Siamo lieti di sentire le voci dei deputati e dei senatori che abbiamo eletto in Parlamento parlare contro l’indottrinamento dell’ideologia gender.
Questa volta lo ha fatto la Giorgia Meloni (FdI), che ha voluto “accendere i riflettori” sulla grande manifestazione che si è tenuta sabato 20 a Roma, alla quale ha partecipato oltre un milione di persone.
La gente in piazza diceva NO al ddl Cirinnà, SI’ alla famiglia, NO all’indottrinamento gender nelle scuole.
Certamente la gente vuole, come dice la Meloni, “valorizzare e difendere la famiglia, completamente abbandonata da questo Governo, e attirare l’attenzione sul tema della diffusione della cosiddetta teoria del gender nelle scuole di ogni ordine e grado”.
E prosegue: “Siamo tutti mobilitati sul tema della lotta alla discriminazione, ma questa non deve essere confusa col tentativo di imporre a bambini di tre, quattro, cinque o sei anni delle ideologie legate ai loro presunti e futuri orientamenti sessuali. La discriminazione si combatte anche utilizzando la scuola, ma il principio da cui bisogna partire è il rispetto delle differenze, non il loro annullamento. Non si combatte la discriminazione insegnando ai bambini che non hanno una differenza sessuale, che il genere non c’entra nulla con la sessualità biologica e che si sceglie liberamente tra cinquanta opportunità illustrate in un opuscolo distribuito nelle classi. La scuola italiana ha ben altre priorità di cui occuparsi”.