04/04/2025 di Luca Marcolivio

Bologna. Il Consigliere Di Benedetto presenta interrogazione su libro Lgbt a bambina, ma Giunta rimane in silenzio

L’Emilia-Romagna, com’è noto, è da sempre “all’avanguardia” in tema di politiche Lgbt+. Il radicamento della mentalità arcobaleno è particolarmente forte, finanche nel delicatissimo nodo della propaganda gender nei confronti dei minori. Una presenza, ahinoi, così forte e radicata che quando il legittimo e auspicabile dissenso di cittadini, famiglie e genitori viene fuori, è subito sommerso dal dileggio e dall’intolleranza. L’ennesima querelle è venuta alla luce, allorché, durante una visita scolastica, una bambina di undici anni avrebbe preso in prestito dalla biblioteca comunale “Oriano Tassinari” ubicata a Villa Spada, a Bologna, un libricino in cui si fa menzione esplicita dell’omosessualità e del transessualismo. Si tratta del terzo volume della serie a fumetti Heartstopper di Alice Oseman, presente nella sezione “Giovani adulti dai 12 anni in su”.

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Le barricate ideologiche Lgbt

La vicenda non è sfuggita all’opposizione di centrodestra in Consiglio Comunale e, in modo particolare, al consigliere leghista Matteo Di Benedetto, firmatario di un’interrogazione rivolta al sindaco Matteo Lepore, che ha immediatamente scatenato le reazioni piccate della comunità Lgbt+ felsinea. «L’idea che questa esistenza dovrebbe essere nascosta ai minori è esattamente lo stesso argomento usato da Orbán per vietare i pride in Ungheria», è stato il commento del Centro di Documentazione “Il Cassero”, uno dei più antichi think tank Lgbtqia+ d’Italia.

L’interrogazione comunale

Cos’è, tuttavia, che il consigliere Di Benedetto ha contestato? L’interrogazione dell’esponente leghista chiede in primo luogo «informazioni circa i libri conservati presso la biblioteca comunale di Villa Spada e presso ogni altra biblioteca comunale di Bologna». Alla luce dell’episodio venuto allo scoperto, Di Benedetto domanda all’amministrazione del capoluogo emiliano «se risulta normale che vengano consegnati ai bambini e ai ragazzi, sia se portati in visita dalle scuole, sia se giunti autonomamente in biblioteca, libri con temi legati alla sessualità».

«Infatti - argomenta il consigliere leghista - si ritiene inopportuno che spazi pubblici e risorse pubbliche vengano utilizzati per portare verso l’ipersessualizzazione minori del Comune di Bologna, specialmente se all’insaputa dei genitori, come nel caso di specie, dato il diffuso problema a livello giovanile». Al contempo Di Benedetto chiede «in base a quale legge la biblioteca consegna libri ai minori senza il consenso dei genitori [...] se e quante risorse vengono utilizzate per l’acquisizione e la diffusione di questi libri da parte delle biblioteche comunali e del Comune di Bologna» e anche «quanti di questi libri, come il libro Heartstopper, sono presso la biblioteca di Villa Spada e presso ogni altra biblioteca».

Inoltre, l’interrogazione chiede conto di «quante volte il libro in questione, in ogni biblioteca, è stato preso in prestito e quante volte il prestito da minorenni» e «con quali criteri vengono classificati i libri e in base ai quali parametri libri come quello in questione vengono qualificati come libri che possono avere come potenziale destinatario anche un minorenne». In conclusione, Di Benedetto domanda «quali associazioni hanno voce in capitolo nella proposta nella scelta dei libri presso le biblioteche comunali e quante e quali per questo servizio ricevono risorse».

Il silenzio della Giunta Lepore

Secondo quanto riferito da Di Benedetto a Pro Vita & Famiglia, ad oggi la Giunta Lepore non ha risposto alla sua interrogazione, tuttavia «alcuni consiglieri di maggioranza sono intervenuti dicendo che non toglieranno quei libri dalle sezioni per minori». Quanto alla vicenda nell’occhio del ciclone, il consigliere leghista ricorda che la cessione del fumetto Lgbt è stata denunciata dalla madre della stessa undicenne. La donna recatasi alla biblioteca per avere spiegazioni si sarebbe sentita rispondere che nella biblioteca «vige la libertà». «Peccato che lo facciano a spese nostre», commenta amareggiato Di Benedetto, che puntualizza: «L’ipersessualizzazione delle nuove generazioni è un problema riconosciuto e condiviso, che ha un impatto sulla crescita dei giovanissimi. La scuola e le biblioteche pubbliche non dovrebbero promuoverla. Questi libri non dovrebbero stare nelle biblioteche pubbliche, nelle sezioni per i minori. Chiedo al sindaco di adoperarsi per l’immediata rimozione di questi libri propagandistici da quegli spazi. Se qualcuno ha velleità indottrinanti verso le nuove generazioni, può provare a portarle avanti, ma lo deve fare coi suoi soldi e in strutture private, non con quelli dei contribuenti».

E il consenso informato?

In conclusione, il consigliere leghista rilancia l’importanza del consenso informato e ribadisce: «I genitori devono sapere prima chi saranno le persone che non fanno parte del corpo scolastico che dovrebbero interagire coi loro figli e dovrebbero ricevere anche i relativi CV. Troppo spesso, infatti, vediamo attivisti delle associazioni lgbt che entrano nelle scuole per indottrinare bambini e ragazzi, sotto la copertura di corsi che formalmente avrebbero tutt’altro tema. Basta finanziamenti buttati in propaganda e fuori l’ideologia dalle scuole e dalle strutture pubbliche! Il primato educativo dei genitori sia ristabilito e rispettato».

 

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