Una buona notizia dal Regno Unito: siamo fin troppo abituati alle inquietanti cronache relative agli atti persecutori della “Gaystapo” contro chi osa esprimere opinioni in contrasto col gender diktat. Stavolta il buon senso e la ragione naturale hanno prevalso.
Una scuola inglese aveva sottoposto a procedimento disciplinare un’insegnante che ha osato dire – su pressante richiesta di uno studente – che da Cristiana lei crede nella Bibbia e nel matrimonio in essa definito come l’unione tra un uomo e una donna.
La Brannel School di St Austell, in Cornovaglia, alla fine ha riconosciuto il diritto di Victoria Allen a esprimere le sue credenze religiose davanti agli studenti e ha chiesto scusa per il disagio arrecatole durante il processo disciplinare.
La Allen, di fede pentecostale, lavorava con ragazzi con bisogni educativi speciali. Uno studente di 14 anni , autistico, le ha chiesto insistentemente cosa pensasse del matrimonio gay e del movimento LGBT. L’insegnante ha risposto. Ha anche detto anche che l’arcobaleno è un simbolo biblico dell’Alleanza tra Dio e l’Umanità e che quindi non è nato come simbolo dei diritti LGBTQIA(...). La donna è stata sospesa da tutte le mansioni e poi è stato avviato il procedimento disciplinare.
Ora che il preside le ha chiesto scusa formalmente, la Allen sta pensando di chiedere un risarcimento al Tribunale del Lavoro per discriminazione religiosa della scuola contro di lei. I gruppi LGBT QIA(...) come Proud2Be e Stonewall, dal canto loro, hanno protestato per l’esito della vicenda: per questa volta la Gaystapo deve abbassare la cresta.
Redazione
Fonte: LifeSiteNews
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