nudit&#224; di minori, pu&#242; marcare come sospetta, facendo finire quella foto e quella conversazione in revisione presso un&#39;azienda privata e, potenzialmente, nelle mani delle autorit&#224;. &lt;strong&gt;La seconda ragione &#232; giuridica&lt;/strong&gt;, e qui a parlare non sono attivisti ma le istituzioni europee stesse: il Servizio giuridico del Consiglio ha stabilito, nel 2023 e di nuovo nel giugno 2026, che lo screening delle comunicazioni di tutti i cittadini viola l&#39;articolo 7 della Carta dei diritti fondamentali dell&#39;Unione europea, quello che tutela la vita privata e la corrispondenza, in assenza di sospetto e di autorizzazione giudiziaria; la Corte di giustizia dell&#39;Unione europea ha ripetutamente escluso la conservazione e il trattamento generalizzato e indiscriminato dei dati; la Corte europea dei diritti dell&#39;uomo ha affermato, nel febbraio 2024, che imporre l&#39;indebolimento della crittografia end-to-end non pu&#242; essere considerato necessario in una societ&#224; democratica; e il Garante europeo della protezione dei dati insieme al Comitato europeo, in un parere congiunto, ha avvertito che la proposta potrebbe diventare la base per una scansione generalizzata e indiscriminata del contenuto di praticamente ogni tipo di comunicazione elettronica, violando il principio di proporzionalit&#224; che impone che ogni limitazione dei diritti fondamentali sia necessaria e proporzionata: sorvegliare 450 milioni di persone per individuare una minoranza di criminali &#232;, di fatto, il caso di scuola della sproporzione. &lt;strong&gt;La terza ragione riguarda l&#39;efficacia&lt;/strong&gt;, perch&#233; il sistema semplicemente non funziona: per esempio in Irlanda, su 4.192 segnalazioni ricevute dalla polizia, solo 852, pari al 20,3%, riguardavano materiale realmente illecito, mentre 471, l&#39;11,2%, erano falsi positivi conclamati, il che significa che circa quattro segnalazioni su cinque non portano a nulla; lo stesso servizio ricerche del Parlamento europeo ha concluso che non esistono soluzioni tecnologiche in grado di individuare materiale pedopornografico nuovo senza un tasso di errore che colpirebbe indistintamente tutti i messaggi e i file della piattaforma, e ogni falso positivo consuma ore di lavoro degli investigatori sottraendole alle indagini reali, mentre i criminali organizzati, che usano reti chiuse, server extra-UE e strumenti di anonimizzazione, restano fuori dalla portata di un sistema che colpisce invece chi usa WhatsApp per la spesa di famiglia. &lt;strong&gt;La quarta ragione &#232; di sicurezza informatica&lt;/strong&gt;: indebolire la crittografia espone tutti, perch&#233; la stessa cifratura che protegge le chat protegge anche i dati sanitari, i conti bancari, le comunicazioni delle vittime di violenza e, paradossalmente, dei minori stessi, e una vulnerabilit&#224; creata per le autorit&#224; resta comunque una vulnerabilit&#224; disponibile per i criminali. Non a caso Signal ha dichiarato che lascerebbe il mercato europeo piuttosto che indebolire la propria cifratura, con il risultato che l&#39;Europa si ritroverebbe con strumenti di comunicazione meno sicuri del resto del mondo. &lt;strong&gt;La quinta ragione tocca la libert&#224;&lt;/strong&gt;, perch&#233; un&#39;infrastruttura di controllo preventivo dei contenuti, una volta costruita, pu&#242; essere puntata su qualsiasi materiale sgradito: ci&#242; che oggi cerca immagini illecite, domani pu&#242; cercare parole chiave, e la definizione di &quot;contenuto pericoloso&quot; la scriver&#224; il potere del momento, generando un effetto dissuasivo, il cosiddetto &lt;em&gt;chilling effect&lt;/em&gt;, che colpisce per primo chi esprime posizioni di minoranza o controcorrente, ed &#232; per questo che &lt;strong&gt;realt&#224; come Pro Vita &amp;amp; Famiglia&lt;/strong&gt;, gi&#224; soggette a moderazione e rimozioni sulle piattaforme per le proprie posizioni, sarebbero strutturalmente tra i soggetti pi&#249; esposti. Di conseguenza, un&#39;Unione europea che normalizza la scansione preventiva delle comunicazioni private offrirebbe inoltre un modello e una legittimazione a regimi privi di contrappesi democratici. &lt;strong&gt;La sesta e ultima ragione &#232;, appunto, democratica e di metodo&lt;/strong&gt;: il Parlamento aveva infatti respinto la proroga del &lt;strong&gt;Chat Control 1.0 &lt;/strong&gt;il 26 marzo 2026, ma il Consiglio l&#39;ha riproposta come atto formalmente nuovo con procedura d&#39;urgenza, ribaltando l&#39;onere della prova, tanto che - come gi&#224; accennato - il 9 luglio successivo il Parlamento non ha raggiunto i 361 voti favorevoli per bocciare questo strumento. Il contenuto finale, per di pi&#249;, si decide nel cosiddetto trilogo - ovvero un negoziato informale tra le tre principali istituzioni dell&#39;Unione europea, Parlamento europeo, Consiglio dell&#39;UE e Commissione europea - senza pubblicit&#224; dei lavori n&#233; verbali accessibili.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Documento contro la pedopornografia? Non proprio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L&#39;obiezione pi&#249; frequente a &lt;strong&gt;chi contesta il Chat Control&lt;/strong&gt; &#232; sempre la stessa, ed &#232; di per s&#233; sacrosanta: &#171;ma serve a combattere la pedopornografia&#187;. &#200; un&#39;obiezione che va presa sul serio, e proprio per questo va superata con argomenti solidi, per capire che dietro la facciata protettiva si nasconde altro. Il primo argomento &#232; il gi&#224; citato rovesciamento dell&#39;efficacia: se quattro segnalazioni su cinque non riguardano materiale illecito, e ogni falso positivo consuma ore di lavoro degli investigatori, allora &lt;strong&gt;non si sta difendendo la privacy contro i bambini&lt;/strong&gt; e chi difende il Chat Control, in questi termini, sta in realt&#224; difendendo l&#39;inefficienza del sistema, non i minori. Il secondo &#232; l&#39;argomento del &lt;strong&gt;bersaglio sbagliato&lt;/strong&gt;: i pedocriminali organizzati usano reti chiuse, server fuori dall&#39;Unione europea e strumenti di anonimizzazione, non usano Gmail, e la scansione di massa colpisce le famiglie mentre manca i criminali, sorvegliando gli innocenti e lasciando liberi i colpevoli. &lt;strong&gt;Il terzo &#232; l&#39;argomento dei minori danneggiati:&lt;/strong&gt; il sistema pu&#242; classificare come materiale pedopornografico anche uno scambio tra adolescenti coetanei, &lt;strong&gt;esponendo a conseguenze giudiziarie proprio i ragazzi che dovrebbe tutelare&lt;/strong&gt;, mentre indebolire la crittografia espone i dati dei minori stessi a chiunque sappia sfruttarne la vulnerabilit&#224;: &lt;strong&gt;il Chat Control, paradossalmente, mette in pericolo proprio i bambini che dice di voler proteggere&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il quarto &#232; l&#39;argomento &lt;strong&gt;dell&#39;autorevolezza&lt;/strong&gt;: a dirlo non sono attivisti di parte, ma il Servizio giuridico del Consiglio dell&#39;Unione europea, il Garante europeo della protezione dei dati, la Corte europea dei diritti dell&#39;uomo e lo studio commissionato dallo stesso Parlamento europeo. In tal senso, chi sostiene il Chat Control dovrebbe spiegare perch&#233;, secondo lui, ha torto l&#39;intero apparato giuridico europeo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Alternative concrete&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ecco perch&#233; &#232; fondamentale essere consapevoli - e far sapere - che esistono alternative validissime e concrete, anche in alcuni casi facilmente realizzabili. Innanzitutto bisogna perseguire i sospetti con mandato del giudice e pensare a maggiori risorse adeguate per le polizie postali, per una cooperazione internazionale rapida e per la rimozione tempestiva del materiale gi&#224; individuato, ma anche per una corretta e diffusa educazione digitale delle famiglie. &lt;strong&gt;Non si tratta, insomma, di chiedere meno protezione per i minori, ma una protezione che funzioni davvero&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Insomma, &#232; chiaro che nessuno pi&#249; di noi vuole colpire chi abusa dei bambini, ma proprio per questo &lt;strong&gt;non &#232; accettabile una legge che sommerge la polizia di segnalazioni false e lascia in pace i veri criminali&lt;/strong&gt;. E ancora, controllare le chat di tutti per trovare pochi colpevoli &#232; come perquisire ogni giorno la casa di ogni cittadino: non &#232; cos&#236; che si prende un criminale, &#232; cos&#236; che si perde una democrazia. Del resto, se il Servizio giuridico del Consiglio europeo afferma che la norma viola i diritti fondamentali e gli stessi esperti del Parlamento ne certificano l&#39;inefficacia tecnica, resta una domanda semplice e diretta: perch&#233; ostinarsi a portare avanti e far approvare e attuare questo strumento?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Bambini dai quattro anni in su indirizzati alle cliniche di genere: l&#39;inquietante inchiesta del The Sun</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/bambini-quattro-anni-cliniche-genere-inchiesta-the-sun</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Un&#39;inchiesta esclusiva del&lt;strong&gt; The Sun,&lt;/strong&gt; condotta e pubblicata nelle scorse settimane, ha rivelato che addirittura migliaia di &lt;strong&gt;bambini&lt;/strong&gt; – tra i quali alcuni anche di appena &lt;strong&gt;quattro&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;anni&lt;/strong&gt; – sono stati letteralmente spinti verso&lt;strong&gt; cliniche specializzate nei servizi per la disforia di genere&lt;/strong&gt;. I dati riguardano un gruppo complessivo di 3.724 bambini che hanno ricevuto cure specialistiche tra aprile 2024 e giugno 2026, casi inviati al Servizio nazionale di supporto per le problematiche di genere del NHS, il Servizio Sanitario Nazionale britannico, da specialisti in &lt;strong&gt;salute mentale giovanile&lt;/strong&gt;. Tra questi, 23 bambini avevano un&#39;et&#224; compresa tra i quattro e i sei anni, mentre altri 75 avevano tra i sette e i dieci anni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L&#39;allarme della dottoressa Hoenderkamp&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;A commentare i dati &#232; stata la &lt;strong&gt;dottoressa Renee Hoenderkamp&lt;/strong&gt;, medico di base, che ha messo in discussione il motivo per cui bambini con disturbi come l&#39;ADHD vengano &lt;strong&gt;indirizzati proprio alle cliniche per i servizi di genere&lt;/strong&gt;. &#171;Molti avevano gravi disturbi mentali, come l&#39;ADHD, per i quali dovrebbero essere curati, mentre invece sono stati indirizzati verso un percorso che passa da un rinvio a una clinica per i servizi di genere&#187;, ha dichiarato. La dottoressa si &#232; inoltre interrogata su chi effettui queste segnalazioni: &#171;Bisogna anche chiedersi chi li raccomanda, perch&#233; so bene che tipo di conversazione avrei con i genitori di una bambina di quattro anni che vuole travestirsi da cane, da principessa o chiss&#224; cos&#39;altro&#187;. Per &lt;strong&gt;Hoenderkamp&lt;/strong&gt; il compito dei genitori dovrebbe essere un altro: &#171;I genitori dovrebbero guidare i propri figli a riscoprire la loro vera essenza, pur