«Viaggio nel sesso estremo: “Ecco la via, quanti siete?” – Le sigle, i codici e gli eccessi –
La Milano della trasgressione. Club, case, saune: appuntamento via app poi rapporti non protetti e droghe. Nei locali gay, denunciati dalle ‘Iene’»
Così titola un reportage di Leonard Berberi, sul Corriere.it.
L’appuntamento si prende col cellulare: delle app come Grindr e Hornet consentono anche la localizzazione dei soggetti interessati, grazie al gps. L’invito può essere circoscritto a determinate età e a determinate esigenze, ma poi in quei festini, le persone sono talmente drogate che non si rendono neanche conto di chi viene, chi va, come è e che fa.
Bisogna conoscere le sigle e i codici che consentono l’accesso, altrimenti sei un “neofita” o peggio un infiltrato e le porte si chiudono.
Ma non è difficile trovare un accompagnatore esperto che sia in grado di farsele aprire tutte.
Nei locali si entra solo con la tessera ANDDOS, l’ente che fa cultura, che fa i progetti educativi nelle scuole, che era in lista per ricevere i soldi pubblici dell’UNAR.
Chi ha voglia e stomaco per leggere i particolari delle orge e dei festini descritti dal giornalista del Corriere, faccia pure: basta cliccare sulla scritta blu.
A noi non serve. Ne sappiamo anche troppo, dai racconti di Luca Di Tolve, che da quando aveva 15 anni è stato invischiato in quel mondo osceno, ma che ora ne è fuori da tanto tempo, per grazia di Dio (della Madonna, dice lui), ha una famiglia e dedica la vita ad aiutare i giovani che da quel mondo vogliono uscirne.
Di fronte a questa realtà, per me passano in secondo piano l’associazione ANDDOS e l’UNAR e tutto il giro di soldi e di potere che possono star dietro a certi locali.
A me fa male al cuore leggere certe cose. Per un piacere effimero, che spesso si mischia col dolore, ma di cui si è schiavi e non si riesce a stare senza, non solo si butta via la propria persona (perché il corpo è la persona), non solo si usa e si abusa di altri esseri umani come fossero giocattoli di poco prezzo (e poi qualcuno ogni tanto ci lascia la pelle...), ma si butta via la propria salute e la propria vita, in spregio dell‘AIDS (si fa con nonchanlace sesso BB , che in codice vuol dire “non protetto”), e con la droga: l’emergenza “Chemsex” è stata lanciata tempo fa, ma forse è da omofobi parlarne...
Sia chiaro: la spirale sesso – droga – violenza non è solo omosessuale, e il sesso estremo va ben oltre l’omosessualità. Gli omosessuali, e quelli che praticano il sesso estremo sono solo una delle tessere del mosaico di morte che una certa cultura sta assemblando: la “liberazione sessuale”, in realtà, ha reso schiavi potenziali tutti, uomini e donne. E se non stiamo attenti trasciniamo nella spirale sempre prima e sempre più rovinosamente anche i bambini.
Francesca Romana Poleggi
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