La prova dell'utilità dell'utilizzo di farmaci che bloccano la pubertà nel trattamento di giovani che lottano con la loro identità di genere è "molto bassa", secondo il NICE la somministrazione di ormoni del sesso biologico opposto per favorire lo sviluppo delle caratteristiche del sesso secondario in cui il bambino si identifica, non è utile e porta ad effetti positivi molto flebili.
Sappiamo tutti che queste sostanze possono causare danni fisici nei bambini a cui sono somministrate per bloccare la pubertà, tra i tanti danni provocati c'è anche la perdita di densità ossea. L'impatto dei bloccanti della pubertà sulla densità ossea è stato rilevato con grande preoccupazione da alcuni esperti . Insomma, vale anche qui il principio di precauzione, davanti alla scarsità di prove cliniche di beneficio e un rischio sconosciuto di danno, la decisione di somministrare queste sostanze "off label" per bloccare la normale pubertà, equivale ad una vera e propria sperimentazione umana non etica. Non c'è altro modo di vedere le terapie che promuovono il transessualismo. Che questa notizia non abbia fatto il giro del mondo, che i maggiori quotidiani internazionali abbiano deciso di censurarla è solo parte della grande campagna globale che promuove invece un ampio uso di farmaci per la trasformazione dei bambini in soggetti senza identità sessuale definita, un mondo di monadi senza origine, meta e autocoscienza di sé che abitino il mondo di domani.
Tuttavia la ricerca e le dichiarazioni del NICE britannico potrebbero evitare che i genitori facciano un terribile errore accettando che i loro figli ricevano trattamenti sperimentali, a danno di tutta la loro esistenza. La conclusione a cui arrivano gli esperti del NICE è scomoda per la trans-agenda, ma utile per chi come noi difende la natura, la dignità e l'equilibrato sviluppo dei bambini.