consentendo loro di esplorare&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il rapporto Cass e la posizione del Servizio Sanitario&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Alla luce di questa inchiesta &#232; tornato in auge lo studio condotto dal Servizio Sanitario Nazionale inglese,&lt;strong&gt; guidato dalla dottoressa Hilary Cass&lt;/strong&gt; e pubblicato nell&#39;aprile del 2024, che ha rilevato – oltre alle moltissime criticit&#224; dell&#39;approccio affermativo – che &lt;strong&gt;i bambini che mostrano segni di confusione di genere per lo pi&#249; la superano prima della pubert&#224;&lt;/strong&gt;. L&#39;indagine della dottoressa Cass ha portato alla creazione di centri regionali del NHS in sostituzione di cliniche come il Tavistock Center, coinvolto in un pesante scandalo, e ha &lt;strong&gt;posto fine alla prescrizione routinaria di bloccanti della pubert&#224; ai minori di 18 anni&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nonostante ci&#242;, l&#39;inchiesta del &lt;em&gt;The&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Sun&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;ha scoperchiato un caso&lt;/strong&gt; che prova come le derive e gli abusi siano ancora perpetrati nel &lt;strong&gt;mondo&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;sanitario&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;anglosassone&lt;/strong&gt; e, interpellato sulla vicenda, un portavoce del &lt;strong&gt;Servizio&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Sanitario&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Nazionale&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;britannico&lt;/strong&gt; ha dichiarato: &#171;Il rapporto della dottoressa Cass ha chiarito che i servizi dovrebbero supportare le famiglie il prima possibile, non di certo indirizzare i bambini in modo cieco verso le cliniche&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Tornano le “Tavole di Assisi” sabato 5 e domenica 6 settembre</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/tavole-di-assisi-2026-programma-ospiti-pro-vita-famiglia</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Giunte alla &lt;strong&gt;quarta edizione&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;5 e 6 settembre&lt;/strong&gt; tornano &lt;strong&gt;“Le Tavole di Assisi”&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;l’evento culturale per rilanciare il pensiero cristiano, conservatore e identitario&lt;/strong&gt;, organizzato in collaborazione con il quotidiano&lt;em&gt; La Verit&#224;&lt;/em&gt;. Tale manifestazione – che si terr&#224; presso l’&lt;strong&gt;hotel “Il Cenacolo” di Assisi&lt;/strong&gt;, in via Patrono d’Italia, 70 – vede tra i numerosi ospiti e relatori anche diversi membri di Pro Vita &amp;amp; Famiglia. Il filo rosso di quest’edizione &#232; “&lt;strong&gt;San Francesco: dal Creato alle Creature”&lt;/strong&gt;. &#200; possibile iscriversi alla manifestazione con un contributo di 35 euro, mentre il programma dettagliato &#232; consultabile sul sito ufficiale dell’evento: &lt;a href=&quot;http://www.tavolediassisi.it&quot;&gt;www.tavolediassisi.it&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il programma de &lt;em&gt;Le Tavole di Assisi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Dopo una breve presentazione dei lavori con un &lt;strong&gt;omaggio a Vittorio Messori&lt;/strong&gt; – l’insigne vaticanista e apologeta cattolico sempre pronto a dare ragione della speranza cristiana morto il 3 aprile scorso – e i saluti dell’avvocato &lt;strong&gt;Simone Pillon&lt;/strong&gt;, presidente del comitato promotore, &lt;strong&gt;sabato mattina 5 settembre alle 9:30&lt;/strong&gt; il vescovo di Ventimiglia-Sanremo &lt;strong&gt;Mons. Antonio Suetta &lt;/strong&gt;e&lt;strong&gt; Francesca Romana Poleggi&lt;/strong&gt; interverranno per la prima tavola su “&lt;strong&gt;Il San Francesco dimenticato: cavaliere e contraddittore del sultano&lt;/strong&gt;”. La seconda tavola di discussione intende invece affrontare il tema “&lt;strong&gt;Gli errori dell’Illuminismo e i falsi dogmi della modernit&#224;”&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;Lorenzo Bertocchi&lt;/strong&gt;, direttore del mensile &lt;em&gt;Il Timone&lt;/em&gt;; il giornalista e saggista &lt;strong&gt;Gianluigi Paragone&lt;/strong&gt;; &lt;strong&gt;Toni Brandi&lt;/strong&gt;, presidente di Pro Vita &amp;amp; Famiglia, e &lt;strong&gt;Benedetto Delle Site&lt;/strong&gt;, presidente UCID Giovani e autore del saggio &lt;em&gt;La profezia di Leone XIII ai tempi di Leone XIV&lt;/em&gt;. Alle ore 12 sar&#224; invece il poeta &lt;strong&gt;Davide Rondoni&lt;/strong&gt;, presidente del Comitato 800mo anniversario francescano, a presentare il suo brillante saggio &lt;em&gt;La ferita, la letizia&lt;/em&gt; sulla figura del poverello d’Assisi. Dopo il pranzo, la terza tavola vedr&#224; dialogare il direttore di &lt;em&gt;Nazione Futura &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Francesco Giubilei&lt;/strong&gt;, il presidente di &lt;em&gt;Fides et Ratio&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Gian Pietro Caliari&lt;/strong&gt; e il nostro &lt;strong&gt;Jacopo Coghe&lt;/strong&gt; intorno al tema &lt;strong&gt;“Radici cristiane e bene comune, la sfida per il futuro dell’Europa”&lt;/strong&gt;. E ancora nel pomeriggio l’antropologo &lt;strong&gt;Mario Polia &lt;/strong&gt;approfondir&#224; il tema &lt;strong&gt;“Fede, cultura e politica nell’Occidente cristiano”&lt;/strong&gt;. Il pomeriggio prosegue poi alle ore 18 con la quarta tavola dedicata al tema pedagogico: &lt;strong&gt;“Chi educa le nuove generazioni: la famiglia, la scuola, i media, i social o l’AI?”&lt;/strong&gt;. Ne parleranno insieme la giornalista e saggista &lt;strong&gt;Costanza Miriano&lt;/strong&gt;, la nostra portavoce &lt;strong&gt;Maria Rachele Ruiu&lt;/strong&gt;, la responsabile politics &lt;strong&gt;Olimpia Galiberti&lt;/strong&gt; e il presidente del Family Day &lt;strong&gt;Massimo Gandolfini&lt;/strong&gt;. Infine il vicedirettore de &lt;em&gt;La Verit&#224; &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Francesco Borgonovo&lt;/strong&gt; illustrer&#224; il tema &lt;strong&gt;“La politica e i principi non negoziabili. San Francesco, Tommaso Moro, Giuseppe Tovini, Charlie Kirk e molti altri”&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Domenica &lt;strong&gt;6 settembre&lt;/strong&gt;, dopo la Santa Messa in programma alle 8:30 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, &lt;strong&gt;alle ore 10&lt;/strong&gt; si discuter&#224; ancora di &lt;strong&gt;“Fede e impegno pubblico: i cristiani nel XXI secolo” &lt;/strong&gt;con &lt;strong&gt;Marco Sermarini&lt;/strong&gt;, direttore Scuola Familiare Chesterton;&lt;strong&gt; Giacomo Rocchi&lt;/strong&gt;, presidente della I Sezione Penale della Corte di Cassazione e &lt;strong&gt;Federico Iadicicco&lt;/strong&gt;, presidente dell’Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario (ANPIT). Infine con la sesta tavola l’economista &lt;strong&gt;Ettore Gotti Tedeschi&lt;/strong&gt; proporr&#224; &lt;strong&gt;un’analisi economica delle migrazioni&lt;/strong&gt;. Quindi la chiusura lavori &#232; affidata allo stesso promotore dell’evento Simone Pillon.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Insomma si tratta di un evento che si profila denso di spunti di riflessione interessanti con un &lt;strong&gt;panel di esperti di rilievo&lt;/strong&gt;, mediante i quali si desiderano indagare le &lt;strong&gt;radici dell’attuale crisi antropologica, culturale e sociale&lt;/strong&gt; e nel contempo sviluppare i temi caldi della contemporaneit&#224; in materia di &lt;strong&gt;libert&#224; educativa, principi non negoziabili, fede e impegno pubblico&lt;/strong&gt;, nella lucida e profonda consapevolezza che – per dirla con &lt;strong&gt;San Giovanni Paolo II&lt;/strong&gt; – &lt;em&gt;&#171;una fede che non diventa cultura &#232; una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta&#187;&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
                <g:image_link>https://www.provitaefamiglia.it/media/immagini/25246_n_tavole-assisi-2026.jpg</g:image_link>
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                <title>Pediatra e militante LGBT. Chi &#232; Chiara Centenari, co-autrice della “guida gender” che chiedeva la censura dei manifesti Pro Vita</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/pediatra-e-militante-lgbt-chi-e-chiara-centenari-co-autrice-della-guida-gender-che-chiedeva-la-censura-dei-manifesti-pro-vita</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il 15 giugno 2026 la Societ&#224; Italiana di Pediatria (Sip) e l&#39;Associazione Culturale Pediatri (Acp) hanno pubblicato &lt;em&gt;&quot;&lt;strong&gt;Oltre lo sguardo. Guida pratica su varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialit&#224; per un ambulatorio pediatrico accogliente&lt;/strong&gt;&quot;&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Un documento rivolto ai circa &lt;strong&gt;12mila pediatri&lt;/strong&gt; rappresentati dalla Sip che invita ad adottare un &quot;approccio affermativo&quot;, a usare &quot;nomi e pronomi elettivi&quot;, a sostenere l&#39;&quot;affermazione sociale&quot; del genere gi&#224; in et&#224; prepuberale, a esporre negli ambulatori poster con logo arcobaleno e a eliminare le parole &quot;padre&quot; e &quot;madre&quot; dalla modulistica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Pro Vita &amp;amp; Famiglia ha contestato immediatamente&lt;/strong&gt; l&#39;impianto ideologico del documento, lanciando una petizione nazionale per chiederne il ritiro che ha &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/petizione/i-pediatri-non-sono-militanti-lgbt-la-societa-italiana-di-pediatria-ritiri-la-guida-gender&quot;&gt;superato le 42.000 firme&lt;/a&gt; e protestando con un presidio davanti alla sede della Presidenza della Sip.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ma la nostra critica non &#232; rimasta isolata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L&#39;&lt;strong&gt;Istituto Superiore di Sanit&#224;&lt;/strong&gt; ha smentito di aver autorizzato la presentazione della guida presso la propria sede, come si leggeva, invece, sui siti istituzionali di Sip e Acp (riferimenti frettolosamente eliminati dopo il comunicato dell&#39;ISS).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La &lt;strong&gt;Garante per l&#39;infanzia e l&#39;adolescenza Marina Terragni&lt;/strong&gt; &#232; intervenuta con osservazioni definite &quot;sconcertanti&quot; sul caso, riportato dalla guida stessa, di un bambino di tre anni per il quale si ipotizza l&#39;attivazione della Carriera Alias gi&#224; alla scuola materna.