11/02/2015

I “cattivi cattolici” insegnano a difendersi dal gender...

Come abbiamo detto, l’incontro a Foggia di Gianfranco Amato sulla “buona scuola”, tenutosi qualche giorno fa, è stato un successo, quanto a consenso e partecipazione.

La cosa ha evidentemente dato fastidio, in luoghi che da molti sono considerati roccaforte dell’ideologia LGBT. Perciò sono piovute da tutte le parti critiche e accuse indignate di omofobia.

Con molto piacere pubblichiamo il comunicato della Manif Pour Tous, pubblicato su Il Quotidiano.it, in risposta a tali accuse e alle dichiarazioni degli esponenti politici pugliesi sull’evento.

In particolare ci associamo alla Manif nell’esprimere la nostra solidarietà all’assessore Calabrese che è fatta oggetto di insulti, attacchi mediatici e politici per essersi definita “innanzi tutto una mamma” che vuole educare liberamente i propri figli.

”L’Associazione La Manif Pour Tous ITALIA circolo territoriale diFoggia, organizzatrice della conferenza “La buona scuola: come difendersi dal Gender?”, apprende con viva preoccupazione le dichiarazioni sconcertanti della responsabile organizzazione della segreteria del PD di Capitanata, Lia Azzarone e dell’ex consigliere comunale Leonardo De Santis.
Ci sentiamo in dovere di smentire le affermazioni della Azzarone e di De Santis, i quali peraltro non ci risulta fossero presenti alla conferenza. Conferenza definita da loro come “manifestazione volgarmente razzista” e di “propaganda omofobica durante la messa”.
Accogliamo mestamente queste accuse, lasciando che siano le persone che sono state REALMENTE presenti al convegno, e la registrazione dell’evento già disponibile su YOUTUBE, a parlare per noi.

Chi ha avuto modo di ascoltare DIRETTAMENTE il convegno potrà riferire se quelle che ha ascoltato, siano state “parole di odio” o “idee malsane che alimentano il conflitto sociale”. Ci sembra invece di aver sottolineato la piena apertura e accoglienza alle persone omosessuali, peraltro presenti anche nello staff di alcuni circoli territoriali de La Manif Pour Tous, con ruoli importanti.

Purtroppo, chi ha fatto certe dichiarazioni, ha dirottato l’attenzione da quello che era il vero argomento della conferenza: l’educazione all’ideologia Gender nelle scuole italiane. Sebbene La Manif Pour Tous sia un’associazione apolitica e aconfessionale, e visto che la Azzarone si definisce “cattolica”, chiamando in causa anche il ns Vescovo Mons. Pelvi affermando che “i cattivi cattolici sono quelli che insegnano a difendersi dal gender”, ci preme ricordare le recenti parole di Papa Francesco da Radio Vaticana:

”Nel volo di rientro da Manila il Papa, come aveva già fatto nell’incontro con le famiglie filippine, è tornato a denunciare la “colonizzazione ideologica” del gender che attraverso le scuole tenta di “ridefinire l’istituzione del matrimonio” e “distruggere la famiglia”. Francesco ha paragonato tale ideologia alle dittature totalitarie del secolo scorso ricordando come anche al Sinodo sia stato denunciato il tentativo di condizionare lo sviluppo dei Paesi poveri all’introduzione del gender.”

Riguardo De Santis invece, secondo il quale non facciamo “mistero di voler disattendere orientamenti educativi e pedagogici non discriminatori voluti dallo Stato e dalle agenzie pubbliche”, non possiamo che citare il Sottosegretario di Stato del MIUR Gabriele Toccafondi che, in una lettera inviataci in occasione della conferenza, afferma:
La lotta a ogni discriminazione è doverosa e va combattuta nelle scuole insieme ai ragazzi e ai loro genitori, ma nessuno può utilizzare la lotta alla discriminazione per parlare di altro. […] Su questi temi – educazione alla sessualità e all’identità – il compito primario spetta alla famiglia, e non può essere nessun altro istituto educativo, neppure la scuola, a imporre una sua visione, a maggior ragione se orientata in senso ideologico e unilaterale, come fanno i famosi libretti dell’UNAR”.

Augurandoci che in futuro ci si informi prima di esporsi a pubbliche dichiarazioni che rischiano solo di creare confusione e fraintendimenti su temi così delicati come l’educazione nelle scuole e l’ideologia Gender, come associazione rimaniamo a completa disposizione per ogni informazione in merito. Ne approfittiamo anche per esprimere una calorosa solidarietà all’assessore Carla Calabrese, che coraggiosamente si è esposta a queste prevedibili, ma non inevitabili, critiche”.

Redazione

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