Può capitare che i medici decidano di espiantare gli organi a donatori che non sono realmete morti?
Accade, purtroppo, che la diagnosi di “morte cerebrale” venga data in modo affrettato e che, appena prima dell’espianto, il “morto” riprenda coscienza: è accaduto a Londra, a Jimi Fritze, 43 anni.
Dato per spacciato, dopo un’emorragia cerebrale, pur non potendo muoversi, né comunicare in alcun modo, Fritze in realtà sentiva tutto quello che accadeva intorno a lui e i discorsi che facevano i suoi parenti, come molte volte hanno testimoniato le persone che si sono riprese dal coma.
Una vicenda da film dell’orrore è stata per lui ascoltare i medici dire che egli era ormai morto e concordare con i parenti affranti la donazione degli organi! Si è salvato perché la sua fidanzata, un’infermiera, ha notato che era divenuto rosso in viso. Ha convinto i medici a continuare le cure e dopo tre giorni Fritze ha cominciato a svegliarsi.
Ora dopo due anni è quasi completamente riabilitato e ha intenzione di far causa all’ospedale. La vicenda è stata riportata dal London Daily Mail.
Francesca Romana Poleggi