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Quattro interrogazioni parlamentari&lt;/strong&gt; hanno investito il ministro della Salute Schillaci. E oltre &lt;strong&gt;500 professionisti sanitari&lt;/strong&gt; hanno sottoscritto un appello chiedendo alla Sip di rivedere il documento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La difesa di Sip e Acp&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il 27 luglio Sip e Acp hanno risposto con un comunicato congiunto. La guida, sostengono, &#171;&lt;em&gt;&#232; uno strumento informativo e formativo, non una linea guida clinico-terapeutica&#187;: &#171;non promuove determinate scelte&lt;/em&gt;&#187;, &#171;&lt;em&gt;non contiene protocolli farmacologici&#187; e &#171;non formula raccomandazioni su trattamenti ormonali o chirurgici&lt;/em&gt;&#187;. I presidenti &lt;strong&gt;Rino Agostiniani&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Stefania Manetti&lt;/strong&gt; rivendicano che &#171;&lt;em&gt;una societ&#224; scientifica non pu&#242; sottrarsi ai temi difficili soltanto perch&#233; suscitano divisioni&lt;/em&gt;&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;C&#39;&#232; per&#242; un difensore che nessuno si aspettava di trovare al fianco di una societ&#224; scientifica. L&#39;&lt;strong&gt;11 luglio&lt;/strong&gt;, dai palchi dell&#39;Onda Pride, &lt;strong&gt;Arcigay&lt;/strong&gt; diffonde un comunicato ufficiale a firma del segretario generale &lt;strong&gt;Gabriele Piazzoni&lt;/strong&gt;: &#171;&lt;em&gt;Solidariet&#224; ai pediatri di SIP e ACP, attaccati da Pro Vita&lt;/em&gt;&#187;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nel testo, Piazzoni definisce le critiche al documento un &#171;&lt;em&gt;attacco vergognoso&lt;/em&gt;&#187; portato da &#171;&lt;em&gt;un gruppo di &lt;strong&gt;fanatici religiosi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&#187;, paragonati a &#171;&lt;em&gt;tanti fanatici che in questi anni stanno insanguinando il mondo&lt;/em&gt;&#187;. E conclude: &#171;&lt;em&gt;Oggi, dai nostri Pride, diciamo a tutte le persone, pediatri e pediatre di SIP e ACP: &lt;strong&gt;non siete soli&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Una guida accusata di essere un manuale militante LGBT che viene difesa dai cortei del Pride dalla pi&#249; importante associazione LGBT italiana. &#200; gi&#224; una risposta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ma lo spalleggiamento tra chi promuove la guida e il movimento arcobaleno smette di essere una coincidenza quando si guarda a chi ha, materialmente, scritto la guida.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L&#39;unica in entrambi i gruppi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il documento &#232; stato redatto da due gruppi di lavoro: il gruppo di studio &lt;strong&gt;&quot;I Diritti dei Bambini&quot;&lt;/strong&gt; per la Sip e il gruppo &lt;strong&gt;&quot;Pediatria di Genere&quot;&lt;/strong&gt; per l&#39;Acp. C&#39;&#232; una sola persona che compare in entrambi. Si chiama &lt;strong&gt;Chiara Centenari&lt;/strong&gt;, pediatra dell&#39;Ospedale Versilia, specialista in gastroenterologia pediatrica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Non &#232; una comparsa. Centenari &#232; &lt;strong&gt;coordinatrice del gruppo di studio &quot;I Diritti dei Bambini&quot; della Sip&lt;/strong&gt;, cos&#236; la definisce &lt;em&gt;Domani&lt;/em&gt;, mentre &lt;em&gt;Avvenire&lt;/em&gt; la indica come &#171;responsabile&#187; dello stesso gruppo. &#200; lei che nell&#39;agosto 2025 ne ha assunto la segreteria. E gi&#224; nel 2022, presentandosi al Congresso Regionale Sip Toscana di Siena, la sua slide istituzionale la qualificava come membro del &#171;Gruppo di Lavoro SIP &quot;Diritti dei Bambini&quot; – &lt;strong&gt;Sezione Minori e Famiglie LGBT&lt;/strong&gt;&#187;. Il titolo della relazione: &lt;em&gt;&quot;Orientamento Sessuale e Identit&#224; di Genere: dalla Cultura alla Neurobiologia&quot;&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nel novembre 2024, al 79&#176; Congresso nazionale della Sip, Centenari &#232; intervenuta nella sessione &lt;em&gt;&quot;Blocco puberale nell&#39;adolescente con disforia di genere&quot;&lt;/em&gt;: la somministrazione della triptorelina ai minori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La voce dell&#39;istituzione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;C&#39;&#232; un elemento che conferma il suo ruolo in prima linea. Quando la guida &#232; finita sotto attacco, a difenderla pubblicamente non &#232; stato solo il presidente Agostiniani: &#232; stata &lt;strong&gt;Chiara Centenari in prima persona&lt;/strong&gt;, su due dei principali quotidiani nazionali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Su &lt;em&gt;Avvenire&lt;/em&gt; del 13 luglio, presentata come &#171;tra gli autori della pubblicazione&#187;, liquida le critiche: &#171;&lt;em&gt;Quelli utilizzati contro la guida sono &lt;strong&gt;argomenti strumentalizzabili&lt;/strong&gt;, ma questi sono temi reali che il pediatra si trova ad affrontare. Per supportarli &lt;strong&gt;abbiamo realizzato questo opuscolo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&#187;. Su &lt;em&gt;Domani&lt;/em&gt; del 30 luglio firma una lunga intervista in cui respinge l&#39;accusa di ideologia e rivendica che il documento &#171;&lt;em&gt;si basa su fondamenti scientifici&lt;/em&gt;&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il punto notevole &#232; un altro. Il 27 luglio Sip e Acp pubblicano il comunicato ufficiale di replica, che si chiude con una dichiarazione attribuita ai presidenti Agostiniani e Manetti: &#171;&lt;em&gt;Accoglienza e prudenza non sono principi contrapposti, ma parti della stessa responsabilit&#224; di cura&lt;/em&gt;&#187;. Tre giorni dopo, su &lt;em&gt;Domani&lt;/em&gt;, la stessa frase – &lt;strong&gt;parola per parola&lt;/strong&gt; – viene pronunciata da Centenari come propria, insieme a interi altri passaggi del comunicato istituzionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Non &#232; un&#39;autrice tra le tante. &#200; la voce con cui le due societ&#224; scientifiche parlano. E questo rende decisivo capire chi sia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La militanza politica nel fronte LGBT&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Sul sito de &lt;strong&gt;L&#39;Approdo, Centro Ascolto LGBTQ+ di Livorno finanziato coi fondi pubblici dell&#39;UNAR e dell&#39;Unione Europea&lt;/strong&gt; – dove &#232; la pediatra di riferimento, incarico che ricopre dall&#39;apertura del centro – Centenari si presenta con parole sue: &#171;&lt;em&gt;Sono pediatra presso UO Pediatria dell&#39;Ospedale Versilia, &lt;strong&gt;socia dell&#39;Associazione Famiglie Arcobaleno&lt;/strong&gt;, membro del Gruppo di studio Pediatria di Genere dell&#39;Associazione Culturale Pediatri e del Gruppo di studio I Diritti dei bambini della Societ&#224; Italiana di Pediatria&lt;/em&gt;&#187;. E ancora: &#171;&lt;em&gt;Mi occupo di &lt;strong&gt;divulgazione scientifica e formazione di professionistə sui temi della genitorialit&#224; LGBT+&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Famiglie Arcobaleno non &#232; un ente scientifico: &#232; l&#39;associazione di advocacy politica che si batte per il riconoscimento della &lt;strong&gt;procreazione artificiale senza padre&lt;/strong&gt; e della maternit&#224; surrogata, meglio nota come &lt;strong&gt;utero in affitto&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il profilo Facebook della dottoressa Centenari restituisce elementi – pubblici – di una militanza associativa e politica sistematica e pluriennale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Aprile 2021&lt;/strong&gt;: adotta l&#39;immagine di profilo &quot;Io sostengo la #LeggeZan&quot;. &lt;strong&gt;Maggio 2021&lt;/strong&gt;: promuove la mobilitazione nazionale &lt;em&gt;&quot;Per la legge Zan e molto di pi&#249;: non un passo indietro&quot;&lt;/em&gt; a Piazza del Popolo. &lt;strong&gt;Giugno 2021&lt;/strong&gt;: rilancia il post di Famiglie Arcobaleno contro la Santa Sede che paventa la revoca del Concordato tra Stato e Chiesa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Novembre 2021&lt;/strong&gt;: promuove le &quot;Agor&#224; Democratiche&quot; del Partito Democratico sui diritti LGBTQI+, con Monica Cirinn&#224; e il Dipartimento Diritti PD. &lt;strong&gt;Agosto 2022&lt;/strong&gt;, in piena campagna elettorale: rilancia la piattaforma programmatica delle associazioni LGBTQIA+ rivolta ai partiti, &#171;L&#39;Italia &#232; al bivio&#187;.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Ma c&#39;&#232; spazio anche per attacchi diretti all&#39;attivit&#224; di Pro Vita &amp;amp; Famiglia.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ottobre 2022&lt;/strong&gt;: Centenari condivide due volte le proteste contro i manifesti &lt;em&gt;#StopGender: Basta confondere l&#39;identit&#224; sessuale dei bambini&lt;/em&gt; affissi a Pontedera. Rilancia l&#39;assessore regionale PD Alessandra Nardini e, soprattutto, la rete &quot;Educare alle Differenze&quot; che mette a disposizione &#171;&lt;em&gt;tutti gli strumenti legali&lt;/em&gt;&#187; per la rimozione urgente dei manifesti: &lt;strong&gt;&#171;&lt;em&gt;&#200; discriminatorio e va rimosso&lt;/em&gt;&#187;&lt;/strong&gt;. Una pediatra che chiede la censura di una campagna di opinione a tutela dei bambini.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Negli stessi giorni promuove le presentazioni del libro &lt;em&gt;&quot;Gender libera tutt3&quot;&lt;/em&gt; di Camilla Vivian, organizzate con &lt;strong&gt;Agedo Livorno&lt;/strong&gt; e presso lo stesso Centro L&#39;Approdo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Infine, &lt;strong&gt;settembre 2023&lt;/strong&gt;, il post che chiude il cerchio: &#171;&lt;strong&gt;Finalmente&lt;/strong&gt; il primo documento del Consiglio Direttivo della &lt;strong&gt;nostra&lt;/strong&gt; Societ&#224; Italiana di Pediatria sui bambini che crescono in FAMIGLIE OMOGENITORIALI!&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Tre anni prima di &quot;Oltre lo sguardo&quot;, l&#39;obiettivo era gi&#224; dichiarato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le domande che Sip e Acp continuano a ignorare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ora, non &#232; ovviamente in discussione il diritto della dottoressa Centenari di avere &lt;strong&gt;opinioni politiche anche radicali &lt;/strong&gt;e di militare attivamente in un&#39;associazione che mira a influenzare e determinare profondi cambiamenti legislativi, sociali e culturali su questioni come l&#39;identit&#224; di genere, il diritto di famiglia o le pratiche di procreazione artificiale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#200; in discussione qualcosa di diverso: che la principale societ&#224; scientifica pediatrica italiana abbia affidato il coordinamento del proprio gruppo &quot;Diritti dei Bambini&quot; e un ruolo chiave nella &lt;strong&gt;redazione di un documento istituzionale&lt;/strong&gt; su identit&#224; di genere, orientamento sessuale e omogenitorialit&#224; destinato a 12mila medici – e perfino la sua difesa pubblica sui giornali – a &lt;strong&gt;una socia e attivista di un movimento LGBT che proprio su quei temi fonda la propria militanza politica&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Chiediamo pubblicamente al presidente della Sip, &lt;strong&gt;Rino Agostiniani&lt;/strong&gt;: &#232; deontologicamente accettabile che l&#39;unica persona presente in entrambi i gruppi di lavoro sia &lt;strong&gt;socia e collaboratrice delle stesse associazioni che il documento indica poi come riferimento per le famiglie?&lt;/strong&gt; Non &#232; un plateale conflitto di interessi?