L’Estonia è un paese piccolo, con poco più di un milione di abitanti. E’ anche uno dei paesi più atei del mondo, secondo le statistiche: dopo la dittatura comunista sovietica, sondaggi recenti dicono che il 54% della popolazione si dichiara non credente. Il 16.7% è credente, ma non segue una religione in particolare, il 9.9 % è ancora Luterano; il 16.2 %, di etnia russa, è Ortodosso e il 2.2 % Cristiano di altre chiese.
Un paese così poco religioso, quindi con pochi “bigotti, intransigenti, cretini...” (come chi scrive), sarà aperto al progresso e al riconoscimento dei matrimoni e delle adozioni gay? Questo pensava il Forum europeo dei gruppi cristiani Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender quando ha fatto il suo giro di conferenze nel nord Europa, recentemente. E questo pensano le lobby omosessualiste che vorrebbero usare l’Estonia come “porta” per invadere anche l’Est europeo, che generalmente è molto refrattario ad andare contro le leggi di natura: penetrarvi attraverso la Polonia, l’Ungheria, la Lettonia o la Lituania è molto arduo...
E invece, nonostante l’appoggio dell’Unione Europea e i soldi della fondazione “Open Society”, di Soros, i cinque tentativi fatti dal 2005 a oggi di introdurre il matrimonio omosessuale in Estonia sono falliti.
Ultimamente, ad Aprile, 40 deputati hanno proposto una legge per le unioni civili: la fondazione Perekonna ja Traditsiooni Kaitseks (per la difesa della vita e della famiglia) ha lanciato un appello via internet , il 19 maggio, chiedendo di mandare lettere ed e mail ai parlamentari invitandoli a bocciare la proposta. In sole 24 ore ono state inviate 44.000 e mail. Dopo neanche 10 giorni sono state quasi 200.000. Varro Vooglaid, autore della petizione, ha detto a LifeSiteNews.com, che la Sezione 27 della Costituzione estone chiede espressamente al legislatore di proteggere la famiglia come base e fondamento della società. Nella lettera di protesta i mittenti minacciano chiaramente i deputati di negare loro il voto alle prossime elezioni del 2015, se si schierano a favore di qualsiasi modifica della Costituzione o del concetto naturale di famiglia.
Dopo di ciò il progetto di legge è stato quindi tolto dall’ordine del giorno e rimandato a data da destinarsi.
Bella lezione di diritto naturale: non è questione di preti, o di cattolici oscurantisti: la legge naturale è scritta nel cuore di ogni uomo ragionevole e “di buona volontà”.