Lo scorso fine settimana, con molti amici, rappresentanti di associazioni e cittadini, ho partecipato con convinzione alle due manifestazioni in difesa di Piazza Verdi, contro il “progetto Buren”. Tra i vari slogan, mi ha colpito quello che diceva: “Questi pini sono spezzini!”, con riferimento ai dieci pregevoli pini marittimi della piazza, che sono tuttora a rischio di taglio da parte dell’amministrazione comunale. Ma appena ho sentito lo slogan, ho subito avvertito una voce, che diceva: “Questi bimbi sono spezzini!”.
Sicuramente pensavo alle numerose generazioni di spezzini che hanno frequentato negli anni le scuole di Piazza Verdi, dall’asilo al liceo. Ma, soprattutto, ho pensato ai tanti bambini – quasi uno al giorno, nella provincia della Spezia – che vengono uccisi con l’aborto. Ben oltre diecimila sono i bambini morti dall’entrata in vigore della legge 194. Se fossero rimasti in vita, oggi, a Spezia, ci sarebbero più giovani studenti, ma anche professori, professionisti, impiegati, etc. Ci sarebbero alcuni imprenditori, che avrebbero potuto creare opportunità di lavoro. E amministratori, che forse Spezia la governerebbero meglio degli attuali. Sicuramente, molti di tali giovani contribuirebbero a pagare le pensioni e le spese per una città che invecchia e che fatica a pensare al suo futuro.
Sono molto contento che Spezia si stia mobilitando per difendere Piazza Verdi, il cui degrado maggiore è dato dai cassonetti delle immondizie, che non dovrebbero proprio esserci, o almeno andrebbero svuotati più frequentemente. E spero che il “progetto Buren” venga accantonato. Tuttavia, partecipando alle manifestazioni, ho sentito ancora più forte l’urgenza che gli spezzini si mobilitino “senza se e senza ma” per difendere la vita dei propri concittadini più indifesi, i bambini nel grembo della madre. Su di loro si gioca anche il nostro futuro. “Questi bimbi sono spezzini!”.
di Francesco Bellotti, presidente provinciale Movimento Cristiano Lavoratori