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;E poi: quale credibilit&#224; pu&#242; avere un documento che si dichiara fondato sulle evidenze scientifiche, ma che ignora la &lt;em&gt;Cass Review&lt;/em&gt; e la revisione NICE mentre cita l&#39;associazionismo militante? &lt;strong&gt;Una guida costruita con questa regia avrebbe mai potuto ospitare posizioni non gradite al movimento LGBT&lt;/strong&gt;, che pure sono largamente accreditate in ambito medico-scientifico sui temi di cui tratta la guida?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Inevasa, dopo pi&#249; di un mese, anche la fondamentale domanda di metodo: la guida &quot;Oltre lo sguardo&quot; &#232; stata &lt;strong&gt;preventivamente vagliata e approvata dal Comitato Scientifico&lt;/strong&gt; della Sip, come prevede l&#39;articolo 19 del suo stesso Statuto?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;L&#39;ente scientifico che rappresenta i medici che curano i figli e i nipoti delle famiglie italiane deve, alla fiducia di quelle famiglie, le risposte che non sta dando.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ma ci sono fatti che parlano da soli.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Denatalit&#224;, l’inganno della provetta: la fecondazione artificiale non riempie le culle</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/pma-inganno-culle-vuote</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La puntata di &lt;em&gt;Radio anch’io&lt;/em&gt; su Rai Radio 1 del 30 luglio 2026 &#232; stata incentrata sul problema della denatalit&#224; in Italia. Ospite &lt;strong&gt;Annachiara Gambini&lt;/strong&gt;, rappresentante della Fondazione per la Natalit&#224;, un’organizzazione nata nel 2022, presieduta dal marito Gigi De Palo, con l’obiettivo prioritario di sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica sul tema del crollo demografico in Italia. Problema gravissimo e urgente che continua ad essere affrontato poco concretamente dalla politica italiana ed europea.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Siamo perfettamente d’accordo con la &lt;strong&gt;necessit&#224; di offrire incentivi economici ai giovani &lt;/strong&gt;che desiderano metter su famiglia, anche se non va trascurato &lt;strong&gt;il problema culturale retrostante&lt;/strong&gt;: la propaganda anti-famiglia ne ha fatta di strada (divorzio, aborto, cancellazione del padre e della madre, “matrimoni” omosessuali, ecc.), e l’opinione che i figli siano un peso e che comunque ad essi vada anteposta la carriera, il benessere economico e il divertimento &#232; ormai diffusa e consolidata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Si rimanda la maternit&#224; quando comincia a essere biologicamente troppo tardi,&lt;/strong&gt; quindi, non solo per concreti motivi economici, ma anche. Sarebbe gi&#224;, comunque, un passo avanti se si offrisse a tutti, come dice anche la Gambini, la &lt;strong&gt;possibilit&#224; economica&lt;/strong&gt; di fare un figlio da giovani: &lt;strong&gt;mutui&lt;/strong&gt; pi&#249; agevolati di quelli che gi&#224; si possono accendere, &lt;strong&gt;congedi&lt;/strong&gt; per maternit&#224; pi&#249; lunghi di quelli attualmente previsti e gi&#224; ampliati, meno &lt;strong&gt;discriminazione&lt;/strong&gt; delle lavoratrici madri, che purtroppo ancora esiste, e potenziamento delle &lt;strong&gt;provvidenze&lt;/strong&gt; che sono state introdotte in questi ultimissimi anni: Bonus Mamme (lavoratrici), Bonus Nuovi Nati, Bonus Asilo Nido (ma su questo ci sarebbe molto da dire: &lt;strong&gt;si dovrebbe risparmiare sugli asili nido, e lasciare che i bambini crescano con la mamma, almeno per un paio di anni&lt;/strong&gt;), Assegno Unico e Universale, Bonus Mamma Domani.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Tutte cose buone, ma non bastano e non basteranno mai se non si fa cultura pro-famiglia&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La fecondazione artificiale non &#232; una risposta alla denatalit&#224;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Va purtroppo notato che, nel contesto di un condivisibile ragionamento su come l’afflato per la tutela della natura che connota i tempi moderni dovrebbe essere esteso anche alla natura umana, e di questa natura anche alle leggi naturali che regolano la fertilit&#224; e la generativit&#224;, la Gambini &#232; incorsa in un (inquietante) scivolone bioetico, quando ha definito la PMA – procedura che uccide e manipola decine di migliaia di esseri umani, persone vere – “una cosa buona”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Condividiamo totalmente la sua giusta empatia e comprensione verso le coppie in crisi per l’infertilit&#224;.&lt;/strong&gt; Questo per&#242; non pu&#242; permettere lo sdoganamento di &lt;strong&gt;una pratica radicalmente e profondamente ingiusta, che va condannata senza se e senza ma.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La fecondazione artificiale non &#232; welfare &lt;/strong&gt;e non &#232; una valida risposta alla denatalit&#224;: basterebbe a dimostrarlo il fatto che, secondo i dati dell’ultima Relazione ministeriale sulla legge 40/2004, &lt;strong&gt;meno del 12% dei cicli ha esitato in una gravidanza&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ma la cosa assolutamente inaccettabile &#232; la &lt;strong&gt;fabbricazione degli esseri umani in provetta&lt;/strong&gt;, che di per s&#233; ne calpesta irrimediabilmente la dignit&#224;. Non solo tratta &lt;strong&gt;come oggetti &lt;/strong&gt;dei &lt;strong&gt;bambini&lt;/strong&gt; piccoli piccoli (Annachiara Gambini ha 5 figli: non posso neanche pensare che creda alla balla del “grumo di cellule”...), ma comporta la &lt;strong&gt;morte di 9 bambini per uno che ne nasce.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un centinaio di migliaia di morti all&#39;anno.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La Relazione non ci dice quanti bambini allo stato embrionale sono stati creati in tutto&lt;/strong&gt;. N&#233; quanti sono stati congelati in tutto. Ci d&#224; solo i dati relativi agli embrioni &lt;strong&gt;“omologhi”&lt;/strong&gt; (creati con i gameti della coppia committente): ne hanno fatti &lt;strong&gt;177.097; sono nati vivi 4.179 bambini&lt;/strong&gt;. La proporzione relativa agli “eterologhi” creati con uno o entrambi i gameti di terzi “donatori” (anche questa &#232; neolingua: sono &lt;strong&gt;venditori &lt;/strong&gt;perch&#233; gli ovuli e lo sperma si comprano su catalogo) non pu&#242; essere tanto diversa. Anche perch&#233; &#232; molto pi&#249; difficile far impiantare nell’utero di una donna un embrione non formatosi con un ovulo della stessa. Ma &lt;strong&gt;se anche – per assurdo – nessun embrione eterologo fosse andato perso, riteniamo che una societ&#224; civile che crede nel principio di uguaglianza e che predica la tutela e “l’inclusione” dei pi&#249; deboli non possa accettare la morte di 172.918 esseri umani per farne nascere 4.179.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Qualche migliaio di nati con la salute a rischio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Secondo la stessa Relazione, nel 2023 il numero totale di bambini nati vivi grazie all’applicazione di tutte le tecniche di fecondazione in vitro &#232; stato di 17.235. Dio benedica questi bambini e li preservi dalle &lt;strong&gt;malattie che i nati artificialmente rischiano&lt;/strong&gt; (difetti alla nascita, cardiopatie, malattie rare, tumori) &lt;strong&gt;in misura pi&#249; accentuata&lt;/strong&gt; rispetto a quelli concepiti naturalmente. Del resto, questi ultimi, dal momento del concepimento fino al momento dell’impianto in utero, hanno potuto “dialogare” con la madre (&lt;strong&gt;cross-talk)&lt;/strong&gt;, scambiandosi informazioni e sostanze preziose per il loro sviluppo futuro, anche da adolescenti e da adulti. I bambini concepiti artificialmente, invece, hanno “dialogato” con il vetro della capsula di Petri in un brodo di coltura di dubbia composizione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;E a qualcuno importa della salute delle donne?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Dalla Relazione risulta che &lt;strong&gt;il 49% dei cicli &#232; stato sospeso o interrotto.&lt;/strong&gt; Perch&#233;? &lt;strong&gt;Qualcuno ha informato le donne &lt;/strong&gt;che, per prelevare gli ovociti da fecondare, il loro ovaio – normalmente grande come una mandorla – deve essere bombardato di ormoni che lo fanno diventare come un melone? Qualcuno ha spiegato loro &lt;strong&gt;i rischi dell’iperstimolazione ovarica&lt;/strong&gt;, che pu&#242; degenerare in una sindrome (OHSS) anche mortale?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Qualcuno ha messo in guardia le coppie dai &lt;strong&gt;problemi psicologici anche gravi &lt;/strong&gt;che derivano dal (probabile) fallimento della fecondazione in vitro?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Prevenire e curare l’infertilit&#224; - La crioconservazione dei gameti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Piuttosto, bisognerebbe intervenire con la &lt;strong&gt;prevenzione e l’educazione alla conservazione della fertilit&#224; naturale &lt;/strong&gt;delle coppie e bisognerebbe promuovere la cura dell’infertilit&#224;, che oggi &#232; molto compromessa. Di fronte alle prime difficolt&#224; a concepire, infatti, si invitano immediatamente le coppie a rivolgersi al mercato della FIVET. Non solo. &lt;strong&gt;Va tanto di moda la crioconservazione dei gameti.