Il fatto che il campione del progressismo LGBT Alessandro Zan abbia esultato di gioia per l’approvazione della Raccomandazione sul “genere neutro” nei documenti di identità dovrebbe indurre l’On. Salini a riflettere meglio su quanto il suo voto favorevole al provvedimento sia stato realmente in linea coi valori moderati e popolari del suo elettorato. In ogni caso, nessuna giustificazione vale a superare il fatto che in campagna elettorale l’On. Salini aveva sottoscritto il Manifesto Valoriale di Pro Vita & Famiglia impegnandosi a “contrastare l’ideologia gender e l’Agenda LGBTQIA+ in qualsiasi atto dell’UE” e a “prevenire e contrastare politiche a favore della cosiddetta auto-affermazione di genere”, impegni disattesi col voto in questione. La Raccomandazione, tanto più perché priva di valore giuridico cogente, poteva e doveva essere respinta anche per la sola e folle previsione del “genere neutro”, così come hanno fatto giustamente gli Eurodeputati di Fratelli d’Italia e della Lega. Il nostro non è affatto un “attacco scomposto”, ma un richiamo dovuto a un preciso impegno politico che l’On. Salini aveva assunto in forma pubblica e che non ha trovato riscontro all’atto pratico. Di questo, gli elettori della Circoscrizione Nord-Occidentale saranno debitamente informati.
Così Antonio Brandi, Presidente di Pro Vita & Famiglia Onlus, in merito.