La Commissione ONU sulla popolazione e lo sviluppo si è conclusa venerdì pomeriggio con una bella vittoria del buon senso e della verità sull’ideologia e la menzogna.
Dopo che l’amministrazione Trump ha tolto i finanziamenti USA all’UNFPA, i Paesi europei hanno presentato un documento infarcito di neolingua, di concetti neomalthusiani, “diritti sessuali” e di “nuovi diritti”, che è stato bocciato dagli altri Stati membri della Commissione ONU.
Le questioni controverse, sostenute da molti europei e da alcuni latino-americani riguardavano la “educazione sessuale completa”, sulla falsariga degli standards dell’OMS, che si traduce in sessualizzazione precoce dei bambini, propaganda dell’ideologia omosessualista e della fluidità di genere. L’Assemblea Generale dell’ONU aveva già bocciato la “educazione sessuale completa” lo scorso autunno. L’ha di nuovo bocciata poche settimane fa la Commissione ONU sulla condizione delle donne. Questa alla Commissione ONU sulla popolazione e lo sviluppo è la terza sonora sconfitta della cultura della morte che possiamo registrare negli ultimi tempi.
Molte delegazioni hanno anche criticato i nove riferimenti che si facevano alla “salute sessuale e riproduttiva”: hanno chiesto l’esplicita specificazione che non doveva intendersi ricompreso in essa il fantomatico diritto all’aborto.
Gli europei si sono lamentati perché gli accordi siglati alle Nazioni Unite in materia di politica sociale restano obsoleti: devono essere riscritti per includere i diritti sessuali, i diritti LGBT, e “l’educazione sessuale completa”. La stragrande maggioranza degli Stati invece ha plaudito agli interventi di Egitto, Russia, e di diversi Stati insulari del Pacifico, che hanno detto che l’ONU non dovrebbe perdere tempo ed energie nel trattare argomenti controversi e ideologici, ma concentrarsi su i veri problemi relativi allo sviluppo che comportano un sostegno concreto alla famiglia, dove va riconosciuto l’insostituibile ruolo del padre e della madre per la salute psicofisica dei bambini. I “nuovi” diritti umani e altre questioni ideologiche non sono una base condivisa di dialogo a livello internazionale.
I gruppi pro-life e pro-famiglia considerano la bocciatura del documento proposto dagli Europei come una vittoria di enorme importanza.
Redazione
Fonte: C-Fam
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