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Anche l’europarlamentare leghista &lt;strong&gt;Isabella Tovaglieri&lt;/strong&gt;, pur avendo firmato il nostro manifesto valoriale, ha recentemente proposto, insieme al capogruppo in Regione Lombardia&lt;strong&gt; Alessandro Corbetta,&lt;/strong&gt; l’istituzione di un voucher per lo scopo. Congelare i gameti per i soliti motivi “lavorativi”: adesso fai carriera, al figlio ci pensi dopo i 40 anni, e fai fecondare gli ovuli scongelati, e si ingrassa il business delle cliniche per la fertilit&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;C’&#232; da dire che &lt;strong&gt;la crioconservazione dei gameti &#232; praticata anche per motivi medici,&lt;/strong&gt; cio&#232; per chi debba sottoporsi a cure come la chemioterapia che possono compromettere la fertilit&#224;. In questo caso, per&#242;, &lt;strong&gt;nessuno dice che si ottengono ottimi risultati attraverso il prelievo e il congelamento del tessuto ovarico (e ora anche testicolare)&lt;/strong&gt;, ripristinando la funzione riproduttiva compromessa dalla chemio, &lt;strong&gt;senza dover ricorrere alla fecondazione artificiale&lt;/strong&gt;. E la ricerca sta ottenendo successi importanti anche dal congelamento di tessuto dei testicoli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il business di Big Fertility&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ma al mercato queste pratiche eticamente accettabili non convengono. Se consideriamo che il business di Big Fertility, solo per la fecondazione in vitro (senza calcolare l’utero in affitto), secondo Global Market Insights, nel 2023 si aggirava intorno ai &lt;strong&gt;20,2 miliardi di dollari&lt;/strong&gt; (ed &#232; un mercato in espansione nel quale si consiglia di investire), possiamo capire bene perch&#233; la propaganda in materia &#232; cos&#236; pervasiva e abile a mistificare il lato oscuro della questione. Tanto che la Fondazione per la Natalit&#224;, Annachiara Gambini e Isabella Tovaglieri, pur essendo di sani principi morali, sono cadute nell’inganno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Una verit&#224; da rendere pubblica&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La fecondazione artificiale fa pi&#249; morti e feriti dell’aborto e delle guerre&lt;/strong&gt;. &#200; una verit&#224; che deve presto diventare di dominio pubblico. Sta a voi, cari Lettori, aiutarci a proclamarla in ogni occasione &lt;em&gt;“opportune et importune”&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Pediatri Lgbt? La testimonianza di chi ha cambiato idea sulla propaganda gender</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/pediatri-lgbt-testimonianza-jamie-reed-propaganda-gender</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Sono serie e numerose le ragioni di criticit&#224; davanti a “&lt;em&gt;Oltre lo sguardo”&lt;/em&gt;, la guida della Societ&#224; Italiana di Pediatria, pubblicata lo scorso giugno, che, di fatto, &lt;strong&gt;trasforma i pediatri in attivisti Lgbt&lt;/strong&gt; sotto mentite spoglie – ma neppure troppo. Infatti, tale documento – per il ritiro del quale &lt;em&gt;Pro Vita &amp;amp; Famiglia &lt;/em&gt;ha avviato &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/petizione/i-pediatri-non-sono-militanti-lgbt-la-societa-italiana-di-pediatria-ritiri-la-guida-gender&quot;&gt;un’apposita petizione che ha superato le 41.000 sottoscrizioni&lt;/a&gt; – di fatto chiede ai pediatri di affiggere simboli arcobaleno in ambulatorio, di esporre libri che promuovano l’utero in affitto, di espungere dalle modulistiche le parole &#171;padre&#187; e &#171;madre&#187;, di validare il disagio di genere nei bambini secondo il discusso approccio affermativo e, &lt;em&gt;dulcis in fundo&lt;/em&gt;, di indirizzare le famiglie verso associazioni Lgbt.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Gli studi scientifici che smontano la transizione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Ora, davanti a tutto questo, come si diceva poc’anzi, le ragioni di perplessit&#224; sono numerose. In primo luogo, ricordiamo &lt;strong&gt;le pi&#249; recenti evidenze scientifiche&lt;/strong&gt;. A partire da quelle che, attraverso uno studio scientifico pubblicato ad aprile sulla rivista &lt;em&gt;Acta Paediatrica&lt;/em&gt; (2026) – esito di un’analisi di oltre 2.000 persone monitorate per un lasso di tempo di 23 anni, tra il 1996 e il 2019 – hanno messo in luce come &lt;strong&gt;la transizione peggiori, anzich&#233; migliorarla, la salute &lt;/strong&gt;dei giovani con disforia. E non solo. A fine maggio, infatti, un altro lavoro pubblicato sull’&lt;em&gt;European Journal of Developmental Psychology &lt;/em&gt;(2026) ha sollevato forti perplessit&#224; sul &lt;strong&gt;cosiddetto &quot;protocollo olandese&quot;&lt;/strong&gt;, che &#232; il modello terapeutico tale per cui – quando il disallineamento fra genere percepito e biologico, che a volte insorge nella prima infanzia, persiste nel tempo – si pu&#242; interrompere il proprio sviluppo &lt;strong&gt;bloccando la pubert&#224; sin dalla fase iniziale&lt;/strong&gt;, per &#171;guadagnare tempo&#187;, e poter quindi decidere con calma la propria identit&#224; di genere, senza “l’ostacolo” del corpo. Non &#232; quindi &lt;em&gt;Pro Vita &amp;amp; Famiglia&lt;/em&gt;, bens&#236; la pi&#249; affidabile e recente letteratura internazionale a sconfessare quell’approccio affermativo allegramente indicato nella nuova guida della Societ&#224; Italiana di Pediatria.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Chi ha cambiato idea: &#171;in coscienza non posso tacere&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Un documento dinnanzi al quale giova anche ricordare alcuni eloquenti casi di&lt;strong&gt; pediatri o medici vicini al mondo dei bambini che hanno cambiato idea&lt;/strong&gt; rispetto all’entusiasmo che, inizialmente, avevano verso la &lt;strong&gt;transizione&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;dei&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;minori&lt;/strong&gt;. Un esempio illuminante,&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/in-coscienza-non-posso-piu-tacere-testimonianza-di-una-case-manager-2&quot;&gt; gi&#224; ricordato su queste colonne&lt;/a&gt;, &#232; quello affiorato all’onore delle cronache all’inizio del 2023 quando &lt;strong&gt;Jamie Reed&lt;/strong&gt; – ex case manager al &lt;strong&gt;Centro per la transizione dei minori della Washington University&lt;/strong&gt; presso il St. Louis Children’s Hospital – ha reso note le motivazioni per le quali, semplicemente, non se la sentiva pi&#249; di fare il lavoro che faceva. Il motivo? In estrema sintesi, la donna – peraltro assolutamente non tacciabile di conservatorismo, dato che nel fare la sua pubblica denuncia sul portale &lt;em&gt;The Free Press&lt;/em&gt; si era presentata come &#171;&lt;em&gt;una donna queer politicamente alla sinistra di Bernie Sander&lt;/em&gt;s&#187;, sposata con un uomo transgender, con cui cresce i suoi due figli biologici e tre adottivi – aveva notato &lt;strong&gt;una totale anarchia terapeutica&lt;/strong&gt;. Se n’era accorta osservando casi inquietanti di &lt;strong&gt;ragazzi trattati come trans&lt;/strong&gt;. Come quello di &#171;&lt;em&gt;un giovane che soffriva di un intenso disturbo ossessivo-compulsivo che si manifestava con il desiderio di tagliarsi il pene dopo essersi masturbato&lt;/em&gt;&#187;. Costui non aveva &#171;&lt;em&gt;manifestato disforia di genere, ma assumeva ormoni. Ho chiesto al dottore quale protocollo stesse seguendo, ma non ho mai avuto una risposta&lt;/em&gt;&#187;, aveva raccontato Reed, secondo cui i medici, anche nei casi di disforia di genere, riconoscono come si tratti spesso di &#171;&lt;em&gt;false autodiagnosi&lt;/em&gt;&#187;, eppure procedono lo stesso coi trattamenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Transizioni anche senza consenso dei genitori&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In tutto ci&#242;, a colpire la donna era stato &lt;strong&gt;il comportamento tenuto con i genitori dei pazienti &lt;/strong&gt;del Transgender Center. &#171;&lt;em&gt;Durante la mia permanenza al Centro&lt;/em&gt;&#187;, aveva affermato Reed, &#171;&lt;em&gt;ho visto coi miei occhi gli operatori sanitari mentire ai genitori dei pazienti sul trattamento, o sulla mancanza di trattamento, e sugli effetti del trattamento fornito ai loro figli&lt;/em&gt;&#187;. &lt;strong&gt;A proposito di famiglie&lt;/strong&gt;, &#171;&lt;em&gt;in diverse occasioni&lt;/em&gt;&#187; i medici dell’ospedale di St. Louis pare abbiano &#171;&lt;em&gt;continuato a prescrivere la transizione medica anche quando un genitore ha dichiarato che non dava il suo consenso&lt;/em&gt;&#187;. Il tutto &lt;strong&gt;non senza conseguenze per i pazienti&lt;/strong&gt;. &#171;&lt;em&gt;Ho visto i bloccanti della pubert&#224; peggiorare i risultati della salute mentale dei bambini&lt;/em&gt;&#187;, continuava infatti il documento-denuncia di Reed, la quale racconta anche che &lt;em&gt;&#171;i bambini che non avevano contemplato il suicidio prima d’essere sottoposti alla somministrazione dei bloccanti della pubert&#224;, l’hanno tentato dopo&#187;. &lt;/em&gt;Un’altra anomalia all’epoca notata dalla Reed era la condotta di medici che, sebbene affermassero di non eseguire &#171;&lt;em&gt;interventi chirurgici di transizione di genere su minori&lt;/em&gt;&#187;, nei fatti poi li eseguivano. Insomma, come gi&#224; si diceva, Jamie Reed – che sa quello che dice dato che lavorava in un centro dove solo negli ultimi due anni della sua permanenza erano stati trattati oltre 600 bambini – aveva visto, restandone disgustata, &lt;strong&gt;un far west terapeutico sulla pelle dei bambini&lt;/strong&gt;. Vogliamo davvero che, anche attraverso prese di posizione a dir poco incaute come quelle contenute nell’ultima guida della Societ&#224; Italiana di Pediatria, si &lt;strong&gt;rischi di arrivare a questo anche in Italia?&lt;/strong&gt; La letteratura scientifica e i tanti ripensamenti internazionali ci sconsigliano vivamente di continuare su questa strada ideologica e pericolosa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Una parte dei meloniani sta diventando progressista e woke?</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/governo-meloni-woke-finanziamenti-cinema-lgbt</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Una parte dei &lt;strong&gt;meloniani&lt;/strong&gt; – o meglio, di chi gravita intorno a &lt;strong&gt;Giorgia&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Meloni&lt;/strong&gt; e al &lt;strong&gt;governo&lt;/strong&gt; – sta virando verso strade “progressiste”? Una domanda, oggi, che ci appare lecita, non solo perch&#233; ci si avvicina sempre di pi&#249; alla fine della legislatura e dunque siamo quasi alle porte di una nuova campagna elettorale. Un altro fattore che fa sorgere qualche dubbio &#232; sicuramente rappresentato dal fatto che, ultimamente, abbiamo visto spuntare fuori qualche esponente dei partiti di maggioranza – o vicino ad essi – propenso ad abbracciare addirittura le istanze dell’agenda &lt;strong&gt;Lgbt&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;woke&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#200; infatti quanto testimonia in primo luogo la pioggia di finanziamenti stanziati dal governo per &lt;strong&gt;confezionare pellicole con temi in salsa arcobaleno care pi&#249; al progressismo della sinistra transfemminista e pro Pal &lt;/strong&gt;che al mondo dei valori propri della destra conservatrice e tradizionalista, come emerso nei giorni scorsi su Il Foglio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Finanziamenti al cinema per pellicole woke ed Lgbt&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In tal senso, infatti, in preparazione della prossima stagione cinematografica il Ministero della Cultura sta gi&#224; erogando lauti contributi a film arcobaleno. Tra questi sar&#224; trasposto, per esempio, &lt;strong&gt;sul grande schermo il libro di Chiara Valerio “&lt;em&gt;Chi dice e chi tace&lt;/em&gt;”, per la regia della moglie Marcella Libonati&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;&#171;una storia nera di personaggi, un’indagine su una provincia insolita, ritratto di donne in costante mutazione&#187;&lt;/em&gt; che sviluppa il &lt;strong&gt;tema della fluidit&#224; di genere&lt;/strong&gt;. Finanziamenti cospicui sono arrivati anche a “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;So the Lovers Could Come Out Again&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;”, che narra la vicenda di due uomini libanesi che addirittura s’innamorano lungo la Linea Verde di Beirut. Insomma &lt;strong&gt;una storia d’amore omoerotico all’insegna del cosiddetto love is love&lt;/strong&gt;, come si ritrova ormai in quasi tutte le serie diffuse dalle principali piattaforme di streaming. E ancora, come se non fosse