Su Tempi è stato pubblicato un articolo a proposito dell’omofobia.
A sentire alcuni, sembra che sia il flagello che colpisce la maggioranza degli Italiani, una vera e propria malattia mentale che – sempre secondo alcuni – hanno quelli che odiano gli omosessuali.
Invece l’articolo di Tempi di cui vi parliamo si intitola:”L’Italia omofoba? Mica tanto. E non lo dice Mario Adinolfi ma i dati dell’Unar“
L’Ufficio Nazionale Andidiscriminazioni razziali, un ente pubblico (che dipende dal Ministero delle Pari Opportunità) ha dichiarato che il motivo principale per il quale le persone si sentono discriminate è la razza o l’etnia.
Ne parla #Truenumbers, che riporta sempre numeri, dati, di fonte ufficiale, e non “sensazioni o episodi di cronaca”.
I più grandi discriminatori sono i mezzi d’informazione, che hanno pubblicato “titoli razzisti, articoli discriminatori, fotografie fuorvianti” che gettano discredito su un’etnia o una razza.
Sul posto di lavoro, invece, nel 2014 “le denunce arrivate dagli omosessuali sono appena il 2,38 per cento del totale, ultimi in classifica. Significa che sul posto di lavoro sono molto più discriminati di loro gli anziani e le persone disabili”.
La cosa non ci sorprende: dati simili vengono registrati da anni. Del resto come può considerarsi omofobo un Paese dove omosessuali dichiarati sono persone di successo nel mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo e della politica?
Ma – si sa- l’ideologia è cieca alla realtà.
Redazione
DIFENDIAMO I BAMBINI E LA FAMIGLIA DAI TENTATIVI DI LEGALIZZARE LE UNIONI CIVILI
“Solo il 2,4 per cento delle denunce per discriminazioni sul lavoro arrivate all’Ufficio preposto del governo riguarda omosessuali. E nel 24,9 per cento di tutti episodi segnalati sono i mezzi di informazione a beccarsi un’accusa di “odio”