Jessica Ricke, nel 2005, era fermamente convinta di abortire. Ora, una decina di anni più tardi, è un’attivista pro vita. E già questa è una buona notizia.
Quando andava spedita, con un’amica, verso la clinica Planned Parenthood dove aveva deciso di terminare la vita del bambino non desiderato, non programmato che portava in grembo, Jessica ha visto il cartello di un centro di aiuto alla vita. La sua amica la spingeva ad andare verso la Planned Parenthood, invece Jessica è voluta andare al centro per la vita.
Le hanno offerto aiuto materiale e morale, le hanno consigliato come spiegare la situazione in famiglia (lei era senza padre) e al giovane con cui aveva concepito il bambino: lui – incredibilmente – si è sentito responsabilizzato e l’ha sostenuta a sua volta. Tutti i problemi che in quel momento sembravano insormontabili si sono pian piano risolti. Ha anche potuto finire gli studi.
Ha offerto la sua testimonianza per aiutare il centro pro vita a raccogliere fondi per allestire un’unità mobile, per offrire la pillola che salva il bambino se la madre si pente d’aver preso la prima dose di RU486 e soprattutto ringrazia ogni giorno la decisione di aver accolto suo figlio, Elia, che è la luce dei suoi occhi.
Jessica non si è pentita d’aver scelto la vita e non l’aborto. Nessuna donna che ha scelto la vita si è mai pentita. Questa è la Buona Notizia che dovremmo dare a tutti...
Redazione
Fonte: LifeSiteNews
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