gi&#224; abbastanza, c’&#232; anche il film “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mademoiselle&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;”, che racconta la storia di Matilde, la quale &#171;ha 17 anni e il fuoco negli occhi. Le uniche due cose che contano per lei sono la &lt;strong&gt;musica trap&lt;/strong&gt; e il suo gruppo di amici maschi&#187;. La stessa si autopercepisce fluida, per cui non sa definirsi femmina o maschio e &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&#171;rifiuta l’identit&#224; di genere imposta dalla societ&#224;&#187;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La Commissione che eroga i finanziamenti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La stessa Commissione che eroga tali finanziamenti ‘selettivi’ per il cinema con finalit&#224; culturali &#232; inoltre la medesima che bocci&#242; &lt;strong&gt;un docu-film su Giulio Regeni&lt;/strong&gt;. Tale diniego iniziale ai contributi pubblici fece arrabbiare il ministro Giuli al punto che &lt;strong&gt;licenzi&#242; il capo della segreteria tecnica Emanuele Merlino&lt;/strong&gt;. Una contromisura politica giudicata un tantino arbitraria, che lo costrinse a riferire nel merito anche in Parlamento. Eppure pare che tale produzione sul ricercatore italiano sequestrato e ucciso in Egitto dopo essere uscita dalla porta stia ora rientrando dalla finestra, dal momento che &lt;strong&gt;&#232; stata ripresa tra i ‘progetti speciali’ della medesima Commissione&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;E questo nonostante si senta spesso dire dalle opposizioni che il servizio pubblico televisivo sia una sorta di “Tele Meloni”. Eppure, come riportato sempre da Il Foglio, sono sempre pi&#249; &lt;strong&gt;numerosi i registi, gli scrittori e i conduttori che beneficiano dei lauti finanziamenti del governo&lt;/strong&gt;, pur non essendo propriamente dei militanti di destra o di partiti di maggioranza. Basti ricordare in proposito che Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, ha ottenuto ben &lt;strong&gt;700mila euro&lt;/strong&gt; per il film “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Che Dio perdona a tutti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;”, critico nei confronti di una certa religiosit&#224;, mentre “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cara Giulia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;”, che ripercorre la tragica vicenda di Giulia Cecchettin, ne ha ricevuti &lt;strong&gt;600mila&lt;/strong&gt;. E ancora, “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il sopravvissuto&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;” di Cuppellini – che traspone cinematograficamente il libro di Scurati – ha ricevuto &lt;strong&gt;800mila euro&lt;/strong&gt; di finanziamenti; mentre “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cuore nero&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;” di Crialese, che porta sullo schermo il romanzo di Silvia Avallone ne ha presi &lt;strong&gt;750mila&lt;/strong&gt;. Infine c’&#232; “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Gaza - Linea di difesa&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;” di Alessandro Tonda, che ripercorre la vicenda di un corridoio umanitario creato per portare in salvo alcuni bambini palestinesi e che di soldi ne ha ottenuti &lt;strong&gt;550mila euro&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Relativamente a tutto ci&#242;, quindi, appare evidente che &lt;strong&gt;la settima arte si stia sempre pi&#249; incrinando verso le istanze woke e verso l’agenda Lgbt&lt;/strong&gt; ed &#232; curioso – per non dire scandaloso – che questo venga portato avanti grazie ad alcuni esponenti vicini al governo Meloni, che ha fatto della difesa dei valori tradizionali la propria bandiera.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Luca Bernardo, il consigliere di Futuro Nazionale che difende la Carriera Alias</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/luca-bernardo-futuro-nazionale-carriera-alias-vannacci</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Luca Bernardo&lt;/strong&gt; non &#232; un consigliere comunale qualunque. &#200; il primario del Dipartimento di Pediatria dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, l’uomo che nel 2021 sfid&#242; Beppe Sala alla guida della citt&#224; come candidato del centrodestra, e da pochissimi giorni &lt;strong&gt;ha lasciato le file di Forza Italia per aderire a Futuro Nazionale&lt;/strong&gt;, il movimento fondato da Roberto Vannacci. Perch&#233; la sua figura e le sue adesioni politiche sono importanti? Perch&#233; proprio pochi giorni fa, il 25 luglio, &lt;strong&gt;Bernardo ha firmato su &lt;em&gt;La Verit&#224; &lt;/em&gt;un articolo-opinione&lt;/strong&gt; dal titolo &lt;em&gt;“La disforia non sia campo di guerra tra tifoserie”&lt;/em&gt; i cui dettagli si discostano totalmente da quelle che sono le linee – e le promesse politiche – del partito al quale ha da poco aderito. Nel testo, infatti – scritto innanzitutto da medico oltre che da politico, tant’&#232; che in calce &#232; riportato il suo ruolo professionale nel nosocomio milanese – &lt;strong&gt;emergono posizioni oggettivamente difficilmente conciliabili con la linea che Futuro Nazionale&lt;/strong&gt; – e lo stesso &lt;strong&gt;Vannacci&lt;/strong&gt; – hanno sempre rivendicato con chiarezza sui temi del gender, dell’identit&#224; di genere nei minori e della “Carriera Alias”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La difesa della Carriera Alias&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il passaggio pi&#249; delicato dell’articolo riguarda infatti proprio la &lt;strong&gt;Carriera&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Alias&lt;/strong&gt;, lo strumento – che da anni Pro Vita &amp;amp; Famiglia contesta come pericoloso, ideologico e illegale – che consente agli studenti di utilizzare nei registri scolastici un nome diverso da quello anagrafico, con il rischio di inculcare nella mente di &lt;strong&gt;bambini&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;adolescenti&lt;/strong&gt; l’idea che si possa davvero &lt;strong&gt;“nascere nel corpo sbagliato”&lt;/strong&gt; e dunque instradarli in una transizione di genere prima sociale e poi, chiss&#224;, forse anche chirurgica con conseguenze psicologiche e fisiche irreversibili. Ebbene, &lt;strong&gt;Bernardo&lt;/strong&gt; scrive che la sua attivazione &#171;potrebbe rappresentare per molti studenti un argine contro il drop-out scolastico e il bullismo&#187;, definendola addirittura &#171;un atto di rispetto e protezione sociale&#187;. Non si tratta di una considerazione neutra ed &#232; oggettivamente e &lt;strong&gt;palesemente in contrasto con quanto avviene invece all’interno della sua area politica&lt;/strong&gt;. La Carriera Alias, infatti, &#232; da anni – giustamente – un bersaglio ricorrente del centrodestra (ma anche del neonato movimento &lt;strong&gt;Futuro&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Nazionale&lt;/strong&gt; e di &lt;strong&gt;Roberto&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Vannacci&lt;/strong&gt;), che denuncia tale strumento come un primo passo verso la normalizzazione istituzionale della transizione sociale dei minori, spesso attivata nelle scuole senza un reale coinvolgimento delle famiglie, oltre che senza vere evidenze mediche e scientifiche. Che sia proprio &lt;strong&gt;un consigliere comunale di Futuro Nazionale&lt;/strong&gt; a descriverla in termini cos&#236; positivi rappresenta uno scarto netto rispetto alla linea ufficiale del movimento, e pensiamo che difficilmente possa passare inosservato agli occhi di chi in quella linea si riconosce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un lessico pro Lgbt&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Anche&lt;strong&gt; la definizione da cui muove l’intero ragionamento dell’articolo di Luca Bernardo merita attenzione&lt;/strong&gt;. Il pediatra, infatti, descrive la disforia di genere come la sofferenza generata &#171;dall’incongruenza tra il genere esperito o espresso e quello assegnato alla nascita&#187;. L’espressione &lt;strong&gt;&#171;assegnato alla nascita&#187;&lt;/strong&gt; non &#232; un dettaglio stilistico, ma &#232; una terminologia mutuata direttamente dal lessico del movimento Lgbt pi&#249; radicale e dell’approccio noto come &lt;em&gt;gender-affirming care&lt;/em&gt;, secondo cui il sesso sarebbe appunto un’&#171;assegnazione&#187; esterna e non un dato biologico oggettivo. Per chi, come Futuro Nazionale, contesta questa impostazione, il sesso non si &#171;assegna&#187;: si constata alla nascita, biologicamente, proprio perch&#233; &#232; una caratteristica biologica incontrovertibile. Anche in questo caso, quindi, il fatto che &lt;strong&gt;un esponente di punta del partito vannacciano &lt;/strong&gt;scelga proprio queste parole per introdurre il tema non &#232; un dettaglio da poco: &#232; un’adesione, quantomeno lessicale, a un paradigma culturale che il suo stesso movimento – e il suo leader – hanno sempre pubblicamente respinto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Bernardo non nuovo a queste derive&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;In realt&#224; Luca Bernardo non sembra essere nuovo a queste derive pro Lgbt. Nel &lt;strong&gt;novembre 2024&lt;/strong&gt;, quando era consigliere per &lt;strong&gt;Forza Italia, &lt;/strong&gt;fu infatti &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/corsi-di-formazione-gender-promossi-dagli-uffici-scolastici-regionali-nel-silenzio-di-valditara&quot;&gt;promotore di un evento che parlava apertamente di gender nelle scuole e mise in imbarazzo anche il ministro Valditara&lt;/a&gt;. Si trattava di un’iniziativa organizzata anche dall’&lt;strong&gt;Ufficio Scolastico Regionale&lt;/strong&gt; alla quale furono invitati a partecipare i &lt;strong&gt;docenti&lt;/strong&gt; e addirittura gli &lt;strong&gt;studenti&lt;/strong&gt;, dove si sarebbe parlato di &lt;em&gt;“identit&#224; non binarie”. &lt;/em&gt;Il tutto, inoltre, fu fatto anche per presentare un corso che a sua volta conteneva un modulo dal titolo “&lt;em&gt;Accompagnare percorsi di costruzione identitaria in contesti educativi: quando siamo disabilitanti?”