Anche in India sbarca il cosiddetto “terzo sesso”. Grazie ad una sentenza della Corte Suprema indiana viene infatti istituita una categoria ulteriore rispetto alle due tradizionali –maschio e femmina- in cui possono identificarsi le persone transgender anche nei documenti ufficiali.
Da ciò ne conseguirà, oltre al riconoscimento formale dell’esistenza di un sesso extra, anche l’attivazione di tutta una serie di politiche sociali, assistenziali, formative, economiche ed occupazionali per permettere la piena integrazione nella società degli appartenenti a questo terzo sesso. Tutto, come da copione, in piena rispondenza con la cultura delle pari opportunità.
Ma che caratteristiche devono avere per iscriversi in questa categoria? Molto basiche: possono essere persone che hanno mutato il proprio corpo ma anche semplicemente coloro che si presentano in un modo tale da non corrispondere al sesso di nascita.
Anche in quella che si credeva essere una società conservatrice, quella indiana appunto, per via giurisdizionale è stato innestato il seme della cultura gender che ha portato ad esiti francamente inimmaginabili.
Questa sentenza è pervenuta in tempo utile per poter inserire tale nuova opzione nei registri degli elettori per le imminenti elezioni politiche e, così viene annunciato dal quotidiano The Guardian, già 28 mila individui si sarebbero identificati come terzo sesso.
Redazione