&lt;/em&gt;. Quali fossero questi percorsi, d’altro canto, fu chiarito dall’intervento immediatamente successivo previsto dal corso: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;“Adozione della Carriera Alias”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Ebbene s&#236;, proprio quella stessa Carriera Alias pochi giorni fa cos&#236; tanto difesa da Bernardo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La distanza da Vannacci&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;E veniamo invece al leader e fondatore di &lt;strong&gt;Futuro&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Nazionale&lt;/strong&gt;, Roberto &lt;strong&gt;Vannacci&lt;/strong&gt;. Il contrasto tra le affermazioni di Bernardo e le idee che da sempre hanno caratterizzato l’ex generale appare ancora pi&#249; evidente non solo se si ricordano le posizioni di &lt;strong&gt;Vannacci&lt;/strong&gt;, ma in particolare basterebbe solo ricordare che lo stesso leader di &lt;strong&gt;Futuro Nazionale&lt;/strong&gt; ha, pochi mesi fa – lo scorso 3 dicembre – &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/nel-cuore-del-parlamento-europeo-pro-vita-famiglia-e-vannacci-hanno-dato-voce-al-detransitioner-daniel-black-distrutto-da-una-bugia&quot;&gt;partecipato e promosso attivamente, al Parlamento Europeo a Bruxelles, a una conferenza stampa organizzata insieme a Pro Vita &amp;amp; Famiglia&lt;/a&gt; proprio per denunciare la diffusione dell’ideologia gender e della cosiddetta agenda Lgbt nelle istituzioni europee. In quell’occasione al centro dell’incontro ci fu la storia del detransitioner di origine ceca &lt;strong&gt;Daniel&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Black&lt;/strong&gt; che, dopo aver intrapreso il percorso di transizione di genere, &#232; tornato al proprio sesso reale pagando sulla propria pelle un prezzo altissimo, fisico e psicologico. Per non parlare del fatto che sempre &lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/elezioni-europee-intervista-a-roberto-vannacci-lega&quot;&gt;Vannacci fu tra i sottoscrittori – ai tempi della sua presenza nella Lega – del Manifesto Valoriale che Pro Vita &amp;amp; Famiglia sottopose a tutti i candidati&lt;/a&gt; alle ultime elezioni europee, quelle del 2024 quando appunto Vannacci fu poi eletto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Dunque stiamo parlando della stessa battaglia di buon senso – e per il bene dei nostri bambini e giovani – che oggi un consigliere comunale del suo stesso partito sembra – se non contraddire apertamente – comunque gravemente ammorbidire, perch&#233; quando certe parole arrivano da chi siede anche in&lt;strong&gt; Consiglio Comunale&lt;/strong&gt; sotto le insegne di un movimento che ha fatto della &lt;strong&gt;battaglia contro il gender &lt;/strong&gt;uno dei propri tratti distintivi, le domande diventano politiche, prima ancora che cliniche: a quale linea risponde davvero Luca &lt;strong&gt;Bernardo&lt;/strong&gt;? Roberto &lt;strong&gt;Vannacci&lt;/strong&gt; &#232; consapevole di tutto ci&#242;?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&lt;a name=&quot;_heading=h.t03igej4o4ts&quot;&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Ecco perch&#233; i “chiarimenti” dei pediatri sulla guida Lgbt non convincono</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/chiarimenti-pediatri-guida-lgbt-oltre-lo-sguardo-non-convincono</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Nei giorni scorsi la &lt;strong&gt;Societ&#224; Italiana di Pediatria&lt;/strong&gt; e l’&lt;strong&gt;Associazione Culturale Pediatri&lt;/strong&gt; – autori, ormai lo sappiamo fin troppo bene, della guida Lgbt “Oltre lo sguardo” – hanno pubblicamente risposto alle critiche sollevate in queste settimane dalla nostra associazione e dalla &lt;strong&gt;Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza&lt;/strong&gt; Marina Terragni. Ebbene, oltre che per mezzo stampa, i due enti hanno diramato due brevi documenti – uno indirizzato alla Garante e uno, pi&#249; generico, con&lt;strong&gt; 16 domande e altrettante risposte&lt;/strong&gt; – con l’obiettivo di “chiarire” quanto contenuto nella Guida e il perch&#233; stesso di quel documento pubblicato lo scorso giugno. Vi spieghiamo perch&#233; secondo noi questi “chiarimenti” – le virgolette sono d’obbligo – &lt;strong&gt;non convincono e non risolvono i contenuti di una Guida che era e rimane ideologica e da ritirare&lt;/strong&gt;, cos&#236; come abbiamo fin dall’inizio chiesto e continuiamo a fare anche&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/petizione/i-pediatri-non-sono-militanti-lgbt-la-societa-italiana-di-pediatria-ritiri-la-guida-gender&quot;&gt; con una petizione che ha superato le 41.000 firme&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il trucco dell’etichetta “non clinica”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il perno attorno a cui ruota l’intera difesa di SIP e ACP – lo si ritrova identico sia nelle 16 domande e risposte sia nella nota inviata a Terragni – &#232; semplice ma altrettanto discutibile: &lt;strong&gt;“Oltre lo sguardo” non sarebbe una linea guida clinica&lt;/strong&gt;, ma un mero &#171;documento informativo e formativo&#187;, e per questo non necessiterebbe della validazione del Sistema Nazionale Linee Guida prevista dalla legge Gelli-Bianco. &#200; un’etichetta comoda, ma non regge. Un testo diffuso a tutti i pediatri associati, che detta la checklist dell’ambulatorio, l’uso di nome e pronomi elettivi, i criteri di invio e il rapporto con la scuola, &lt;strong&gt;orienta di fatto la condotta professionale esattamente come farebbe una raccomandazione clinica&lt;/strong&gt;. E la contraddizione si tocca con mano leggendo la stessa risposta numero 5 del documento, dove SIP e ACP, per legittimare i contenuti della Guida, &lt;strong&gt;si appoggiano proprio a fonti dichiaratamente clinico-terapeutiche&lt;/strong&gt;: la Clinical Practice Guideline dell’Endocrine Society, il PDTA della Societ&#224; Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, il Position Paper intersocietario italiano del 2024. Non si pu&#242; invocare l’autorevolezza della letteratura clinica quando serve e dichiararsi estranei all’ambito clinico quando invece serve sfuggirne i controlli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Rigore scientifico a targhe alterne&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;C’&#232; poi un secondo, gravissimo, vizio – dimostrabile con i documenti stessi alla mano – ovvero &lt;strong&gt;il doppio standard con cui SIP e ACP trattano le evidenze scientifiche&lt;/strong&gt;. Prendiamo la &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cass Review&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, la pi&#249; ampia revisione indipendente oggi disponibile sul tema, condotta nel Regno Unito e fondata sulle revisioni sistematiche commissionate all’Universit&#224; di York: non viene citata, spiegano i pediatri, perch&#233; la Guida &#171;non &#232; una revisione sistematica o una metanalisi sulle terapie ormonali&#187; e perch&#233; le sue conclusioni sarebbero comunque &#171;state criticate nella comunit&#224; scientifica internazionale a causa di bias metodologici ed etici&#187;. Un rilievo, quest’ultimo, sostenuto citando un solo lavoro critico &lt;em&gt;(Noone et al., 2025)&lt;/em&gt;, mentre delle revisioni sistematiche sottostanti alla &lt;em&gt;Cass&lt;/em&gt; non c’&#232; traccia. Si tace, inoltre, sul fatto che a &lt;strong&gt;conclusioni convergenti sulla debolezza delle evidenze per i bloccanti della pubert&#224; &lt;/strong&gt;sono giunti, in modo indipendente, anche il NICE britannico, l’agenzia svedese SBU insieme al Karolinska Institutet, la finlandese COHERE e le autorit&#224; sanitarie norvegesi: &lt;strong&gt;non un’opinione isolata, dunque, ma l’orientamento prudenziale di pi&#249; sistemi sanitari europei,&lt;/strong&gt; sistematicamente ignorato dalla Guida.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Lo stesso schema si ripete sulla cosiddetta &lt;strong&gt;&lt;em&gt;“desistenza”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: gli studi di follow-up 2008-2013 (Drummond, Steensma, Wallien e Cohen-Kettenis) vengono esclusi dalla bibliografia per limiti nella selezione dei campioni, sulla base di un solo articolo di commento (Temple Newhook et al., 2018) che &lt;strong&gt;non &#232; nemmeno una revisione sistematica&lt;/strong&gt;. La stessa severit&#224;, per&#242;, non viene mai applicata agli studi posti a sostegno dell’affermazione precoce, come quelli di Olson (2015 e 2022) e di Durwood (2017), fondati su coorti di convenienza, campioni auto-selezionati e reclutamento tramite reti orientate. E quando si tratta di riconoscere gli &lt;em&gt;Standards of Care WPATH-SOC 8&lt;/em&gt; – semplici raccomandazioni di un panel di esperti, collocate nella gerarchia delle evidenze ben al di sotto delle revisioni sistematiche – il rigore scientifico dei pediatri italiani sembra scomparire del tutto. &lt;strong&gt;Persino sulla neurodivergenza&lt;/strong&gt;, dove SIP e ACP applicano correttamente la cautela statistica contro il rischio di &lt;em&gt;“causazione inversa”&lt;/em&gt;, il problema resta lo stesso: quella cautela, giustissima in s&#233;, viene attivata solo per allontanare un’inferenza scomoda – che una parte delle richieste possa essere secondaria a condizioni neuroevolutive e richiedere quindi una diagnosi differenziale pi&#249; attenta prima di qualunque percorso affermativo – e &lt;strong&gt;mai per rivedere le fonti &lt;/strong&gt;che sorreggono la Guida.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La contraddizione della transizione (non) reversibile&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;C’&#232; poi &lt;strong&gt;una contraddizione interna&lt;/strong&gt; che basta mettere a confronto due risposte dello stesso documento per farla emergere. Alla domanda 8 si legge infatti che l’&lt;em&gt;&#171;affermazione sociale&#187;&lt;/em&gt; – termine che, lo ammettono gli stessi autori, ha sostituito quello di &lt;em&gt;&#171;transizione sociale&#187; &lt;/em&gt;– &#232; &#171;completamente reversibile e priva di implicazioni cliniche&#187;, quindi non sarebbe un trattamento sanitario. Alla domanda 11, per&#242;, si riconosce che &#171;l’affermazione sociale in et&#224; prepuberale pu&#242; persistere dopo la pubert&#224;&#187; e che solo&lt;strong&gt; l’eventualit&#224; di una ri-transizione &lt;/strong&gt;dimostrerebbe che non si tratta di un percorso &#171;senza ritorno&#187;. &lt;strong&gt;Le due affermazioni non possono coesistere&lt;/strong&gt;: se un intervento psicosociale &#232; in grado di persistere, orientare una traiettoria evolutiva e in certi casi richiedere una successiva ri-transizione, &lt;strong&gt;allora non &#232; per definizione &#171;privo di implicazioni cliniche&#187;&lt;/strong&gt;, e l’avverbio &#171;completamente&#187; usato nella risposta 8 &#232; scientificamente indifendibile. Non &#232; un dettaglio lessicale: la stessa letteratura richiamata dalla Guida, a partire da Olson 2022, &lt;strong&gt;documenta tassi molto bassi di ritorno tra i bambini socialmente transizionati&lt;/strong&gt;, un dato che suggerisce come la transizione sociale possa consolidare un esito anzich&#233; limitarsi a rifletterlo in modo neutro – esattamente &lt;strong&gt;il contrario del &#171;diritto del minore a un futuro aperto&#187;&lt;/strong&gt; che SIP e ACP dichiarano di condividere con la Garante Terragni. Anche il richiamo alla &lt;em&gt;European Academy of Paediatrics &lt;/em&gt;soffre dello stesso difetto: &lt;strong&gt;viene citato solo il passaggio favorevole all’affermazione sociale non medicalizzata, tacendo che lo stesso documento insiste con pari chiarezza sulla debolezza della base di evidenze&lt;/strong&gt; e sulla necessit&#224; di cautela.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Infine, sulle storie di &lt;strong&gt;Anna&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Liam&lt;/strong&gt; inserite nella Guida come casi reali, la stessa nota dei pediatri ammette che &#171;l’estrema sintesi delle due narrazioni... pu&#242; non restituire adeguatamente la complessit&#224; delle valutazioni compiute&#187;: un modo elegante per riconoscere, sotto la pressione delle critiche, che&lt;strong&gt; il racconto cos&#236; come pubblicato era fuorviante&lt;/strong&gt;. Le precisazioni aggiunte solo ora – ovvero che il pediatra non avrebbe definito l’identit&#224; della bambina n&#233; disposto la carriera alias – non compaiono nel testo della Guida, e restano comunque su un impianto narrativo che accosta Anna, accolta e affermata, a Liam, descritto come vittima di &#171;ostilit&#224; e rifiuto&#187; in famiglia: un accostamento che codifica implicitamente la cautela dei genitori come ostilit&#224;, la prudenza come discriminazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le crepe nelle fonti citate da SIP e ACP&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Anche &lt;strong&gt;l’apparato delle fonti &lt;/strong&gt;citate a sostegno della Guida, se osservato da vicino, &lt;strong&gt;mostra&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;crepe&lt;/strong&gt;. I pediatri presentano gli &lt;em&gt;Standards of Care WPATH-SOC 8&lt;/em&gt; come riferimento centrale e ne confermano l’autorevolezza richiamando il &lt;em&gt;PDTA&lt;/em&gt; della Societ&#224; Italiana di Endocrinologia Pediatrica e il &lt;em&gt;Position Paper&lt;/em&gt; intersocietario italiano del 2024: peccato che entrambi questi documenti assumano a loro volta i SOC-8 come fonte. &lt;strong&gt;Non &#232; pluralit&#224; di evidenze indipendenti&lt;/strong&gt;, ma la stessa fonte che ritorna sotto sigle diverse. C’&#232; poi un argomento che ci sembra essere quantomeno prematuro: la SIP dichiara di &lt;strong&gt;attendere le determinazioni del Tavolo tecnico sulla Disforia di Genere&lt;/strong&gt;, istituito nel 2024 e di cui la stessa societ&#224; fa parte, mentre ha gi&#224; diffuso a tutti i pediatri italiani un documento che quell’orientamento in parte presuppone. Se il quadro delle evidenze &#232; ancora al vaglio di un tavolo istituzionale, &lt;strong&gt;la pubblicazione della Guida appare quindi quantomeno prematura&lt;/strong&gt;. Lo stesso vale per il principio di precauzione: la nota distingue le variazioni congenite delle caratteristiche sessuali – dove la prudenza impone di rinviare interventi medico-chirurgici irreversibili – dalla varianza di genere, per la quale si sostiene che &#171;non vi &#232; alcun intervento medico&#187;. Ma &#232; proprio questo il punto in discussione, non un dato acquisito: dare per dimostrata la neutralit&#224; dell’affermazione sociale per poi escluderla dal principio di prudenza &#232; un ragionamento circolare. &lt;strong&gt;Discorso non troppo diverso vale per l’omogenitorialit&#224;&lt;/strong&gt;: le fonti citate a sostegno dell’assenza di differenze negli esiti di sviluppo dei bambini – Golombok 2003, Patterson 2009, Perrin 2013 – sono datate, su campioni piccoli e non rappresentativi, insufficienti a escludere differenze; &#171;nessuna differenza dimostrata&#187; in studi cos&#236; limitati non equivale a &#171;differenza assente&#187;. Inoltre ricordare, come fa la Guida, che &lt;strong&gt;l’utero in affitto &#232; vietato dall’ordinamento italiano&lt;/strong&gt; non basta a rendere neutrale la trattazione di situazioni “familiari” che da quella pratica possono avere origine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le domande senza risposta&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il perimetro scelto da SIP e ACP – sedici domande formulate dall’interno, pi&#249; una nota di cortesia istituzionale alla Garante – permette soprattutto di aggirare le contestazioni pi&#249; scomode. Non una parola sulla &lt;em&gt;governance&lt;/em&gt; e sui possibili conflitti di interesse, nessun riferimento all’articolo 13 e all’articolo 19 dello Statuto SIP, che impongono la verifica di qualit&#224; del Comitato Scientifico &#171;sulla base di indici validati dalla comunit&#224; scientifica internazionale&#187;. Un documento che omette le revisioni sistematiche pi&#249; rilevanti lascia intatto il dubbio che quella&lt;strong&gt; verifica non sia mai stata compiuta davvero&lt;/strong&gt;. Non risponde neppure alla domanda sulla legittimazione istituzionale: la mancata validazione da parte del Sistema Nazionale Linee Guida viene presentata come prova che quella validazione non fosse necessaria, un ragionamento che si morde la coda. Resta poi il nodo della rete di invio: la Guida insiste sul dovere del pediatra di &#171;orientare verso professionisti competenti&#187;, &lt;strong&gt;senza mai chiarire quali.&lt;/strong&gt; Se quella rete coincide con servizi a impostazione affermativa, l’&#171;invio neutrale&#187; diventa semplicemente &lt;strong&gt;l’imbocco di un percorso dall’esito gi&#224; orientato&lt;/strong&gt;, e la neutralit&#224; dichiarata andrebbe verificata sulla destinazione, non solo sulle intenzioni. Infine, &lt;strong&gt;il silenzio pi&#249; eloquente&lt;/strong&gt; riguarda il mandato culturale della Guida: nessun accenno ai passaggi del testo che spostano il baricentro dalla cura a una &#171;partecipazione a un processo di cambiamento&#187; culturale, n&#233; al termine &#171;adultismo&#187; usato per qualificare l’esercizio della responsabilit&#224; genitoriale, in aperta tensione con gli articoli 30 e 31 della Costituzione e con l’articolo 316 del Codice civile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Per questo &lt;strong&gt;continuiamo a ritenere che i “chiarimenti”&lt;/strong&gt; non chiariscano granch&#233;: spostano il terreno del confronto da che cosa dice davvero la Guida a come vada etichettata, ma non toccano nel merito nessuna delle criticit&#224; sollevate. La nostra richiesta resta quindi la stessa di sempre: il ritiro di “Oltre lo sguardo”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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                <title>Il tennis professionistico femminile introduce il test genetico del sesso: una vittoria per le donne</title>
                <link>https://www.provitaefamiglia.it/blog/tennis-femminile-wta-test-genetico-sesso-biologico</link>
                <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La&lt;strong&gt; Women&#39;s Tennis Association &lt;/strong&gt;ha stabilito che tutte le &lt;strong&gt;giocatrici&lt;/strong&gt; dovranno sottoporsi a un &lt;strong&gt;test&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;genetico&lt;/strong&gt; per la determinazione del sesso al fine di poter competere nel circuito WTA. Una decisione storica per il bene delle donne e per la tutela della loro salute, dei loro diritti e della loro dignit&#224;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il nuovo regolamento&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Secondo l’ultima versione del regolamento, infatti, le atlete dovranno fornire un campione di saliva, sangue o tampone per &lt;strong&gt;verificare&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;la presenza del gene SRY&lt;/strong&gt;, che fa parte del cromosoma Y e causa lo sviluppo di caratteristiche maschili, lo stesso che ha portato all’esclusione dell’atleta Imane Khelif e che ha fatto s&#236; che&lt;a href=&quot;https://www.provitaefamiglia.it/blog/cio-no-atleti-trans-sport-femminili-test-genetico-olimpiadi-2028&quot;&gt; il CIO – finalmente – rivedesse le sue politiche&lt;/a&gt;. Tornando al &lt;strong&gt;tennis&lt;/strong&gt;, il test sar&#224; effettuato una sola volta nella vita di ciascuna giocatrice e solo un risultato negativo, che dimostri l’assenza del gene, &lt;strong&gt;consentir&#224; loro di competere nelle competizioni della WTA&lt;/strong&gt;. In caso di positivit&#224;, le giocatrici saranno sottoposte a ulteriori accertamenti medici prima di poter scendere in campo. La nuova politica prevede inoltre che le atlete firmino un documento in cui dichiarano di poter essere soggette a provvedimenti disciplinari qualora si rifiutassero di sottoporsi ai test.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Addio ai criteri sul testosterone&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;La &lt;strong&gt;precedente politica della WTA&lt;/strong&gt;, aggiornata l’ultima volta nel 2024, consentiva alle cosiddette “donne transgender” – uomini biologici – di competere nel circuito se avevano mantenuto i propri &lt;strong&gt;livelli di testosterone&lt;/strong&gt; al di sotto di 2,5 nmol/L in modo continuativo per i due anni precedenti, anche se attualmente non risultano “donne” transgender note che giocano nel circuito WTA.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;WTA: &#171;garantire equit&#224;&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;&#171;La politica di ammissibilit&#224; delle&lt;strong&gt; donne della WTA&lt;/strong&gt; &#232; pensata per &lt;strong&gt;promuovere pari opportunit&#224; atletiche&lt;/strong&gt; nel tennis professionistico femminile e per &lt;strong&gt;garantire una competizione equa&lt;/strong&gt; per tutte le giocatrici che partecipano ai tornei WTA&#187;, ha dichiarato l’organo di governo della federazione. &#171;Fin dalla sua introduzione nel 1975, la politica di ammissibilit&#224; &#232; stata soggetta a revisioni periodiche alla luce degli sviluppi nello sport internazionale e a seguito della pi&#249; recente revisione, che ha incluso la consultazione con i membri della WTA e l’evoluzione degli standard nello sport femminile, il consiglio della WTA ha approvato una politica aggiornata sull’ammissibilit&#224; delle donne alle competizioni WTA, in vigore dal 2026, basata sul sesso biologico&#187;. La stessa WTA ha inoltre precisato che &#171;si tratta di una questione delicata e complessa&#187; e si &#232; impegnata &#171;a trattare tutte le giocatrici con dignit&#224; e ad attuare la politica in modo rispettoso e ponderato&#187;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:20px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un percorso gi&#224; tracciato da altri sport&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size:18px;&quot;&gt;Il cambio di politica della &lt;strong&gt;WTA&lt;/strong&gt; arriva – come gi&#224; accennato – dopo la svolta storica del &lt;strong&gt;Comitato&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Olimpico&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Internazionale&lt;/strong&gt; in vista delle &lt;strong&gt;Olimpiadi&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Los&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Angeles&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;2028&lt;/strong&gt;, ma anche dopo che altre federazioni sportive hanno fatto altrettanto, come la &lt;strong&gt;World&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Athletics&lt;/strong&gt; che, circa un anno fa, ha annunciato nuove normative, entrate poi in vigore nel settembre 2025, che richiedono alle atlete che desiderano competere nella categoria femminile per le gare valide per la classifica mondiale di sottoporsi a un test genetico &lt;em&gt;una tantum&lt;/em&gt;. Oppure il caso della &lt;strong&gt;World Boxing&lt;/strong&gt;, che ha approvato l’utilizzo del test SRY nel maggio 2025, quando ha introdotto il test obbligatorio del sesso per tutte le atlete che desiderano competere nella categoria femminile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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